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Pedagogia e i caratteri dello spirito agonistico greco

Carattere e descrizione

La sfida: La competizione nasce dalla provocazione lanciata da uno dei concorrenti.

L'agonismo: La competizione è caratterizzata dalla contrapposizione di due concorrenti.

La posta in gioco: La competizione è sempre finalizzata alla conquista di qualcosa (ruolo, gerarchia, oggetto o premio).

La mètis: La competizione è influenzata dall'unione di intelligenza e forza.

L'onore e gloria: Onore materiale come il premio ed immateriale il merito. La gloria come segno verbale del merito nel tempo.

L'oblio e il biasimo: Il risultato negativo della competizione può portare al conseguimento:

  • Dell’oblio, dell’esser dimenticati, come “morte” per assenza di merito;
  • Del biasimo, come effetto di una condotta di gara poco valida.

Il gioco secondo Johan Huizinga

Nel testo di Johan Huizinga il gioco è definito: generale - il gioco viene visto come una lotta per qualcosa e la lotta finisce sempre per essere caratterizzata dalla serietà (non come alle origini che era un’attività di puro divertimento e privo di necessità), in uno spazio e tempo ben definito con specifiche regole.

Il gioco nasce come rito sacro ed era specifico per i giochi greci. Nascono come cerimonie sacre e molti come cerimonie funebri; con il passare del tempo però prevalse sempre più l’aspetto ludico-sociale.

Erano più di 100 alla conquista di Roma nel 100 d.C. ma i più importanti erano i giochi della Periodos o Panellenici, in cui i greci si identificarono nonostante le diversità: Olimpici, Nemei, Pitici e Istmici. "Periodos" indica la sequenza alternata di questi quattro giochi in maniera periodica. Vincere in questi quattro giochi significava acquisire molta fama.

Olimpici

Si tenevano ad Olimpia (regione del Peloponneso nord-occidentale), la prima ci fu nel 776 a.C. in onore di Zeus. Olimpia non è una vera e propria città ma un santuario. All’origine dei giochi vi erano riti funebri in onore di Pelope.

Esisteva una connessione tra il rito sacro e i giochi atletici determinata sia dal carattere religioso della struttura sia dal programma. Olimpia era strutturata su una zona (l’Altis) sacra, composta dall’altare dell’eroe Pelope, il tempio dorico di Eva, il Pritaneo, i tesori e il tempio di Zeus; di fianco al recinto sacro c’erano gli impianti sportivi: stadio, ippodromo, ginnasio e palestra.

Il programma prevedeva giochi per cinque giorni: gare di corsa, lotta, pugilato, pancrazio, corsa con i carri e il Pentathlon, in premio una corona di olio.

  • 1º giorno: riti sacri
  • 2º giorno: corse dei carri e cavalli e pentathlon
  • 3º giorno: sacrificio di 100 buoi (ecatombe) e gare ragazzi
  • 4º giorno: gare di corsa e giochi di lotta
  • 5º giorno: dopo la cerimonia di chiusura c’era un gran banchetto.

I spondophoroi (portatori di pace) partirono dall’Elide mesi prima per avvisare le città greche dei giochi e della tregua; gli atleti arrivavano ad Olimpia un mese prima per sostenere un esame per le gare. Le donne non erano ammesse e dopo la guerra del Peloponneso le Olimpiadi decaddero.

I giochi Nemei

I giochi si svolgevano nella valle di Nemea. Iniziarono nel 573 d.C., ogni due anni, in onore di Zeus Nemeo; organizzati prima dalla città di Cleone e poi da Argo. Il programma prevedeva inizialmente solo giochi atletici, successivamente si aggiunsero agoni ippici e musicali. Il premio era una corona di sedano selvatico.

I giochi Pitici

I giochi si svolgevano a Delfi, presso il santuario di Apollo. Iniziarono nel 582 d.C., ogni quattro anni, in onore di Apollo Pitico. Inizialmente prevedeva agoni musicali ogni otto anni, poi agoni ginnico-atletici e ippici. Il premio era una corona di alloro.

I giochi Istmici

I giochi si svolgevano sull’istmo del Peloponneso, organizzate da Corinto. Iniziano nel 581 d.C., ogni due anni, in onore di Poseidone. Inizialmente prevedeva gare ginnico-atletiche e ippiche, poi musicali, letterali e poetiche. Il premio era una corona di pino.

Altri giochi importanti: Le Panatenee

Svoltesi ad Atene dal 566-565 d.C., ogni anno in onore di Atena. Avevano una durata di nove giorni. Inizialmente gare artistiche, agoni ippici, corse con le fiaccole e regate nautiche. Il premio per i vincitori erano anfore di olio proveniente da ulivi sacri.

Formazione fisica in Grecia

L’educazione fisica, la paidéia, considerava molto importante la preparazione fisica, associata a quella musicale. La preparazione in età evolutiva, adulta e anziana avveniva nelle palestre e nei ginnasi.

La palestra era “un luogo in cui si lottava”, edificio quadrangolare, con un cortile al centro e locali per potersi spogliare e detergere. Erano strutture private in mano a maestri di scuola. Poi divennero pubbliche, ed erano nell’unità cittadina.

Il Ginnasio era “un luogo in cui ci si spoglia”, era un luogo in cui si effettuavano esercizi; erano dislocati fuori città ed erano pubbliche.

  • Per allenamento fisico e sportivo
  • Preparazione militare per i giovani
  • Funzione culturale con biblioteche e teatri

In ogni struttura vi era un ginnasiarca (carica onorifica dettata ad organizzare manifestazioni), ma la parte tecnica era affidata a:

  • Paidotribes: insegnante privato di educazione fisica pagato per allenare i giovani al primo anno di leva militare, stipendiato per gestire il locale.
  • Ginnastés: allenatore degli atleti, pubblico funzionario stipendiato dal ginnasio o dal privato.

L’allenamento fisico era parte integrante del processo educativo, con esercizi di tipo progressivo, accompagnati da ritmi musicali e dai loro allenatori con la ferula (frusta). L’esercizio fisico era considerato una delle condizioni principali per godere di buona salute fisica e mentale, per farlo gli atleti dovevano seguire una determinata dieta.

Ippica

Le competizioni ippiche erano molto importanti per il mondo greco, sviluppatasi anche nei giochi Panellenici dove era difficile trovare un ippodromo. L’ippodromo inizialmente era un tratto di terreno non recintato, diviso in due corsie e delimitato dalla kamptér (punto di svolta a 180° dei cavalli); successivamente vennero elaborate strutture più complesse con sedili fissi per giudici e autorità.

  • Téthrippon: corsa di bighe a quattro cavalli, la più importante e spettacolare in cui nel giro della meta si vedeva la vera bravura del guidatore.
  • Synoris: corsa di bighe a due cavalli, di origine più antica.
  • Kéles: corsa di cavalli montati nudi direttamente sul pelo; vinceva chi tagliava il traguardo per primo anche senza cavaliere, il premio lo riceveva il cavallo e il proprietario. Esistevano già le scommesse.

Atletica

Le competizioni atletiche hanno sempre avuto un ruolo importante, sia per la semplicità organizzativa, sia per l’annessione con la vita militare. Nacquero nello stadio, struttura lineare avente una distanza percorribile di 185 metri con dei blocchi di pietra ad indicare la posizione degli atleti, e uno spazio di 15-20 metri a ciascuna estremità così da permettere la visione di spettatori.

La corsa

Le gare di corsa ebbero sempre molta importanza nel mondo greco, basta ricordare Achille, “dal piede veloce”. Gli atleti originariamente gareggiavano con vesti molto corte e successivamente nudi. Nelle gare era prevista una categoria per età relativa alla distanza: 1/3 degli uomini e per i ragazzi, 2/3 per gli adolescenti. Si partiva dalla stessa linea detta balbis.

  • La più importante era lo stadion, gara lineare di 200 metri, con segnali di partenza e arrivo come squilli di tromba.
  • Il diaulos, 400 metri con un giro intorno ad una meta.
  • Il doppio diaulos, 600 metri, non era olimpica ma presente nelle Panatenee e nei giochi Nemei.
  • Dólichos, corsa di resistenza di 7, 12, 20, 24 stadi (1000-1500 metri); ha un'origine militare per i lunghi tragitti da percorrere in guerra.
  • Oplitodromia: dai due ai 15 stadi, nella quale gli atleti correvano con elmi e schinieri in bronzo e lo scudo.
  • Lampadedromia, con origini religiose e rituali, portare all’altare la propria fiaccola infuocata impedendo lo spegnimento. 2500 metri che ora è diventata la staffetta dei 400 metri.

Anche se non facente parte dei giochi del circuito, le corse femminili furono importanti. Le giovani correvano nude, adolescenti e adulte correvano con il chitoniskos (abito usuale delle donne in cui si tenevano libere le cosce), sui 150 metri.

I salti

Il salto non era spirito di necessità militare, ma di necessità pratica. Nel pentathlon era salto in lungo, con l’aiuto degli hallores (pesi) da tenere nelle mani, l’atleta doveva prendere slancio dalla batér (pedana di legno), l’atterraggio veniva nello skamma, 15 metri di terreno battuto.

I lanci

Il lancio del giavellotto aveva origini prettamente militari. Il lancio del disco invece, era simbolo dell’artificialità. Era un oggetto metallico circolare; sottile ai bordi rispetto al centro. Fece parte anche del pentathlon come gara di abilità delle braccia. Il lancio avveniva su una pedana detta balbis. Una serie di tre lanci, con distanze attorno di 30 metri.

Anche il lancio del giavellotto fece parte del pentathlon; il giavellotto era un’asta di legno di circa 180 centimetri, previsto di una cinghia di cuoio detta (ankyle) posta posteriormente.

Sport di combattimento corpo a corpo

Gli sport di combattimento corpo a corpo sono l’evoluzione del combattimento senza armi. In tutti i tipi di lotta era prevista la vittoria akonti (senza polvere, per ritiro ma era ben vista). Il terreno era detto skamma.

Lotta

Senza categorie di peso, ma con due di età: giovani e adulti. Gli atleti maggiori erano un atleta alto, robusto e uno basso meno forte ma agile e astuto. Vi erano due tipi di lotta:

  • Lotta in posizione eretta, come obiettivo sdraiare l’avversario ed era nel pentathlon.
  • Lotta a terra con resa avversario: si otteneva la vittoria per tre rese dell’avversario, con tre cadute anche parziali del corpo, erano previsti sgambetti e prese varie.

Pancrazio

È la lotta in cui tutto è permesso, cercando di far arrendere l’avversario, segnato con mano destra alzata. Nei giochi olimpici non si poteva mordere o strappare. Erano atleti completi e pronti ad incidenti cruenti; chi vinceva la doppia sfida era eletto appellativo “successore di Ercole”.

Erano gare a premi, con gloria o premi materiali. All’inizio erano solo gli aristocratici a parteciparvi poi si ebbero sovvenzioni per atleti delle classi popolari. Ovviamente le gare equestri erano in mano all’aristocrazia. Con il passare del tempo ci fu la ricorrenza di istituire statuette in onore del vincitore con la base incisa dei meriti in base alla categoria.

Venivano esaltati la bellezza e la forza, le qualità morali come coraggio, capacità di sopportare la fatica e resistenza. Molto gloriosa era la vittoria akoniti o aptotos (senza mai cadere sulle ginocchia), o aver effettuato un primato. La pace olimpica consisteva nella pace temporale, in un armistizio tra i partecipanti con annessa immunità del paese ospitante.

Età romana

Secondo la tradizione, anche prima di entrare in contatto con i greci, i romani erano amanti dei giochi grazie agli Etruschi. Durante i giorni di festa dell’anno si celebrarono i ludi (spettacoli) religiosi: i primi furono i ludi romani, in onore di Giove Ottimo Massimo nel 366 poi nel 220 d.C. ci furono i ludi Plebei.

Durante i ludi la principale attrazione erano i circenses, le gare dei carri che si svolgevano nel Circo Massimo, le venationes ovvero cacciare animali selvatici all’interno di un’arena e infine i ludi scenici con spettacoli di qualsiasi natura.

Quando il mondo romano incontrò quello greco aveva già una cultura per i giochi sportivi. Un radicale cambiamento si ebbe con Ottaviano Augusto, che ebbe un atteggiamento propositivo verso i giochi, istituì delle olimpiadi romane a Napoli; restaurò dei giochi antichi praticati ad Anzio. La sua politica sportiva venne ripresa da Caligola Cincontu pugilato tra Campania e Africa; promosse i giochi greci a Siracusa. Nerone istituì Neronia, una festa comprendente giochi ginnici e ippici, musicali e drammatici.

In conclusione gli imperatori romani furono interessati ai giochi greci, però contestavano:

  • La professionalità organizzata non concependo la perdita di tempo in attività agonistiche da parte dei cittadini
  • Erano molto esterofobi, non volevano inquinare la propria cultura con lealtà
  • I romani criticavano sempre la nudità.

In conclusione i giochi romani erano sempre più vicini ai ludi etruschi che ai giochi ellenici anche perché non comprendevano i giochi come forma di identità nazionale, dato che loro non ne avevano bisogno. La differenza principale tra i ludi Romani e gli agonès greci è che gli agonès erano gare caratterizzate da una sfida seria invece i ludi erano giochi fini al divertimento stesso, avevano un senso spettacolare verso il pubblico. Partecipanti ai giochi romani erano gli schiavi, visti dal pubblico come professionisti dello spettacolo privi di valori romani.

Ludi circenses

Competizione equestre praticata nel circo con scuderie diversificate da colori. Il tifo era incentivato dalle scommesse; spesso affiancate ai circenses vi era il troianus lusus, gare ginnico militari per i giovani aristocratici romani.

Ludi scenici

Ludi spettacolari che si svolgevano in teatro, specialmente commedie, ma anche tragedie e il mimus romano.

Ludi gladiatori

Erano dei combattimenti con la spada avente un’ascendenza etrusca. Nel 105 d.C. ci furono i primi ludi gladiatori organizzati dai consoli. I gladiatori erano schiavi, prigionieri di guerra, condannati a morte. Erano addestrati con le armi nelle Familiae, scuole ferree regolate dai lanisti. All’interno dei gladiatori vi era una gerarchia rigida. Prima della battaglia essi si riunivano in un banchetto, poi si salutava l’imperatore e successivamente si ricorreva alle armi. La posta in palio era la vita, un gladiatore nonostante tutto poteva arrendersi e implorare l’avversario, il quale chiedeva all’imperatore che si basava sulla volontà del pubblico.

I certamina

I certamina erano giochi ginnico-atletici, apparsi più tardi, con l’intento di placare gli animi dei ludi romani.

I luoghi dell'attività fisica dei romani

Circo

Il circo era nato per ospitare giochi richiedenti grandi spazi, la sua forma derivò dagli stadi e dagli ippodromi greci. Era costituito da:

  • Arena: area di combattimento
  • Carceres: erano 12 nel Circo Massimo, aperture numerate tramite quale entravano i carri
  • Carea: area riservata agli spettatori, composte da gradinate.

Teatro

Il teatro non è una costruzione specifica romana, ma derivante dalla cultura greca. Composto da:

  • Scaena frons: lo sfondo
  • Proscenium: area di azione per gli attori
  • Carea: spazio per gli spettatori
  • Orchestra: spazio inizialmente delimitato per spettacoli gladiatori, ma successivamente divenne lo spazio per deputati e senatori.

Anfiteatro

Struttura nata dall’unione tra il circo e il teatro, nata per ospitare i ludi gladiatori. Formata da:

  • Arena: zona per i combattenti
  • Tribunae: palchi speciali per l’imperatore e per l’organizzatore dei giochi
  • Carea: spazio per il pubblico composto da gradinate.

Nel sottosuolo dell’anfiteatro vi erano gallerie d’accesso all’arena, stanze per i gladiatori, gabbie per le bestie e la camera mortuaria. L’Anfiteatro Flavio iniziato da Vespasiano nel 70 d.C., inaugurato da Tito nell’80 d.C., ma terminato da Domiziano che ampliò la carea.

Il Campo di Marte

Il Campo di Marte era il centro della vita militare e civile nella Roma antica, era come una caserma all’aperto. Era il luogo principale per i comizi in cui si eleggevano le magistrature. Quando non vi erano i comizi esso era luogo di addestramento militare per i neo diciottenni che diventavano così cittadini a pieno titolo.

Le Terme

Le terme dal punto di vista sociale erano un ritrovo culturale dopo il lavoro e le occupazioni professionali aperto a tutti. Le parti essenziali erano: gli spogliatoi, palestra (massaggio e riscaldamento muscoli), il tacomcum (bagno di sudore a secco), calidarium (bagni caldi), tepidarium (acqua tiepida), frigidarium (acqua fredda), apodyterium (sala per massaggi oleosi finale). Le più importanti erano quelle di Caracalla.

Con l’avvento di Costantino, l’importanza dei giochi andò sempre più a decadere, perché privi di significati e colmi di spettacolo fine a se stesso. Alla fine del IV secolo d.C. vennero abolite le Olimpiadi. L’8 novembre del 392 vennero abolite le Olimpiadi con Editto di Costantinopoli con il quale aboliva ogni forma di culto non cristiana.

Significati dell'attività fisica per la Cristianità

Anche se nei vangeli non è descritta direttamente la vita fisica di Gesù, egli ne fu testimone di un’attività. La passione di Gesù può essere interpretata come una prova fisica oltre che spirituale. Paolo Di Tarso scrive nelle sue lettere, la vigoria fisica di Gesù e prese come esempio dei giochi per spiegare la venuta di Cristo.

Nonostante Paolo Di Tarso fu precursore dell’attività, vi erano dei teologi come Tertulliano che definiscono inutili i ludi romani perché non portavano alla salvezza tramite la fede. Altri padri della chiesa invece erano fautori della vita composta da attività fisica, vedevano il corpo e l’anima un’unione inscindibile e consideravano la fatica e le privazioni parte del progetto cristiano. Tommaso D’Aquino giunse nel cristianesimo medievale ad un’educazione integrale del corpo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Paoletto22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia Generale e dello Sport e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Roma "Foro Italico" o del prof Isidori Emanuele.
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