IN GENERALE
Visse negli USA per quasi 100 anni dalla metà dell’Ottocento alla metà del Novecento.
Egli riteneva che la società determina il comportamento degli individui ma a sua volta gli
individui modificano la società. I bambini però vivono in una realtà scolastica che li
allontana dalla vita reale ed è perciò necessaria una riforma della scuola.
I bambini devono tornare ad imparare attraverso un contatto diretto con le cose, attraverso
l’osservazione, l’ingegno, l’immaginazione ed il pensiero logico.
Per questo Dewey, fondendo idealismo, pragmatismo, evoluzionismo suggeriva di
inserire nella programmazione scolastica anche l’insegnamento di un lavoro manuale e di
organizzare l’ambiente scolastico accuratamente, plasmandolo sulle esigenze del
bambino.
Inoltre egli definisce il RAPPORTO SOGGETTO-OGGETTO mettendolo in relazione col
concetto di “transazione”: né il soggetto né l’oggetto sono precostituiti, come pensava la
filosofia classica, ma si costituiscono reciprocamente nello scambio che avviene nel
processo di conoscenza.
CRITICHE A DEWEY: gli si rimproverarono l’eccessivo ottimismo, l’eccessivo
puerocentrismo e il mancato superamento della prospettiva socio-adattiva per valorizzare
le capacità fondamentali e la struttura delle discipline. Infatti troppo spazio era dato
all’esperienza e l’apprendimento che ne seguiva era decisamente poco “intellettuale”; in
molti vollero il ritorno ad un’educazione di stampo liberale in cui la libertà interiore è
conquistata attraverso il valore della cultura.
CONFRONTO TRA DEWEY E FROEBEL: per Dewey è importante la realtà nella vita dei
ragazzi, mentre per Froebel è essenziale l’immaginazione della realtà. Tratti comuni sono
invece il considerare come principale compito della scuola educare i ragazzi ad una vita di
cooperazione e di aiuto reciproco tenendo in considerazione le inclinazioni e le attitudini di
ognuno.
L’EREDITÀ PEDAGOGICA DI DEWEY NELLA RIFLESSIONE CONTEMPORANEA (coè i prosecutori del suo pensiero)
Hanno portato avanti le teorie di Dewey:
- coloro che hanno aderito all’attivismo pedagogico europeo
- i pedagogisti progressisti americani William Kilpatrick, Helen Parkurst, Carleton Washburne
- i pedagogisti laici italiani: Lamberto Borghi, Aldo Visalberghi 1
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