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Dispersione scolastica e abbandono

Quanto pesa il background sociale, culturale ed economico

Vediamo l'importanza delle transizioni, dei passaggi nella scuola: ci interessa il passaggio tra elementari e medie, tra medie e superiori → tanti ragazzi si disperdono proprio in questi passaggi. Il background incide sulla scelta della scuola: privilegiano la formazione professionale o istituti professionali, rispetto al liceo, perché preferiscono avvicinarsi al mondo del lavoro. Questa scelta è anche influenzata dal pensiero dei genitori. Molto spesso le scelte scolastiche non sono decisioni prese esclusivamente dagli studenti, ma influenzati da diversi fattori (culturali, sociali, economici).

Molte ricerche di oggi ci dicono che ancora l'ascensore sociale è bloccato; la scuola non riesce ancora ad eliminare le disuguaglianze esistenti nella società. (Bordieu)

Un'utile riflessione di carattere etimologico può aiutarci ad entrare nel tema:→ saggio di Alberto Alberti sulla scuola: all'inizio del saggio introduce la tematica facendo riferimento alla sostituzione della parola "selezione scolastica" con "dispersione scolastica", creando molti problemi nell'approccio alla dispersione: l'attenzione si è rivolta fuori dalla scuola (allo studente e alle disuguaglianze) e non alle problematiche interne alla struttura.

Enciclopedia delle scienze pedagogiche: nello studio di alcuni fenomeni, come la dispersione scolastica, la pedagogia deve far riferimento a diverse discipline. → Tutto ciò che viene detto sulla dispersione scolastica può essere correlato anche alla dispersione universitaria (Libro: La scuola di Gass).

Diverse forme di disuguaglianze sociali

  • Piano scolastico: (dispersione implicita)
  • Piano economico: (attività extra-scolastiche: sport, per il bambino non farlo incide sulla sua educazione e formazione; teatro; attività di aggregazione) (essere benestanti è un vantaggio, ma non è così deterministico provenire da una famiglia benestante e andare bene a scuola → oggi ci sono gli arricchiti: ragazzo che proviene da una famiglia benestante, ma la famiglia non dà importanza all'istruzione)
  • Piano culturale: oggi è alta ancora la percentuale di chi ha solo diploma di terza media (analfabeta di ritorno: non scrivendo o leggendo da molto tempo, anche se lo si sapeva fare prima, si dimentica come si fa oppure quando leggi un articolo di giornale, ma non lo sai interpretare, non hai più un pensiero critico) (il dramma oggi non è essere analfabeta o meno, ma il fatto che oggi l'ignorante non ha più rispetto della cultura, mentre prima lo aveva → oggi c'è l'arroganza di essere ignoranti e tutti ne facciamo le spese → perché è successo questo? Forse il benessere ha dato alla gente altro di più importante)
  • Piano geo-culturale
  • Piano individuale → Simonetta Salamone realizza la prima rete scolastica

John Dewey: quando le diverse istituzioni educative nella società agiscono con coerenza e coesione, configurano una società educante. → è il primo che ha teorizzato il necessario collegamento della scuola alla vita sociale. - Visione video di Mario Tullio

La scuola elementare è il ciclo che funziona meglio in Italia perché ha risultati positivi rispetto ad altri cicli scolastici in Europa. Lui stesso dice che i ragazzi nelle scuole superiori girano a vuoto, come se non apprendessero, e questo abbassa i livelli di istruzione nell'entrata all'università → di ciò se ne risente a livello generale.

Le diverse facce della dispersione scolastica

  • La prima faccia della dispersione riguarda il piano delle carriere e dei percorsi di istruzione e formazione. Come la misuriamo? Facendo riferimento alle bocciature, quanti hanno fatto grandi assenze, quanti non si sono più presentati → avremo così la dispersione per quanto riguarda la linearità dei percorsi. (faccia materiale)
  • La seconda faccia della dispersione riguarda il piano degli apprendimenti nei percorsi di istruzione e formazione: dispersione implicita. Quali sono gli indicatori per studiare questo tipo di dispersione? [...] (faccia relativa all'apprendimento)
  • La terza faccia della dispersione riguarda il piano della socializzazione e relazionale nei percorsi di istruzione e formazione.
  • La quarta faccia della dispersione riguarda l'interazione dei percorsi di istruzione e formazione con la dimensione sociale e professionale. Faccia della dispersione condizionata dal contesto che l'alunno vive. NEET: talmente demotivati che non vogliono fare più nulla.

Documento: emergenza Covid e NEET: una generazione a rischio.

Progetto a difesa della dispersione scolastica

Napoli, novembre 2020: progetto a difesa della dispersione scolastica → per il contrasto della povertà educativa, della dispersione scolastica e del fallimento formativo. Documento: Illuminiamo il futuro - la povertà educativa → progetto di Save the Children + Patto educativo di comunità Napoli

Saggio presente nella scuola diseguale, di Cristiano Corsico. Affronta il tema dell'equità scolastica partendo da Barbiana. Abbiamo uguaglianza di trattamento, il problema riguarda l'uguaglianza dei risultati.

Le scuole della seconda opportunità

Rappresentano uno degli strumenti di intervento volte al contrasto della dispersione dell'abbandono scolastico. Progetto Chance: anni 1999/2000 → ora trasformata in "ONLUS Maestri di strada di Napoli": è formato da maestri di scuola, educatori, assistenti sociali e operatori dell'educazione che partecipano a questa sfida: mettere insieme tutti gli studenti che avevano lasciato la scuola di Napoli offrendo loro una scuola differente → azione funzionante → con l'obiettivo di far prendere il diploma di terza media.

L'Unione Europea, vista la situazione e la buona riuscita di questi progetti, ha deciso di fare una grande sperimentazione nel 1995:

  • Obiettivo decennale: diminuzione del 10% del tasso medio di abbandono scolastico.

Libro bianco di Cresson: (pagina 41 e 42, in riferimento alle scuole della seconda opportunità).

Società conoscitiva: perché se una persona non è istruita o informata, rischia di diventare obsoleta per la società, per questo si incoraggia l'acquisizione delle competenze. - Visione video la scuola della seconda opportunità di Roma

Transizioni scolastiche e condizionamento sociale

Il perno di tutto, una delle cose più importanti che dovrebbe accompagnare la transizione da una scuola all'altra, dovrebbe essere l'orientamento. Perché parliamo del concetto di felicità? Soprattutto dalla scuola media alla scuola superiore si deve scegliere tra un'ampia gamma di opportunità. Parliamo di felicità inteso come "dare voce al nostro demone". Socrate diceva "conosci te stesso, siamo felici quando si ha conoscenza di ciò che è bene per noi". Il passaggio, la scelta giusta, crea felicità. - Visione video slide 3 [fare dettatura] complesso processo decisionale.

La transizione scolastica rappresenta un che riguarda in prima persona l'individuo, e contemporaneamente investe le famiglie, le scuole e la società nel suo complesso.

L'inserimento scolastico degli alunni di cittadinanza non italiana: storia, problemi e prospettive pedagogiche. (lezione 22 ottobre - fino alla slide 20 dalla slide 21)

Progetto interculturale

Quando si fa un progetto interculturale (scuole primarie, con 50000 di fondo), chi coinvolgo tra i bambini della scuola? TUTTI → vanno coinvolti tutti perché i bambini stranieri devono essere soggetti primari delle attività (laboratori), ma nei bambini nativi bisogna costruire quell'habitus naturale, creare un ambito di accoglienza nel bambino nativo perché se si lavora solo sulla componente straniera va a finire che i due non convergono.

Pedagogia: sistema di valori. Didattica culturale: prassi. Prassi e teoria devono essere interscambiabili. - Visione filmato slide 34 - Visione filmato slide 31 Democrazia e scuole multiculturali.

John Dewey: teorico più organico di un nuovo modello di pedagogia, nutrito dalle diverse scienze dell'educazione. Lo sperimentatore più critico dell'educazione nuova, che ne ha delineato anche le insufficienze e le deviazioni. L'intellettuale più sensibile al ruolo politico della pedagogia e dell'educazione, viste come chiave di lettura.

La riflessione pedagogica di Dewey in merito alla promozione della democrazia in quanto processo educativo sempre in divenire [....]

Pilastri della pedagogia di Dewey

  • Lavoro manuale: a scuola dovranno essere costituiti laboratori di vario tipo che colleghino le attività scolastiche con quelle produttive, quali la tessitura e la falegnameria, e con attività familiari, quali il cucinare, che possono inoltre introdurre nell'ambito scolastico motivazioni più concrete per l'apprendimento delle varie materie e una precisa coscienza della loro utilità. [il lavoro manuale è importante perché la didattica attiva è più stimolante, e dà delle competenze agli studenti per vivere in una società democratica]
  • Vita del fanciullo: valorizzazione dei suoi reali interessi e del suo bisogno di attività. Nella scuola dovranno trovare uno spazio adeguato i quattro interessi fondamentali, quello per la "conversazione o comunicazione", per "l'indagine o la scoperta delle cose", "per la fabbricazione o la costruzione delle cose", per "l'espressione artistica". [accantonamento di un insegnamento piatto, uguale per tutti] [ogni cosa risponde ad una didattica attiva, ma emerge che la scuola è scollata dalla società]
  • Democrazia e educazione: la scuola deve promuovere nella società un incremento progressivo di democrazia, cioè di capacità di partecipare da protagonisti alla vita sociale da parte degli individui e di inserirsi in essa con una mentalità capace di dialogare con gli altri e di collaborare a fini comuni [è esattamente quello che non succede] liberamente scelti. Alla scuola viene affidato il ruolo di trasformare anche politicamente il volto della società, di renderlo sempre meno repressivo e autoritario e di svilupparne invece i momenti di partecipazione e di collaborazione.

Citazione di Mario Lodi [.....]

Esperienza: ambito dello scambio tra soggetto e natura, scambio attivo, che trasforma entrambi i fattori e che resta costantemente aperto, perché caratterizzato da una crisi, da uno squilibrio sul quale interviene il pensiero come mezzo di ricostruzione di un equilibrio, ma sottoposto a sua volta a nuove crisi e a nuove ricerche di ulteriore equilibrio. All'uomo e alla sua "intelligenza creativa" è affidato lo sviluppo e il controllo dell'esperienza, attraverso l'uso della logica, definita come "teoria dell'indagine" e caratterizzata dal metodo scientifico e dai suoi principi della sperimentazione, della generalizzazione e dell'ipotesi, della verifica. Metodo che deve divenire il criterio di comportamento intellettuale in ogni ambito dell'esperienza (dalla scienza).

Teoria dell'indagine [cercare approfondimento] all'etica, alla politica, alla pedagogia.

Democrazia

Forma più avanzata e più attuale, ma che deve costantemente essere costruita attraverso un'opera di educazione scolastica e ricostruita formando ogni cittadino alla e nella democrazia, nella scuola rinnovata, cioè organizzata come laboratorio e rivolta a stimolare l'attività, come pure di sviluppo dell'opinione pubblica, che permette di creare quella "grande comunità" capace di autoregolarsi attraverso il controllo collettivo dell'intelligenza liberamente sviluppata e promossa al centro della vita sociale → forza liberatrice, insieme, delle capacità intellettive individuali e di quelle collaborative sociali.

"Una democrazia è qualcosa di più di una forma di governo. È prima di tutto un tipo di vita associata, di esperienza continuamente comunicata. L'estensione nello spazio del numero di individui che partecipano ad un interesse in tal guisa che ognuno deve riferire la sua azione a quella degli altri e considerare l'azione degli altri per dare un motivo e una direzione alla sua equivale all'abbattimento di quelle barriere di classe, di razza e di territorio nazionale che impedivano agli uomini di cogliere il pieno significato della loro attività."

L'esperienza di uno stile di vita democratico affonda le sue radici nella struttura stessa delle relazioni umane. [......] (3 slide di citazioni).

Soltanto l'opera educativa è in grado di reagire alle sopraffazioni e di porvi fine, grazie al suo fondamentale ruolo nel risvegliare le coscienze: [.....]

Approfondimento su Ubuntu: [.....]

Citazione Pasquale Renna [...]

Citazione Rosa Gallelli [.....] (fino alla slide 18)

Citazione Pinto Minerva [....]

- Fondazione Pangea Onlus [cercare piccola definizione] - continuo spiegazione slide

Citazione Pinto Minerva: (...)

Il metodo della scienza: perché l'educazione possa realizzare adeguatamente il suo compito di formare l'uomo democratico e di incrementare il livello di democrazia di una società è necessario che ponga al centro della formazione intellettuale e morale il metodo della scienza. Attraverso la scienza il pensiero si allena ad affrontare le situazioni problematiche, ad indagarle secondo procedimenti verificabili e a progettare soluzioni operative. Tale allenamento, che deve compiersi essenzialmente durante la formazione scolastica, deve però estendersi dal terreno delle scienze fisiche a quello delle scienze sociali, favorendo un atteggiamento di controllo democratico e di applicazione operativa anche in relazione ai "valori" [di intersoggettività, di comunicazione e di democrazia].

L'esperienza si fa, così, criterio-guida dell'educazione, ma di un'educazione affrontata col metodo dell'indagine o metodo scientifico, che deve essere messo al centro (.....)

L'unità della scienza come problema sociale

John Dewey: il testo è pubblicato nell'introduzione del I volume dell'International Encyclopedia of Unified Science. Nel 1938 inizia negli Stati Uniti la pubblicazione dell'International Encyclopedia of Unified Science. Un progetto ambizioso promosso dagli scienziati del Circolo di Vienna. L'obiettivo era quello di promuovere attraverso l'unificazione del linguaggio scientifico basato principalmente su logica, fisica e matematica una scienza unificata che comprendesse anche le discipline umanistiche. In realtà fu pubblicata solo la prima sezione Foundations of the Unity of Science in due volumi e composta di 19 monografie scritte tra il 1938 e il 1969.

Rispetto alla domanda sul significato di scienza, è necessario proporre una distinzione tra scienza come atteggiamento e metodo e scienza come corpo di conoscenze: Non voglio dire che le due cose possano essere separate, poiché un metodo è un modo di trattare (....)

Il metodo scientifico non è patrimonio riservato di coloro che vengono definiti scienziati. L'insieme di conoscenze e di idee che è il prodotto del lavoro, è il risultato di un metodo che è stato seguito da un numero molto più grande di persone, che hanno interagito in modo intelligente e con apertura mentale con gli oggetti e gli eventi dell'ambiente comune. La scienza, in senso tecnico, è un'elaborazione, spesso altamente tecnologica, di operazioni quotidiane. A dispetto del tecnicismo del suo linguaggio e delle sue procedure (...)

Il senso comune non basta. Nel senso comune troviamo atteggiamenti simili a quelli della scienza nel senso più specializzati, e insieme altri atteggiamenti che sono completamente non scientifici. C'è chi lavora per abitudine o con metodi basati su tentativi (...)

Continuità tra scienza pura e scienza applicata. Quando i risultati degli ingegneri sono disprezzati come "scienza applicata", si dimentica che le ricerche e i calcoli richiesti per produrre questi stessi risultati sono altrettanto impegnativi di quelli che producono la scienza cosiddetta "pura". (....) E se abbiamo parlato dell'ingegnere è perché, (....)

In breve, l'atteggiamento scientifico, com'è qui concepito, è una qualità che si manifesta in ogni passo della vita. E allora che cos'è? "Se lo definiamo per negazione, è libertà dalla schiavitù, dall'abitudine, dal pregiudizio, dal dogma, dalla tradizione accettata in modo acritico, dal puro egoismo. In termini positivi è il desiderio di ricercare, esaminare, discriminare, tracciare conclusioni solo sulla base dell'evidenza, dopo essersi presi la pena di raccogliere tutti i dati possibili."

Il modello sperimentale richiede teoria e fatti. È l'intenzione di raggiungere credenze, e di provare quelle che risultano accettabili, sulla base dei fatti osservati, riconoscendo al tempo stesso che i fatti sono privi di senso a meno che non indichino idee. L'atteggiamento sperimentale che riconosce come, mentre le idee sono necessarie per l'organizzazione dei fatti, esse sono al tempo stesso ipotesi (....)

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher MaraCentraa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e sociale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Vecchiarelli Mirko.
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