Pedagogia generale
Workshop su autobiografia professionale
Rousseau scrive un’autobiografia - Le confessioni, e ci riferiamo a lui come esempio, dove riflette sulla sua vita, sugli eventi che lo hanno travolto. Autobiografia: segno della propria vita che riaccende la memoria. Da sempre la pedagogia segue le tracce dell’autobiografia, ma solo negli ultimi trent’anni studia le biografie e autobiografie per capire il processo formativo del sé. Memoria autobiografica: la memoria del sé, inizio a ricordare fatti associati al mio percorso di vita. Scrittura: la memoria che si fa racconto ci permette di ripensare al passato, per la nostra prospettiva futura.
Analisi dei bisogni
Strumento professionale dell’educatore. Riconoscere e valorizzare le esperienze individuando gli elementi cruciali in maniera retroattiva. Competenze dell’educatore:
- Relazione
- Hard skills: competenze professionali lavorative
- Soft skills: competenze che permettono all’individuo di affrontare gli ostacoli della vita quotidiana più positivamente.
Introduzione alla pedagogia
Oggi non si può essere educatori senza strumenti scientifici. La pedagogia, come le altre scienze, ha bisogno di una forma comune di linguaggio e comunicazione che la renda accessibile a tutti. Non si parla mai di rapporto singolo uno a uno, lo scopo finale è quello di creare e migliorare la società. La formazione è essenziale per l’educazione. Dal 1998 in poi la formazione è diventata formazione professionale a livello lavorativo, e nei contesti lavorativi.
Comunità scientifica
Tutti coloro che si occupano dell'educazione e della formazione (non necessariamente laureati). Il metodo scientifico: approccio scientifico in un determinato lavoro dettato da Dewey: osservazione, astrazione, ipotesi, sviluppo di una teoria, verifica e valutazione del risultato. Senza metodo non si può sostenere alcun pensiero pedagogico.
Che cos'è la pedagogia
La pedagogia è il sapere dell’educazione, è teorizzazione dei processi sociali, culturali ed individuali che producono interculturazione. Questi processi passano da un piano di riflessione esponenziale ad un piano di riflessione teorico. La pedagogia è la scienza dell’educazione con oggetto di riflessione il processo formativo inteso come: insieme dei processi educativi. Il processo formativo permette di raggiungere: livelli di autonomia, di socializzazione e responsabilità personale e sociale. L'uomo raggiunge l’autonomia più tardi rispetto alle altre specie.
Processo formativo
Trasformazione: ha una sua progressione, quella più elevata è la trasformazione di quel soggetto/famiglia/società. Il fine ultimo è quello di trasformare. Il processo conforma, ci permette di conformare i modelli sociali delle società nelle vite umane. Trasformano le vite umane e le società. Ad oggi l’autonomia è sempre meno evoluta, siamo dipendenti dalle droghe, dai social, dagli affetti. Il tema dell’autonomia è diventato di importanza centrale, in Italia i giovani lasciano la famiglia di origine tardi e non si sviluppano in maniera corretta. In ogni nucleo sociale si attivano processi educativi che permettono di rispecchiare la società stessa. Senza questi processi la società muore.
La pedagogia non è solo incentrata nell'educazione
Comprende l’arte dell’educazione, la scienza di quell’arte, e la filosofia di quella scienza. Pedagogia in greco si traduce come paidos - fanciullo. Socrate è considerato il primo educatore “per diventare adulti dovete prima sapere chi siete, conoscere voi stessi” (conoscenza di sé). È la disciplina più importante assieme alle altre scienze umane per l’educatore.
Processo educativo
L’educazione è un insieme di azioni con una finalità, è quindi una grande categoria formata da processi. Il tempo: categoria lineare, nasciamo, cresciamo, moriamo. (eso e macro, nel micro no) Spazio: inteso come natura. Non siamo un assoluto nel nostro mondo ma abbiamo una relazione di relatività aula - relativa all’università - relativa a Firenze - relativa alla Toscana - relativa all'Italia ecc. Tempo e spazio sono visti come strumenti per affrontare i processi educativi. Il fine del processo educativo è quello di creare un uomo autonomo. Ogni società, quindi, avrà i suoi processi educativi che influenzano i loro abitanti (religione, culto ecc.).
Processo culturale e introspettivo
Processo culturale: il conoscere e il sapere che nutre la nostra mente profonda (anima). Processo introspettivo: osservazione diretta ed analisi della nostra interiorità.
I processi educativi
Micro: hanno a che fare con i processi educativi dell’uomo. Si parla di processi educativi meso: il presupposto della mia educazione: famiglia. Processi educativi macro: hanno a che fare con processi educativi della scuola/università (rispetto al singolo). Se parlo di tutte le università europee si parla di processi educativi mega. L'educatore si occupa dei processi micro, che sono contenuti in dimensioni meso, macro e mega. Questa è una classificazione sociologica molto importante per l’educatore (se lavoro al nido - micro, se faccio il coordinatore del nido - meso, responsabile della cooperativa di più nidi - macro, se la cooperativa è un consorzio di cooperative - mega).
Trasmissione di modelli sociali
L'educazione permette la trasmissione di modelli sociali. I processi educativi che coinvolgono i soggetti permettono la costituzione e poi la trasmissione di modelli sociali, esempio: Greta Thunberg - prendo come esempio per una vita più sostenibile. Il modello sociale deve prendere un numero ampio di soggetti (macro/mega). Quando parlo di processo educativo, parlo delle sue trasformazioni.
Quattro processi educativi
- Educazione come crescita biologica: il bambino cresce da un processo biologico naturale “processo di attaccamento - neuroni specchio”, dove riconosce nella madre la figura di protezione. Quindi la crescita biologica è un processo educativo. Può essere studiato come un percorso educativo/formativo. Nelle madri preadolescenti c’è minor legame tra bambino e madre.
- Educazione come inculturazione: sono processi educativi che permettono ai soggetti di appartenere a una cultura: leggere e scrivere che se non si fa si resta esclusi. Questo tipo di educazione è usata da pedagogisti e sociologi ma soprattutto nell’antropologia.
- Educazione come apprendimento/istruzione: Non c’è apprendimento senza un processo di insegnamento. Apprendere (learning) acquisire dal di fuori e riempirsi di conoscenza. Questa educazione è alla base di tutti i tipi di scuola (nido - università) si parla di apprendimento se c’è un luogo di apprendimento. Tiro fuori dall’uomo (insegnante - istruzione) e prendo dentro (alunno - apprendimento). Oltre alla scuola (invenzione società civile) l’apprendimento vive con il bambino stesso (da appena nato apprendo) l’apprendimento e l’insegnamento possono essere: formale (si attengono alle istituzioni, esempio - scuola, c’è un riconoscimento) informale (si attengono ai contesti educativi non strutturati, ad esempio - famiglia, non c’è riconoscimento) e non formale (si attengono alle dimensioni educative extra scolastiche, non c’è riconoscimento). Bambino apprende/insegnante istruisce.
- Educazione come formazione: La formazione è un processo che permette di diventare quello che sono, è quindi il processo più alto. Crescita biologica, Inculturazione, apprendimento, sono tutti collegati qui dentro. Formazione: dare forma all’uomo, alle istituzioni, alle società alle comunità e al singolo. La lingua tedesca esprime il concetto di formazione etimologica come “formazione dell’uomo”. Anche in una tipologia di romanzi chiamati bildungs Romans: (letteralmente romanzi di formazione) abbiamo un concetto chiave: il personaggio subisce una trasformazione e maturazione personale durante tutta la storia.
Ogni uomo prende forma
Per capire da dove arriva il concetto di forma umana dobbiamo risalire all’antica Grecia con il concetto di paideia: i bambini a 7 anni (adulti) devono compiere il processo di formazione umana per essere pronti a vivere autonomamente. Punto a cui ogni educatore dovrà arrivare. Anche la morte è stata studiata come momento di formazione: tras-formarsi. Umberto Eco: consiglia di considerare il resto dell'umanità come dei coglioni per morire felici di abbandonare la terra.
Socializzazione
Entrare in rapporto con gli altri, comunicare, sviluppare un contesto di scambio. Permette di confrontare processi di crescita, il confronto quindi diventa una dimensione educativa. Essere persone educate: so comprendere la mia responsabilità personale. Educazione: L’educazione permette la formazione di modelli sociali mette in relazione due soggetti con complementarità. La parola educazione ha due radici semantiche: ex-ducere: prendere da, e edere: nutrire. È un insieme di processi che favoriscono e supportano la crescita di ogni uomo che permette la trasformazione in una società civile.
Formazione
Il soggetto è cosciente del proprio percorso formativo. Si acquisisce la forma dell’individuo più personale. Si prende “forma” con il concetto di tran-sformare e trans-formar-si. Ogni forma di educazione è di formazione hanno un carattere di relazione-comunicazione. Ogni relazione-comunicazione trattiene e cede educazione e formazione.
La storia della pedagogia
Con la partenza della Paideia greca si ha l’humanitas latina, come la paideia cristi (cristianesimo), la humanae litterae, (umanesimo), per arrivare poi al neoclassicismo che nasce in Germania e si ha il bildungs (visto nel punto quattro di educazione come formazione). Dewey si ispira a grandi autori dell’700 come Rousseau, Pestalozzi e Froebel. I caratteri fondamentali di questo periodo sono:
- Laicizzazione educativa, ogni cittadino deve essere “Faber fortunae suae” ovvero che non assegna ad altri la sua formazione e si ha un razionalismo pedagogico. La nuova pedagogia è quindi: laica, razionale e scientifica. Critica e rivede tutti i suoi aspetti educativi usati fino a quel momento.
- Tutto questo è contornato dalla corrente illuministica del momento. (Montesquieu).
Tutta la filosofia dell’800 (con concetto principale l’uomo come dimensione spirituale) è arrivata a noi tramite i filosofi europei (Kant, Hegel, Schopenhauer). Ragionamento logico-deduttivo (inventato dai greci). Il soggetto diviene autonomo, di progettare la sua vita, rispetto a modelli religiosi che guidano il soggetto in maniera critica e riflessiva. Si rivedono quindi nel 700 i principi della pedagogia che si avevano fino a quel momento: laica, scientifica, critica le credenze, si impegna a portare la società verso orizzonti adeguati agli illuministi. Veniva definita una “rivoluzione copernicana” la nuova centralità del bambino.
Identità
- Identità come orientamento: la pedagogia ha una direzione, un obiettivo, un traguardo.
- Identità come raccordo: raccorda i saperi dell’educazione.
- Identità come coordinamento: saperi differenti ma legati tra loro.
Tra fine 700 e 800 le scienze vengono suddivise, nasce il sapere geografico, il sapere fisico, il sapere chimico (seconda rivoluzione scientifica). Il discorso scientifico si definisce nel 1632 Galileo Galilei si pone la domanda se prima serve la pratica o la teoria con l’esperimento del piano inclinato, esperimenti pratici che però hanno bisogno di una riflessione teorica precedente prima degli anni 1960 non sapevano come spiegare il rapporto tra teoria e prassi. Questa trasformazione nella seconda rivoluzione scientifica coinvolge anche la pedagogia, la sociologia.
Pestalozzi e Froebel
Pestalozzi: siamo a cavallo tra illuminismo-romanticismo, (fine 700 inizi 800) Mette al centro dell’attenzione il rapporto tra madre-bambino e bambino-insegnante. Due scuole nuove: in Svizzera, inventa la sostenibilità ambientale, sono le scuole per gli ultimi dando importanza all’inclusione, la natura deve far parte del processo educativo in quanto avvicina l’uomo all’ambiente e lo sensibilizza sotto questo aspetto, staccandolo dalle distrazioni della società. (Esperimenti andranno male, pochi finanziamenti).
Froebel: capisce e comprende che i giardini di infanzia da 2-6 anni erano importanti per le mamme che lavoravano, sono quindi anche un sostegno per la famiglia. I giardini sono i primi che hanno un ambiente adeguato al bambino.
Dewey e Montessori
Dewey: nella fine dell’800, sancisce una linea distintiva tra la filosofia e la pedagogia ed introduce per la prima volta il concetto di “democrazia ed educazione” ponendo il problema della pedagogia come filosofia, arte o scienza? Dopo un ragionamento logico trae la conclusione che si tratta della “scienza dell’educazione”. Qui la pedagogia diventa scienza: la filosofia è la teoria e la pedagogia è la pratica. Si definiscono con Dewey tutte le scienze dell’educazione (scienze umane) nel 1929. Dewey fu influenzato sia dal pragmatismo (corrente filosofica americana dove le verità di identificavano mediante l’esperienza concreta con pensieri come processi attivi) e l’evoluzionismo di Darwin.
Tra 800 e 900 poi abbiamo Maria Montessori, medico che vede aspetti differenti rispetto alle maestre di quel tempo. Lei aveva una riflessività teorica del pensiero. La psicologia scientifica nasce nel 1882/83 con Wundt e Wilhelm, si studiava la capacità di memoria dei soggetti adulti. La pedagogia è una scienza, anzi è la scienza dell’educazione, le altre scienze sono sottoposte all’educazione (scienze umane: sociologia, antropologia e psicologia più storia, biologia e linguistica). L'educazione è di per sé un ciclo infinito, include in sé la scienza e propone sempre nuovi problemi che chiedono un maggior pensiero e maggiori studi. Pedagogia: arte (scienza che riguarda una dimensione interiore).
Identità tradizionale della pedagogia
L’identità tradizionale della pedagogia tra 800 e 900 (dopo Rousseau) trova molte pratiche: una trasformazione con modelli:
- Herbartiano
- Positivistico
- Idealistico
Modello herbartiano: (tra 700 e 800) c’è l’esigenza di creare una pedagogia come scienza filosofica -> ricerca epistemologica. La pedagogia di Herbert è ispirata dall’umanesimo, ha l’obiettivo di formare un uomo partendo dall'essenzialità del suo carattere. L’autore era impegnato sia in studi psicologici (rapporto corpo e anima) che etici (etica kantiana del dovere). L'obiettivo della scuola è quello di formare un uomo con una cultura morale.
Modello positivistico: (metà 800) - le scienze psicologiche, sociologiche e antropologiche vengono considerate come materiali del discorso pedagogico. - la pedagogia diventa scienza in quanto assorbe le scienze riassumendole ed indirizzandole in aspetti educativi. Dewey e Montessori.
Modello idealistico: (tra 800 e 900) con Gentile la pedagogia fa scienza se diventa filosofia. La pedagogia scientifica secondo Gentile (sommario di pedagogia come scienza filosofica 1913/14) è quella che pensa all’educazione e all’uomo che ne è protagonista. La centralità è anche nell’insegnate visto il ruolo importante che copre. Con gentile ricordiamo la riforma gentile (1923-2003) che inserì la religione nelle scuole, mettendo la filosofia come materia di riferimento nel liceo classico e scientifico. La filosofia (teoria) è la materia più importante rispetto alle altre scienze dell’educazione (prassi). Nella filosofia troviamo il tema dello spirito: l’educazione è l’insieme di spirito e pensiero. La pedagogia qui quindi è l’approfondimento della vita spirituale. Come temi centrali abbiamo l’autorità, l’insegnante e la cultura.
Caratteri della pedagogia attivista del Novecento
- Affermazione delle scienze dell’educazione e lo sviluppo dell’epistemologia pedagogica.
- Costruzione modello di pedagogia critica.
- Sviluppo della pedagogia sociale.
La pedagogia come pratica
- Alfabetizzazione
- Cultura di massa
- Educazione per tutta la vita.
Nell’Attivismo pedagogico troviamo:
- Puerocentrismo: il bambino è al centro delle pratiche educative.