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Pedagogia generale e sociale

Insegnanti europei per una scuola di qualità

Il libro si occupa della figura dell’insegnante, del suo ruolo e preparazione in rapporto alla società, puntando alla formazione di una scuola che si sappia rinnovare dall’interno. Viviamo immersi in un mondo in totale trasformazione il quale richiede sempre più grandi responsabilità e competenze; donne, uomini e soprattutto giovani devono affrontare sempre nuove sfide nella realtà complessa e competitiva del giorno d’oggi, dove il divario tra ricchi e poveri è sempre più ampio e dove il divario fra chi sa e chi non sa si accentua sempre di più. Proprio in una società così occorre promuovere una formazione di qualità per tutti.

La scuola del XXI secolo

La scuola del XXI secolo mira all’eccellenza, si fa a carico dei gruppi più deboli senza escludere nessuno. Si dovrebbe favorire per tutti la possibilità di ragionare in modo autonomo, di trovare un lavoro soddisfacente, di essere membri attivi e consapevoli della vita sociale e politica. Molti problemi scolastici iniziano fuori dalla scuola e per prevenire e combattere le difficoltà scolastiche è necessario capire quali ne siano le ragioni principali. I problemi scolastici sono in rapporto a una vasta serie di fattori: caratteristiche personali, ambiente umano, ritmo di apprendimento, di maturazione, interessi ecc.

L’educazione e l’istruzione sono un diritto-dovere inalienabile che fa parte dei diritti umani e sono fondamentali per la costruzione di un futuro sostenibile. L’opera educativa è la trasmissione di ciò che è ritenuto valido da un determinato gruppo sociale, è l’insieme dei flussi esercitati intenzionalmente sulle generazioni in età evolutiva da parte delle generazioni adulte. Lo scopo è tramandare ai giovani le componenti più significative del patrimonio culturale e scientifico costituito dall’umanità, di modo che essi possano trarne beneficio e siano in grado di farlo progredire.

Un documento dell’Unesco propone come finalità dell’educazione nel XXI secolo: imparare a essere, a conoscere, a fare e a vivere insieme. Grande responsabilità va data al corpo docente che deve essere preparato, motivato e in stato di benessere per svolgere una valida opera educativa.

Il corpo docente

Secondo i dati OCSE 2008, si registra un progressivo invecchiamento del corpo docente (il 42% degli insegnanti della scuola primaria, il 59,7% degli insegnanti della scuola media e il 53,5% degli insegnanti della scuola superiore di secondo grado ha più di 50 anni). Di conseguenza, sarà necessario nel prossimo futuro immettere nuove energie ben preparate.

Si propone un progetto innovativo che faccia leva sull’interiorità e sulla consapevolezza delle persone nei processi formativi puntando sulla qualità nel contesto europeo e sulla solidarietà, con l’intento di contribuire a uno sviluppo intelligente, sostenibile, il più possibile inclusivo e solidale. Qualità e solidarietà sono due caratteristiche che non possono mancare: solidarietà fra i docenti, tra alunni e docenti, società e docenti, e solidarietà interculturale tra scuola e famiglia.

La ricerca pedagogica

L’ambito pedagogico è stato studiato tramite ricerche empiriche, anche se ciò si è dimostrato spesso difficile a causa di stereotipi e pregiudizi. Dal 20esimo secolo, la figura dell’insegnante si è evoluta con una formazione scientifica e specializzata per evitare pregiudizi. La società odierna è definita “società della conoscenza”, “società dell’incertezza” e “società del rischio” in una condizione di isolamento crescente dei cittadini e di pericolosa tendenza alla manipolazione delle coscienze.

Frankl ha espresso una concezione di uomo come persona irripetibile nella sua unicità, capace di sviluppo, degno di rispetto in ogni condizione, attento alla ricerca di senso. Non è corretta una totale scissione tra formazione generale e professionale; maggior importanza andrebbe riconosciuta alle materie professionalizzanti.

Problematiche scolastiche

La scuola oggi vive in una condizione di difficoltà, alle prese con molti problemi quali il bullismo, la dispersione scolastica, l’incontro con differenti culture, drop-out ecc. Una volta i ragazzi che abbandonavano precocemente gli studi trovavano comunque uno sbocco lavorativo, in una società complessa come la nostra questo è molto più difficile. Le persone senza un minimo di formazione diventano un peso per la società, sono a rischio di condurre una vita difficile, di emarginazione culturale, professionale e sociale, sono esposti a facili strumentalizzazioni e alla criminalità.

Quando un alunno non riesce come ci si aspetta nell’apprendimento, la tendenza è di chiamarlo incapace o svogliato senza conoscere veramente le reali cause del suo mancato apprendimento. Chi fa fatica a scuola è messo in una condizione di isolamento che può portare a un clima di frustrazione in classe, un rendimento scarso e una forte demotivazione accompagnate anche da reazioni di aggressività o auto-aggressività.

Una scuola qualificata

Nella scuola qualificata si punta su un’azione didattica professionale intensiva efficace, con insegnanti qualificati e soddisfatti, esperti nella loro disciplina e abili in campo educativo, consapevoli delle finalità della scuola nel contesto socio-economico. La riuscita e le difficoltà scolastiche sono in rapporto con una vasta serie di fattori: retroterra familiare e ambientale, appartenenza culturale, le caratteristiche geo-antropologiche dell’ambiente, la distanza tra scuola e casa, le tradizioni e i valori riconosciuti dalla comunità.

Importanti sono anche le componenti ambientali sotto l’aspetto socio-economico culturale (musei, punti di incontro ecc). La scuola da sola non può rispondere a tutti i compiti educativi, dato che si trova in simbiosi con l’ambiente circostante (famiglie, comunità, gruppi religiosi e sociali, i media e il sistema del paese).

Autonomia scolastica

La scuola e gli insegnanti hanno bisogno di autonomia per poter esercitare in libertà il proprio compito adottando: flessibilità del tempo scolastico, nella distribuzione delle materie e dei tempi. La scuola inoltre non è l’unico ente educante, non può essere autoreferenziale ma deve collegarsi al territorio.

Gli obiettivi, i contenuti e i valori da trasmettere agli alunni sono codificati in documenti ufficiali: interventi legislativi nazionali e i programmi scolastici (o piani di studio) come le Raccomandazioni Europee e le Dichiarazioni Internazionali dei Diritti. Le scuole sono chiamate ad elaborare il POF (Piano di Offerta Formativa o Progetto Educativo d’Istituto).

Formazione civile

Il ruolo della scuola si esplica anche nella formazione civile degli studenti; è difficile sostenere i ragazzi nel loro progetto di vita se nella società c’è scarsa responsabilizzazione. Di fronte alla rapidità di cambiamento, la scuola deve fornire ai ragazzi gli strumenti utili per la vita.

Dal punto di vista delle scelte politiche e amministrative, la scuola è trascurata, soggetta a interventi non sempre ponderati e tagli di spese indiscriminati non compatibili con la necessaria opera di riqualificazione. L’estensione dell’obbligo scolastico ha portato a un’uguaglianza solo formale: sono assicurate pari opportunità ma non pari possibilità per quanto riguarda la riuscita.

La scuola è un luogo dove i ragazzi si incontrano con gli altri, uguali e diversi, imparando il rispetto verso gli altri e verso le diverse culture; non può essere un luogo di separazione, di prepotenza e di violenza. Scuola della qualità e della solidarietà nel senso che riesca a vedere le diversità non come qualcosa di fastidioso ma come fattore regolare.

Formazione ed educazione

  • Formazione: Comprende educazione e istruzione; trasferimento di contenuti e metodi per fare acquisire alle persone livelli intellettuali, culturali e spirituali sempre maggiori.
  • Educazione: Processo olistico che avviene in tutti gli ambiti della vita, copre tutto lo sviluppo della persona; l'attività, influenzata nei diversi periodi storici dalle varie culture, volta allo sviluppo e alla formazione di conoscenze e facoltà mentali, sociali e comportamentali in un individuo. Educere: tirare fuori, maieutica (Socrate) / Edere: nutrire, introdurre. Obiettivo dell’educazione è sostenere lo sviluppo di un’identità positiva, scoprire e valorizzare i talenti di ognuno, prevenire il formarsi di carenze di senso, contrastare il rischio di rimanere prigionieri di fragili modelli consumistici.
  • Istruzione: Trasmissione di conoscenze (nozioni) da parte del docente, quanto il risultato della loro acquisizione da parte del discente. L'istruzione si fonda sulla capacità acquisitiva, conservativa e applicativa dell'intelletto e come tale è tipica dell'essere umano: passare dei contenuti, passare delle informazioni. L’apprendimento riguarda più il discente (se attivo più duraturo e più formativo); l’insegnamento riguarda più l’insegnante.

La pedagogia

La pedagogia esclude l’ammaestramento, l’indottrinamento e il plagio (mass media). L’educazione più profonda si sviluppa secondo la propria personalità, non solo a scuola, ma è data dall’ambiente, lingua, abitudini civiche e relazionali. Il contesto sociale condiziona l’individuo in cui vive (curriculum sommerso).

Inculturazione è il processo attraverso il quale l’individuo assume idee, comportamenti, pregiudizi della cultura di appartenenza. Acculturazione è il processo mediante il quale un gruppo sociale o un popolo modifica costumi, usanze, cultura, in seguito a rapporti e contatti prolungati con altri gruppi.

Educazione diretta e indiretta

L'argomento è trattato per la prima volta da Jean Jacques Rousseau nell' "Emilio", uno dei primissimi trattati di pedagogia. Secondo il filosofo, l'educazione indiretta consisteva nel tenere lontano il bambino dalla società, vista come negativa, e lasciare invece che instaurasse un rapporto con la natura. La pedagogia odierna sostiene invece che l'educazione indiretta si attui proprio ponendo il bambino nella condizione di convivere con la società, come ad esempio l'ambiente scolastico, con lo scopo di fargli riconoscere ciò che c'è di negativo (educazione indiretta negativa). Tuttavia, è necessaria anche l'educazione indiretta positiva, introducendo, ad esempio, nell'ambiente scolastico figure positive, come gli insegnanti.

Educazione diretta, traendo vantaggio dai presupposti che le derivano da quella indiretta, si propone come scopo ultimo e fondamentale l'educazione morale del giovane, la quale dev'essere raggiunta con un giusto equilibrio tra autorità e libertà, che deve emergere da un corretto rapporto educativo fondato su stima, benevolenza e rispetto reciproci tra educatore ed educando (es.: insegnante e alunno).

Educazione indiretta è ciò che si impara predisponendo un ambiente o con rapporti relazionali. Educazione diretta è ciò che si impara attraverso il diretto contatto con l’esperienza.

Conoscere gli alunni

Occorre conoscere gli alunni sotto l’aspetto scolastico rispetto alle dinamiche di comportamento e nelle componenti personali. Nella storia di apprendimento di molti ragazzi che rendono poco (underachiever) si trovano rapporti umani e ambientali culturali poveri. È importante la storia personale di ogni singolo, la sua esperienza negli apprendimenti precedenti perché possono influire su quelli futuri.

Il soggetto può avere problemi riguardo alle dinamiche dell’età evolutiva, all’inserimento sociale con i compagni, può provare timore di non farcela, atteggiamenti di rinuncia, mascherati con comportamenti non consoni. Da considerare ci sono anche gli aspetti somatici (sviluppo fisico, disabilità, salute, capacità percettive ecc) e l’aspetto sociale (appartenenza a gruppi sportivi, familiari, culturali o religiosi). I diversi campi cognitivo, percettivo affettivo e psicomotorio quindi concorrono insieme al processo di apprendimento.

Studi sull'apprendimento

Diversi studiosi hanno condotto studi riguardanti l’apprendimento: Gagné, Guilford e Feuerstein, scrittori italiani anche come Oliverio, Antonietti Cornoldi, De Beni e Job. Gardner evidenziò l’esistenza di 6 diversi tipi di intelligenza: linguistica, musicale, logico-matematica, spaziale, corporeo-cinestetica relazionale e personale. La scuola valorizza principalmente quelle matematiche e linguistiche ma ci sono anche quelle relazionali, cinestetiche, manuali e metacognitive.

Feuerstein utilizzò le nozioni di Piaget e Vygotskij in forma applicativa sostenendo che si può sempre migliorare, è contro i test di conoscenza e fa esami di potenzialità, di problem solving, concentrandosi sul potenziale di apprendimento. Pask individua due stili di apprendimento:

  • Strategia olistica: l’alunno tende a una descrizione globale procedendo per ipotesi generali di classificazione, rivolge l’attenzione a più elementi contemporaneamente.
  • Strategia seriale: vede il soggetto impegnato in un approccio ‘passo a passo’ in cui si concentra su ipotesi limitate all’analisi di una caratteristica per volta.

Questi due stili possono portare a comportamenti patologici. Per la strategia olistica a una forma definita globetrotting, uso di analogie non sempre appropriate rispetto ad una questione, eccesso di processi di generalizzazione, rischio di giungere a conclusioni troppo affrettate. Per la strategia seriale invece la patologia è definita con il termine di imprevidenza, incapacità di utilizzare analogie appropriate, eccessiva attenzione ai dettagli rendendo difficile la procedura di sintesi.

Sternberg parla di diversi stili di imparare:

  • Stile analitico: lavoro impulsivo, senza strategie, incostante, superficiale, senza precisa osservazione.
  • Stile sintetico: lavoro riflessivo, sistematico con osservazione precisa.

Stili di apprendimento

  • Impulsivo: Non è efficace perché è necessario riflettere su ciò che ci viene chiesto.
  • Riflessivo: Studia bene ciò che gli viene chiesto.
  • Questi stili possono essere migliorati:
  • Stile visivo: tende ad utilizzare verbi legati alla vista.
  • Stile uditivo: tende ad utilizzare verbi legati all’udito.
  • Stile analitico: si ricorda molti dettagli e particolari prima di arrivare al focus.
  • Stile globale: arriva al nocciolo, al focus centrale tralasciando i dettagli e i particolari.

Apprendimento formale, non-formale e informale

Apprendimento non-formale: Si tratta di apprendimento volontario che avviene in situazioni e contesti nei quali l’insegnamento, la formazione e l’apprendimento non sono necessariamente le attività uniche o principali. Le situazioni e i contesti possono essere temporanei e le attività o i corsi realizzati possono essere condotti da facilitatori professionisti (trainer) oppure da volontari (animatori giovanili). Le attività sono programmate ma raramente strutturate da ritmi convenzionali o materie curriculari. Le attività sono normalmente destinate a target group specifici ma raramente valutano o certificano gli obiettivi raggiunti in modi convenzionali e visibili.

Apprendimento formale: Si stabiliscono degli obiettivi da raggiungere in contesti definiti e istituzionalizzati dedicati all’insegnamento, alla formazione e all’apprendimento, nei quali le attività sono condotte da facilitatori dell’apprendimento, professionisti del settore, che conoscono le materie e che abitualmente insegnano a categorie specifiche di studenti (definite per classi d’età, livello e specializzazione). Gli obiettivi di apprendimento sono quasi sempre decisi esternamente, il processo di apprendimento è monitorato e valutato; gli obiettivi raggiunti sono riconosciuti attraverso certificati e diplomi. La maggior parte dell’apprendimento formale è obbligatorio (istruzione scolastica).

Apprendimento informale: Dal punto di vista di chi apprende, si tratta di una forma di apprendimento che non prevede alcun obiettivo; si realizza quotidianamente nei contesti familiari, al lavoro, nel tempo libero e nella società in generale. Ciò che viene appreso raramente è documentato, non è certificato né visibile per chi apprende. Non è riconosciuto ai fini dell’istruzione, della formazione oppure in termini di richiesta di lavoro.

Apprendimento lifelong learning / apprendimento life-wide learning: Apprendimento che dura lungo tutto il percorso della vita.

Il processo di apprendimento

L’essere umano si impadronisce del sapere su un piano di interrelazioni; il soggetto subisce attivamente gli influssi dell’ambiente, egli facendo proprie le conoscenze le ricostruisce e le inserisce nel proprio sistema cognitivo. La concentrazione è selettiva e limitata nel tempo, è guidata dall’interesse. Molti ragazzi hanno difficoltà di concentrazione a scuola; una forte tensione emotiva può creare blocchi della memoria e delle capacità di ragionamento. Si può ricordare meglio se si conoscono e si seguono le regole della memoria; favoriscono la memorizzazione: comprensione approfondita, organizzazione ragionata dei contenuti, l’immaginazione, l’associazione e la ripetizione.

Nell’educazione è molto importante anche la formazione in rete (collegamento di diverse sedi oltre che la scuola). La pedagogia è chiamata anche scienza della formazione e dell’educazione; è un processo completo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sararmanini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e sociale I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Trento o del prof Bombardelli Olga.
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