Pedagogia generale
La pedagogia è la scienza umana che studia l’educazione e la formazione dell’uomo nella sua interezza, ovvero lo studio dell’uomo nell’intero arco della sua vita (ciclo di vita). In realtà, la pedagogia non si occupa esclusivamente dei bambini e dell’infanzia, ma anche di adolescenti, giovani, adulti, anziani ovvero di tutte le fasi della vita. Lo studioso di pedagogia è il pedagogista.
Scopo della pedagogia
Il fine euristico della pedagogia è l’Uomo che si relaziona con l’altro da sé (educazione) e che si relaziona con sé stesso (formazione). Il pedagogista studia la trasformazione intenzionale dell’essere umano nell’arco della sua esistenza.
Tipi di trasformazione
La trasformazione può avvenire in vari modi:
- Formale (per esempio, la scuola o l’università);
- Non formale (per esempio, un corso di cucina, catechismo, volontariato, corso di sub, ecc.);
- Informale (per esempio, il lavoro, la famiglia, gli scout, lo sport, gli amici, ecc.).
La formazione (o educazione) scolastica assume un significato più ristretto, dato che indica un’attività intenzionale svolta da un’istituzione specializzata, in cui professionisti della formazione attendono al compito di curare prevalentemente l’apprendimento di certi contenuti, competenze, abilità.
Educazione permanente
L’educazione permanente si riferisce al fatto che tutta la vita umana può essere vista come un continuo processo formativo; si rileva che gli individui non cessano mai di formarsi, di fare esperienze che incidono sul loro essere e che alcune di queste esperienze possono essere convenientemente ed utilmente organizzate, progettate, strutturate, migliorate.
Relazioni educative
La relazione educativa primaria, nell’essere umano, è rappresentata dal rapporto fra bimbo e mamma. Successivamente, sono presenti tutta una serie di relazioni educative fondamentali per la crescita di una persona, nell’arco della vita, come la relazione con:
- Fratello e/o sorella
- Amico
- Datore di lavoro
- Vari modelli a cui aspiriamo
Tuttavia, ogni relazione è una relazione educativa e, come gli altri provocano in noi un’educazione, anche noi ne provochiamo una in coloro con cui ci relazioniamo. Sempre di più, oggi, i contesti educativi stanno andando verso i processi informali.
Caratteristiche della pedagogia
Il pedagogista Riccardo Massa ha proposto di usare il termine formazione per indicare sia l’educazione (ovvero il processo di formazione globale della personalità) sia l’istruzione (ovvero il processo di trasmissione da parte di un individuo e di acquisizione di competenze e di conoscenze da parte dell’individuo che viene istruito).
Ma qual è la caratteristica fondamentale della pedagogia? Non è solo una scienza, ma una scienza applicata, che si avvale di teoria e di pratica (non presenta solo un aspetto di studio, ma anche uno di intervento).
Problemi pedagogici
Molti sono i fattori che compongono un problema pedagogico:
- Le difficoltà delle relazioni genitori-figli
- Gli svantaggi sociali
- I conflitti culturali
- L’inserimento delle persone diversamente abili
- Il reinserimento dei detenuti
- La riabilitazione dei tossicodipendenti
Educare significa “tirare fuori” ciò che è dentro la persona; significa, quindi, valorizzare quanto di meglio ci sia potenzialmente in un individuo. Meno asimmetrica è questa relazione, più siamo nell’ambito dell’informale; più asimmetrica è questa relazione, più siamo nell’ambito del formale.
L’educazione consiste in un rapporto tra due persone: un educatore e un educando. Il primo deve adeguarsi (e, di conseguenza, adeguare l’intervento educativo) al livello dell’educando, comprendendo i suoi bisogni e incentivando le sue competenze.
Apprendimento e conoscenze
La capacità fondamentale per sopravvivere è l’apprendimento (grazie alla plasticità del cervello). Queste conoscenze, in realtà, non sono solo una questione razionale, ma un intreccio fra sensazioni, emozioni e ragione.
Lifelong learning
Secondo le disposizioni europee, non esiste più una distinzione fra i vari momenti dell’educazione, ma è stata stabilita la cosiddetta lifelong learning (Società della Conoscenza): ci si riferisce al fatto che tutta la vita umana può essere vista come un continuo processo formativo; si rileva che gli individui non cessano mai di formarsi.
Nuove sfide educative
A partire dal 2008 cambia lo scenario (crisi economica). Oggi, a livello internazionale, tuttavia, l’educazione resta un elemento strategico per superare le difficoltà. Ma facciamo un esempio: l’accelerazione delle capacità dell’IA (Intelligenza Artificiale) sta consentendo l’automazione di alcune attività che, per lungo tempo, hanno impiegato il lavoro umano. Col passare del tempo, non solo i lavori più “umili” verranno sostituiti da macchine, ma anche quelli per cui è necessaria una vera e propria formazione professionale (macchine capaci di imparare o learning machines).
La professione infermieristica
Nel profilo professionale dell’infermiere troviamo due punti particolarmente importanti; il professionista infermiere promuove e diffonde la cultura della salute nella collettività, progetta e realizza, in collaborazione con altri professionisti, interventi formativi ed educativi rivolti al singolo e alla sua famiglia. Inoltre, svolge attività di autoformazione e di formazione nei confronti di studenti, personale di supporto e neo-assunti.
Efficienza della formazione
Ma la formazione, perché sia efficace, deve basarsi su due temi principali: la comunicazione e la relazione. Quest’ultima si può dividere in 3 ambiti:
- Relazione con il paziente e i suoi familiari (relazione educativa): relazione interpersonale, che può diventare anche di tipo educativo, se la famiglia coinvolta nel percorso, per sostenere l’assistito, viene educata (nel caso in cui il paziente non sia autosufficiente): la relazione intersoggettiva diventa una relazione educativa per due ragioni: da una parte grazie alle conoscenze e alle competenze e dall’altra grazie ai significati e alle emozioni che associamo alle conoscenze stesse; il pensiero stesso è costituito, infatti, di emozioni e sentimenti (basti pensare al fatto che le cose che producono forti emozioni sono più complicate da dimenticare). Dunque, conoscenze, competenze e significati (emozioni) devono essere sempre legati fra di loro al fine di permettere una corretta formazione ed educazione.
- Relazione con i propri colleghi (learning organization): in ogni team sarà necessario uno scambio di esperienze e di conoscenze/competenze fra le varie figure professionali.
- Formazione nei confronti di studenti, personale di supporto e neo assunti.
Competenze nelle professioni sanitarie
Si definisce competenza l’insieme delle caratteristiche individuali che concorrono all’efficace presidio di una situazione lavorativa, di una prestazione, di un’attività. Nella sua aspecificità, tale definizione si adatta ad ogni segmento lavorativo o ambito disciplinare: infatti, ogni esperienza teorica ha applicazioni pratiche ed ogni applicazione pratica ha il suo riscontro teorico.
Tutte le figure professionali possiedono competenze che le distinguono dalle altre; abbiamo 3 differenti tipologie di competenze:
- Competenze di base: sono le capacità che tutti i professionisti devono possedere all’ingresso nel mondo del lavoro.
- Competenze trasversali: sono le capacità comunicative e relazionali che ogni professionista dovrebbe possedere in qualunque settore professionale; queste competenze possono essere:
- Comunicative (per esempio, essere capaci di utilizzare un buon linguaggio, a seconda di chi ci troviamo di fronte)
- Relazionali (per esempio, essere capaci di relazionarsi in maniera corretta con una persona)
- Riflessive
- Competenze tecnico professionali: sono le capacità distintive della figura professionale.
Relazione educativa con il paziente e i suoi familiari
Uno dei principali obiettivi della relazione educativa nei contesti di cura mira soprattutto all’autonomia. Il tema dell’autonomia personale è altamente discusso nella letteratura medica, poiché viene riconosciuta la sua vulnerabilità nei contesti di assistenza sanitaria. Col tempo siamo passati da “concetto di autonomia della scelta” al “concetto di autonomia del paziente”.
La relazione fra assistito e professionista ha un altissimo impatto sulle capacità future dell’assistito e, quindi, sulla sua autonomia. Per questo motivo, dunque, è importante che i professionisti sanitari debbano essere in grado di riconoscere come le loro interazioni con i pazienti possano abilitare o mettere in pericolo la capacità di autonomia dei pazienti. Per esempio, un possibile problema che può intromettersi nel processo di educazione può essere la cultura differente fra le due persone, che impedisce il corretto passaggio di informazioni.
La comunicazione
“Comunicare” significa “condividere”. Quando comunichiamo, incrementiamo la nostra conoscenza condivisa, cioè il senso comune, la precondiz...