Pedagogia generale
La pedagogia viene considerata una scienza in quanto include rigore, definisce gli ambiti di indagine, impiega un metodo scelto tra quelli che caratterizzano la ricerca pedagogica. Scienza autonoma perché possiede un proprio statuto epistemologico (modelli e teorie riferibili a un settore del sapere umano), un campo di applicazione (educazione) e un oggetto di studio (persona). Se vogliamo fissare una data di nascita della pedagogia ci si può connettere agli scritti del vescovo Comenio con la sua "Didattica Magna" che dà un apporto rilevante alla pedagogia, indagando sulle pratiche di avviamento del bambino alla conoscenza e al mondo. Secondo il pedagogista, infatti, all'interno di ogni persona esiste un lumicino che basta accendere (potenziale educativo).
Inoltre, la prospettiva storica apre la strada a un altro aspetto dell'educazione: la sua problematicità, che riguarda la comprensione del soggetto che si educa, le forme della conoscenza fino ai contenuti in cui si opera. Vengono così analizzate le necessità che riconducono al soggetto: apprendimento, relazione educativa, valore delle emozioni, strumenti idonei alla sua realizzazione e maturazione, il salvaguardare le situazioni educative e l'educazione a livello sociale.
Tipologie di pedagogie
Ci sono tipologie di pedagogie, che sono una specificazione settoriale dovuta dall'approfondimento di problemi del settore:
- Speciale (l'educazione dei disabili destinata a combattere il disagio);
- Sperimentale (sperimenta tecniche e metodi);
- Comparata (quella che si interessa alla descrizione e alla definizione dei tratti istituzionali che differenziano il modo di educare nei vari paesi).
Mentre la pedagogia generale viene richiamata dal concetto di educazione, che è un trasferimento di informazioni da un soggetto all'altro (formazione permanente). L'efficacia della pedagogia è rappresentata dall'applicazione:
- All'infanzia, che riguarda il bambino (nucleo familiare, affettivo ed emotivo) non solo nell'età del nido o della scuola, ma anche nel periodo della fanciullezza quando viene scolarizzato obbligatoriamente.
- Alla pedagogia della scuola, che affronta i problemi della scolarizzazione del bambino (relazioni di gruppo, apprendimento individuale e collettivo ed insegnamento), nell'accesso alla scuola secondaria, media triennale e secondaria superiore (continuità nelle varie fasi).
- Alla pedagogia dell'adulto che riguarda sia la formazione post scolastica (avviamento al lavoro) sia la formazione permanente (che accompagna il soggetto per la vita).
Pedagogia sociale
È la relazione che il soggetto instaura con strutture e sovrastrutture della società. Importante è il suo valore all'interno delle agenzie di ogni ordine e grado, come ad esempio l'organizzazione funzionale della scuola è stata oggetto di una serie di riforme che danno importanza all'esercizio della vis democratica e quindi della partecipazione attiva del cittadino alla vita politica del proprio paese. Molto importante è anche la funzione di analisi che richiama l'istituto della famiglia.
Il termine pedagogia compare per la prima volta sul finire del quinto secolo a.C., nella letteratura di Euripide risalente al 408. In tale periodo il significato semantico di pedagogia viene ricondotto solo all'allevamento della prole. Successivamente Genovesi ha riflettuto e con la parola pedagogia si cominciò ad intendere l'insieme di tutte quelle pratiche che i pedagoghi, ossia i servi cui erano stati affidati da seguire con massima attenzione i rampolli di casa almeno fino all'efebia, mettevano in atto per portare a compimento i loro compiti.
La pedagogia come scienza e arte
La pedagogia è la scienza e l'arte dell'insegnamento. Scienza perché ogni intervento progettato per educare non può essere affidato alla genialità dell'insegnante, ma esige una riflessione che assicuri il successo educativo e tenga alla larga dalla pretesa che colui che possiede conoscenza, l'insegnante, possa fare ciò che vuole rispetto a colui che non conosce. Arte perché si affida alla sensibilità dell'insegnante, alla sua genialità creativa e al suo amore nei riguardi dell'allievo.
L'insegnamento rinvia al Signum agostiniano, che consente di individuare attraverso l'indicazione del maestro (gestuale) la fonte di verità. La persona umana è dotata di potenzialità interiori profonde che si orientano sul piano dell'esistenzialità (cura salute fisica, psichica e mentale) e sul piano dell'essenzialità (valorizzazione dello spirito).
La pedagogia non può e non deve essere riconosciuta come la sola scienza dell'educazione. È una scienza autonoma all'interno delle scienze dell'educazione alla quale offre il suo aspetto e ha il dovere di riflettere sull'importanza sociale che ha l'educazione, sollecitandone ogni aspetto. Richiama l'elaborazione di un pensiero umanizzante, importante per lo sviluppo del singolo e della comunità, riconoscendoli nella loro totalità e diversità. Parlare di pedagogia significa riflettere sulla persona, considerata come valore assoluto.
La pedagogia si delinea come scienza fondando le sue radici nel Rinascimento (Italia fiorentina 16° sec) e nel 20° sec attraverso l'affermarsi dello spiritualismo e neoidealismo, la pedagogia ha cercato di impostarsi come scienza capace di conformarsi ai rapidi cambiamenti imposti dalla società moderna.
Il termine epistemologia
Il termine epistemologia deriva dal greco episteme e logos, ovvero il sapere della scienza stessa. Rappresenta lo studio dei paradigmi e del pensiero che appartengono ad un'area del sapere umano. Aspirazioni dell'epistemologia: Convenzionalismo; Neoempirismo logico; ricerche e metodo della falsificazione (Popper; una teoria scientifica è tale se è falsificabile, ossia se è concepita in modo tale da poter essere sottoposta ad esperimenti in grado di provarne l'eventuale falsità).
Pedagogia deriva da pàis (fanciullo) e agoghè (per identificare uno stile di condotta, realizzazione dei propri obbiettivi). La posizione di Ch Renouvier intendeva difendere il valore della persona dagli attacchi delle filosofie di tipo assolutistico e deterministico. Quindi la pedagogia non discende da una sola idea ed un'impostazione positivista, ma sviluppa concetti archetipi metafisici e platonici. Da qui ne deriva la sua connotazione filosofica, dove la pedagogia fa tesoro della filosofia la volontà di cercare di capire la causa dei fenomeni assegnando loro una ragione.
La lezione Comeniana
Comenio riflette su problemi di quel tempo soffermandosi sulle opportunità che ogni soggetto possiede nel formarsi, nell'evolvere e nell'aumentare il suo grado culturale e intellettivo, per mezzo della "ragione". Qui si necessita di un ideale pansofico, dove ogni soggetto è custode di possibilità educative da dover far innalzare attraverso una formazione aperta a tutti, distaccata dall'idea di una formazione di élite riconosciuta solo alle classi più benestanti. La lezione Comeniana trova sostanza nel pensiero di Rousseau (ideale di libertà e di sviluppo della facoltà del bambino attraverso un contatto diretto con la natura), dove si sancisce un'"educazione secondo natura", in contrasto con quella oppressiva derivante da una società corrotta nei suoi ideali.
Senso della ricerca pedagogica
Senso ricerca pedagogica: bene dell'uomo con l'uomo e per l'uomo.
Tre correnti
- Mistica: Si fonda su idee e lavoro di Rousseau, con un'idea positiva di un'educazione secondo natura. Fanno parte Tolstoy con la sua scuola di Polijana fondata sulla libertà di chi apprende, Makarenko, le sorelle Rosa e Carolina Agazzi, Maria Boschetti e Cousinet.
- Scientifica: Ovide Decroly e Maria Montessori.
- Filosofica: Teoria che si rifà alla teoria Kantiana, con unità di diverse conoscenze sotto un unico principio e alla teoria Hegeliana con la necessità di raccogliere le differenze nella libertà del tutto.
Makarenko
Makarenko crea la colonia Goekij (la Comune), in essa il lavoro all'interno della classe era svolto con rigore e ai bambini veniva richiesto il massimo sforzo. Divenne fondamento dell'idea e dell'agire educativo comunista, che esprimeva la volontà di formare un uomo collettivo (morale, sociale, politico). L'opera di Makarenko è stata diretta da due principi informatori, uno politico e uno ideologico. Ha come scopo di formare un cittadino che sappia agire in collettività per il benessere sociale.
Le sorelle Rosa e Carolina Agazzi
Rosa e Carolina Agazzi produssero un lavoro "metodo delle sorelle Agazzi" che possiede come principi l'ordine e il rigore, con cui è possibile esercitare la propria libertà senza traumi ed obblighi (attivismo). Forte è l'uso del colloquio, della relazione educativa e della cura di se stessi. L'asilo di Mompiano proclamava l'esercizio dell'ordine, il metodo intuitivo, il gioco, l'uso del linguaggio e i modi gentili. Attraverso il gioco, l'ascolto, il fare e l'osservazione si educa.
Maria Boschetti
Maria Boschetti fondata su semplicità e sull'amore la scuola serena di Agno. Fondamento non era più il controllo, ma la cura dello spirito e l'esaltazione dell'ideale di libertà.
Cousinet
Cousinet (attivismo) ha come principi il valore del potenziale educativo, la libera manifestazione delle forze naturali del soggetto e il concetto di lavoro per un apprendimento efficace. L'insegnante dona il suo apprendimento attraverso la pratica, questo metterà i fanciulli in grado di agire da sé.
Ovide Decroly e Maria Montessori
Maria Montessori aprì nel 1906 la Casa dei bambini. Il rispetto del soggetto, anche portatore di deficit, sta alla base del suo metodo, tanto da abolire ed eliminare il confine tra normale e anormale, promuovendo i sensi. Gli esercizi sensoriali diventano base didattica per un apprendimento il cui punto nodale è dato dall'autoeducazione. Quando parla di educazione la Montessori non intende distinguere l'amorevolezza o la crudezza di trattare il bambino, e di collocare al centro il bambino. Genovesi asserisce che nel suo metodo l'educatore è ridotto a semplice tramite tra l'educando e l'ambiente che lo circonda.
Ovide Decroly tale modello si incentra sulle capacità e sui bisogni del soggetto. Due principi sono il globalismo conoscitivo, che esprime le necessità del bambino di una matrice e di una visione globale delle cose proveniente dall'osservazione, associazione (un insegnamento di cose attraverso un metodo individualizzato che proceda dal complesso al semplice) ed i centri di interesse da cui nasce l'apprendimento e scaturiscono i bisogni.
Teoria filosofica
Teoria che si rifà alla teoria Kantiana, con unità di diverse conoscenze sotto un unico principio e alla teoria Hegeliana con la necessità di raccogliere le differenze nella libertà del tutto. Due fondamenti importanti di questa scienza sono l'idea e il sistema per la conoscenza del vero e del giusto. Ne fanno parte John Dewey ed Edouard Claparède.
John Dewey
John Dewey: L'uomo è un essere attivo che interviene nel corso dei fenomeni, modificando a suo piacimento. La finalità dell'educazione diventa sociale e che sarà il centro di una scuola basato sull'esperienza e sul fare. "Impara facendo" (esperienza). Scuola e realtà quotidiana devono essere legate saldamente al fine di permettere al fanciullo di apprendere conoscenze funzionali al suo agire. (scuole laboratorio)
Claparède
Claparède: ogni persona che interagisce con l'ambiente ha come scopo quello di soddisfare i propri bisogni. Il suo pensiero è fondato sul funzionalismo educativo, che non deve essere il timore del castigo né l'avere una ricompensa, ma l'interesse per ciò che si vuole eseguire.
Freinet e Piaget
Freinet asserisce che lo scopo dell'educazione è lo sviluppo della personalità del bambino. Nella sua classe di Bar sur Loup offre una scuola aperta alla vita, un'educazione attraverso esperienze formative attive basate su interessi e bisogni del soggetto. L'alunno deve scoprire da sé.
Piaget elabora un modello integrale dello sviluppo del bambino. Il processo evolutivo avviene tramite un'influenza reciproca tra il soggetto e l'ambiente sociale che lo circonda. Alla base dello sviluppo esistono due leggi:
- Assimilazione: maggiore sarà l'esperienza di una conoscenza, più saranno gli schemi per apprendere.
- Accomodamento: quando qualcosa verrà assimilato e fatto proprio, il soggetto sarà in grado di riprodurlo mentalmente in processo di interiorizzazione. Ciò però avviene tramite delle fasi che rappresentano la maturazione del bambino:
- Senso motoria: il bambino fa le prime esperienze.
- Senso-percettiva: prime imitazioni intuitive che imitano l'adulto.
- Operazioni concrete: in cui il bambino di 7/8 anni sente la necessità di sperimentare attraverso i sensi.
- Operazioni formali: 11/12 anni si raggiunge la compiutezza dell'intelligenza riflessiva in cui le operazioni consentono la combinazione tra i concetti (non innate). Lo sviluppo del bambino è paragonabile alla crescita organica che tende verso un equilibrio.
Jerome Bruner
Jerome Bruner una sua idea è un'organizzazione dei contenuti secondo una "spiralea progressione ottimale". "Un apprendimento di cose sulle cose." Occorre quindi che siano organizzati i contenuti in modo tale che ogni soggetto possa apprendere con facilità ciò che è essenziale alla crescita intellettuale. Teoria dell'istruzione: idea di struttura, che conferisce all'argomento la sua semplicità rendendolo percepibile dal soggetto in apprendimento. Metafora della mano sinistra: rappresenta la voce del cuore e delle emozioni che assieme alla mano destra, razionalità autorizzano forme di sviluppo equilibrate. È indispensabile insegnare tutto ciò che vale la pena di sapere.
Mario Mencarelli
Mario Mencarelli un'idea di persona vista nella sua unicità e nella sua libertà con potenzialità da far esprimere in autonomia. Riguarda il concetto di educazione permanente, che si pone come totale, integrale, educazione alla sintesi operativa e educazione al dialogo. L'istituzione educativa deve promuovere la capacità di essere liberi nella responsabilità, di attivare un'intelligenza critica partecipando responsabilmente.
Correnti
Attivismo: iniziò sul finire del 19° sec. per opera di John Dewey. Si fonda su una partecipazione al processo sia da parte del docente che dell'allievo. Rappresenta un rinnovamento della pedagogia poiché capace di valorizzare principi come l'azione, gli interessi, l'adattamento e la visione puerocentrica che prima venivano vietati. Segnò il passaggio da una scuola basata sul maestro a quella fondata sugli interessi dell'alunno, che è parte attiva del suo stesso progetto di maturazione che ha favorito l'introduzione di una relazione simmetrica educatore-educando, in cui l'insegnante ha il ruolo di organizzatore e programmatore di progetti; all'alunno quello di soggetto attivo che diviene creatore del sapere.
Positivismo: nato nella prima metà del 19° sec. Il carattere fondamentale del positivismo è la riconduzione di ogni forma di conoscenza a un sapere positivo, fondato su fatti accertati e scientificamente connessi a un sistema di leggi. Deriva da "ponere", ovvero ciò che è posto, ciò che è concreto e reale. Nasce come risposta all'idealismo, opponendo alle concezioni del pensiero idealista, la concretezza scientifica del metodo sperimentale. Comte assegnava al termine positivo un valore di certezza scientifica; Spencer che estrapola la convinzione materialista dell'atto educativo; Mill autore del pensiero logico.
Critiche
Secondo Prallazzo e Lanfranchi il positivismo ha il pregio o difetto di ridurre tutta la realtà a natura regolata da leggi fisse cadendo così in esiti materialistici e meccanicistici. E. Mach critica il positivismo e sostiene che la conoscenza sia un'esperienza pura nella quale si effettuano tesi scientifiche o descrizioni sintetiche e solo queste sintesi possono essere sottoposte al controllo di verifica sperimentale. Riteneva che le unità di misura per la conoscenza degli oggetti fossero le sensazioni. Il positivismo lascia l'importanza della ricerca scientifica per culture moderne (occidentale). Infatti, la pedagogia sperimentale condivide il pensiero positivista riconoscendo che tutto ciò che è conoscibile è...