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Pedagogia generale – Comunicazione Appunti scolastici Premium

Riassunto di Pedagogia generaleComunicazione. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: Concetti di base della comunicazione, 1.2 Significato, intenzionalità e contesto, Comunicazione come azione, Competenza comunicativa, Comunicazione verbale, ecc.

Esame di Pedagogia generale docente Prof. R. Romano

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ESTRATTO DOCUMENTO

I paradossi della prima tipologia si rifanno alla classe di tutte le classi che non sono membri di sé stessi.

La seconda tipologia può essere rappresentata con una tipica antinomia semantica.

La terza tipologia riguarda i paradossi pragmatici, ovvero quei paradossi che derivano dalle ingiunzioni.

6.6 COMUNICAZIONE PARADOSSALE E COMUNICAZIONE PATOLOGICA

La comun paradossale può assumere un ruolo centrale nella manifestazione di patologie psichiatriche come la

schizofrenia. Alla base di questa malattia vi è la TEORIA DEL DOPPIO LEGAME che consente di spiegare come in

certe situaz comunicazionali ciò ke viene espresso verbalm può essere smentito a livello non verbale.

6.7 DISTORSIONI COMUNICATIVE NEI MEDIA E ATTRAVERSO I MEDIA

Talvolta la scelta della notizia e la sua confezione possono essere non completam coerenti con la linea editoriale della

testata , condotta, questa , dettata x lo + x evitare ciò che nel gergo giornalistico è detto BUCO, cioè il fatto di ritenere

irrilevante una notizia che viene segnalata soltanto da una testata che in tal modo fa lo SCOOP. Tale fenomeno prende il

nome di DISTORSIONE INVOLONTARIA deriva dal fatto che le redazioni giornalistiche devono estrapolare i

fatti dal loro contesto originario x collocarli nel contesto + appropriato. La distorsione si verifica xkè la notizia subisce

delle modificaz a causa delle alteraz prodotte dal modo in cui le info sono state raccolte. Distorsioni nella comunic

possono trovare origini anche nell’utilizzo di particolari modalità comunicative . questo aspetto può essere analizzato

mediante gli effetti prodotti dalla MIMETIZZAZIONE , in una comunità virtuale sopratt.

7. GRUPPI E COMUNICAZIONE NEI GRUPPI

7.1 ORGANIZZAZIONI, GRUPPI E TEAM

Le oORGANIZZAZIONI sono aggregati di individui definite x il raggiungimento di determinati obiettivi. Tutte le

organiz comunicano ciò ke fanno o ke intendono fare indicando in astratto gli obiettivi ufficiali definita MISSION. Gli

obiettivi sono definiti in termini specifici e costituiscono le linee strategiche che dovrebbero permettere di realizzare gli

obiettivi ufficiali o di concretizzare la mission. Per la loro esistenza devono far leva su sist di relazioni strutturate

all’interno delle quali gli individui occupano delle posiz specifiche. I flussi comunicazionali servono a determinare la

responsabilità assegnate ai partecipanti e definire i ruoli attraverso i quali i partecipanti possono coordinare lo sforzo di

altri partecipanti x trasformare i vari input in prodotti.

All’interno delle organizzazioni si possono formare entità sociali più piccole dette GRUPPI. Nascono x perseguire

obiettivi limitati e che presentano una struttura di relazioni interpersonali non ben definita. I GRUPPI ISTITUZIONALI

nascono x esigenze e scopi delle organizz + ampie. I TEAM sono squadre in cui i ruoli sono decisi e le competenze

coordinate secondo modalità fortemente cooperative. Vari tipi di team :

-TEAM PER PROBLEM- SOLVING

-TEAM AD HOC

-TEAM VIRTUALI

-TEAM CREATIVI

7.2 STRUTTURA E FUNZIONE DEI GRUPPI

La dimensione e la struttura sono gli aspetti essenziali x la definizione dei gruppi.

L’ampiezza dei gruppi da 1 parte favorisce nei partecipanti di provare sentimenti di anonimità e dell’altra impone

manifestazione degli effetti positivi della differenza di abilità e delle competenze. Può produrre degli effetti sulla

comunicazione.

X La struttura dei gruppi si possono individuare 2 aspetti centrale:

-IL RUOLO

-LO STATUS

I ruoli sono definiti dalla collocazione che i singoli membri occupano all’interno dei gruppi e possono essere formali o

informali. I gruppi all’interno delle organizz sono x lo + strutturati attorno a ruoli formali. I differenti ruoli sociali

all’interno dei gruppi corrispondono generalmente a differenti livelli di status.

Lo STATUS esprime sia il grado con cui il contributo di un individuo al raggiungimento dlel successo del gruppo sia

decisivo o x lo meno rilevante , sia quanto potere o controllo un certo individuo ha sui risultati del gruppo e quanto può

influenzare le opinioni degli altri membri.

Una forma particolare di ruolo e status è assunta dal leader. 2 tipi di leader

- LEADER ORIENTATI AL COMPITO( interessata alle prestazioni del gruppo)

- LEADER ORIENTATI ALLE PERSONE ( interessata ai bisogni e alle emozioni)

7.3 RETI DI COMUNICAZIONI E MODALITà DI COMUNICAZIONE NEI GRUPPI

Le info nei gruppi si trasmettono mediante canali + o meno strutturati.

- LA STRUTTURA COMUNICAZIONALE A CROCE

- LA STRUTT A Y

- LA STRUTTURA LINEARE

- LA STRUTTURA PENTAGONALE

Naturalmente nei gruppi operanti all’interno delle organizz le relazioni possono assumere forma gerarchica . queste

differenti strutture xmettono di di determinare l’organizzazione e il funzionamento dei gruppi. Le reti permettono una

rapidA ed efficiente trasmissione delle info e degli ordini.

7.4COMUNICAZIONE E INFLUENZA SOCIALE NEI GRUPPI

La dinamica comunicazionale all’interno dei gruppi ha tra gli effetti più rilevanti quello di influenzare le opinioni dei

partecipanti all’attività di gruppo. Mediante :

-L’INFLUENZA MAGGIORITARIA

-L’INFLUENZA MINORITARIA

7.5 COMUNICAZIONE E COESIONE DI GRUPPO

La COESIONE DI GRUPPO si riferisce alla forza con cui gli individui stanno in relazione tra loro in un gruppo,

ovvero ,l’insieme delle attrazioni interpersonali che si manifestano e si sviluppano tra i membri del gruppo e tra questi

ultimi e il gruppo medesimo. La coesione aumenta quanto + i membri del gruppo acquistano consapevolezza che gli

obiettivi individuali e quelli comuni possono essere raggiunti solo grazie all’azione di gruppo. La coesione si può

dimostrare con forza diversa a seconda della modalità prevalente si comunicaz e dal tipo di gruppo. I gruppi virtuali

hanno maggior difficoltà a stabilire relazioni sociali che sono del tutto evidenti nei gruppi che si sono costituiti grazie

alla interazione in presenza dei loro membri. La causa può essere attribuita al fatto ke l’utilizzzo del mezzo riduce la

conversazione.

Tale condizione della comunicazione è definita dal fenomeno INERZIA SOCIALE per cui individui sviluppano un

minor impegno per raggiungere un obiettivo quando svolgono un’attività in gruppo rispetto a quando lavorano da soli.

Quindi questo fenomeno può contribuire alla riduzione della coesione.

7.6 MODALITà DI COMUNICAZIONE ED EFFICIENZA DEI GRUPPI

All’interno dei gruppi la comunic può svilupparsi attraverso i naturali canali basati sul confronto faccia a faccia o

attraverso le differenti tecnologie per la comunicaz e tra queste modalità un compito importante è occupato dalla

COMUNICAZIONE MEDIATA DEL COMPUTER. La comunicaz mediata da computer e quella sviluppata nella

modalità faccia a faccia sembrano avere differenti gradi di efficienza.

7.7 COESIONE, DECISIONI E CONTROVERSIE COSTRUTTIVE

Quando il gruppo ha sviluppato una forte coesione, i membri manifestano uno sforzo collettivo volto alla ricerca di

unanimità che progressivam riduce, la motivazione dei singoli a considerare le questioni in maniera realistica. Se la

coesione è precondizione, gli effetti che si ripercuotono sull’attività di gruppo sono 1 condiz particolare detta

GROUPTHINK ke si manifesta in 1 sforzo collettivo volto alla ricerca di virtuale unanimità ke annulla la

motivazione dei singoli membri a valutare realisticamente le alternative potenziali. Tale deterioramento è dato da vari

sintomi:

-L’ILLUSIONE DI INVULNERABILITà

- L’AUTOCENSURA

-L’ILLUSIONE DI UNANIMITà

-LA COSTRUZIONE DI GIUSTIFICAZIONI

-LA COSTRUZIONE DI STEREOTIPI

Gruppi con forte coesione socio emotiva erano + esposti agli effetti del pensiero di gruppo rispetto agli altri. Gli effetti

distorti della coesioen di gruppo sono alla base di molti fallimenti decisionali.

8.COMUNICAZIONE NELLA GESTIONE DEI CONFLITTI

81. IL FENOMENO DEL CONFLITTO

All’origine di un conflitto si possono ritrovare 3 elementi:

-AL PRESENZA DI UNA O + PERSONE SCARSE

- LA PRESENZA DI 2 O + PARTI PORTARICI DI INTERESSI

- LA SUSSISTENZA DI AMBIGUITà

Ina prima importante distinzione x definire le tipologie dei conflitti è quindi quella tra CONFLITTI DI TIPO

EMOTIVO e CONFLITTI DI TIPO COGNITIVO. Mentre i primi hanno conseguenze degenerative x le persone, i

gruppi e la società , i secondi possono persino trasformare il conflitto in una opportunità di crescita.

La dilagante varietà dei conflitti interpersonali può essere ricondotta a tre macrocategorie:

-CONFLITTI DI TIPO EMOTIVO

-CONFLITTO DI TIPO COGNITIVO CARATTERIZZATI DA PERCEZIONI A SOMMA ZERO

-CONFLITTO DI TIPO COGNITIVO CARATTERIZZATI DA PERCEZIONI A SOMMA VARIABILE

Una componente fondamentale dei processi negoziali è la comunicazione

8.2STRATEGIE COMUNICATIVE CONTENITIVE

Le parti possono essere portatrici di rappresentazioni della situaz conflittuale tali da rendere difficile il raggiungimento

di una risoluzione positiva della disputa. Prima di impegnarsi a implementare strategie comunicative utili a

massimizzare la qualità dell’accordo tra le parti è opportuno focalizzarsi sulle strategie comunicative utili a contrastare

e a contenere la tendenza a costruire interpretazioni disfunzionali del conflitto.

Bisogna avere un approccio comunicativo coinvolgente e persuasivo:

- LA COMUNICAZIONE PERSUASIVA RETORICA: si sostanzia nel tentativo di sostenere e promuovere una

certa idea attraverso le argomentazioni + forti, + logiche e + inattaccabili.

- LA COMUNICAZIONE PERSUASIVA DI TIPO NARRATIVO: si sostanzia nel sostenere un’idea trasportando

il ricevente all’interno di una storia capace di catturare la sua attenzione, stimolare il suo immaginario ed

accendere i suoi sentimenti.

Mentre la comunicaz retorica mira a cambiare gli atteggiamenti attraverso le consideraz logiche e le valutaz di

argomenti, la comunicaz narrativa mira a far apparire i fatti narrati simili ad una reale esperienza del ricevente e in

questo modo a coinvolgerlo e convincerlo.

La strategie comunicative utili a contenere l’ultima rappresent disfunzionale del conflitto , quella che spinge a

interpretare i comport di difesa della controparte come comportamenti di attacco innescando una ESCALATION del

conflitto. Sia che si tratti di conflitti tra familiari o tra aziende, la dinamica dell’ ESCALATION è fondamentalm

simile e semplice: l’azione ostile che era stata effettuata al fine di pareggiare i conti e raggiungere un equilibrio viene

interpretata dalla controparte come un ulteriore e gratuito atto di aggressione. Si crea così una spirale di reciprocità

nagativa in cui nessuna delle parti ha l’intenzione di produrre escalation ma solo di fare giustizia. Per contarstare i

circola viziosi viene usato L’APPROCCIO GRIT detto TECNICA DELLA PLATEALE INIZIATIVA

CONCILIATORIA che prende avvio con l’iniziativa della parte più intraprendente e coraggiosa di interrompere la

spirale delle ostilità compiendo un gesto di riconciliazione che ha varie caratteristiche. Ora le parti dovrebbero essere

pronte a comprendere che la migliore procedura per affrontare la loro divergenza di interessi è la negoziazione.

8.3 STRATEGIE NEGOZIALI E STILI COMUNICATIVI

Al fine di descrivere in modo semplice ed economico le principali strategie negoziali, un modello motivazionale venne

proposto IL MODELLO DEI DUE INTERESSI. Alla base del modello vi è l’assunzione che le strategie che il

negoziatore deciderà di adottare sono determinate dal combinato delle motivazioni che in lui albergano nelle diverse

fasi della trattativa. Secondo Pruitt e Rubin la motivazioni fondamentali sono riducili a 2 :

-LA MOTIVAZIONE A OTTENERE IL + ELEVATO RENDIMENTO PER Sé

- LA MOTIVAZIONE AD AIUTARE LA CONTROPARTE A MASSIMIZZARE I PROPRI RENDIMENTI

Dalla combinazione di questi 2 fattori motivazionali tra loro indipendenti originano 5 startegie negoziali ognuna

caratteriz da 1 specifico stile comunicativo

- STARTEGIA DELLA CONTESA

- STRATEGIA DELLA CONCESSIONE

- STARTEGIA DELL’INAZIONE O DELL’EVITAMENTO

- STARTEGIA INTEGRATIVA

- STARTEGIA COMPROMISSORIA

- Oltre all’orientamento motivazionale, numerosi altri fattori aiutano a prevedere quale sarà la strategia negoziale e

quindi lo stile comunicativo che verrà preferito per gestire una trattativa.

8.4 STRATEGIE COMUNICATIVE GENERATIVE

Quando ciascuna delle parti ha il coraggio e la disponibilità di cedere sulle questioni per lei secondarie ma prioritarie

per la controparte si viene a creare un processo virtuoso di generazione di valore x entrambe le parti fino al

raggiungimento dell’accordo ottimale detto PARETO-OTTIMALE . perché questo processo possa decollare deve essere

alimentato da strategie comunicative funzionali all’apertura reciproca delle parti , alla scoperta delle differenze nelle

loro configurazioni di interessi e quindi alla generazione di creative soluzioni integrative.. l’accordo finale si dimostra

fortemente correlato con la mera quantità degli scambi comunicativi. Tutti i migliori negoziatori riescono ad entrare in

sintonia con la controparte attraverso un APPROCCIO EMPATICO. Importante l’abilità dei negoziatori

nell’ASCOLTO ATTIVO ovvero nella capacità di far sentire l’altro accettato e compreso magari attraverso la tecnica

di parafrasare acriticamente quello che la controparte ha appena comunicato chiedendole conferma della qualità della

propria comprensione. Ora il negoziatore può spingersi ad adottare una delle strategie comunicative più potenti : porre

domande. Le strategie contribuiscono nelle fasi + avanzate della trattativa a creare un clima tra le parti facilitante

creatività e problem solving che possono condurre all’individuazione delle migliori soluzioni integrative.a tal fine per

catalizzare metodologia come quella del BRAINSTORMING sono utili comunicazioni provocatorie assurde o

paradossali che neutralizzino le inibizioni e le rigidità cognitive delle parti lasciando briglie sciolte alla loro creatività.

Per quanto riguarda le strategie comunicat di tipo persuasivo che pure possono caratterizz alcuni momenti della

negoziazione integrativa, è interess notare che i negoziatori eccellenti tendono ad esprimere un num inferiore di

argomentaz logiche a sostegno delle proprie posiz.

8.5 LA FRONTIERA DELLA COMUNICAZIONE EMOTIVA

I negoziatori con i loro sguardi, la loro voce, la loro gestualità, immettono in trattativa una quantità di messaggi emotivi

ben superiore rispetto ai messaggi espliciti relativi a proposte e controproposte negoziali.

9 COMUNICAZIONE E MARKETING

9.1 RAPPORTO TRA COMUNICAZIONE E MARKETING

Le decisioni di marketing coinvolgono strategie di comunicazione, e ne sono una premessa e un vincolo. Le startegie di

comunic sono vincolate all’individuazione dei bisogni dei potenziali acquirenti di un bene o servizio.

Maslow ebbe l’idea di rappresentare come una piramide le GERARCHIE DI BISOGNI DELLE PERSONE. Solo dopo

ke sono stati soddisfatti i bisogni + semplici, ai livelli inferiori della piramide si passa ai piani superiori. Nella parte +

bassa e larga della piramide sono collocati i bisogni + diffusi ed elementari . poi via via salendo e gradini verso l’alto

abbaimo della motivazioni sia di auto immagine sia di realizz sociale. Il classico modello della comunicazione basato

sulla sequenza:

FONTE(O EMITTENTE) + MESSAGGIO + MEZZO + RICEVENTE

La FONTE che ha emesso il messaggio è in grado di valutare l’efficacia della sua comunicazione osservando la risp

(feedback) che proviene dal RICEVENTE. Nel caso di una comunic semplice faccia a faccia, il feedback è un processo

rapido e dinamico in cui il parlante osserva se le sue parole sono comprese, accettate dall’interlocutore, se questi si

sente persuaso, offeso. Nella comunic di marketing il controllo degli effetti comunic risulta essere un proc indiretto. Gli

effetti di un messaggio possono essere studiati sottoponendo le xsone a sondaggi sul ricordo della comunic pubblicitaria

e del prodotto ad essa associato. Oppure il controllo può avvenire in modo preventivo studiando le caratt e gli atteggiam

del pubblico di potenziali consumatori e adeguando ad essi il mess.

Ogni fase della sequenza della comunic, dalla fonte al ricevente , presenta caratt fondamentali x una comunic di

marketing efficace.

9.2 PSICOLOGIA DELLLA COMUNICAZIONE E MARKETING

Abitualm si concepisce la comunic ome qualks ke va dall’interno all’esterno, ma in realtà è rilevant anke ke la

comunicaz interna ad un’organizz , sia x rinforzare la sue reputazione presso chi vi lavora, sia perché tutti i dipendenti

conoscano i beni e i servizi prodotti.

Il termini COMUNICAZIONE ESTERNA include in sé forme e funzioni molto differenti tra loro.

Dal punto di vista delle funzioni, la comunicaz ha scopi differenti tra cui:

- ATTIRARE L’ATTENZIONE

- INFORMARE

- ESSERE RICORDATA

- PERSUADERE

Tenendo presenti tutti questi scopi, diversi ma complementari , il percorso della comunicaz può fondamentalm avvenire

con 2 modalità che non si escludono a videnda ma possono raffozzarsi se adottate in parallelo.

La prima modalità segue questa sequenza logica. La fonte, l’azienda , espone il suo messaggio sul punto vendita. Il

consumatore finale ha con esso un rapp diretto e individuale, spesso tramite il consulente.

Questa modalità è spesso connessa alla funzione informativa e consulenziale e solo in secondo luogo ha lo scopo di

persuadere alla vendita.

Nella seconda modalità la funzione della comunicaz cioè la trasmissione attraverso i mass media scavalca la distribuz e

i punti vendita. Ci si rivolge ai potenziali acquirenti che contatteranno la distribuzione dopo aver ricevuto il messaggio.

Qui la comunicaz ha spesso 1 scopo + persuasivo che informativo. La distinzione tra le 2 modalità riprende la

classificazione del MODELLO DELLA PROBABILITà DI ELABORAZIONE, secondo la quale l’effetto di un mess

passa attraverso 2 percorsi

- VIA CENTRALE che coinvolge l’attenz dell’ascoltatore e le sue capacità d’elaborazione cognitiva

- VIA PERIFERICA si tratta dei casi in cui la comunicaz influisce sulla persona non in virtù del suo contenuto ma

sulla base di caratterist secondarie.

La comunicaz funziona proprio grazie alla sostanziale disattenzione del pubblico.

Nell prima modalità l’acquirente entra in diretto contatto con una figura. la seconda è + anonima, disattenta, in quanto

in genere è la fonte ke cerca di raggiungere il potenziale pubblico e non viceversa.

In realtà queste 2 modalità non si riscontrano allo stato puro. La seconda modalità è la + diffusa xkè utilizzata dalle

aziende produttrici di beni di largo consumo. Dal punto di vista della psicologia cognitiva, tutti gli effetti delle attività

di comunicaz da parte delle aziende si traducono in arricchimento dei contenuti mentali dei singoli consumatori. Il

problema dellla comunic è cruciale x le aziende xkè lo spazio delle menti umane è limitato mentre l’offerta delle

aziende è cresciuta sempre di +. Le limitate capacità della mente umana spiegano xkè nell’ambito della comunic

pubblicitaria e di marketing è fortemente utilizzata la via periferica.

La credibilità della fonte è uno strumento utilizzato in campo pubblicitario. In modo analogo anke il TESTIMONIAL

ke innesca un’influenza differente sia sull’attenzione del pubblico, sia sui suoi atteggiamenti.

Le agenzie pubblicitarie si servono di tecniche complesse volte a creare l’impatto emozionale del messaggio, grazie,

tra l’altro all’uso di 1 stile creativo particolare

9.4 MARKETING E PROPENSIONE AL CONSUMO

La pressione al consumo e gli stili di vita prescelti sono così mediati dalla cultura.

Il formarsi d’abitudini e l’instaurarsi della FEDELTà DI MARCA o FIDELIZZAZIONE diventa + comprensibile se i

beni offerti da chi produce e richiesti da ki consuma vengono concepiti come insiemi di caratteristiche.ognuna di

questa caratterist può rispondere a un determ bisogno, attesa, esigenza o motivazione del consumatore. Questa

interpretaz venne fatta da LANCASTER. Egli parte dall’assunto che l’offerta possa venire analizzata nei termini di

caratteristiche in qualke modo incorporate in un dato bene. La nuova teoria del comportam del consumatore, nella

versione originale di Lancaster andava incontro ad alcune difficoltà.

9.5COMUNICAZIONE E MARCHI

L’introduzione dei marchi precede il massiccio ricorso alla comunic di beni e servizi sui mass media. All’origine i

marchi si giustificano con la necessità di garantire il cliente nei confronti dellla qualità intrinseca del prodotto. Ben

presto i marchi servono anche a comunicare che il prodotto è ben fabbricato. La garanzia di qualità il cosiddetto

MARCHIO DI FABBRICA che aveva motivato l’introduz di leggi e norme, la ritroviamo nell’adozione di acronimi.

Col tempo ci si rese conto ke i marchi, anche se entità immateriali, avevano tanto valore quanto + erano diffusi e

stabili nelle menti dei clienti e nelle memoria collettiva della società.

Da un punto di vista percettivo un marchio è qualcosa di nitido e facilmente riconoscibile. Quando i fattori d’organizz

percettiv non favoriscono una soluzione rispetto ad un’altra abbiamo delle figure reversibili, instabili che danno

un’impressione di movimento interno.

9.6RELAZIONE CON IL CLIENTE IN ASSENZA DI COMUNICAZIONE DIRETTA

I prodotti semplici e di frequante uso quotidiano vengono comunicati direttamente tramite i mezzi di comunicaz di

massa utilizzando il marchio. Vi sono contesti di comunicaz in cui la presentazione di un prodotto o un servizio non

può venire fatta scavalcando il punto vendita, spesso x la complessità del prodotto. Tipico è il caso dei prodotti bancari

in cui emerge il problema della BUONA COMUNICAZIONE BANCARIA, cioè consiste in un dialogo ad hoc che

deve risultare efficace convincendo il cliente e mantenendolo sui tempi lunghi. La comunicazione va modulata e non

basata su strategie standard.

9.7 COMUNICAZIONE E SCELTE DI CONSUMO

La comunicazione può continuare anche dopo l’acquisto. Ogni sforzo di comunicazione postdecisionale è inspiegabile

dato ke è impossibile modificare la decisione precedente. La funzione di tale comunicazione è limitata a ridurre il

dispiacere e razionalizzare le scelte del passato in modo da prepararci a quelle del futuro. La comunicazione perde di

importanza xkè le alternative non vengono + prese in considerazione.

9.8 CONCLUSIONI

La comunicazione ha effetti positivi in quanto avvicina l’offerta dei prodotti ai consumatori e li fa riflettere sui loro

modi di concepirli ed induce a rifletter sui bisogni a medio-lungo termine. La comunicazione può avere effetti negativi

nel senso che tende a ridurre gli spazi di scelta, influenzando i consumatori e guidandoli su un numero ridotto di

opzioni.

10.COMUNICAZIONI DI MASSA

10.1 QUANDO IL MONDO DELLE COMUNICAZIONI DIVENTA UN CASO CLINICO

L’influenza esercitata dal mondo delle comunicazioni di massa nei comportamenti quotidiani delle persone è

importante.

10.2 LA PSICOLOGIA DELLE COMUNICAZIONI DI MASSA

Un motivo importante è quello di dare una risposta a dei problemi di tipo sociale. I psicologi nutrono un particolare

interesse X la comunicazione di massa porta alla rincorsa di chiavi interpretative e di giustificazioni post hoc di

problemi che agitavano la società alle prese con i nuovi strumenti della comunicaz. Tutti i fenomeni sembrano dare

ragione al modello di LASSWELL in base al quale gli effetti psicologici che mezzi di comunic di massa producono

sulle xsone sono metaforicamente come quelli di un gigantesco AGO IPODERMICO mediante il quale alle

moltitudini di ascoltatori vengono iniettate sostanze dannose come idee sovversive. Una versione + ideologica è quella

della SCUOLA CRITICA DI FRANCOFORTE che considera i mezzi comunicaz come strumenti d’inganno. Per

MCLUHAN gli strumenti sono meno negativi, ognuno di essi inducono una radicale trasformazione nel modo in cui i

media devono essere valutati .

10.3 DALLA RICERCA SUGLI EFFETTI ALLA RICERCA DELLE INFLUENZE

La psicologia delle comunic di massa si impegna sin dalle prime fasi del suo sviluppo in un filone di ricerche derivate

dal comportamentismo.

Il modello dell’ APPRENDIMENTO SOCIALE di BANDURA in base al quale le azioni viste in un film soprattutto se

vengono ricompensate verranno prodotte anche dallo stesso spettatore. Con questo lavoro si inagura un altro filone di

ricerche quello dell’ANALISI DEGLI EFFETTI , sopratt di quelli negativi. Due sarebbero state le linee che si sarebbero

diramate da questa matrice originale, con l’obiettivo di sondare i comportamenti classici della scatola nera. La prima

direzione si basava su MISURE FISIOLOGICHE, la seconda invece considerava il cervello come ELABORATORE DI

INFORMAZIONE.

KLAPPER fu il primo che contestò il paradigma degli effetti e che propose il termine di INFLUENZA x interpretare il

modo in cui i mezzi di comunic sono soltanto 1 tra i fattori ambientali e culturali ke costituiscono il sistema complesso

in cui si diramano le esperienze individuali. Ora la comunicaz di massa viene interpretata come un elemento kiace del

processo di socializzazione culturale a cui gli individui sono soggetti nell’arco di vita.

10.4 LE COMUNICAZIONI DI MASSA COME STRUMENTO DI SOCIALIZZAZIONE

Secondo GERBNER e altri i media sono dei veri e propri strumenti capaci di plasmare l’interpretazione del mondo che

gli individui elaborano. Questa proposta a cui è stato dato il nome di TEORIA DELLA COLTIVAZIONE si basa su un

assunto fondam ossia ke la società e la cultura di cui i mezzi di comunicaz sono parte integrante, interagiscono

continuamente nell’ambito di un processo dinamico creando un ambiente simbolico entro cui ciascuno di noi entra fin

dalla nascita. 2 concetti chiave:

- MAINSTREAMING: s’intende il processo attraverso il quale la visione televisiva conduce ad una

omogeneizzazione nelle concezioni dell’ AUDIENCE.

- RESONANCE: fa riferimento all’accentuazione degli effetti media nei casi in cui vi siano altre cause esterne che

si muovano nella medesima direzione.

Nella stessa direzione di superamento delle posiz deterministiche rappresent dalla psicol degli effetti si muove un altro

approccio AGENDA SETTING, essa parte dal modo in cui i fruitori della comunic definiscono le questioni +

importanti , è il risultato di un processo che si origina nell’enfasi e nella priorità che i mezzi di comun concedono ad

ogni notizia. Con questa emerge una concezione + complessa del rapporto mezzi di comunicazione- fruitori . ciò ke i

mezzi di comunic fanno è un’operazione di filtraggio e di amplificazione selettiva relativamente ad una gerarchia di

importanza. È importante l’enfasi ek si ha nella descrizione dell’avvenimento.

Un’altra posizione critica nei confronti della psicologia degli effetti si ha dei modelli che vanno sotto il nome di USI E

GRATIFICAZIONI interessanti a cogliere le differenze individuali nel modo in cui le persone si pongono nei confronti

dell’uso dei mezzi di comunicaz. Si propone di analizzare i motivi che spingono le persone ad usare i mezzi di comunic

e i bisogni che vengono soddisfatti dall’uso di tali mezzi. L’ipotesi di fondo è ke tra tutte le offerte disponibili ogni

individuo seleziona quelle che maggiormente lo gratificano. Quanto ai bisogni principali che si ritiene possano essere

soddisfatti grazie ai media essi sono stati individuati

a) nella ricerca di informazioni utili

b) nella possibilità di fare propri argomenti con cui sostenere le proprie posizioni durante le comunicazioni

interpersonali

c) nella possibilità di realizzare delle interazioni parasociali

d) nel desiderio di intrattenimento e di svago

10.5 IL MESSAGGIO PUBLICITARIO

Importanza della pubblicità televisiva ke diminuisce con la crisi d’attenzione. Da un lato si continua a dare alla

pubblicità un ruolo di significativa importanza , dall’altro lo scenario di fruizione dei messaggi pubblicitari sembra

muoversi verso direzioni opposte. Ci riferiamo alle diverse forme con cui le immagini vengono proposte all’attenzione

del pubblico

10.6 FATTORI PERCETTIVI ED EFFICACIA DEI MESSAGGI PUBBLICITARI

L’analisi della pubblicità diventa sempre + complicata se puntata alla ricostruzione dei processi percettivi. MCGURE

propone il modello DEL MECCANISMO DELLA PERSUASIONE che opera in forma processuale, 6 fasi, dove

L’ESPOSIZIONE, L’ATTENZIONE E LA COMPRENSIONE sono considerate fattori legati al momento della presa in

carico della comunic , mentre L’ACCETTAZIONE DELLE SUE CONCLUSIONI e la RITENZIONE DEL NUOVO

ATTEGGIAMENTO hanno a ke fare con la TRADUZIONE DELLA COMUNICAZIONE NEL SISTEMA DI

ATTEGGAIMENTI dell’individuo. La logica lineare del modello fa prevedere ke l’iniziale attenzione sia una

condizione ineliminabile affinchè le altri fasi del processo si verifichino, questo è importante x la fase d’attenzione nel

rendere efficace un messagio pubblicitario.

PUBBLICITà SUBLIMALE il modo per definire la pubblicità capace di influenzare giudizi, atteggiamenti e decisioni.

Questa venne analizzata mediante il PRIMING SUBLIMALE.

10.8 COME I MESSAGGI PUBBLICITARI INFLUENZANO I SISTENI DI ATTEGGIAMENTO

I + importanti effetti si hanno quando gli individui prendono decisioni consapevoli a proposito delle scelte di acquisto,

influenzati dalle marche. La tradizione psicologica dello studio degli atteggiamenti si è basata sull’usa i tecniche per la

rilevazione quantitativa del grado di favore o di sfavore a proposito di un certo tema e quindi ha permesso delle precise

operazioni di confronto tra atteggiam posseduti da xsone diverse a proposito dello stesso oggetto, oppure confronti tra

atteggiam posseduti dalla stessa xsona a proposito di oggetti diversi.

Una delle variabili ke influenzano il potere di persuasione dei messaggi pubblicitari è il GRADO DI

COINVOLGIMENTO personale che lega l’individuo al prodotto o alla categoria tematica a cui il prodotto appartiene. Il

grado di coinv varia+ tra consumatori che non in relazione ai prodotti o ai problemi affrontati nel messaggio. Sono

emersi 2 approcci : ORIENTAMENTO AL PRODOTTO e ORIENTAMENTO AL CLIENTE.

10.9 LA FORZA DELLE RAPPRESENTAZIONI DI GRUPPI SOCIALI

Importanza della televisione per la presenza di diversi tipi umani descritti da copioni scenici ke raffigurano la reale

attività nella società. Un’importante funzione di umanizzazione.

La conclusione che è possibile trarre dalla rassegna dei sist di rappresent che i media propongono a proposito di alcune

categorie sociali è semplice e nello stesso tempo problematica.

11. COMUNICAZIONE PUBBLICA E ORGANIZZATIVA

11.1 L’IMPORTANZA STARTEGICA DELLA COMUNICAZIONE PER IMPRESA ED ISTITUZIONI

relazioni pubbliche e comunicaz organizzativa esistono x imprese ed istituzioni contemporanee. Sono sistemi aperti

sempre in interazione col contesto complessivo una crescente prospettiva di globalizzazione. È aumentata l’importanza

dei fattori soft legati al rapp dell’impresa coi suoi interlocutori rispetto ia fattori hard tradizionalm cruciali e inerenti al

prodotto e produzione. Ciò è dovuto all’avvento di 1 serie di fattori micro e macro che hanno mutato il contesto sociale.

TEORIA DELLE RISORSE INTANGIBILI:il successo delle startegie aziendali dipende dal coordinamento tra gli

assets invisibili e gli assets tangibili.

MODELLO DELL’IMMAGINE DELL’IMPRESA: 3 nozioni x descrivere l’immagine dell’impresa ponendo questo

livello come strategicamente cruciale x la gestione della delle problematiche della comunicaz d’impresa:

- LA PERSONALITà

- L’IDENTITà

- L’IMMAGINE

A personalità ke si manifesta attraverso l’identità è percepita come immagine.

CONCETTO DI REPUTAZIONE è una rappres percettiva delle sue azioni passate e delle sue prospettive future ke

ne descrive l’attrattività complessiva delle componenti ; essa è l’insieme di percezioni e cognizioni che il pubblico ha

riguardo a credibilità, attendibilità, senso di responsabilità, onestà di un’impresa.

11.2 LA COMUNICAZIONE NELL’ORGANIZZAZIONE CONTEMPORANEA

Le RELAZIONI PUBBLICHE possono essere definite in un’accezione ristretta in cui vengono le attività +

tradizionali e specifiche delle RP e della comunicazione, da quelle di base come le relazioni coi media a quelle

definite specialistiche come la comunicaz di crisi della responsabilità sociale d’impresa.

Nell’accezione estesa EXTENDED CORE vengono comprese oltra alle attività CORE RP anche le attività di

comunicazione d’impresa come quella di marketing e quella interna, definita con CORPORATE COMMUNICATION

o comunic aziendale.

Un modo sintetico x comprendere la rilevanza e la pervasività delle funzioni di comunicazione all’interno delle

organizz è quello di rappresentare 1 strutt organizzativa di una ipotetica organizzazione complessa. Esso va inteso

come un modello che consente di individuare le principali caratt del modo in cui la comunicaz viene strutt e attivata

nelle grandi imprese:

- RUOLO STRATEGICO RIFLETTIVO

- MODELLO ACCENTRATO- POLICENTRICO

- FUNZIONI CHE RICHIEDONO ELEVATA INTEGRAZIONE DI BASE E SPECIALISTICHE

- FUNZIONI SPECIALISTICHE SONO ALLOCATE PRESSO LE VARIE DIREZIONI AZIENDALI DI

RIFERIMENTO

- TRE LIVELLI DI COORDINAMENTO

-strategico

-funzionale

-matriciale

Quindi lè RP sono l’insieme di attività di ascolto e riflettiva, relazionali e comunicazionali gestite con tecniche

manageriali al fine di collaborare alla definizione delle startegie aziendali, di supportare il raggiungim egli obiettivi

aziendali e di rafforz la reputazione attraverso un alto gardo di coerenza realizzate tra l’insieme delle iniziative

comunicazionali e le azioni produttive e gestionali. Tali attività si articolano in:

- SERVIZI DI BASE

- SERVIZI SPECIALIZZATI

- ATTIVITà MANAGERIALI

11.3 IL PARADIGMA DELLA COMUNICAZIONE ORGANIZZATIVA O D’IMPRESA

Nell’impresa contemporanea la comunicazione ha finito x pervadere tutti gli aspetti della vita organizzativa. Ciò ha

implicato il moltiplicarsi di settori forma e funzioni; l’evoluzione e l’ampliamento di ciascun settore hanno facilitato un

a progressiva sovrapposizione a livello di funzioni e o di destinatario. Vi sono poi problematiche che si collocano a

cavallo tra comunicazione esterna ed interna ed è il caso del EMPLOYER BRANDING , cioè della comunicaz rivolta a

promuovere l’impresa come datore di lavoro presso i potenziali talenti x attrarli farli diventare dipendenti e poi

trattenerli nel corso del tempo.

Il paradigma della comunic organizzativa rappresenta un approccio manageriale col quale abbaracciare tutte le

problematiche, attività e forme di comunic bisogna gestire x il buon governo dell’impresa. Una gestione ottimale

prevede 4 fasi :

- ASCOLTO

- PROGETTAZIONE

- ATTUAZIONE

- ASCOLTO

La comunicazione d’impresa consiste negli strumenti di comunicazione che un’organizzazione impiega x creare e

mantenere relazioni con i suoi pubblici coi quali può sia fornire sia acquisire inform. La gamma dei pubblici può ridursi

in :

- PUBBLICI ESTERNI

- PUBBLICI INTERNI

Conseguentemente la comunicaz d’impresa può dividersi in :

- INTERNA

- ESTERNA

Vari tipi di comunicazione

- COMUNICAZIONE INTERNA :

pubblico: è diretta a tutti i pubblici interni o a parti di essi segmentate x renderne omogenee esigenze e

necessità. Strumenti: diretti /indiretti

Messaggi : vision dell’impresa/ la sua mission e qualunque inform

- COMUNICAIONE ISTITUZIONALE: è dedicata a promuovere l’immagine di buon cittadino dell’impresa nel

territorio in cui in essa opera.

Pubblico : tutti i cittadini o categorie particolari di essi

Messaggio: evidenziare caratt positive dell’impresa

Strumenti: 2 attività di base e varie attività complesse

-COMUNICAZIONE COMMERCIALE: ricerca il consenso di 1 parte specifica del pubblico

Pubblico: clienti

Messaggi: inerenti alle caratt dei prodotti o servizi dell’impresa

<Strumenti : above the line/ below the line

L’insieme di queste componenti rappresenta una sfida x la gestione della comunicaz d’impresa intesa come

un’evoluzione delle diverse attività di comunic interna esterna e di prodotto che necessitano di una gestione integrata

11.4 LE CAMPAGNE DI COMUNICAZIONE PUBBLICA

Fasi, strumenti e principi del paradigma della comunicazione organizzativa o d’impresa trovano un parallelo negli

elementi delle campagne di comunic pubblica che costituiscono programmi da considerare al servizio del pubblico

interesse. Possono essere definiti da un lato in termini di obiettivi focalizzati sulle intenz di un gruppo di cambiare

credenze di un altro gruppo e dall’altro in termini di metodi impiegati x raggiungere tali obiettivi

Il principio unificante è quello della riforma utile a migliorare la società

X la valutazione dei programmi sociali si distinguono 3 fasi :

- FASE DELLA CONCETTUALIZZAZIONE E PROGETTAZIONE DEI PROGRAMMI

- FASE DI MONITORAGGIO ELL’IMPLEMENTARIETà

- LA FASE DI VALUTAZIONE DI EFFICACIA ED EFFICIENZA DEI PROGRAMMI

Con rispettive sottofasi.

Il comportamento risulta da 1 combinazione di fattori cognitivo-motivazionali interni all’individuo e di fattori legati al

contesto sociale

Nell’ambito della tradizionale ricerca sulla comunic persuasiva viene adottato il MODELLO nella quale la MATRICE

INPUT-OUTPUT . sono input i fattori x costruire 1 comunic finalizzata al cambiamento o comportamento :

GLI INPUT:

- FONTE: comprende caratt del comunicatore del messaggio


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AUTORE

Sara F

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in teorie della comunicazione e dei linguaggi
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Romano Rosa Grazia.

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