Pedagogia generale
Introduzione del corso
Pedagogia = scienza dell’educazione, disciplina che ha come oggetto l’educazione.
Struttura del trattato di pedagogia generale
Suddviso in 3 parti:
Metapedagogia
Cos’è la pedagogia? Che tipo di sapere è? Riguarda la natura del sapere pedagogico. La pedagogia da un lato aspira allo statuto di scienza, dall’altro l’educazione, essendo un fenomeno sociale che attraversa la vita di tutti gli uomini, non è confinata in alcuni spazi, benché ci siano alcuni luoghi con una determinata specificità. Questo fa sì che si presenti come fenomeno sociale informale: qualsiasi individuo adulto ha una propria cognizione dell’educazione, si hanno credenze che non sono di natura scientifica, ma fanno parte di un patrimonio informale di ogni individuo che permette alle persone di una comunità di relazionarsi e quindi si influenzano a vicenda. Questa tendenza è più forte nei rapporti intergenerazionali, ma è presente tra gli stessi adulti, gli stessi giovani, gli stessi bambini... Un educatore professionista non può basarsi solo su idee di senso comune, ma deve avere una comprensione scientifica dei fenomeni educativi, poiché riveste questo ruolo non solo di professione ma anche la sua qualità dipende anche dalla sua conoscenza dei problemi dell’educazione. Ci occuperemo del passaggio dal sapere come senso comune a un sapere scientifico: in quali condizioni la pedagogia può ambire a diventare scienza?
Epistemologia pedagogica
Com’è organizzato il sapere pedagogico? Com’è la struttura della pedagogica? Al di sopra delle idee di senso comune, la struttura della pedagogia è una struttura concettuale, cioè il problema è quale insieme di concetti e quali relazioni tra questi concetti definiscono l’organizzazione cognitiva della pedagogia, ossia il modo di pensare pedagogico. Ciò vuol dire pensare adoperando una certa rete di concetti, cioè aver compreso, in maniera approfondita, ciascuno di questi concetti e le relazioni tra essi. Lo scopo principale riguarda il saper pensare l’educazione attraverso concetti pedagogici. Bisogna partire dal linguaggio comune, attuare una critica e da qui ricostruirli in termini scientifici. La pedagogia deve passare da un concetto di educazione offuscato a uno più delineato. Quest’operazione è fondamentale per poter pensare i problemi in maniera pedagogica. Essere educatori significa affrontare problemi dell’educazione. Una struttura concettuale chiara dell’educazione, ovvero avere le idee chiare, può aiutare alla risoluzione dei problemi dell’educazione. Le idee chiare, una struttura concettuale chiara, aiuta a comprendere il problema da affrontare.
Pedagogia normativa
= Logica pratica della pedagogia = come funziona / come si fa la pedagogia. Pensare ai problemi in modo pedagogico e con una struttura precisa è il modo migliore per comprendere i problemi dell’educazione. Spetta all’insegnante affrontare i problemi a scuola: sapere come si fa pedagogia all’atto pratico è fondamentale: vuol dire agire, non semplicemente pensare in modo pedagogico. La struttura normativa della pedagogia è di tipo progettuale, fare pedagogia vuol dire concepire l’intervento in modo intenzionale alla luce di un progetto, un intento…
1., 2., 3. conferiscono un’immagine complessiva della pedagogia.
Prospettive per la scuola dell’infanzia
Tratta del modello della Montessori. In ogni caso la scuola dell’infanzia è la base della scuola primaria. Montessori parte dai bambini disabili, per poi ampliare il suo metodo ai bambini senza disabilità, ma è rimasto solo nell’infanzia. La Montessori non si era limitata a dare un metodo, ma ha anche dato un’architettura epistemologica, concetti che dovevano guidare sul proprio metodo.
Domande d’esame
2 sul trattato, una sulla Montessori. Il cuore del corso è l’epistem pedagogica (seconda parte del trattato – domanda che ci sarà sicuramente). Prova a saggi brevi: 3 questioni a cui è richiesto di sviluppare un ragionamento (dalle 15 alle 30 righe): si valuta la comprensione dei concetti, quindi se scordi qualche nome fa niente, basta avere i concetti per ragionare in modo pedagogico.
Appunti di pedagogia generale – prof. Baldacci | scienze della formazione primaria II
Lezione 2
Metapedagogia
Pedagogia = riflessione sull’educazione. Educazione cos’è penso in termini pedagogici. Se si pensa alla pedagogia si va alla metapedagogia, cioè verso una riflessione sulla pedagogia, una riflessione sulla sua natura.
La pedagogia è:
- Una filosofia applicata all’educazione;
- Una scienza che ha come oggetto l’educazione;
- Un’arte.
Quindi ci sono 3 metapedagogie.
Passaggio da pedagogia sapere di senso comune a pedagogia formale
Il problema è che l’educazione è un fenomeno sociale informale che occupa tutta la vita quotidiana e i luoghi sociali. È una semplificazione che l’educazione avviene solo nella scuola e nella famiglia. Qualsiasi interazione crea un’influenza reciproca e queste influenze, moltiplicandosi, modellano il nostro carattere, personalità… quindi l’educazione è un fenomeno sociale che è il risultato dell’intera società. Proprio il fatto che l’educazione sia intrecciata nella vita quotidiana fa sì che sia difficile isolarla e concepirla nella sua specificità. In particolare è più marcato quando questi rapporti sono intergenerazionali, quando riguardano rapporti di bambini con giovani: l’adulto si sente autorizzato a influenzare il soggetto giovane e il bambino, a modellarlo secondo le sue idee. Proprio per questo ogni adulto ha le proprie idee su cosa, come si educa, come rapportarsi a loro… BRUNER ha chiamato queste credenze di senso comune: pedagogia popolare = pedagogia ingenua non esperta, non formale, quella dell’ “uomo della strada” = chiunque incontriamo che ha una propria educazione. Il senso comune educativo è un insieme di convinzioni di tipo acritico (=non fondato), dogmatico (= scarsamente modificabili). Senso comune = insieme di idee sul mondo e sulla vita che ogni essere umano si fa. Solitamente queste idee non sono solo personali, ma sono anche condivise in una comunità. Rappresentano ciò che diamo per scontato, quindi siamo certi che le cose stanno in quel modo = dogmatismo del senso comune che arriva fino alla pedagogia popolare. Il senso comune è la somma di tutte le nostre esperienze, ciò rende il senso comune frammentario, spesso è anche incoerente. Quindi la pedagogia popolare o senso comune è una connessione di credenze informali che sono di tipo incoerente e dogmatico. Quindi non si può costruire su di esso un sapere esperto perché ha bisogno di coerenza, di un sapere critico, non frammentato, scientifico. Le società semplici non conoscono un processo di differenziazione sociale. La scuola è una condizione importante per la pedagogia perché nascono i maestri, una figura specializzata. Una volta che nascono queste figure si creano una serie di processi che portano alla nascita della pedagogia.
- Passaggio della pedagogia popolare alla pedagogia formale (quadro teorico – 1° paradigma (=modello di riferimento) della pedagogia)
- La pedagogia nasce come precettistica: insieme di consigli pratici che il maestro esperto compila per i nuovi maestri. Quindi quando un maestro ha raggiunto una certa esperienza trasmette il suo sapere come precetti pratici ai nuovi maestri. Conseguentemente si richiede di giustificare quei precetti e si ha…
- La pedagogia normativa: i precetti rimangono ma si hanno giustificazioni. Assumono la forma del precetto con lo scopo: È l’unione della tecnica con lo fai così che raggiungerai questo… scopo. Compare la fissazione di scopi. Quindi si passa alla terza tappa: accade che la pedagogia normativa assume certi scopi, in un determinato contesto ne assume altri: es. a Sparta tutta l’educazione ha come scopo la formazione del guerriero, ad Atene la formazione del cittadino per farsi valere nell’oratoria (=formazione retorica); così nasce la terza tappa: riflessione sugli scopi educativi, si tratta di giustificare gli stessi scopi…
- La pedagogia teoretica: riflessioni sugli scopi dell’educazione = filosofia dell’educazione = pedagogia formale. La Repubblica di Platone è già un’opera di pedagogia teoretica. Per Platone l’idea del bene coincide con il bene della città che è unita. Platone riflette quindi sull’educazione e come si può raggiungere questo risultato. Dall’Antica Grecia, questo modello è arrivato fino a metà dell’Ottocento, quando, con la nascita del Positivismo (prendeva atto dello sviluppo scientifico e considerava come massimo modello del sapere il sapere scientifico e la filosofia deve seguire quella direzione), si inizia a parlare di…
- La pedagogia scientifica. Il positivismo italiano ebbe breve durata e lascia spazio alle idee di Giovanni Gentile (Sommario opera scritta nel 1913) che iniziò a criticare il positivismo italiano e restaurò la pedagogia filosofica. L’educazione viene pensata nella sua interezza, si punta a cogliere il significato unitario dell’educazione: la pedagogia filosofica è unitaria e coerente e stabilisce il senso dell’educazione. Per Gentile l’educazione è una comunione spirituale tra maestro e allievo: dove c’è vera educazione c’è un unico spirito, cosicché l’allievo vive la voce del maestro come una voce interiore. Il senso dell’educazione sta dove si raggiunge questa comunione spirituale, il resto è solo addestramento. Questa nuova idea aveva come scopo quello di illuminare il maestro, ma tende ad essere puramente contemplativa e non dice come deve organizzare la propria esperienza educativa ed è completamente inefficace dal punto di vista pratico. Gentile afferma che l’insegnamento è la manifestazione dello spirito vitale, mentre la tecnica è superflua. Per Gentile maestri si nasce, deve coltivare la sua attitudine spirituale che non può essere sostituita da alcuna tecnica, quindi c’è chi nasce per fare il maestro e chi no, si ha la morte della pedagogia. Arrivati al punto che l’educazione è comunione spirituale ed è legata solo al maestro, Gentile conclude che la pedagogia non esiste e si tratta solo della filosofia dello spirito. Gentile, poi, s’illuse che il regime fascista potesse coronare la sua idea.
- Le scienze dell’educazione: riprendono l’idea positivista e ritengono che le scienze umane hanno investito il campo educativo: antropologia, sociologia e psicologia dell’educazione = scienze dell’educazione, nuova forma della pedagogia. Si passa al paradigma delle scienze dell’educazione: diventa un discorso interdisciplinare. Però c’è un altro limite: le scienze dell’educazione non rispondono alla domanda cos’è l’educazione, ma pensano a come avviene: ognuna di esse ci dà un pezzo dell’educazione:
- Psicologia dell’educazione: analizza scientificamente l’apprendimento = educazione;
- Sociologia: educazione = socializzazione = processo sociale attraverso il quale l’individuo diventa cittadino: il bambino socializza, diventa parte di un gruppo sociale attraverso l’apprendimento sociale. Durkein scrive che l’educazione corrisponde al processo di socializzazione = processo che permette di far parte di una società;
- Antropologia: inculturalizzazione = processo attraverso il quale l’individuo assimila un certo modo di vivere.
- Ipotesi di lavoro (= non si sostiene che le cose stanno indubbiamente così. Sottolinea il profilo sperimentale di quest’ipotesi. Si suppone la pedagogia come scienza dell’educazione. Il problema diventa quali condizioni la pedagogia può darsi come scienza.
Condizioni di scientificità della pedagogia
A quali condizioni la pedagogia può porsi a una scienza autonoma. Per definire una scienza autonoma è complesso, viene definita dall’epistemologia. L’epistemologia studia la linea di demarcazione tra scienza e non-scienza. Le condizioni necessarie per far in modo che sia una scienza sono:
- Specifico oggetto
- Proprio metodo di ricerca = rigore nel metodo
La pedagogia deve avere un proprio specifico oggetto e un metodo rigoroso. Il problema del rigore del metodo viene studiato nella metodologia della ricerca pedagogica.
Il primo fondamentale problema: cos’è un oggetto della scienza? La pedagogia si occupa dell’educazione. In realtà è solo una prima approssimazione poiché l’oggetto deve essere specifico, cioè deve appartenere alla pedagogia e solo alla pedagogia. Ma la pedagogia non è l’unica disciplina che si occupa dell’educazione.
L’epistemologia dice che ogni fenomeno può diventare oggetto di scienze diverse a seconda del punto vista dal quale viene esaminato. L’oggetto di una scienza viene definito:
- Da un certo campo
- Da un certo punto di vista da cui si esamina il campo = struttura concettuale della disciplina
Quindi non basta esaminare l’oggetto, ma stabilire il punto di vista, l’angolazione da cui la pedagogia esamina l’educazione ed è grazie a questa specificità che è l’oggetto della scienza. Un’ipotesi è che, operativamente, il punto di vista è il sistema di concetti che viene adoperato da una disciplina per analizzare il proprio campo = rete di concetti. Una disciplina differisce da un’altra perché utilizza reti diverse assumendo significati diversi. Si deve identificare la rete di concetti, cioè insieme di termini attraverso i quali la pedagogia studia l’educazione = struttura concettuale della disciplina. È il compito dell’epistemologia pedagogica vedere com’è la rete dei concetti della pedagogia (= insieme dei concetti che ci permettono di parlare di una parte specifica dell’educazione). I concetti fondamentali (= trascendentali = non ci si può fare a meno) sono, ad es., educatore, educando, educazione, relazione educativa, istruzione, formazione… L’epistemologia pedagogica consiste nel dare forma critica e scientifica di questi concetti.
Possedere un oggetto = Possedere una rete concettuale
La pedagogia dispone di un proprio oggetto poiché porta sul campo un proprio sguardo con una propria rete.
Connotati della pedagogia della scienza
La pedagogia è un sapere attivo e critico:
- Attivo si oppone al contemplativo: il sapere contemplativo è paragonabile allo spettatore che assiste al corso degli eventi, contempla ciò che sta avvenendo; il punto di vista dell’attore prevede un coinvolgimento, agisce negli eventi. La pedagogia è avvita perché l’educatore, l’insegnante non osserva l’esperienza educativa dal di fuori, egli è immerso nel corso degli eventi educativi, fa parte della situazione educativa. Ha bisogno di un sapere attivo che sia capace di guidare l’esperienza educativa. La pedagogia non comprende solo il processo educativo (è necessario), ma vuole intervenire e guidare il processo educativo, quindi non si tratta di comprendere, ma anche di trasformarlo. In quanto sapere attivo la domanda della pedagogia è che fare?: quando l’insegnante è posto di fronte a un problema si pone come obiettivo come risolvere e affrontare il problema, non solo analizzarli e capirli (è un passo necessario, ma non sufficiente). Quindi la molla è la preoccupazione, prendersi cura. Questo tipo di caratterizzazione è stato fatto dall’americano John Dewey. La pedagogia gentiliana è limitativa: non si tratta solo di contemplare l’educazione nel suo senso puro, ma si tratta di agire (attraverso la comunicazione). La pedagogia è un sapere di tipo progettuale, vuol dire disegno, intento, voler trasformare una situazione. La prefigurazione si può definire progetto pedagogico.
- Pedagogia come sapere critico: il dogmatismo è un carattere fondamentale del senso comune, ma la scienza dubita delle proprie certezze, finché si è certi non è scienza, ci si inizia a domandare sulle giustificazioni. Quando ci si inizia a porre questi interrogativi si assume un atteggiamento critico. I primi albori della scienza sono legati allo spirito critico socratico.
Lezione 3
3° via: la via della pedagogia come scienza autonoma la prima condizione da soddisfare è il possesso di uno specifico oggetto che non si può ridurre solo all’educazione, ma bisogna avere un punto di vista specifico e tale punto di vista corrisponde alla rete concettuale della pedagogia, grazie alla quale è in grado di descrivere i processi educativi. La sua struttura è compito dell’epistemologia pedagogica: si occupa della struttura della rete concettuale. Dire che lo specifico epistemologico si identifica con la sua rete concettuale vuol dire che la scienza della pedagogia si differenzia per il suo insieme di...
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