LOWEN: Il linguaggio del corpo
Analisi dal basso e analisi dall'alto
Ferenczi consigliava che talvolta è utile consigliare esercizi di rilassamento; “la tecnica puramente passiva dell’associazione che parte da qualunque superficie psichica presenta e scava nelle cachessie preconosce del materiale inconscio, potrebbe essere descritta come analisi dall’alto per distinguerla dal metodo attivo che vorrei chiamare analisi dal basso”. Un attacco specifico al carattere si sviluppò a partire dalla pubblicazione dell’Analisi del carattere di Reich nel 1929.
Funzioni psichiche e somatiche
Il ponte non poté essere completato finché le funzioni psichiche e somatiche non furono considerate all’interno di un sistema unitario. Le funzioni della libido come energia psichica dovevano essere correlate con i processi energetici a livello somatico. Il compito fu sostanzialmente completato da Freud con la pubblicazione de L’Io e l’Es e dallo studio precedente “Al di là del principio del piacere”.
La funzione dell'orgasmo secondo Reich
Reich, nel 1927, in “La funzione dell’orgasmo”, afferma che l’orgasmo ha la funzione di scaricare l’energia in eccesso dell’organismo. Se tale energia non può scaricarsi affatto, o non sufficientemente, si sviluppa l’angoscia. Alcuni individui riescono a liberarsi dell’energia in eccesso attraverso l’esercizio muscolare, altri sono in grado di contenere l’ansia limitando la produzione di energia, ma tali soluzioni disturbano la funzione naturale dell’organismo direttamente a livello fisico e riducono contemporaneamente la possibilità di provare piacere. Reich deduce che l’energia vitale che si può esprimere sessualmente o con l’ira o con l’angoscia “può essere legata da continue tensioni muscolari”.
Identità funzionale tra carattere e atteggiamento muscolare
Egli pervenne al concetto di “identità funzionale” tra carattere e atteggiamento muscolare i quali, a livello energetico, servono alla stessa funzione. Nella prassi si tradusse in un metodo terapeutico più completo, in cui “l’analisi dall’alto” si combinava all’ “analisi dal basso”. (“Se un freno caratteriale non reagiva a un’influenza psichica ricorrevo al corrispondente atteggiamento somatico e viceversa. Se avevo difficoltà a sciogliere un atteggiamento somatico-muscolare disturbatore, allora agivo sulla sua espressione caratteriale e riuscivo ad allentarlo”).
L'espressione del corpo
L’espressione del corpo è il complesso somatico dell’espressione emozionale tipica che a livello psichico si definisce come “carattere”. Non è più necessario dipendere dai sogni o dalla tecnica delle libere associazioni per scoprire gli impulsi inconsci e le loro altrettanto inconsce resistenze. Un più diretto approccio al problema è offerto dall’attacco portato al blocco nella motilità o nelle rigidità muscolari stesse.
Importanza della respirazione
È estremamente importante la respirazione; infatti la respirazione frenata riduce l’assorbimento di ossigeno e la produzione di energia attraverso il metabolismo. Il risultato finale è una perdita di affetto e un abbassamento del tono emozionale.
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Il controllo della tensione muscolare
Lo scioglimento dell’irrigidimento muscolare si ottiene attraverso il controllo consapevole da parte del paziente della tensione muscolare e della pulsione emozionale bloccata dalla condizione ipertonica. Il movimento e l’espressione sono gli strumenti di tutte le procedure analitiche, affiancate dal lavoro diretto sulla rigidità muscolare.
Concetto di energia come fenomeno fisico
Se vogliamo evitare il misticismo, dobbiamo considerare il concetto di energia come fenomeno fisico, un fenomeno cioè che può essere misurato. Dobbiamo inoltre seguire la legge fisica secondo la quale l’energia è intercambiabile e, dobbiamo supporre, conformemente alla teoria della fisica, che tutte le forme di energia possono essere, e alla fine lo saranno, ridotte a un comune denominatore. Lavoriamo sulla base dell’ipotesi che nel corpo umano è presente un’energia vitale, comunque essa si manifesti, e cioè in fenomeni psichici o in movimenti somatici. Definiamo questa energia semplicemente BIOENERGIA.
Unità funzionale tra psiche e soma
Al livello superficiale, un’unità è anche possibile in termini di funzione, e questa funzione unitaria che getta un ponte tra psiche e soma è il CARATTERE.
Aspetto somatico della psicologia dell'Io
Il termine Io è usato come sinonimo per la persona in senso soggettivo. Ma l’Io è più di una luce nelle tenebre dell’attività inconscia: controlla l’approccio alla motilità, o, più esattamente, controlla la motilità. Entro certi limiti, l’Io può liberare un’azione o trattenerla finché non si presentano le condizioni opportune; può inibire le azioni e perfino reprimerle al di là della consapevolezza. L’Io può comprendere solo quegli elementi inconsci (timori, impulsi, sensazioni) che erano una volta consci e sono poi stati repressi. L’Io si accende e percepisce la realtà esterna mentre è altrettanto conscio della realtà interna: i bisogni, gli impulsi, le paure; in altre parole, le sensazioni dell’organismo.
L’Io ha come nucleo il sistema di percezione e comprende il conscio, ma questo potrebbe essere ampliato fino a includere tutto quanto una volta era conscio (l’inconscio represso e il preconscio). L’Io quale fenomeno psichico è il sistema ricevente di tutte le percezioni sia passate che presenti.
Freud introduce un’affermazione che apre la strada alla biologia: “L’Io è innanzitutto e soprattutto un Io corporeo”, e successivamente “L’Io deriva in ultima analisi da sensazioni corporee, principalmente da quelle che scaturiscono dalla superficie del corpo”. L’Io non si differenzia nettamente dall’Es; la sua parte inferiore si mescola ad esso (Freud). Infatti l’Io è la parte dell’Es “che è stata modificata dalla diretta influenza del mondo che agisce attraverso il sistema di percezione conscia”.
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Categorie dell'attività inconscia
Per comodità del pensiero analitico, bisognerebbe suddividere l’attività inconscia in tre categorie:
- Lo stato più profondo dell’inconscio riguarda le attività che non diventeranno mai consce; ci si riferisce ai sistemi organici profondi.
- La seconda categoria riguarda l’attività che poteva diventare conscia, ma non è diventata tale. Esempi ne sono le attività posturali che si definiscono nei primissimi anni di vita, precludendo la consapevolezza di una funzione più integrata.
- L’ultima categoria comprende l’inconscio represso. Possiamo dire che gli “occhi duri” erano una volti pieni di odio conscio, che le mascelle serrate esprimono l’impulso inconscio di mordere, che i muscoli adduttori tesi delle cosce rappresentano la soppressione della sensazione genitale.
Non sussiste alcun dubbio sul ruolo del Super-Io. Nella sfera mentale esso esercita una funzione censoria sui pensieri e sulle azioni distinta e opposta alla funzione di realtà dell’Io. Alle realtà percettive dell’Io oppone una realtà che deriva dalle prime esperienze dell’individuo e rappresenta il codice di comportamento imposto dai genitori. Il Super-Io è una parte dell’Io che è diventata inconscia e che usa l’energia dell’Io per bloccare gli impulsi dell’Es in un modo che impoverisce e limita l’Io.
Un’attività diventa conscia quando urta contro LA SUPERFICIE DEL CORPO, perché solo così può entrare in rapporto col mondo esterno. Il Super-Io è un processo psichico che può impedire a un’attività di divenire conscia, cioè di raggiungere la superficie del corpo.
Base somatica della psicologia dell'Io
Per comprendere la base somatica della psicologia dell’Io dobbiamo considerare i fattori quantitativi. Nel regno somatico le cose sono ciò che sembrano e le energie si possono misurare quantitativamente in base ai movimenti che producono. L’Io è fondamentalmente un processo percettivo. In verità è più che percezione: è una percezione della percezione, una consapevolezza della consapevolezza, un’autoconsapevolezza. Ma questo secondo livello è costruito su un primo in cui la consapevolezza è fondamentalmente percezione. In questa prima fase ci si deve chiedere: che cosa si percepisce?
La risposta è relativamente semplice. Ciò che si percepisce è un movimento, un movimento dell’organismo può manifestarsi o meno come spostamento nello spazio. Ciò non significa che tutto ciò che si muove può essere percepito. La percezione è quindi percezione dei movimenti dell’organismo, sia internamente che di fronte al mondo esterno. Qui subentra un fattore quantitativo: l’intensità del movimento è in rapporto con la qualità della percezione. Per il momento è sufficiente dire che qualsiasi sensazione, qualsiasi percezione, dipende dal movimento.
Che cosa determina quali sono i movimenti percepiti, quali raggiungono la consapevolezza, e quali no? Gli esperimenti hanno confermato che la sensazione si verifica quando un movimento interno raggiunge la superficie del corpo e della mente dove è situato il sistema di percezione conscia.
L’Io è un fenomeno superficiale, sia psichicamente che somaticamente. Il sistema della percezione conscia sta alla superficie della corteccia cerebrale. Freud afferma che l’Io è la proiezione di una superficie su di una superficie. L’Es d’altra parte, è collegato ai processi che avvengono in profondità. I loro centri si trovano nelle regioni del sistema nervoso che stanno sotto la corteccia: il proencefalo, il mesencefalo, il diencefalo.
Differenze tra Io e Es
IO SUPERFICIE
ES PROFONDITÀ
Il centro è rappresentato da un nucleo che è la fonte energetica di tutti i movimenti. L’impulso è rappresentato come uno spostamento di energia dal centro alla periferia.
Figura 1: Schema dell'Io e dell'Es
Nella figura 1, l’Io corrisponde alla superficie dell’organismo, l’Es al centro e ai processi al di sotto della superficie. Tale schema corrisponde solo alle forme più semplici di vita. Negli organismi più evoluti l’Io non è solo percettivo ma controlla anche gli approcci alla motilità. C’è uno strato sotto la superficie che nell’uomo è, entro certi limiti, sotto il controllo dell’Io.
centro muscolatura
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Figura 2: Funzione del sistema muscolare
Nella figura 2, l’impulso attiva il sistema muscolare prima di raggiungere la superficie. Il sistema muscolare ha una duplice funzione: i muscoli possono trattenere come eseguire i movimenti. Il Super-Io è una categoria dei processi psichici ma agisce per controllare gli impulsi attraverso l’apparato muscolare.
In qual modo, allora, il Super-Io agisce sull’Io? Se un impulso è frenato perché inadatto alla situazione, l’azione è conscia, l’Io è controllato e alienato al principio di realtà. Le inibizioni imposte dal Super-Io sono inconsce e non hanno niente a che fare con la realtà della situazione presente. Esse rappresentano una limitazione alla motilità su cui l’Io non ha alcun controllo. Il meccanismo attraverso il quale il Super-Io esercita il controllo sulle azioni è anche la muscolatura. Ma i muscoli che sono soggetti alle inibizioni del Super-Io sono cronicamente tesi, cronicamente contratti e rimossi dalla percezione, per cui l’individuo non sa che questa parte del suo sistema muscolare sotto certi aspetti non funziona.
I muscoli possono diventare tesi quando trattengono consapevolmente un impulso; in questo caso si sente la tensione muscolare. Ma i muscoli possono essere tesi senza che il soggetto si renda conto della tensione. Anche in questo caso un impulso è frenato, ma il freno è inconscio. Questo è un fenomeno del Super-Io.
Il modello della tensione muscolare determina l’espressione dell’individuo e questa espressione è collegata alla struttura caratteriale. L’analisi dell’impulso mostra che esso ha una fonte, uno scopo e un oggetto. La fonte è il centro energetico dell’organismo, nelle profondità dei processi dell’Es. Lo scopo corrisponde alla direzione biologica su cui parleremo dopo. L’oggetto è quello stimolo del mondo esterno che, agendo sulla superficie (Io), fa insorgere l’impulso. Solo l’oggetto è sotto il controllo dell’Io; la fonte, la forza e la direzione sono fenomeni dell’Es.
L’Io deve sollevare le sue barriere per permettere all’esperienza di entrare, così come deve abbassarle per permettere agli impulsi di uscire. La crescita dell’Io può avere luogo solo entro i limiti imposti dal Super-Io.
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Il problema del Super-Io e della motilità
Il problema del Super-Io e della limitazione di motilità può essere affrontato attraverso la psiche o il soma. Il problema è di portare alla consapevolezza dell’Io ciò che è stato represso dal Super-Io. La terapia bioenergetica combina il principio dell’attività a livello somatico con la pratica analitica a livello psichico. Il paziente acquisisce nuove esperienze nella motilità che vengono poi integrate nell’Io. L’unità del metodo è assicurata dall’attenzione al carattere che esprime gli aspetti sia somatici che psichici della personalità.
Il principio del piacere
Il principio di realtà deriva ed è una forma modificata di un principio generale più importante che domina il pensiero e il comportamento degli organismi. Si tratta del principio del piacere. L’Io, nella funzione percettiva, è principalmente un fenomeno della superficie del corpo. È nel contempo, la proiezione del fenomeno alla superficie verso la debita zona del cervello che rende possibile la percezione conscia. Ora, noi abbiamo due eventi strettamente connessi nella funzione della percezione: la proiezione sulla superficie del corpo e la proiezione della superficie su un’altra superficie.
Per comprendere questi due fenomeni come espressione unitaria dell’intero organismo dobbiamo ricorrere alla formulazione di Reich della legge fondamentale del funzionamento biologico: l’unità e l’antitesi della vita vegetativa. Due funzioni dominano la vita vegetativa dell’organismo: l’espansione e la contrazione. Esse trovano la loro identità nella comune funzione della pulsazione (vedi sistema nervoso simpatico e parasimpatico). A livello psichico, l’espansione biologica è percepita come piacere, la contrazione come dispiacere. C’è un’antitesi funzionale tra il centro vegetativo e la periferia.
Il movimento dell’energia dal centro alla periferia è funzionalmente identico all’espansione biologica e alla percezione del piacere. Per contro, il movimento dell’energia dalla periferia verso il centro è funzionalmente identico alla contrazione biologica e alla percezione del dispiacere o dell’angoscia. L’anticipazione del piacere permette di tollerare stati di tensione che altrimenti sarebbero chiaramente spiacevoli. Nel principio stesso del piacere c’è il rudimento della funzione di realtà che in seguito diventa il principio dominante del comportamento umano maturo.
Se la tensione si sviluppa in situazioni in cui l’anticipazione della liberazione piacevole non è possibile, si prova ansietà, che non è comunque necessariamente una condizione patologica. Se il dispiacere descrive lo stato della carica energetica che precede la scarica, l’angoscia implica una carica energetica in cui il movimento verso l’esterno per scaricarsi è bloccato o...
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