Teorie sociologiche
Teoria delle aree criminali o teoria ecologica
Prima metà 1900, USA. Shaw. Poi proseguito dalla scuola di Chicago (prima scuola criminologica coltivata da sociologi).
Teoria della disorganizzazione sociale
Fine 1800, Europa (poi USA). No scuola ma ampio orientamento -> colpa della rivoluzione industriale: mutamento e instabilità. No disfunzione dei pubblici servizi o istituzioni, ma perdita di efficacia dei sistemi di controllo sociale.
Prima metà 1900 Sutherland -> colpa del conflitto di norme (leggi, regole, norme in contrasto che perdono così la loro efficacia di controllo).
Seconda metà 1900 Johnson -> colpa del conflitto di norme (l'efficacia delle leggi è indebolita da socializzazione difettosa o mancante, sanzioni deboli e inefficienza o corruzione dell'apparato giudiziario o di polizia).
Teoria dei conflitti culturali
Prima metà 1900 Sellin. Per l'immigrazione negli USA. Prima generazione e seconda generazione. Conflitti culturali primari e secondari. Non rende conto delle correlazioni tra immigrazione e delinquenza. Serve più a capire cosa accade in caso di culture diverse in conflitto, e mette anche in evidenza l'importanza della solidarietà del gruppo, senza la quale altrimenti la sola norma penale non avrebbe lo stesso effetto benché interiorizzata dal singolo.
Teoria della devianza
1930, USA. Scuola dello struttural-funzionalismo. Parsons, Merton, Johnson. Il comportamento può essere di:
- Conformità: processi di socializzazione: identificazione, interiorizzazione, rafforzamento e mantenimento: controllo sociale, ideologia, interessi costituiti.
- Devianza: solo se è una precisa scelta e quando la norma non ha perduto di significatività (che hanno ancora credibilità e importanza): conoscere l'imperatività della norma ma non riconoscerne l'autorità normativa.
Teoria dell'anomia
Perdita di credibilità e di significato delle norme. Termine introdotto da Durkheim con significato di frattura delle regole sociali, dovuto ai perstimolazione delle aspirazioni e conseguente sofferenza verso i sistemi di controllo che tendono a limitare le aspirazioni stesse. No assenza di norme, ma contraddizione, ambivalenza, incoerenza e ambiguità delle stesse.
Merton: Una società ha caratteristiche di anomia quando propone mete senza mezzi legittimi per conseguirle altrimenti si genera frustrazione. Non spiega perché certi sono più sensibili alle influenze anomiche e altri meno. Le possibilità di reazione alla condizione anomica sono: conformità, innovazione, ritualismo, rinuncia, ribellione.
Teoria delle associazioni differenziali
1930, USA. Sutherland. Il comportamento delinquenziale è appreso. Non per semplice imitazione (come diceva Tarde) ma mediante l'associazione interpersonale con altri individui che già si comportano da delinquenti. Non esiste quindi una criminalità innata. Viene proposta come teoria generale, capace di rendere conto di tutti i tipi di condotta criminosa. Una persona è favorita nella scelta delinquenziale quando si trova in un gruppo dove prevalgono interpretazioni contrarie al rispetto della legge piuttosto che favorevoli. Intensità, priorità, durata, anteriorità. Le disposizioni individuali agiscono solo nell'esporre in modo più o meno intenso all'apprendimento. Limiti: trascura il fattore personalità, la risposta differenziale, le nuove tecniche criminose; determinismo rigido; ambizione di una teoria unicausale.
Criminalità dei colletti bianchi
Sutherland. Riguarda quei reati compiuti dai dirigenti delle imprese, industriali, finanziarie, commerciali e dai professionisti. I reati riguardano: frodi nei bilanci, evasioni fiscali, bancarotta fraudolenta. Questi studi aprirono la strada alle indagini sul numero oscuro. Principali caratteristiche:
- Ha luogo dove si producono beni e servizi.
- Indice di occultamento molto elevato.
- Gli autori godono di alto tasso di impunità.
- È minore l'atteggiamento di censura da parte della società (disonesto invece di delinquente).
Criminologia clinica
Dopo la seconda guerra mondiale. Benigno di Tullio, Italia. Cultore di criminologia anche durante il fascismo. Tale disciplina venne concepita come volta allo studio non dei fenomeni generali ma del singolo delinquente a fini diagnostici, prognostici e terapeutici. Fu molto importante la stretta collaborazione tra diritto penale e criminologia. Alla criminologia clinica spetta il ruolo di attuare la prevenzione speciale, attraverso l'osservazione scientifica del reo. Il carcere serviva a punire, ma soprattutto a curare. Sorgono in questo periodo il concetto di pena utile e l'ideologia del trattamento.
Nuova difesa sociale
Secondo dopoguerra. Welfare State (1932 Roosevelt): la rieducazione socializzativa è un nuovo diritto del cittadino e un nuovo impegno dello Stato. Deve essere messa in atto con gli strumenti della psicologia clinica. Dottrina utopistica ed estremistica di Gramatica: proponeva di sostituire il diritto repressivo con un sistema NON punitivo di reazione contro l'antisocialità: rieducazione socializzante. Contro questa: “Nuova Difesa Sociale” di Marc Ancel, 1954: rifiuta il determinismo, rivaluta il libero arbitrio, sostiene la pedagogia della responsabilità, obbligo dello Stato di reintegrare l'individuo, senza le posizioni estremistiche della Scuola Positiva e Gramatica. Adeguare la reazione anticriminale ai bisogni dell'individuo ma anche della società. In pratica tradusse in principi di politica penale l'ideologia del Welfare State.
Criminologia del consenso
Posizioni ideologiche non radicali. Rimedio: riforme e non rivoluzione. Scopo: ricondurre i devianti e delinquenti alla conformità.
- Tutti gli indirizzi antropologici e individualistici.
- Multifattoriali dell'integrazione psico-ambientale: - non-direzionale dei Glueck - dei contenitori di Reckless.
Criminologia del conflitto
Il consenso è manipolazione. Il filone estremizzato è chiamato criminologia della reazione sociale.
- Teoria della sottocultura giovanile: - della cultura delle bande criminali - delle bande giovanili.
- Teoria dell'etichettamento.
- Teoria della devianza secondo Matza.
- Criminologia critica.
Teorie multifattoriali dell'integrazione psico-ambientale
Traggono origine dalla criminologia pragmatistica (Leo Radzinowicz): teoria multifattoriale per fornire conoscenze e individuare gli interventi operativi. Integrazione individuo-ambiente. Vulnerabilità individuale e vulnerabilità ambientale.
Teoria non-direzionale dei Glueck
Ricerche e controlli dal 1950 al 1971 tra due gruppi di minorenni, uno con precedenti penali, uno no; stessa età, sesso, razza e provenienza sociale e geografica per scoprire quale fattore incidesse affinché un gruppo fosse incline alla delinquenza.