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Concetti di base della comunicazione

Definizione

La comunicazione è un’attività complessa che necessariamente si sviluppa nelle relazioni interpersonali. È importante che ci siano persone che interagiscono perché si sviluppi un processo comunicativo. La comunicazione è stata analizzata sotto vari aspetti: linguistico (per il profilo della costruzione dei mezzi attraverso i quali i contenuti della comunicazione vengono veicolati e per il profilo delle regole che governano la comunicazione), semiotico (disciplina che si occupa di come si costruisce il significato), sociologico e psicologico. Diversi modelli sono stati prospettati per descrivere la struttura della comunicazione.

Modello di Shannon e Weaver

La comunicazione può essere descritta come un sistema in cui una sorgente di informazioni invia a un destinatario un messaggio. Questo modello viene usato per descrivere la molteplicità e la varietà che gli individui effettuano nella vita quotidiana. Il rumore è una forza qualsiasi che può interferire con la corretta trasmissione del segnale.

Significato, intenzionalità e contesto

Significato: nozione centrale della comunicazione, il suo studio ha una storia antica. Tre sono i nessi esistenti tra un simbolo, la referenza ed il referente (triangolo semiotico). Il significato viene costruito nella relazione interpersonale.

Intenzionalità: emerge laddove l’individuo mette in atto delle condotte che mirano al raggiungimento di uno scopo. Può riflettersi nello scambio comunicativo a vari livelli:

  • Intenzione informativa: trasmettere un determinato contenuto al destinatario per incrementare le proprie conoscenze.
  • Intenzione comunicativa: promuovere il coinvolgimento del destinatario per favorire la condivisione di ciò che il messaggio comunica.

I messaggi possono essere diversamente interpretati a seconda del contesto, che favorisce il ricorso da parte dei partecipanti all’impalcatura conversazionale, cioè all’impegno reciproco ad integrare il significato letterale del messaggio con conoscenze possedute. Tutto ciò migliora la comprensione dei processi comunicativi.

Regole della comunicazione

Principio di cooperazione: riassume un accordo di fondo fra i partecipanti, come la necessità da parte di ciascuno di dare il proprio contributo al momento opportuno. Si articola in 4 massime conversazionali (per interpretare al meglio i contenuti e gli obiettivi degli scambi comunicativi):

  • Quantità: fornire le informazioni necessarie per comprendere il messaggio.
  • Qualità: i partecipanti facciano affermazioni vere o che possono essere sostenute da prove adeguate.
  • Relazione: i partecipanti assumono informazioni pertinenti con l’interazione comunicativa.
  • Modo: considerare il modo in cui il contenuto della comunicazione deve essere espresso per evitare malintesi.

Il principio di cooperazione è alla base di un modello inferenziale applicato a una particolare forma di comunicazione come la conversazione. L’interazione comunicativa come la conversazione, inoltre, deve rispettare anche le regole che permettono la gestione dell’avvicendamento dei turni. Le strategie che stanno alla base della turnazione sono:

  • Garantire uno sviluppo virtuoso della conversazione.
  • Superare i limiti cognitivi che rendono problematico l’ascoltare e contemporaneamente il parlare.

Comunicazione come azione

Il processo della comunicazione è una sequenza di azioni nella quale dire qualcosa equivale a fare qualcosa. Austin propone gli atti linguistici dividendoli in tre categorie:

  • Atti locutori: consistono in ciò che un parlante dice.
  • Atti illocutori: coincidono con le intenzioni comunicative del parlante.
  • Atti perlocutori: si riferiscono agli effetti che il parlante produce sull’interlocutore.

Mettono in evidenza l’aspetto intenzionale degli scambi comunicativi e sottolineano che ciò che viene trasmesso mediante un enunciato è qualcosa di più del mero significato letterale. Gli atti linguistici possono essere distinti in base alla forza.

Competenza comunicativa

Secondo Parks, la competenza comunicativa rappresenta il grado con cui gli individui soddisfano e percepiscono di aver soddisfatto i loro scopi in una data situazione sociale, senza mettere a repentaglio la loro abilità o l’opportunità di perseguire altri obiettivi ritenuti più importanti. La competenza comunicativa si divide in:

  • Competenza sintattica: capacità di produrre frasi corrette e di comprenderle in base alle regole grammaticali.
  • Competenza semantica: capacità di associare le parole agli oggetti, eventi o situazioni cui corrispondono.
  • Competenza pragmatica: capacità di comunicare tenendo conto del contesto in cui avviene la comunicazione.

Comunicazione verbale

Il linguaggio verbale utilizza parole per riferirsi a oggetti, eventi, sentimenti, situazioni e così via. La psicolinguistica è la disciplina che si occupa dei meccanismi sottesi alla comprensione e alla produzione del linguaggio, e prende le mosse dal lavoro di Chomsky che ipotizzò l’esistenza di meccanismi innati LAD, in grado di attivarsi sotto lo stimolo di qualunque lingua parlata. La teoria è generativo-trasformazionale, contiene le regole di riscrittura e le regole trasformazionali. Le regole di riscrittura consistono nella riscrittura di alcuni simboli e vengono applicate fino a che non si ottiene una stringa di elementi che non è scomponibile ulteriormente. La regola trasformazionale è un’operazione che agisce sulla struttura superficiale della frase e che, aggiungendo diversi elementi informativi, produce una stringa diversa dall’originale. La struttura frasale proposta da Chomsky mette in risalto la distinzione tra struttura profonda e struttura superficiale di una frase. Un altro concetto chiave della teoria di Chomsky si rifà alla distinzione tra la nozione di competenza linguistica, riconducibile alla conoscenza implicita delle regole che governano la lingua, e il concetto di esecuzione che si riferisce ai comportamenti linguistici realmente osservati. Ora la psicolinguistica si occupa di fornire modelli funzionalmente adeguati in grado di descrivere i meccanismi sottostanti ai processi di comprensione e produzione del linguaggio.

Comunicazione non verbale

La ricchezza della comunicazione è garantita dall’uso simultaneo e interdipendente di altri sistemi di comunicazione, sistemi che per lo più sono riassumibili nella comunicazione non verbale. Questa comprende una vasta gamma di segnali di differente natura che integrano, ampliano e talvolta sostituiscono il contenuto verbale di una comunicazione. Nella comunicazione non verbale sono coinvolti:

  • Il sistema vocale
  • Il sistema cinesico
  • Il sistema prossemico

Le diverse funzioni svolte dal sistema comunicativo non verbale riguardano le emozioni (tramite volto, sguardi reciproci); i gesti sono attività motorie coordinate, prodotte volontariamente dagli individui, per comunicare informazioni a chi osserva la fonte.

Comprensione e produzione di messaggi

Facoltà linguistico

Il linguaggio è una delle facoltà cognitive di cui è dotato il sistema cognitivo umano. La possibilità di creare un numero infinito di frasi, a partire da un numero finito di parole, viene definita produttività linguistica. Qualunque lingua si basa su un numero ristretto di elementi detti universali linguistici.

Fonemi

I fonemi sono le parti più piccole della parola e non corrispondono alle lettere, e la corrispondenza tra fonemi e grafemi varia di lingua in lingua. Una lingua può essere, dal punto di vista fonologico, trasparente o opaca. In una lingua, due suoni sono considerati fonemi diversi se sostituendoli l’uno con l’altro danno luogo a parole diverse.

Morfemi e parole

Combinazioni di fonemi formano le parole anche se non tutte le combinazioni sono possibili. Sequenze di fonemi formano i morfemi, che sono le unità più piccole dotate di significato. Mentre alcune parole sono costituite da singoli morfemi, la maggior parte dei morfemi viene unita ad altri morfemi per formare le parole. La struttura con cui si dispongono le parole all’interno di una frase è detta catena sintattica e il sintagma è la più piccola parte di questa catena. Nel sintagma si dice testa la parola fondamentale e modificatori tutti gli altri termini. Si distinguono:

  • Sintagmi nominali
  • Sintagmi verbali
  • Sintagmi preposizionali

Frasi e regole sintattiche

Ci sono quattro universali linguistici:

  • Primo universale linguistico: ciascuna lingua ha un numero finito di fonemi.
  • Secondo fonema: sostiene che da un numero finito di fonemi è possibile costruire un numero infinito di parole.
  • Terzo universale: specifica che la relazione tra ciascuna parola e il proprio significato è arbitraria, tanto che lo stesso significato può essere espresso nelle diverse lingue attraverso diverse etichette linguistiche.
  • Quarto universale: assume che in qualsiasi lingua sia possibile produrre un numero infinito di frasi.

Le regole della sintassi governano il modo in cui le parole sono disposte all’interno di una frase. Un dibattito della psicolinguistica è il modo in cui la sintassi e la semantica interagiscono nel processo di comprensione.

Come interagiscono sintassi e semantica nella comprensione di una frase?

La comprensione di una frase è il risultato di un processo complesso, che può essere scomposto in diversi livelli. Tre tipi di elaborazione:

  • Fonologica/ortografica: identificati e riconosciuti i diversi fonemi.
  • Sintattica: a ciascun elemento viene assegnato uno specifico ruolo sintattico.
  • Semantica: per ciascuna parola viene recuperato il corrispondente significato.

Le elaborazioni realizzate in ciascuno di questi livelli vengono integrate dal sistema linguistico. Due classi di modelli che hanno un ruolo nell’elaborazione sintattica e semantica:

  • Modelli seriali: propongono l’interdipendenza tra le componenti coinvolte nella comprensione della frase, e quindi prevedono che l’analisi sintattica preceda quella semantica.
  • Modelli interattivi: stabiliscono l’autonomia e l’indipendenza tra i diversi livelli di elaborazione e quindi prevedono che l’elaborazione sintattica e semantica procedano in parallelo.

Strategie di analisi sintattica

La strategia dell’attaccamento minimale di grazie, assume che l’elaboratore sintattico funzioni in modo da costruire strutture sintattiche il più possibile semplici. La strategia della chiusura differita prevede che, se possibile dal punto di vista grammaticale, gli elementi della frase che vengono man mano elaborati vengono attaccati ai nodi in corso di elaborazione. La strategia della catena minima prevede che il sistema funzioni in modo da evitare di costruire nodi non necessari nelle catene sintattiche.

Ruolo della prosodia

Gli indici provenienti dalla prosodia, cioè il ritmo e l’intonazione dell’enunciato, così come le pause tra le frasi, sono senza dubbio potenziali portatori di informazioni utili al processo di comprensione. Ha il ruolo di fornire o modificare il significato letterale.

Processo di produzione

Comprensione e produzione sono, in un atto comunicativo, tra loro complementari. In una conversazione, infatti, ciascuno dei partecipanti è impegnato in entrambi i processi: in quello di comprensione nel momento in cui è chiamato a decodificare i messaggi provenienti dal suo interlocutore; in quello di produzione quando si trova a dover tradurre i propri contenuti mentali in un messaggio comprensibile. La capacità di discriminare i fonemi, la conoscenza delle parole e del loro significato, così come la conoscenza delle regole sintattiche che governano la costruzione delle frasi sono conoscenze necessarie e comuni sia alla possibilità di comprendere messaggi linguistici che di produrli.

Errori in fase di produzione

Il modello di Garett prevede che nella produzione di una frase siano coinvolti tre diversi livelli di elaborazione:

  • Livello di concettualizzazione: responsabile dell’elaborazione del contenuto del messaggio che il parlante intende trasmettere.
  • Livello della formulazione: in cui viene elaborata la struttura della frase.
  • Livello articolatorio: prevede la traduzione della rappresentazione frasale nella struttura articolatoria, che consente l’esecuzione della sequenza verbale attraverso la pianificazione dei meccanismi motori coinvolti nel processo di articolazione.

Il livello della formulazione si divide in:

  • Rappresentazione funzionale: avviene l’elaborazione della struttura sintattica della frase e la scelta delle parole.
  • Rappresentazione posizionale: lavora all’interno di un singolo sintagma e avvengono processi fonologici e sintattici.
  • Rappresentazione fonetica: responsabile della realizzazione fonetica dell’enunciato.

Codici visivi e codici verbali

Codice visivo e codice verbale

Il grado di comprensione più elevato beneficia dell’integrazione di due tipi di linguaggio.

Peculiarità del codice visivo

Importante è l’universalità di questo codice perché può essere compreso da tutti. Il linguaggio visivo presenta dei limiti, perché non cattura tutte le caratteristiche degli oggetti che rappresenta. Il concetto di simbolo è diverso da quello di segno, l’uso dei simboli nella comunicazione è più soggetto a differenze culturali.

Regole di configurazione spaziale

La percezione è un processo cognitivo dipendente da tanti fattori. Gli stimoli che intervengono hanno a che fare con lo stimolo percepito e con l’individuo che percepisce.

Articolazione figura-sfondo: il processo più elementare che si svolge nell’atto della visione consiste nella capacità di isolare le diverse configurazioni presenti nel campo visivo. Rubin ha dimostrato che questo processo è sottoposto a vari principi: grandezza relativa delle parti, i rapporti topologici e il tipo di margine.

Fenomeno delle figure ambigue: stati di ambivalenza e di instabilità, diverse componenti del campo percettivo assumono ruoli diversi. Tra i principali fattori di organizzazione percettiva individuati dalla psicologia della Gestalt ricordiamo:

  • Il principio della somiglianza: stimoli simili tra loro vengono percepiti come un’unica configurazione.
  • Il principio della vicinanza: si tenderà ad unificare in un’unica configurazione elementi tra loro vicini.
  • Il principio della chiusura: assume che venga percepita come un’unità la porzione di campo in cui gli elementi formano una figura chiusa.
  • Il principio della buona continuazione: fa sì che gli elementi del campo percettivo vengano unificati in modo da percepire elementi coerenti nella forma e nella direzione.

Tutti questi fattori sono importanti per chi opera nell’ambito della comunicazione visiva intenzionale.

Rappresentazioni esterne ed interne

Nel processo di comunicazione, linguaggio verbale e visivo sono considerati codici e ciò che li differenzia è la relazione che lega il segno al corrispondente significato.

Rappresentazioni esterne: non si riferisce solo a ciò che si può manipolare.

Rappresentazione interne: riguarda il modo in cui le conoscenze sono rappresentate nella nostra mente.

Organizzazione della conoscenza

Possiamo distinguere due classi di modelli:

  • Sistemi semantici individuali: per codificare, organizzare, conservare le informazioni riguardanti i concetti. Il modello del doppio codice di Paivio prevede due sistemi di memoria semantica: un sistema verbale (per trattare le informazioni linguistiche) e un sistema non verbale (per elaborare informazioni non linguistiche). Il modello prevede che dialoghino.
  • Sistemi semantici unici: le informazioni sono rappresentate mediante un linguaggio amodale, cioè un codice astratto, non specifico. I concetti sono rappresentati come nodi in una rete, ciascun nodo è un concetto e le connessioni tra i nodi rappresentano le relazioni tra i vari concetti, che si differenziano per la loro forza. Un modello a rete prevede che il recupero delle informazioni dipenda dall'attivazione dei nodi concettuali attraverso il meccanismo della diffusione dell’attivazione.

Effetto priming: un compito di decisione lessicale. I concetti sono dunque le unità di base della memoria semantica, le cui informazioni sono codificate mediante un linguaggio amodale.

Proposta di un modello di memoria semantica

È costituito da:

  • Sistema amodale di rappresentazione
  • Sistema di accesso e di produzione
  • Procedure di elaborazione

A livello presemantico il modello prevede tre componenti per la modalità di accesso.

A livello semantico si ha il recupero della parola.

Descrizione strutturale: avviene il processo di elaborazione delle figure.

Il modello di Marr assume che il riconoscimento di oggetti consista nella costruzione di rappresentazioni sempre più complesse e definisce tre stadi:

  • Abbozzo primario
  • Abbozzo a due dimensioni e mezza
  • Modello tridimensionale

Questi costituiscono i sistemi di accesso al sistema concettuale. Per le procedure di elaborazione si ha il modello di Coltheart. Prevede che una parola possa essere letta attraverso due vie:

  • Via non lessicale: serve per leggere le parole nuove.
  • Via lessicale: permette il riconoscimento della forma intera di una parola attivando la corrispondente entrata lessicale, prima nel lessico ortografico e poi in quello fonologico.

Comprensione e memoria di testi e messaggi

Strumenti concettuali

Le informazioni vengono immagazzinate nella memoria a lungo termine (MLT) grazie alla ritenzione, che è la possibilità che l’informazione immagazzinata non subisca un qualche deterioramento. Una delle cause negative che influenzano la ritenzione è l’interferenza (proattiva e retroattiva). Un potente fattore che facilita il recupero è la specificità di codifica, che sostiene che il modo più efficace per poter aumentare l’accesso all’informazione immagazzinata in memoria è quello di ristabilire il contesto in cui quell’informazione è stata appresa.

Schemi e scripts nella memorizzazione dei messaggi

Lo schema è un costrutto che può favorire la memorizzazione e il ricordo di informazioni complesse, come testi e messaggi, siano essi verbali o scritti oppure immagini di scene. Lo scripts è una struttura di rappresentazione caratterizzata da un maggior dettaglio rispetto alle rappresentazioni dei concetti e delle proposizioni che costituiscono la memoria semantica.

Comprensione e memoria di testi e discorsi

Esiste un contratto dato-nuovo che permette a uno dei partecipanti alla comunicazione di aggiungere informazioni nuove a quelle che l'altra parte già conosce.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Messina o del prof Romano Rosa Grazia.
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