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La programmazione nella scuola dell'autonomia

La scuola elementare, come si legge nella premessa ai Nuovi Programmi dell'85, è di fondamentale importanza per lo sviluppo della personalità del fanciullo, in quanto uno dei suoi principali compiti è quello della "prima alfabetizzazione culturale" intesa come acquisizione di tecniche e di competenze, di promozione di capacità e non solo di statiche ed inerti informazioni. Essa consente di realizzare un corretto e completo processo di evoluzione, finalizzato alla formazione integrale dell'uomo e del cittadino nel rispetto dei principi della nostra Costituzione e della Dichiarazione Internazionale sui diritti dell'uomo e del fanciullo.

A questo scopo assume rilevante importanza la figura dell'educatore, la sua capacità intuitiva, espressiva e la sua professionalità che si esplicano programmando l'azione educativa e didattica nello spirito della logica curricolare e del documento programmatico nazionale.

Programmi Ministeriali

Parlare di Programmi Ministeriali per la scuola elementare, è parlare di una serie di direttive redatte da esperti indicanti gli obiettivi, i contenuti, le finalità e i mezzi. Essi sono uguali su tutto il territorio dello Stato, garantendo in questo modo, l'unitarietà della cultura, ma nello stesso tempo, non sono sempre adatti a soddisfare le specifiche esigenze locali.

Proprio per il superamento delle difficoltà applicative che possono presentare tali programmi, si è sentito il bisogno della programmazione curricolare, che predispone un'adeguata organizzazione didattica affinché il programma venga svolto movendo dalle effettive capacità ed esigenze degli alunni. Programmare, quindi, significa adattare i programmi alle varie esigenze, senza peraltro lasciare nulla al caso e all'improvvisazione.

Sviluppo storico della programmazione

Il bisogno di organizzare un piano di lavoro è accennato già nei Programmi del '45 ispirati al Pragmatismo e alla pedagogia di Dewey. Anche nei Programmi del '55 viene ribadita l'esigenza che l'insegnante formuli un piano di lavoro che potrà eventualmente aggiornare in base alle mutate circostanze.

Questa istanza si è andata sempre più rafforzando in rapporto agli sviluppi del contesto socio-culturale, agli sviluppi della psico-pedagogia e allo sviluppo democratico della scuola. I Programmi dell'85, basati su una cultura laica e pluralista, dedicano il 2o paragrafo della 3a parte alla programmazione didattica e il IV alla valutazione.

Progettazione e valutazione normativa

Dal punto di vista normativo, la progettazione e la valutazione sono parti fondamentali del processo educativo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

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