Il passaggio dalla pedagogia di "senso comune" alla pedagogia come scienza autonoma
Come passare dalla pedagogia di senso comune alla pedagogia come scienza autonoma? Innanzi tutto si parla di pedagogia di senso comune quando avviene un pensiero di senso formale. Cosa si intende? Si intende che tutti hanno il diritto di parlare in merito a una cosa; ad esempio, in ambito medico, tutti si sentono in dovere di dire se una persona è malata o meno, tutti si sentono in diritto di esporre la propria diagnosi. Ciò accade anche quando si parla di pedagogia. Si viene a creare un pensiero formale nel quale tutti dicono qualcosa ma nessuno riesce a dire qualcosa di superiore rispetto a qualcun altro. Questo pensiero non deve comunque essere abbandonato ma deve essere usato utilizzando il buon senso, estrapolando dalle informazioni ricevute ciò che si vuole.
Il processo di transizione
Come avviene il passaggio da pedagogia di senso comune a pedagogia come scienza autonoma? Tale passaggio avviene in due fasi:
- In una prima fase c'è l'educazione ricevuta dalla famiglia, la trasmissione avviene quindi tramite la socializzazione;
- Poi c'è una fase intermedia, nella quale la pedagogia rimane comunque di senso comune ma grazie alla nascita delle scuole la pedagogia assume sempre un valore più autonomo.
- Nella seconda fase, la pedagogia si dovrebbe liberare di tutte le credenze, le culture e ciò che la potrebbe influenzare, cercando di diventare il più autonomo possibile.
Cosa si intende per pedagogia popolare
Si differenzia leggermente rispetto alla pedagogia di senso comune. Gli adulti sono considerati degli educatori, nel senso che educano i propri figli. Nell'educarli presentano comunque delle credenze che influiscono sulle loro modalità di insegnamento. Queste influenze non sono consapevoli: difatti loro insegnano ed educano come loro sono stati educati in passato. In questo caso bisogna cogliere ciò che si riceve con un po' di buon senso. Varia da situazione in situazione. Ad esempio, un allenatore che cambia squadra porta le proprie modalità di insegnamento, modalità che non sempre sono quelle corrette. Infatti, se un allenatore sarà valido lo confermerà facendo un buon lavoro, nel caso in cui il nuovo allenatore va male significa che ha portato alla nuova squadra solamente gli aspetti negativi del suo bagaglio, non è quindi considerato un buon allenatore.
Caratteristiche della pedagogia come scienza dell'educazione
Come si può avere una pedagogia come scienza dell'educazione? Per prima cosa bisogna ottenere una mediazione tra teoria ed esperienza. Inoltre, per essere una "scienza" deve avere un proprio oggetto ed un metodo di ricerca proprio come lo è la vera scienza. Quali sono quindi queste caratteristiche in ambito pedagogico? Si possono sintetizzare in due caratteri principali:
- Carattere di sapere critico razionale;
- Carattere di sapere attivo.
Il sapere critico razionale
Per quanto riguarda il sapere critico razionale, la pedagogia deve soddisfare una teoria che poi può essere verificata. Per essere verificata deve quindi soddisfare il principio di falsificabilità: solo le asserzioni suscettibili di essere mostrate false hanno un carattere scientifico.
Il sapere attivo
Per quanto riguarda il carattere di sapere attivo, la pedagogia non si deve limitare a essere spettatrice degli eventi educativi, ma deve essere un'educazione attiva, basata sul fatto che l'uomo crea l'uomo stesso (Dewey). Deve avere quindi un proprio oggetto, ovvero deve risolvere i problemi della prassi educativa.
Le due metafore sull'educazione
Le metafore sull'educazione sono due: una che vede l'educazione come crescita ed un'altra che vede l'educazione come modellamento.
Metafora della crescita
Per quanto riguarda la prima, vengono messe in corrispondenza l'educatore con il giardiniere e l'educando con la pianta. (educatore:educando = giardiniere:pianta). La pianta ha un proprio fattore interno di crescita che la porta con il tempo alla maturazione. Per poter arrivare allo stadio finale della sua crescita ha però bisogno di fattori esterni che possono essere un terreno fertile, la luce, l'acqua... di tutto ciò se ne occupa il giardiniere. Allo stesso modo accade tra educatore ed educando. L'educatore durante la crescita dell'educando si deve occupare di lui e dargli le dovute attenzioni in modo tale che cresca in maniera da evitare le cattive influenze o le inclinazioni negative.
Metafora del modellamento
La seconda metafora che andremo ad analizzare è quella nel quale vengono messe in corrispondenza l'educatore con l'artista e l'educando con la creta (metafora del modellamento). Così come l'artista modella la creta per realizzare un determinato oggetto, anche l'educatore dà la forma che vuole all'educando. Come l'artista quindi, anche l'educatore deve avere un progetto in testa da realizzare. In questo caso quindi si può parlare di plasmare o forgiare il carattere. Questo modello a volte però può riscontrare dei limiti. L'artista infatti si deve arrendere quando vuole forgiare una figura che un blocco di creta non permette. Anche l'educatore si deve arrendere alle opposizioni dell'educando. Deve quindi tenere conto durante il modellamento del carattere e dei limiti dell'educando.
Concetto ordinario di educazione e stereotipo come idea convenzionale
Nella pedagogia è possibile individuare un concetto ordinario del termine educazione legato all'uso comune che si fa di tale parola (es. educazione padre – figlio, insegnante – allievo). Ci sono altre situazioni invece, le situazioni dove il termine educazione assume un valore paradigmatico. Questa estensione è dovuta...