Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

periodici siciliani “Il vomere” viene illustrata e promosse iniziative e scopi

festa degli alberi e lo schedario

dell’attività della scuola come ad esempio l’annuale

degli obbligati( lotta contro l’analfabetismo ), un’anagrafe dell’obbligo che diventerà

ufficiale nel 1918; vennero istituite delle classi speciali per i ritardatari .L’esperienza

dei R.Ginnasi Magistrali si conclude nel 1923 in conseguenza della riforma gentile.

Nominato nel 1923 Primo Regio Ispettore Scolastico della Circoscrizione di Trapani,

continuando a promuovere un modello di scuola per tutti. Numerosi riconoscimenti

giungono Crimi per l’attività prestata a Trapani: da parte del Ministero, dell’

Amministrazione locale Italiana per l’Igiene nel 1926 per l’attività igienica svolta

dalla scuola gli attribuisce un Diploma di speciale benemerenza. Nel 1927 Crimi

subisce il provvedimento di trasferimento d’ufficio a Legnano ( trasferimento per il

rifiuto da parte di Crimi di far cantare ai bambini “giovinezza” per la chiusura

dell’anno scolastico. A distanza di qualche mese Crimi proverà a far ritorno in Sicilia

senza alcun risultato. Ciò non gli permette di continuare ad operare a favore della

scuola attiva, delle scuole – laboratorio, delle scuole campo, delle colonie per

fanciulli bisognosi ecc. A Lanciano sarà ispettore Scolastico in Abruzzo dal 1927 al

1939. Tra i suoi scritti più importanti in questo periodo:

- I campi scolastici;

- I programmi dei miei maestri;

- Contributo della scuola alla redazione del latifondo siciliano.

Gli ultimi anni li trascorre a Pescara,collaborando con la presidenza dell’Ente Asili

Rionali del quale diverrà commissario Straordinario. Chiamato per il servizio alla

fine della II° guerra mondiale. Muore nel 1963

CAPITOLO 6

Nel 1909 viene pubblicato un volumetto intitolato “ L’etica di Kant e il suo valore

“ di Michele Crimi. Nell’opera Michele Crimi: un manager della scuola,

educativo

viene accennato il ruolo che Kant e Pestalozzi hanno esercitato come punti ideali

entro cui si sarebbe snodata la vicenda intellettuale dell’educatore trapanese. La

figura di Pestalozzi ha costituito un polo di riferimento. La lettura e lo studio della

filosofia di Kant hanno avuti un peso determinante nel periodo della sua formazione

culturale. Il titolo del volumetto appare come un vero e proprio “ saggio di pedagogia

“. Crimi si proponeva, attraverso una “ sintesi sommaria “ di alcuni motivi salienti, di

quel sistema etico, di mostrare quali servigi esso potesse rendere agli educatori.

L’interesse di Crimi per Kant appare motivato dalla evidente volontà di chiarire a se

stesso dal il punto di vista teorico alcuni aspetti di quella dimensione pedagogica –

educativa che costituì un punto di riferimento per tutta la sua esistenza. L’opera di

Crimi era articolata in 3 parti:

- la prima dal titolo “ La morale di E. Kant “, si proponeva di esporre in maniera

sintetica i concetti cardine dell’etica di Kant. Crimi si sofferma sul tentativo di Kant

di fondare una metafisica dei costumi, attraverso l’individuazione di principi morali

di valore universali. Crimi sottolinea la posizione centrale che veniva affidata alla

ragione, che secondo il pedagogista trapanese, è una prassi educativa che sviluppa la

capacità di autocritica degli allievi. Crimi affronta il problema del duplice destino

dell’uomo in quanto essere sottoposto alle leggi della natura e al tempo stesso libero,

in un mondo dove regna l’autonomia, ecc.

- la seconda parte del lavoro si intitolava “ La morale e la personalità umana “; Crimi

aprì questa 2° parte con una critica nei confronti di un positivismo diretto a formulare

nella morale una “ concezione “ ristretta. Crimi sosteneva di poter ricavare i principi

che debbano informare le teorie educative attraverso lo studio della personalità

dell’educando. Ciò era in contrapposizione con Kant. Per spiegare ciò, Crimi

richiamò una sua esperienza del 1902, presso un laboratorio di pedagogia scientifica;

laboratorio dotato di apparecchi antropometrici, di psicofisica, di psicometria, di

materiali per i test mentali in cui gli allievi acquistano una conoscenza materiale dei

ragazzi, ma inoltre dove la mancanza di una cattedra di filosofia appariva

all’educatore siciliano un sintomo di miseria della scienza dell’educazione. Nel 1917

Crimi manifesta una posizione polemica in una relazione sui “ Programmi dei R.

Corsi Magistrali “. Crimi rivolge anche l’attenzione ad alcuni aspetti della

fenomenologia della “ pratica della vita morale “.

-la terza parte si intitola “ La vita dello spirito e la pubertà “: Pubertà, epoca cruciale,

ai fini della formazione della personalità e del carattere, contraddistinta da un insieme

di profonde variazioni fisiche e psichiche; ad opporre concorrenza una forte

disciplina della vita spirituale

Cap 7

L’indagine condotta nel corso della giornata di studio è servita a ricostruire una ricca

stagione di sperimentazione educativa. Salvoni, maestro ed educatore milanese ha

dato molti contributi per il proprio pensiero e per il suo carattere sperimentale e

innovativo, per il proprio impegno e per una molteplicità di motivi come le pratiche

d’insegnamento avuto con Michele Crimi, egli può essere inserito nella giornata di

studi. Salvoni e Crimi danno al ricercatore di oggi molte esperienze di notevole

interesse anche se presentano un carattere framentario, senz chiari intenti di

ricostruzione d’insieme con cui ad entrambi si è guardato in questi anni. Il desiderio

di parlare di Salvoni è venuto fuori dalla lettura dei frquenti rimandi di Crimi.

All’interno degli scritti di Michele Crimi traspare l’intento di ricostruire il contributo

di pensiero dell’eductore milanese con un approccio orientato a valorizzare l’ordine

peculiare, con cui le teorie e i modelli di Salvoni si connettono tra loro in funzione

del vissuto presonale dello studioso. La dott. Viviana La Rosa ha tentato di

ripercorrere le diverse stagioni di vita e di azione di Salvoni, egli viene definito come

il pioniere dell’attivismo in Italia, inoltre in uno scritto Salvoni compare come un

innovatore per le riforme della scuola. Lombardo Radice nel 1934, editore di Salvoni,

esprime il suo dispiacere per la sua morte ed esprime la sua felicità per essere stato il

suo editore. L’opera più nota di Salvoni è “Un ventennio di scuola attiva”, viene

pubblicata in più tomi da Radice. I tre volumi contengono, le attività educative

realizzate presso l’isituto Carducci. La racolta è organizzata secondo date

cronologiche e inoltre l’autore cura la pubblicazione in ogni particolare, questo

lavoro sarà conosciuto da molti autori come Bovet, Claparede, Cousinette, Crimi ecc.

Salvoni si forma nel periodo del positivismo in Italia ed inoltre, in tale periodo, viene

chiamato ad operare in campo educativo. Crimi e Salvoni tentano di modificare

qualcosa, in questo periodo, come il creare un modello di formazione dell’uomo teso

a porne in valore il ruolo di costruttore e libero fruitore di cultura, valorizzando la

qualità di apprendimento che deriva dalla spontaneità degli interessi dell’allievo.crimi

e salvoni si basano le loro indagini sullo studio della personalità esteriore .per crimi

l’esasperazione degli assunti di principio di tale studio conduce a rischio di

promuovere una concezione eteronoma della morale , salvoni invece sottolinea

l’importanza del corretto scambio e dialogo della pedagogia scientifica della

pedologia e della psicologia genetica con quelli delle scuoe nuove.maurilio salvoni

nella sua applica un insegnamento ad indirizzo attivo , che conosce attraverso la

lettura di Decroly , claparede e Dewey, essi riconoscono molta importanza al lavoro

manuale, al principio democratico ecc. salvoni ètra i primi in Italia a studiare il

metodo della ginnastica grafica di Tadd e ad applicarne i criteri nella propria scuola.

Nel 1910-1911 a milano , salvoni, sempre molto interessato allo sperimentalismo,

adotta il metodo montessori per l’insegnameto della scrittura e della lettura.nl 1910

anzi più sistematicamente nel 1917 Salvoni attiva i caratteri di una riforma della

Scuola Normale. Salvoni si battè affinché la classe docenti andava introdotta allo

studio delle scienze sperimentali nella Scuola Normale, affinché si poteva realizzare

nella pratica educativa la reciproca interdipendenza e quel continuo rapporto tra

mezzo a fine. Salvoni costruisce una fitta rete di relazioni internazionali con i

promotori delle scuole nuove di numerosi paesi europei e inoltre si reca di persona tra

il 1913 e il 1914 a visitarne alcuni, in quest’occasione ha modo di conoscere

Claparede. Nel 1914 si reca presso l’ecolè umanitarie di Loren ad Amsterdam, la

scuola Bruxelles per normali e quella per anormali di Uccle-Bruxelles che gestiva

Decroly. Questa scelta di analizzare di persona, le scuole nuove, ha meritato

l’attenzione di Crimi, anch’egli interessato alle innovazioni pedagogiche. Crimi legge

il resoconto di queste esperienze di Salvoni e ne rimase estasiato a tal punto che invia

una lettera a Salvoni nella quale viene cordialmente autorizzato dall’amico nel 1932 a

inserire alcune sezioni nel volume ll’interno di una possibile antologia della scuola

attiva. Da Devey Salvoni né assimila il valore riconosciuto alla dimensione

espressiva e creativa del bambino. Con Caterina Dopp, allieva di Devey, avviò un

progetto di insegnamento culturale perché storico e valutativo dell’attività umana

odierna. Salvoni rinuncia alla direzione del suo istituto nel 1918 circa perché avvia un

precorso di coltura, ispirato agli studi di Claparede e Devey. Salvoni postula l’idea di

una necessaria relazione tra l’evoluzione delle movenze e la storia delle circostanze

di vita dell’allievo che nn può essere trascurato nel prospettare opportunità di

apprendimento. Da Ferretti Salvoni riconosce l’originalità di contributo, nel quale il

bambino va incoraggiato spontaneamente a seguire un percorso di apprendimento. La

cultura, costituisce l’espressione di un bisogno d’azione, prodotto del naturale

intracciarci tra conoscenza ed azione. Ogni conoscenza scaturisce da un’azione,

poichè la formazione dei giovani non può farsi che nell’azione e con l’azione. Sulla

base di questi principi Salvoni dal 1917-18 e dal 1918-19 da avvio alla

sperimentazione di un corso di coltura prospettando attività pomeridiane parallele con

quelle scolastiche basate sul gioco imitativo realizzato da un bambino libero. Il

successo di questo corso porta Salvoni ad estendere una cura particolare a spazi e

tempi delle attività, così che gli alunni potessero lavorare liberamente. Per tutto ciò

per divulgare il metodo, era necessario dare all’inziativa un riconoscimento pubblico,

per questi motivi Salvoni attraverso l’appoggio di un comitato promotore, sostituisce

il corso con una vera e propria scuola di educazione dell’attività spontanea. Dopo

aver strutturato le attività spontanee e realizzato una formazione dei maestri, egli

avrebbe potuto divulgare le attività realizzate dalla Seas ad ogni ordine di studi. Nel

1922 salvoni, dirige l’istituto carducci di como, nel quale il 14 gennaio 1923 avvierà

un corso popolare , nel quale avvierà i suoi intenti durante lanno il corso subisce

modificazioni a causa delle riforme della scuola apportate dal ministro Gentile, fino a

che il corso viene eliminiato . dal 1922 al 1928 salvoni dirige un museo didattico

circolante , e qui il suo scopo fu quello di agevolare la didattica delle scienze

attraverso l’uso dei sussidi didattici adeguati.su proposta di salvoni , il museo

illustrerà la storia del lavoro, dell’industria e della tcnica. Nel 1922egli, pubblica un

periodico per insegnanti che poteva aiutarli a prendere conoscenza della metodica di

questa pedagogia. L’idea di fondo ke connota l’organizzazione museo è ke la storia

di evoluzione dell’umanità , soprattutto per i periodici preistorici e protostorici ,

rispecchia nei manufatti , nei gioki le attività spontane caratterizzanti il percorso che

il fanciullo compie alla ricerca di se stesso. Nel dikiarato intento di assecondare i

criteri generali prospettati dalla riforma gentile lo studioso invita educatori e docenti

ad ideare tutto quello ke poteva favorire lo studio nel 1929 salvoni ritorna a dirigere

il suo istituto milanese . cosi si apre l’ultimo periodo atroce della sua vita. Il 26

dicembre 1933 a soli 54 anni salvoni morirà a causa di una malattia polmonare .

l’istituto verrà prima tenuto da una cugina e in seguito verrà kiuso . le memorie

dell’attività svolta da salvoni sono state raccolte dal gruppo d’azione per le scuole del

popolo.

CAPITOLO 8

Crimi nonostante la sua dedizione e impegno è rimasto nell’oscurità fin quando sono

state effettuate delle ricerche sui pedagogisti siciliani . l’indagine su Crimi è molto

interessante e significativa, egli ha avuto molte correlazioni con vari personaggi poco

noti anche se emerge , anche dai sui scambi epistolari l’esigenza di portare alla luce

quei gravosi segni di nebulosià tematica . nel tentativo di riportare alla luce pagine di

pedagogia la dott. Gabriella D’aprile richiama l’attenzione sul contributo didattico –

educativo delle sorelle Ida e Rina Nigrisoli (2 monachelle di Ferrara).esse furono

impegnate in un esperimento di scuola – giardino . delle due sorelle non hanno avuto

abbastanza materiale da cui poter riportare alla luce pagine di pedagogia , ma solo

delle testimonianze di crimi e degli articoli di giornale.crimi ha visitato la scuola-

giardino delle sorelle nigrisoli e ne ha apprezzato il suo humus didattico –pedagogico

. nel 1948 , crimi in occasione del convegno di studio sui problemi della scuola

materna , offre testimonianza dell’opera di rina. L’esperimento delle sorelle e rimasto

di poco rilievo e quindi avvolto nell’ombra fino ad oggi . ferriere in una sua

interessante monografia menziona le sorelle e dice di averne apprezzato l’iniziativa.

Rina nigrisoli nel 1908 fu chiamata a portomaggiore per ricoprire il suo primo

incarico di maestra elementare , questa esperienza si rivelò presto deludente a causa

dei poki mezzi di infrastrutture inadeguate e dalla sterilità del contesto scolastico.

Dopo ciò non si scoraggiò anzi prese l’attestato di maestra-giardiniera presso i

fratelli Ravaglia . nel 1909 le fu affidata la direzione dell’asilo infantile comunale , e

in tutto ciò fu aiutata dalla sorella Ida. Nel 195 Rina dovrà lasciare l’incarico per

anzianità e lo cederà alla sorella Ida anche se la aiuterà fino alla morte . il metodo di

Rina Nigrisoli non fu mai teorizzato e precisato ma tuttavia fu fecondo. Rina era

attenta e sensibile ai bisogni degli allievi , aveva un carattere silenzioso ma

nonostante ciò L.Radice è riuscito ad avvicinare l’opera di Rina per merito di un

invito , un certo “congedo” presente a chiusura delle sue lezioni di didattica con il

quale nel 1913 sollecitava maestri e ricercatori a riferire le proprie esperienze

didattico-educative. A distanza di qualke anno Rina , accolse l’invito per offrire

testimonianza dell’esperienza didattico di scuola elementare avviato negli anni 20 a

Porto Maggiore . dopo aver diretto per 10 anni la scuola dei piccoli, la verde e canora

scuola , nell’ottobre 1919 l’educatrice avviò una forma innovativa ispirata

all’esplorazione libera e libero apprendimento . c’e da dire che per tutto ciò lei ebbe

dei contributi da parte della P.A. Grazie a questi cambiamenti le furono grati la

popolazione e l’amministrazione comunale , con Rina l’asilo non era più solo una

custodia . nel 1924 a conclusione dell’esperimento, l’educatrice forni a Radice la

documentazione dettagliata dei 5 anni di attività .la scuola secondo Rina non poteva

essere fatta concepire ai bambini come luogo dove ci sono i libri ma la scuola deve

essere un piccolo mondo dove il fanciullo è a diretto contatto con la natura e con la

realtà delle cose . Il fanciullo deve essere posto al centro del suo fare nell’ambiente e

tutto deve destare curiosità all’alunno. L’insegnamento elementare deve tradursi in

esplorazione, dal quale emergeranno delle esperienze autentiche . tale istanze si

descrivono indirettamente dalla lettura del volumetto Amore della natura nella scuola

di portomaggiore . il gioco come ricerca e sperimentazione detiene un posto

privilegiato per produrre e trasformare le idee dei bambini in un qualcosa di nuovo ed

imprevedibile . gli innumerevoli eventi ludici, ottenuti da Rina da parte dell’A.c ,

hanno contribuito positivamente alla duplice finalità ludica ricreativa e conoscitiva

dei fanciulli . rina nelle sue annotazioni ha dato quasi l’impressione che notevole

importanza ha la prassi quotidiana che è occupata a principalmente di attività di

giardinaggio , da passeggiate ..ecc.pur nn avendo nozioni di entomologia la maestra

fa partecipare i fanciulli a scoprire gli insetti .Nella scuola di portomaggiore non solo

si da senso alla natura . la scuola deve essere vivente e vitalmente collegata con la

nature . nei diari dei scolari emerge il profilo di una scuola aperta al mondo

dell’esperienza . storia ,geografia vengono insegnate all’alunno attraverso

l’esperienza . all’interno della scuola di Rina emerge una connessione anti-

montessoriana.I motivi pedagogici ispiratori che connotano l’attività didattico

pedagogica di portomaggiore possono essere ricondotti a precisi modelli quale quello

naturale d’apprendimento , il principio di autoeducazione e di igiene. Questi assunti

vengono inseriti all’interno dell’educazione all’aperto . L’ ideale pedagogico

perseguito da Rina si riassume nel rilancio-recupero culturale dell’ambiente naturale

e nella convergenza tra le dimensioni di Natura e Cultura . l’apertura del processo

educativo –didattico verso l’ambiente naturale si colora di precisi intenti pedagogici

in quanto polo di interazione tra cultura e natura. Nella scuola –giardino di

portomaggiore e come la scuola all’aperto ideata da Michele crimi a marsala e a

Trapani , sono testimoni di un innovativo modello di sperimentalismo pedagogico.

L’apporto di Rina Nigrisoli e Michele Crimi nonostante fu molto importante è

rimasto sepolto nel silenzio fino ad oggi a causa dello scarso interesse per voci ke

appartengono al mondo della scuola.

Capitolo 9

Nel 1929 michele Crimi , pubblica un articolo dal titolo i programmi dei miei maestri

, che reca la testimonianza dell’attività esercitata dallo stesso nelle vesti di primo

ispettore scolastico a Trapani e poi a Lanciano dal 1923 al 1939. Crimi mostra di

conoscere a fondo le difficoltà incontrate dai maestri nella compilazione e nello

svolgimento dei programmi . crimi individua nei superiori , nei funzionari preposti al

controllo i veri responsabili dello valutarsi della didattica , perkè legata

dall’introduzione di disposizioni e di canoni elusivamente numerici . le

preoccupazioni riguardanti l’istruzione e l’educazione , che preoccupano Crimi sono

il risultato della sua esperienza di maestro ed ispettore . nell’articolo si elenca

l’esigenza di una riforma dei metodi pedagogici e delle tecniche didattiche , dalla cui

specificazione deriverebbero indicazioni funzionali nn solo ad individuare il valore

formativo ma anche a precisare le modalità e i tempi di ogni singolo insegnamento . i

maestri italiani intendono la programmazione come la disponibilità a provvedere e

concretizzare un percorso educativo e didattico che sia il futuro del gioco dialettico .

All’opposto delle idee di Crimi si oppongono le idee della traduzione pedagogica

positivistica . il presupposto di ogni formazione è costituito dal contatto diretto e

operante con la realtà e con i problemi reali degli uomini .In quest’ottica, la

strutturazione del programma deve iniziare dall’identificazione degli elementi

peculiari di ciascuna disciplina . La programmazione didattica cosi concepita

permette di pianificare itinerari d’apprendimento e realizzare nel contempo lo scopo

di educare al conoscere e educare al vivere insieme . Organizzazione e attitudine

creativa sono i requisiti per una buona operosità del maestro . nella prospettiva che

garantisce una continuità orizzontale tra ambiente scolastico e familiare e territoriale

dall’altro , crimi accenna alla convivenza tra genitori e maestri , egli crea le basi per

la realizzazione di quel complesso di sinergie di intenti educativi che , in tempi più

recenti prenderà il nome di SISTEMA FORMATIVO INTEGRATO.Nell’articolo

Crimi oltre ad aver evidenziato i criteri utilizzati dai maestri nella compilazione dei

programmi , passa a segnalare le attività che secondo egli dovrebbero essere proposte

dagli insegnati . Per avvicinare gli alunni alla società , bisogna condurre gli alunni

fuori dalle aule e abituare gli alunni alla vita reale. Crimi riconosce alla riforma del

23 il pregio di aver inserito nei programmi scolatici delle “forme di attività”.

Possiamo dire che crimi è uno contro corrente e che nn riusci a trovare delle risposte

alle problematiche socio –culturali in campo giuridico.Nella 2° parte dell’articolo si

trovano questioni come , l’insegnamento della religione . la formazione religiosa

viene tradotta nella trasmissione e interiorizzazione dei principi condivisi dalle varie

religioni , dal cui possesso deriva l’adesione delle norme e ai valori dottrinali . il

riconoscimento del valore della culture religiosa , diviene il motivo centrale della

proposta di CRimi per salvaguardare i maestri dal duplice rischio di un applicazione

riduttiva e di informare l’insegnamento religioso di uno sterile carattere dogmatico.

L’impostazione pluralistica dell’insegnamento religioso , coincide con uno approccio

educativo e culturale al fatto religioso ke ricerca e rivendica un terreno riflessivo ,

dove mettere in risalto il concetto di verità . la parte finale dell’articolo , si conclude

con alcune osservazioni dell’autore in relazione a 2 problemi dimenticati

,l’educazione sessuale e la deficienza di una cultura regionale . Per quanto riguarda

l’educ. Sessuale si po’ solo riscontare un appello di crimi mentre per quanto riguarda

la cultura regionale , gli insegnanti facevano studiare un almanacco del 1923 . (storia

del popolo usi costumi, tradizioni, Amore per la patria ) .Per crimi come per radice

l’impegno di valorizzare la cultura del proprio popolo ha una notevole importanza .

Crimi può essere considerato uno dei primi esponenti della pedagogia attivistica in

Italia .Il valore di questo articolo di Crimi consiste nell’essere una pagina di storia

dell’istruzione dell’epoca fascista , dalla quale è possibile trarre informazioni

preziose sulle condizioni di allora dei maestri.

Cap 10

Marsala , in quel tempo occupava na posizione notevole e di rilievo sotto il profilo

economico e civile . Da quando il mercante john woodhouse , che aveva intrapreso il

commercio del vino Marsala , la città stava vivendo un periodo di Boom economico .

Questa rivoluzione agraria non cambiò solo l’aspetto delle campagne ma cambiò la

vita della popolazione . si diffonde lo sviluppo di coooperazione e militanza sindacale

e sviluppi mutualità , ma tra il XIX e il XX secolo marsala attraversò una profonda

crisi dell’economia vitivinicola dovuta al flagello della fillossera e molti contadini

furono costretti ad immigrare . il sindaco Dell’orto, fermò tutti e in collaborazione

con le cattedre ambulanti di agricoltura risollevò la situazione. Anche nel campo

dell’istruzione il sindaco combatte la piaga dell’analfabetismo . il sindaco attivò una

consulenza familiare , la domenica dopo la messa andava a parlare con i genitori

affinché mandassero i propri figli a scuola . egli si battè x la costruzione di scuole .

nel 1910 gli viene affidato il regio corso magistrale di marsala a crimi . il sindacato

raccolse quanti più fondi possibili affinché i corso poteva essere dotato dei materiali

sussidiari . nel 1916, il corso magistrale di marsala raccoglie fondi per offrire

assistenza agli orfani , l’humus favorevole a crimi è dimostrato dal fatto che

soppresso nel 1922 il regio corso magistrale , l’associazione “Pro infantia” a svolgere

la sua attività di assistenza scolastica ed educativa fino al 1926.

CAPITOLO 11

Nella definizione della fisionomia e del ruolo assunti dal tirocinio per l’educatore

marsalese giocano un ruolo importante, la fede nei confronti della razionalità, il

grande attributo alla cultura scientifica, e la passione di centralità assegnata al metodo

della pratica educativa, e solo considerando questi fattori possono capire a pieno

l’opera di Crimi, in particolare il legame tra metodo e la necessità della pratica

tramite il tirocinio che trova una lontana origine nei Programmi emanato da De


ACQUISTATO

6 volte

PAGINE

17

PESO

112.12 KB

AUTORE

Moses

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Pedagogia, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Lo Sperimentalismo Pedagogico in Sicilia e Michele Crimi, Tomarchio. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: il ruolo dei maestri e degli educatori nel primo Novecento, le Istituzioni oratorie con diffusione a Roma, la Legge Daneo-Credano.


DETTAGLI
Esame: Pedagogia
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze psicologiche
SSD:
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Scienze Storiche Prof.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Pedagogia

Esercitazione esame pedagogia
Esercitazione
Tecnologie e scuola
Dispensa
Disturbo Ossessivo-Compulsivo
Dispensa
Modello del panico
Dispensa