Riassunti pedagogia generale e sociale
Lezione del 5 ottobre 2010
La pedagogia è una scienza dell'educazione che si occupa della riflessione critica e della progettazione della pratica educativa. Si inserisce in un ambito costituito da un insieme di discipline che hanno come oggetto di studio il processo educativo. L'uomo è il destinatario di questa scienza e, pertanto, il fine di tutta la ricerca pedagogica non è quello di creare teorie generali dell'educazione, ma di costruire modelli di intervento educativo spendibili nella pratica educativa immediata. La pedagogia organizza strategicamente le sue conoscenze per individuare un possibile percorso educativo da realizzare ed elabora un progetto che sta alla base dell'intervento educativo da attuare (PELLERY). Lo scopo della pedagogia non è nella formulazione teorica, ma nella risoluzione di problemi pratici dell'esperienza educativa (SCAGLIOSO).
Lezione del 7 ottobre 2010
Dispensa “La questione della normalità e della anormalità”. La normalità e l’anormalità sono attributi relativi e non assoluti del comportamento umano e hanno un valore contestuale, ovvero vengono definite in relazione a un contesto. L'accettabilità del fatto dipende dunque dalla sua finalità (es. il cannibalismo in una situazione di superstiti da un incidente aereo).
Cos'è il comportamento normale?
Definire la normalità è ancora più difficile che definire l'anormalità. Gli studiosi hanno stilato un elenco di qualità che indicano il benessere emotivo. Queste sono qualità che la persona normale possiede in grado maggiore rispetto all’individuo che viene diagnosticato anormale:
- Efficiente percezione della realtà (no disturbi del pensiero e della percezione)
- Capacità di esercitare un controllo intenzionale sul comportamento
- Autostima e accettazione: la persona si sente a proprio agio tra gli altri ed è spontanea. Attraverso l'empowerment abbasso il livello di disabilità e aumento l’autostima.
- Capacità di instaurare legami affettivi
- Produttività: una persona normale incanala le proprie abilità in attività produttive.
Cos'è il comportamento "anormale"?
I criteri per descrivere l’anormalità si basano su più elementi:
- Deviazione delle norme statistiche: la definizione di anormalità si basa sulla frequenza statistica; il comportamento anormale è statisticamente infrequente o deviante dalla norma.
- Deviazione delle norme sociali: ogni società ha degli standard per il comportamento accettabile. Di conseguenza, un comportamento considerato anormale in una società può essere considerato normale in un’altra.
- Comportamento non adattivo: il comportamento è considerato anormale se si dimostra disadattivo.
- Angoscia personale (esistenziale e invalidante)
Salute mentale e malattia mentale
La sola presenza di sintomi non individua necessariamente uno stato di malattia (specie se transitorio e motivato da fatti esterni), così come uno stato di normalità apparente non è scevro da rischio di malattia. Bisogna considerare anche la componente temporale. La salute mentale è la capacità dell’individuo di:
- Stabilire soddisfacenti relazioni con gli altri
- Partecipare costruttivamente alle modificazioni dell’ambiente
- Sviluppare la propria personalità
- Risolvere i conflitti in modo equilibrato
- Adattarsi in maniera più o meno elastica alle situazioni esterne e ai conflitti interni
- Avere una buona immagine di sé
- Avere una buona creatività e fantasia
- Provare emozioni
Disturbi della senso percezione
I disturbi della senso percezione, intesa come processo per cui otteniamo informazioni dal mondo esterno, possono verificarsi per cause organiche (tossiche) o per influenze di tipo funzionale (affettive). I disturbi si dividono in:
- Disturbi quantitativi: dell'intensità degli stimoli sensoriali - iperestesia (amplificazione soggettiva dell'intensità degli stimoli sensoriali) - ipoestesia (diminuzione soggettiva)
- Disturbi qualitativi: alterata interpretazione degli stimoli. L'illusione è caratterizzata dalla presenza di un oggetto reale. Il soggetto si rende conto dell'errore e quindi c'è la possibilità di correggere l'errore percepito.
- Allucinazione: percezione di un oggetto esterno che non è presente (percezione senza oggetto). Possono essere elementari (rumore) o complesse (colloquio). Possono verificarsi in situazioni cliniche organiche o endogene (io compromesso). Possono essere uditive, visive, olfattive e gustative.
Disturbi del pensiero
Si distinguono:
- Disturbi formali del pensiero: accelerazione e rallentamento del pensiero, dissociazione del pensiero, pensiero concreto senza estrazione, perseverazione, particolarismo, pensiero ossessivo
- Disturbi del contenuto del pensiero: ideazione prevalente (energia concentrata su una sola cosa), delirio (si hanno distorte convinzioni). Il delirio può essere persecutorio, lucido o non lucido.
Lezione del 19 ottobre 2010
Schizofrenia è un disturbo mentale grave che colpisce l'1% della popolazione sopra i 18 anni. Interferisce con la capacità di un individuo di pensare chiaramente, di gestire le emozioni, di prendere decisioni e di relazionarsi con gli altri. I primi segni si manifestano nell'adolescenza e nella prima età adulta. La maggior parte degli schizofrenici soffre in maniera cronica o episodica durante tutta la vita. I sintomi sono generalmente distinti in:
- Positivi: manifestazione attiva della malattia; con deliri e allucinazioni.
- Disorganizzati: includono il pensiero e il linguaggio confuso, comportamenti senza un senso logico apparente.
- Negativi: depressione, appiattimento emotivo.
Tra le varie cause della schizofrenia c'è il modello stress-vulnerabilità (estendibile a tutte le malattie mentali). Il grado di vulnerabilità (che è soggettivo) è dato da fattori biologici, psicologici e sociali, ma anche dagli eventi della vita e dalla loro durata e dalla cultura di riferimento. Quando l'evento stressante supera il livello di vulnerabilità il soggetto crolla. Il nostro compito è elevare la soglia di tollerabilità allo stress in modo tale che il soggetto riesca a fronteggiare meglio gli eventi. Innanzitutto dobbiamo valutare la soglia di vulnerabilità, poi andiamo a lavorare sul soggetto attraverso un intervento isomorfo (“isomorfo = stessa forma” cucito sul paziente); e individualizzato con lo scopo appunto di innalzare la soglia di tollerabilità allo stress. Vado a lavorare sull'efficacia, efficienza e autostima.
Libro “Pedagogia per educare”
Fondamenti e principi educativi
Warner Jaeger evidenzia tre principi pedagogici:
- L'educazione è un fatto esclusivamente umano: l’uomo si educa, l’animale si addestra.
- Differenze tra uomo e animale:
- L’uomo crea cultura e civiltà
- Nell’animale manca la capacità di concettualizzare e generalizzare il reale. Il suo comportamento è a decorso predeterminato, ovvero una volta che ha imparato un comportamento continuerà a ripeterlo infinite volte senza mai cambiarlo.
- L’uomo ha la capacità di meta comunicare (intus-legere) ovvero di “pensare sul pensiero”
- L’uomo possiede interiorità e consapevolezza
- L’uomo ha il pollice opponibile
- L’uomo ha sentimenti specificamente umani: invidia, timidezza, vergogna…
- Differenze tra uomo e animale:
- L’educazione è cosa della comunità. L’educazione per sua natura è cosa della comunità, appartiene al contesto sociale e non può essere una faccenda individuale. Al soggetto per svilupparsi nella sua totalità occorrono degli strumenti culturali, senza non sarebbe nessuno. Insieme alle energie dell’organismo, la cultura rende possibile la sopravvivenza e lo sviluppo della persona. L’educazione in questo caso, dunque, è intesa come quel processo di formazione che parte dalla comunità di appartenenza, attraversa l’individuo e rifluisce nella comunità, provocando mutazioni comportamentali sia nell’uno che nell’altra.
- L’educazione è un fatto dinamico. L’educazione è un fatto dinamico perché partecipa al processo di crescita e di vita della comunità con le mutazioni di questa. Il concetto di educazion