Pedagogia generale A.a. 21/22
Eleonora Tomei
Prof. Marco Mannucci
I testi in programma
- Galanti Maria Antonella (a cura di); Educabilità. Scuola ed educazione della persona introspezione e relazionalità, Edizioni ETS, Pisa 2019.
- Cambi Franco, Le pedagogie del Novecento, Edizioni Laterza, Bari 2005.
- Morin Edgar; La testa ben fatta. Riforma dell’insegnamento e riforma del pensiero, Raffaelo Cortina Editore, Milano 2000.
- Hillman James; Lettera agli insegnanti italiani; reperibile al seguente indirizzo web: https://www.edscuola.it/archivio/ped/hillman.htm
Appelli
- 13/28 gennaio e 17 febbraio (inizio ore 14)
Lezioni 7-8 ottobre
Gli spazi per apprendere
- Un'introduzione al corso
- Il metodo autobiografico
- Gli spazi di apprendimento: le scuole montessoriane; la scuola di Vittra in Svezia; quando lo spazio insegna.
07/10/2021 2h
Introduzione al corso. I termini della pedagogia → Pedagogia pâis ("bambino") + ago («guidare, condurre, accompagnare»)
3 parole chiave del discorso pedagogico
-
Educazione:
- educare = allevare, nutrire (Hillman “aiutare a ghianda a diventare una quercia” → nutrire → nei paesi anglosassoni esistono i “nurture group”
- educere = condurre fuori “fa riferimento soprattutto all’ambito di riflessione valoriale, affettivo relazionale, etico-sociale…” -
Istruzione:
rendere abile, preparare a.. acquisizione di esperienze e di sapere, riguarda l’aspetto cognitivo -
Formazione:
acquisire forma attraverso istruzione ed educazione → per tanti anni pedagogia → una scienza minore, associata alla filosofia. “ancella della filosofia”. nel ‘900 iniziano a staccarsi. Filone nato negli anni ’60 → pedagogia e scienze dell’educazione → rischio Positivismo → Il ragazzo difficile è portatore di problemi in quanto condizionato necessariamente dal suo ambiente, è quello che ha elaborato dentro di sé il significato di tali condizioni socio-ambientali come positivo e accettabile.
Approccio fenomenologico per capire dove sta la pedagogia → Il ragazzo difficile, come ogni altro ragazzo, è costruttore di sé e della realtà entro i vincoli di quella realtà e delle condizioni intersoggettive che si danno: i comportamenti non sono il frutto di pressioni ambientali, ma della interpretazione ed elaborazione che ciascuno fa di tali condizionamenti. L’ambiente non condiziona direttamente ma è la mia considerazione e interpretazione → bambino come interpreta la realtà.
Relazione, umanità, circolarità e riconoscimento sono termini importantissimi. Riconoscimento → l’altro diverso da me.
Lettura di citazioni
1) «Compagno, io non ti volevo uccidere. Se tu saltassi fuori un’altra volta qua dentro io non ti ucciderei purché anche tu fossi ragionevole. Ma prima tu per me eri solo un’idea, una formula di concetti nel mio cervello che determinava quella risoluzione. Io ho pugnalato questa formula. Soltanto ora vedo che sei un uomo come me. Allora pensai alle tue bombe a mano, alla tua baionetta, alle tue armi, ora vedo la tua donna, il tuo volto… Perdonami compagno, noi vediamo queste cose sempre troppo tardi… perché non ci hanno mai detto che le vostre mamme sono in angoscia per voi, come per noi le nostre, e che abbiamo lo stesso terrore e la stessa morte e lo stesso patire… perdonami compagno perché se gettassimo via queste armi potresti essere mio fratello. Prenditi vent’anni della mia vita compagno, perché io non so che cosa ne potrò mai fare.» Eric Maria Remarque
2) «L’Altro uomo non mi è indifferente, l’Altro uomo mi concerne, mi riguarda nei due sensi della parola “riguardare”. In francese si dice che “mi riguarda” qualcosa di cui mi occupo, ma “regarder” significa anche “guardare in faccia” qualcosa, per prenderla in considerazione» Emmanuel Lévinas
3) «In assenza di emozioni e passioni difficilmente si verificano motivazioni e coinvolgimenti, entusiasmi e partecipazioni dell’alunno e dunque apprendimenti sicuri ed efficaci. L’enfatizzazione delle ingegnerie organizzative è non poco responsabile della opacizzazione delle biografie, dei volti, delle attese, dei progetti degli alunni» Bruno Rossi
Approccio educativo verso l’altro → riconoscere l’altro nella sua umanità. Pedagogia come ponte, sempre nel mezzo a qualcosa → entriamo dentro ad “Educabilità” pag 117/125 → educare alla scrittura come espressione del sé → metodo autobiografico → rielaborazione delle proprie esperienze, racconto, comprensione, costruzione, relazione ed unicità.
Obiettivi formativi del metodo autobiografico
- Libera espressione dei vissuti, contesto non giudicante
- Espressione scritta come strumento privilegiato di auto-narrazione
- Sviluppo atteggiamento autoriflessivo
- Facilitare l’ascolto rispettoso e partecipato
- Valorizzare le storie – Aumentare autostima
- Migliorare le relazioni nel gruppo-classe
08/10/2021 4h
L'approccio fenomenologico, gli spazi e i tempi dell'educazione, le scuole montessoriane
Lo spazio - i luoghi dell’apprendere
Autobiografia in ambito educativo per primo in Italia → Duccio Demetrio → “il gioco della vita” → gioco dell’oca autobiografico, se cadiamo in una casella raccontiamo qualcosa di noi. Maestro come ponte; pedagogia ponte tra quello che è e quello che potrebbe essere la scuola.
Spazi e luoghi dell’apprendimento si sono evoluti nel tempo → prima maestro era messo su una pedana, lezione frontale. Col tempo le sedie e banchi potevano essere spostati. Maestra in piedi, anche se c’è sempre la cattedra (non sulla pedana). Poi sperimentazione di una classe senza banchi in fila.
Scuole montessoriane
- Attenzione ai materiali usati, età diverse nella stessa classe. Motto “aiutami a fare da solo”
- Maria Montessori → studio su materiali a livello scientifico per far sì che i bambini potessero sviluppare determinate competenze. (per approfondire https://www.fondazionemontessori.it)
- Sorelle Agazzi → oggetti comuni, di casa, che diventano importanti per la didattica
Caratteristiche delle scuole montessoriane
- Tutoring e cooperazione
- Libertà e attività spontanea
- Ambiente preparato → è l’ambiente che educa. Ci sono scuole che hanno anche diversi spazi al loro interno adibiti per diversi scopi
Ambiente montessoriano
- Costruzione in proporzione al bambino e ai suoi bisogni reali
- Bellezza e armonia
- Pulizia dell'ambiente
- Ordine
- Un accordo che facilita il movimento e l'attività
- Limitazione degli strumenti
Materiale montessoriano
- Studiato in senso scientifico → unica qualità dell’oggetto: peso, forma e dimensioni ma qualcuno l’ha visto come limite → educa i sensi isolatamente
- Materiale montessoriano è autocorrettivo → autocorrezione dell’errore no intervento educatore. L’errore è importantissimo → ci sono errori belli es Torre di Pisa
- Materiale è a misura di bambino, deve essere facile da usare e deve coinvolgere.
Punti essenziali della scuola montessoriana
- Classi di età mista per fascia di età (0-3, 3-6, 6-12, 12-18), in modo da stimolare la socializzazione, la cooperazione e l'apprendimento tra pari;
- Libera scelta del discente del proprio autonomo percorso educativo (attività da svolgere e quanto tempo dedicare loro), all'interno di una gamma di opzioni predisposte dall'insegnante → il bambino è il maestro;
- Blocchi orari di lavoro didattico lunghi e senza interruzioni (idealmente di tre ore);
- Organizzazione delle attività educative predisposte, dei laboratori, degli ambienti e dei materiali didattici a disposizione, che favorisca l'apprendimento per scoperta e per "costruzione" delle conoscenze poste nella zona di sviluppo prossimale di ogni singolo discente;
- Materiale didattico specializzato sviluppato e perfezionato da Maria Montessori e in seguito dai suoi collaboratori, che consente l'apprendimento per scoperta, l'utilizzo raffinato dei sensi, l'autocorrezione.
→ Correnti Italia, nel secondo ‘900 pedagogiche che hanno lasciato il segno e che ancora oggi si ritrovano. Tipologie più usate organizzazione della classe:
- Tradizionale → didattica frontale
- Ferro di cavallo → lezione partecipata attiva
- Gruppi → ruolo del docente che favorisce cooperazione
Cosa è la zona di sviluppo prossimale?
Vygotskij → «quell'area in cui il bambino può estendere le sue competenze e risolvere problemi grazie all'aiuto degli altri». La zona di sviluppo attuale è quello che io so fare ora senza l’aiuto degli altri con determinate competenze; la zona di sviluppo potenziale è cosa posso arrivare a fare; la zona di sviluppo prossimale non è lontana come quella potenziale ma è vicina allo sviluppo attuale, è il pezzettino in più che serve per migliorarmi però da solo non riesco perché non ho le competenze quindi le devo prendere da fuori, dal maestro o dal compagno. Acquisisco competenze con il confronto degli altri.
Collaborazione in gruppo
Mette al centro le dinamiche sociali → socializzazione, collaborazione. Scopo docente → apprendimento significativo → Novak → attivo, collaborativo, conversazionale, contestualizzato, riflessivo, intenzionale, costruttivo. L'apprendimento è significativo quando ciò che ho appreso posso applicarlo a situazioni nuove. Non viene dimenticato e rimane nelle capacità dello studente
Vittra → Telefonplan → scuola senza pareti e senza classi. Siamo nel Nord Europa. Importante dare funzioni diverse agli spazi. → Metodo DADA → didattiche per ambienti di apprendimento funzioni diverse allo spazio. Nato nel Nord Europa → gli studenti si muovono tra le diverse aule che quindi cambiano sempre a seconda degli insegnamenti.
Concetto di aula laboratorio → dare strumenti per fare e sperimentare
Lezioni 14-15 ottobre
- Il Movimento di cooperazione educativa (Mario Lodi, Alberto Manzi, Bruno Ciari) Celestin Freinet
- Il tema della valutazione, valutare per dare valore, l'insegnante incoraggiante
- Alexander Neill e la scuola di Summerhill
- La scuola allargata al territorio: il progetto formativo integrato (Frabboni) e la scuola diffusa (Mottana)
14/10/2021 2 h
Le scuole si aprono al territorio e alla realtà circostante; C. Freinet; Il Movimento per la Cooperazione Educativa: Mario Lodi, Alberto Manzi, Bruno Ciari
Alcuni punti di riepilogo
- → Spazi di apprendimento scuole montessoriane
- Metodo autobiografico
- Pedagogia come ponte
- Approccio fenomenologico
- → Zona di sviluppo prossimale Vygotskij zona attuale quella dove siamo ora, prossimale quella che si attiva con l’aiuto di altri (scuole montessoriane mettono insieme bambini con 3 anni e con 6 anni)
- Apprendimento significativo → quando è soprattutto condiviso, costruito nella relazione con l’altro, riflessivo
→ Temi aperti → questa idea “peace corner” come angolo della pace modo anche per gestire la classe, un angolo della pace dove i bambini si possono muovere e per un attimo e staccarsi da quello che stavano facendo → Spazio come terzo educatore → Loris Malaguzzi → educatore e pedagogista spazio come un qualcosa per educare (anche nelle scuole montessoriane lo spazio costruito a misura di bambino). Poesia dei 100 Kohl → va bene l’insegnamento nelle aule scolastiche ma i ragazzi dovrebbero trascorrere del tempo accanto ad artisti, tecnici o uomini di affari → l’intera comunità dovrebbe essere all’interno della scuola
Organizzazione spazi → importante tempo dell’accoglienza, soprattutto infanzia e primaria
Cambia lo spazio nel tempo, anche nelle aule → prima disposizione più rigida dello spazio, poi con il tempo è diventato un luogo che trasmette anche un tipo di relazione tra insegnante e bambino
Domenico Starnone → discorso su cattedra e su autorità = paura. Paura → all’inizio tutti urlano per far stare buoni i bambini ma in realtà non serve (es di maestra che porta tutti nel paese del silenzio senza però urlare) gestione classe è effettivamente un problema con il quale ci si raffronterà
Scuola all’aperto
Mario Lodi → «I bambini, fin dai primi anni di vita, giocando, hanno esplorato il piccolo mondo in cui sono nati. Hanno visto, udito, toccato, odorato e assaggiato ciò che era a portata di mano. Hanno giocato con l’acqua, con la sabbia e con altri materiali e hanno così scoperto molte leggi del mondo fisico. Con quelle conoscenze hanno organizzato la loro prima cultura. Hanno fatto come gli scienziati. Ma ben presto i bambini e le bambine hanno cominciato a guardare il mondo attraverso la televisione, usando solo due dei cinque sensi. Hanno visto tante cose lontane e hanno trascurato le cose vicine. Eppure, intorno a noi, nel piccolo mondo di un prato, di un giardino o di un muro di vecchi mattoni, è nascosta una vita intensa in ogni stagione…» Io e la natura, 1999
Sottolinea l’attenzione su un apprendimento che coinvolge tutti i sensi, esperienze che partono dal concreto reale. Raccoglieva schede delle esperienze → vita mosca che muore
Storia scritta dall’osservazione con la realtà → oggi avrebbe difficoltà ad essere raccontata. Ma deve essere raccontata per affrontare determinate situazioni. → Nella scuola portava a vedere il ciclo della vita centralità del bambino/ superamento didattica trasmissiva/ attività creative ed espressive/ metodo ricerca e inchiesta/ metodo antiautoritario
«Ricordo un episodio: mentre i bambini erano attenti alla discussione che stavamo facendo, uno di loro si alzò dal proprio banco e andò, senza parlare, alla grande finestra che sembrava aprirsi sul mondo. Al mio moto di sorpresa un altro suo compagno fece altrettanto. A uno a uno uscirono tutti dal banco per andare a guardare che cosa succedeva sui tetti di fronte e io, il maestro che doveva comandare come imponeva la vecchia scuola trasmissiva, fui trascinato dalla loro curiosità nel dilemma: lasciar fare o reprimere, ascoltarli o punirli? Questo era il mio dilemma. […] Mi alzai e andai in mezzo a loro a guardare il mondo dalla finestra.» (Mario Lodi – Cipì)
Movimento di cooperazione educativa → 1951. esponenti → Mario Lodi, Alberto Manzi, Bruno Ciari ecc → Educare a cooperazione è importante per trovar interesse verso valori comuni → educazione a pace, democrazia, responsabilità oltre all’individualismo. Importanza dell’ambiente. Educazione è tale se l’ambiente permette di educare.
→ Bruno Ciari Empoli → fare ricerca sul campo
De Bartolomeis → ricerca come antipedagogia → ricerca è rinnovamento pedagogico importante
Scuola primaria tante innovazioni a partire da anni ’50, anche da altre scuole europee. → Il movimento di cooperazione educativa nasce da idea di Celestin Freinet apre l’atelièr inteso come laboratorio dove c’è anche un aspetto ludico. I bimbi usavano una piccola tipografia dove poter stampare dei giornalini per far conoscere le attività che venivano proposte. Smontò la cattedra e ribaltò la pedana dove stava la cattedra per avere un piano di lavoro della topografia.
Metodo naturale
I bambini imparano molte cose prima di andare a scuola (camminare, correre e parlare) in modo naturale. Perché allora non possono imparare a leggere e scrivere nello stesso modo? I nostri rapporti con l’ambiente procedono per tentativi ed errori. I tentativi andati a buon segno scavano dentro di noi una traccia che condiziona le esperienze successive e ci inducono al successo. L’esperienza è un fattore fondamentale e bisogna assecondare le modalità naturali di apprendimento. Un bambino non aspetta di pronunciare bene tutte le sillabe prima di parlare, allo stesso modo i bambini a scuola devono iniziare a leggere e scrivere anche prima di aver appreso tutte le regole della grammatica. Nella scuola di Freinet i bambini si esprimono presto anche se in modo sgrammaticato → insistere sulle regole non è un aiuto ma un ostacolo. Ma senza tutto il bagaglio tradizionale di esercizi, un bambino può davvero imparare a leggere, scrivere e fare i conti? Freinet dice certamente perché i bambini hanno una naturale spinta verso la perfezione e il progresso. All’insegnante sta il compito di favorirla.
15/10/2021 4 h
Scuola nel bosco; A.S. Neill e Summerhill. La proposta di F. Frabboni per un sistema formativo integrato; Il Manifesto dell’Educazione diffusa di P. Mottana.
Movimento di cooperazione educativa → spazi della scuola possono essere organizzati diversamente → Ambiente
Problema gestione classe → parte dallo spazio importante anche per favorire cooperazione tra studenti
Freinet → tipografia → fare e costruire il sapere → gli studenti creavano libri e la lettura diventava più interessante → Invarianti pedagogiche → voti Freinet diceva che erano sempre un errore poiché è una valutazione da parte di un adulto del lavoro del bambino, portano a fare graduatorie e poi l’articolazione dei voti (7- / +, il ½) è la più falsa della matematica. Non devo favorire la competizione ma la cooperazione.
→ Alberto Manzi → movimento di cooperazione educativa volto televisivo trasmissione “non è mai troppo tardi” trasmessa dal 1960 al 1968 in Italia, in collaborazione con la Rai.
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