Pedagogia generale e sociale
Cos'è la pedagogia?
La pedagogia è una disciplina, una scienza di tipo teorico e pratico (dove quindi la pratica e la teoria sono in un rapporto di continuità → prima di intervenire devo conoscere) che ha come oggetto di studio e di intervento la formazione integrale del soggetto, per tutta la vita e nei differenti contesti fisici, storici e culturali.
Analisi dei concetti chiave di questa definizione
Scienza = pensa e progetta la formazione → per diventare scienza la pedagogia segue 3 passaggi:
- Si svincola dalla subordinazione alla filosofia (dove prima prendeva l'assetto teorico e pertanto era solo pratica).
- Si rifonda su base scientifica, cercando di assomigliare alle scienze esatte → in un primo momento, grazie agli influssi dell'empirismo, si accorge che per conoscere e progettare meglio la formazione deve tener conto del dinamismo della realtà e perciò diventano necessarie l'osservazione e l'esperienza concreta. Arriva poi a tener conto del pragmatismo di Dewey, il quale afferma che la realtà è complessa e imprevedibile e per essere spiegata necessita un metodo d'indagine, che egli chiama “metodo dell'intelligenza” che segue questa procedura: dubbio – previsioni – esaminazione del problema – ipotesi – la loro verifica nei fatti e se l'ipotesi è vera ha luogo una credenza (vera fino a nuovo dubbio). Da questo ne deduce che l'educazione deve essere una continua ricostruzione e riorganizzazione dell'esperienza. In un secondo momento, si avvicina al neopositivismo e al suo conoscere la realtà in termini di causa-effetto, si parla così di crisi della scienza poiché essa va pensata secondo preposizioni ragionabili e dimostrabili empiricamente (nuova razionalità) e ciò determina una svolta epistemologica per la pedagogia → quest'ultima va pensata non secondo i canoni di una scienza che si credeva esatta (no scienza dogmatica) → tale rivisitazione critica è evidente in alcuni autori/filosofi come:
- Popper: metodo della falsificazione (che sottolinea quanto ogni verità scientifica sia parziale e transitoria in quanto è sempre in attesa che una nuova verità venga a correggerla e a falsificarla universalmente). → scienza legata al contesto.
- Kuhn: chi conosce lo fa a partire da un paradigma scientifico la cui scelta è una questione di fede e il passaggio da un paradigma all'altro implica progressi e regressi, pertanto la scienza ha un andamento irregolare.
- Feyerabend: anarchismo epistemologico → la conoscenza è basata sul confronto tra diverse idee e perciò è un organo di alternative intrecciabili.
- Intreccio e scambio con altri saperi
Formazione
È la sintesi di due fattori → naturali (determinanti biologiche) e artificiali (vincoli sociali-culturali: processi e pratiche dell'educazione e dell'istruzione). Essa ha lo scopo di rendere il soggetto autonomo (concetto dinamico e relativo) in tutte le sfere che lo costituiscono e socialmente responsabile, cioè inserito in una società (no soggetto astratto).
La formazione è la sintesi di 3 concetti:
- Formare, trasferendo contenuti e strategie ai soggetti affinché essi siano in grado di...
- Formarsi, autoeducazione
- Trasformarsi, il soggetto deve essere in grado di trasformarsi in base ai cambiamenti
Infine ci sono 3 capacità legate alla formazione:
- Coping: capacità di adattarsi all'ambiente
- Resilienza: capacità di resistere agli urti traumatici della vita (3 forme: io ho, io sono, io posso)
- Agentività: capacità di essere agenti attivi del proprio cambiamento
N.B. quindi un educatore deve prendersi cura:
- Del contesto
- Attivare i soggetti
- Promuovere e garantire una formazione multidimensionale
- Per tutta la vita: formazione permanente che ricopre l'intero corso di vita (no arco, no ciclo)
- Nei diversi contesti fisici, storici e culturali: cioè un sistema formativo integrato basato sulla continuità dei sistemi formali (scuola), non formali (famiglia, agenzie sportive, religiose, eccetera) e informali (mass e personal media).
Utopia tra istanza critica e tensione trasformativa
La pedagogia grazie all'assenza si svincola dal sapere filosofico, ma si rende conto che deve diventare scienza termini di scienze esatte (fisiche), rigide e che deve e che deve invece andare “con la scienza oltre la scienza”, oltre tale staticità, perché quest'ultima non rappresenta la complessità della realtà. Per fare ciò la pedagogia deve volgere verso l'utopia: Deve conoscere per trasformare la realtà, assumendo un atteggiamento interdisciplinare e multidimensionale (rispecchiano la complessità della realtà). L'utopia la pedagogia mostra la sua natura di scienza critica e progettuale (senza che unisce sapere scientifico cioè la dimensione quantitativa e oggettiva, col sapere umanistico cioè la dimensione qualitativa soggettiva e intersoggettiva). Per questo si parla di Utopia tra istanza critica del presente, che fa emergere le contraddizioni della realtà, è tensione trasformativa dell'esistente, proiettandolo verso nuovi mondi. Così l'utopia apre alla pedagogia l'accesso al cambiamento consentendole di muoversi tra i vincoli biologici e culturali che determinano i processi di formazione, e le possibilità, cioè orizzonti nuovi a cui volgere l'intervento formativo.
N.B. tale utopia accede alla concretezza grazie alle condizioni teoriche e pratiche create dalla pedagogia ed all'educazione.
Paradigma problematicista
È il modello interpretativo (teoria) e operativo (prassi) della pedagogia che mi assicura la corrispondenza con la complessità della realtà (a cui rivolgere il suo intervento educativo). Tale paradigma si basa sul rifiuto di ogni dogmatismo e riflette sulla realtà educativa attraverso tre approcci:
- Approccio trascendentale: recupero delle antinomie classiche educativa: Io - mondo, natura - cultura e individuo-società
- Approccio dialettico: assicura la natura dinamica e trasformativa dell'esperienza educativa
- Approccio fenomenologico: considera la molteplicità delle dimensioni dell'esperienza educativa.
Il problematicismo è un modello di razionalità critica che si muove su due binari:
- Binario metodologico: superamento dell'unicità e parzialità dei singoli Termini delle antinomie classiche della pedagogia che caratterizzano il progetto educativo
- Binario epistemologico: razionalità critica per conoscere e trasformare il mondo: La ragione è strumento di analisi storica e sociale.
N.B. Perciò si può parlare di problematicismo razionalistico che dà alla pedagogia una sua connotazione scientifica: Pedagogia in situazione, caratterizzata da:
- Pedagogia della scelta: problematicismo costantemente in crisi perché posto sempre di fronte a scelte tra le antinomie (senza paralizzare la multidimensionalità)
- Pedagogia impegno: impegno etico-sociale della pedagogia che richiama alla cooperazione, solidarietà e disponibilità.
Aspetto epistemologico della pedagogia
Costituito da due alfabeti: Teorico (statuto teorico della pedagogia) e pratico (prassi della pedagogia), autonomi e complementari che permettono di interpretare la complessità dei fatti educativi.
Alfabeto teorico/formale
6 categorie:
- Oggetto della pedagogia (pedina della scacchiera): formazione integrale dell'uomo e della donna nei diversi luoghi e tempi
- Linguaggio della pedagogia (alfieri): è plurale: riorganizzazione dei diversi codici linguistici funzionali alle diverse necessità di formazione di soggetti e alle diverse necessità di intervento.
- Logica ermeneutica (torri): modo con cui la pedagogia conosce la realtà: passa dalla teoria alla prassi, per tornare poi alla teoria. Perciò la teoria è la condizione primaria per conoscere la realtà, ma essa va controllata attraverso la prassi che ha come scopo anche l'intervento trasformativo di questa. Infatti poi si ritorna ad una teoria, ma ora essa è più matura.
- Dispositivo investigativo (cavalli): utilizzo di diversi metodi di ricerca: ricerca storica, ricerca teorica, ricerca sperimentale, ricerca clinica, ricerca comparata.
- Principio euristico (regina): problematizzare, formulare e riformulare antinomie strutturali della pedagogia: c'è un'apertura al trascendentale (valorizza polarità), al possibile e all'utopia per ipotizzare soluzioni inedite.N.B. Perciò la pedagogia è una scienza mai definita.
- Paradigma di legittimazione (re): luogo di sintesi delle 5 categorie precedenti: la pedagogia è un sapere complesso, plurale, antinomico e dialettico.
Alfabeto pratico/empirico
Si basa su 3 concetti:
- Educare: allevare, nutrire, tirare fuori: ambito affettivo-relazionale, etico-presente nelle istituzioni non formali.
- Istruzione: rendere abile/preparare a: ambito cognitivo processi di acquisizione di conoscenze, presenti nelle istituzioni formali.
- Formazione: acquisire forma, formar-si e trasformarsi: si realizza nell'integrazione tra educazione e istruzione.
Questi tre concetti ruotano attorno a 10 parole dell'alfabeto:
- Sviluppo: psichico prodotto dall'azione del soggetto nel mondo, dall'interazione continua tra organismo (natura) e ambiente (cultura). Perciò la vita è una successione di cambiamenti che contraddistinguono le diverse età, segnata da progressi e regressioni (regolarità e discontinuità dello sviluppo).
- Gioco: esperienza totalizzante caratterizzata da 2 dimensioni:
- Cognitiva: gioco è strumento di attivazione dell'intelligenza grazie alla sua molteplicità di funzioni: esplorativa, costruttiva, creativa, eccetera.
- Emotiva-affettiva: funzione simbolica del gioco, che svolge un'azione diagnostica-terapeutica rispetto a situazioni di disagio emotivo e relazionale elaborate nel gioco di drammatizzazione.
- Diversità: confronto esperienze col diverso: questo è un compito della scuola deve offrire luoghi e occasioni in cui le diversità si incontrano e si confrontano.
- Autonomia: è l'obiettivo del processo educativo-formativo perché l'uomo/bambino nasce in condizioni di dipendenza dagli altri e attraverso l'autogoverno, sperimentando il distacco graduale, si distacca dagli altri e diventa autonomo.
- Creatività: pensiero divergente che va al di là dei confini dell'esistente e della quotidianità (si esprime per i bambini principalmente nel gioco). La creatività va sostenuta, sollecitata e incrementata e il suo sviluppo è strettamente legato all'ambiente, alla qualità delle offerte formative e al contesto in cui il bambino vive.
- Formazione intellettuale: alla base c'è la creatività cognitiva cioè la capacità interagire col mondo e affrontare i problemi.
- Formazione estetica: sollecita il rinnovo dei rapporti con gli altri e con la natura attraverso la costante cura degli spazi, dei modi e degli atteggiamenti attorno a noi. Essa comprende un'educazione estetica (potenziamento della vita immaginativa) e creatività estetica (apertura al cambiamento: revisione del mondo).
- Formazione del corpo e del movimento: il corpo è il luogo di incontro tra pensiero e azione (per la Montessori è lo strumento di conoscenza) per questo è importante l'educazione motoria, che insegna ad usare il corpo in maniera intenzionale e creativa, poiché una corretta formazione corporea contribuisce alla formazione intellettuale, affettiva, etico-sociale ed estetica.
- Formazione affettiva e relazionale: ogni comportamento è influenzato da un'emozione che motiva l'apprendimento.
- Formazione etico-sociale: forma alla società, capacità di vivere insieme agli altri, e alla eticità, condivisione sociale di vincoli e senso di responsabilità verso gli altri e l'ambiente. Queste due confluiscono nella solidarietà sociale, acquisita prima in famiglia e poi a scuola. Quindi la formazione deve essere basata sui valori di multiculturalità, multietnicità e multiconfessionalità.
Complessità e pedagogia della ragione: 3 grandi rivoluzioni del 900
La pedagogia prende atto della complessità della realtà e, grazie a tre grandi rivoluzioni scientifiche del 900, diventa pedagogia della ragione: ragione problematica (critica) e plurale. Queste tre grandi rivoluzioni sono:
- Rivoluzione prospettata dalla biologia: centro dell'uomo a partire da Darwin e dalla sua teoria evoluzionista: L'uomo è uno degli elementi dell'universo, non è il più importante! Egli è, inoltre, strettamente legato agli altri esseri viventi, così come la donna (non c'è gerarchia tra specie né distinzione uomo-donna tipiche del pensiero occidentale). Tutto ciò segna una svolta evoluzionistica che considera l'uomo integrato con la natura e perciò responsabile di sé e degli altri (prospettiva ecologica). Tutto ciò porta ad adottare una logica sistemica-storica-culturale nei percorsi interrogativi e interpretativi.
- Rivoluzione prospettata dalla psicologia: decentramento della ragione partendo dalla psicanalisi di Freud: la ragione perde la sua centralità nel complesso assetto della vita personale a causa della scoperta di altre dimensioni della soggettività. Entrambe le dimensioni della soggettività (razionali e irrazionali) concorrono alla costruzione dell'identità individuale (psiche = logos + eros → connetti tra loro). Tutto ciò segna una svolta psicoanalitica che porta a ripensare il rapporto tra naturalità e anormalità.
- Rivoluzione prospettata dall’antropologia: decentramento dell'uomo bianco dagli studi di Tylor: l'identità dell'uomo è fortemente condizionata dalle apparenze socio-culturali e perciò dai valori condivisi dalla propria cultura (n.b. le differenze culturali sono causate dal diverso modo di costruire i valori). Questo porta alla scoperta dell'altro, del diverso che comporta diritto alla differenza e perciò pari opportunità e uguaglianza. Segna una svolta antropologica: uguale dignità di tutte le culture e spinge l’occidentale a conoscere e ad accogliere le molteplici interpretazioni del mondo.
Percorsi e tappe della complessità
La pedagogia problematicista cerca di:
- Valorizzare le differenze biologiche, psichiche, sociali e culturali, valorizzando così la multidimensionalità.
- Ricomporre e rileggere la realtà facendo una sintesi tra le sue antinomie: Natura e cultura, logos e eros, identità e alterità, particolarità e universalità, mente e corpo, contingenza e utopia, eccetera.
Teoria sistemica di Bertalanffy (anni '40)
La realtà, essendo complessa, anche la scienza per studiarla, non è contingente, perché è formata da diversi punti di vista aventi tutti uguale importanza. Perciò la realtà non è spiegabile come somma degli elementi che la costituiscono, ma dal modo in cui essi interagiscono tra loro (concetti e modelli formano una trama interconnessa → metafora della rete: non più quella dell'edificio poiché la scienza statica e dogmatica).
Maturana aggiunge che lo schema (schema organizzativo) che caratterizza tutti i sistemi è a rete, in cui ciascun componente è coinvolto nella trasformazione e nella produzione degli altri componenti, pertanto i sistemi e reti sono autopoietici, cioè auto-produttivi. Rivista il sistema si può definire autonomo è chiuso dato che basta a se stesso e non riceve gli influssi dell'ambiente. Allo stesso tempo però, lo schema della sua struttura (cioè le componenti fisiche del sistema) è aperto, perché interagisce continuamente con l'ambiente scambiando con esso materia ed energia, modificando di conseguenza le sue strutture interne (esse sono contingenti cioè mai uguali).
N.B. Ambiente e sistemi finiscono così col modificarsi reciprocamente in un rapporto di co-evoluzione.
Decentramento e ragione plurale
Essendo complessa la realtà ci vuole un modello di conoscenza e formazione aperto, dinamico che concilia, con la relatività (pedagogia storicizzata: cioè in situazione) e la perenne modificabilità. Ciò porta ad una pedagogia della ragione, una ragione problematica, autocritica e critica, non più gerarchica, ma plurale data dal superamento del logocentrismo, dell'antropocentrismo, dell'adultocentrismo e dello scuolacentrismo.
Seconda parte del libro: pedagogia tra natura (biologia) e tecnica (cibernetica)
L'insufficienza/incompletezza biologica dell'uomo si è sempre compensata con l'agire tecnico, orientato a manipolare il mondo per produrre condizioni esistenziali più favorevoli. Egli dà luogo ad un adattamento attivo all'ambiente caratterizzato dalla creatività nel produrre artefatti. Questi ultimi modificano l'ambiente, che a sua volta modifica allo stesso uomo (l'uomo modifica il mondo che modifica l'uomo che modifica il mondo e così via). Perciò c'è un rapporto di co-evoluzione natura e tecnica. Quieto proprium della natura umana di produrre un “mondo artificiale” e conviverci, rischia però di ridurre la sua naturale autonomia quella del “mondo naturale”, se la tecnica si estende tanto da sopraffare la natura (bisogna sempre educare ad un approccio ecologico).
Biologia
Scienza della vita e della natura che offre la possibilità di problematizzare le interconnessioni tra vin...
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