PEDAGOGIA DELLA RELAZIONE D’AIUTO
(Prof. Cerrocchi)
PEDAGOGIA = sapere di tipo teorico e pratico, usare la conoscenza per
intervenire in modo intenzionale (aumentare il tasso di causalità). Questa
razionalità non deve essere intesa da sola, perché affrancandomi dal caso
rischio di creare una situazione dogmatica: tutti i soggetti sono differenti nella
loro specificità. agire in modo razionale ma anche flessibile.
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Quando si parla di educazione i bisogni sono espressi, MA non ci possiamo
limitare ai bisogni solo espressi: i soggetti non hanno gli strumenti per poterli
esplicitare o sono troppo giovani.
La pedagogia si occupa della formazione termine utilizzato come
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“formazione professionale”, MA è invece intesa come sintesi di due tipi di
fattori: 1. Biologici e psicologici legati alla natura (fattori di natura); 2.
Ambientali (sono esterni e non interni – i processi e le pratiche sociali e
culturali dell’educazione e dell’istruzione).
Ad esempio: Io ti insegno a leggere e scrivere in maniera alternativa, grazie
ai processi e le pratiche dell’educazione e dell’istruzione io non annullo il
!
deficit ma posso ridurre l’handicap, cioè il margine che c’è tra la condizione
del soggetto e la praticabilità di vivere con quel deficit
FORMAZIONE si distingue nel:
_ trasferire contenuti, strategie e strumenti (formare)
_ permettere ai soggetti che hanno acquisito quei contenuti è in grado di
formarsi autonomamente (NO all’assistenzialismo/creare una dipendenza)
Un soggetto apprende quando sa decontestualizzare l’apprendimento:
applicare quelle conoscenza in contesti diversi da quelli in cui le ha apprese.
Ma formare non è sufficiente? Trasferire contenuti non è sufficiente?
Il soggetto deve poi imparare a trasformarsi costantemente da fronte dei
cambiamenti della vita (i cambiamenti possono essere imposti o scelti).
Coltivare nei soggetti capacità di coping (adattamento all’ambiente), di
resilienza (resistenza agli urti traumatici), di agentività (il soggetto deve
imparare a essere “soggetto agente”, cioè soggetto attivo del proprio
cambiamento e del proprio ambiente).
Quindi è una formazione multidimensionale o integrale: una formazione a
tutto tondo, diverse sfere della formazione che sono:
_ quella fisica (lavoro per rendere il soggetto autonomo sul piano fisico-
materiale: il soggetto cammina per esempio)
_ quella cognitiva (il pensiero)
_ quella affettiva (i sentimenti)
_ quella valoriale (sviluppare un giudizio di valore)
_ quella estetica (la sensorialità dell’uomo che può modificare la natura)
lLinguaggio fondamentale è attraverso di esso che noi educhiamo (diverse
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lingue utilizzate: pittorico, analogico, ecc.) e dobbiamo fare un lavoro di
correzione del linguaggio nel momento in cui ci sono disabilità o sostituirlo
con un altro.
Il linguaggio è poi collegato al pensiero il linguaggio non porta solo a
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condividere ma anche a costruire
EDUCAZIONE = una ricostruzione costante delle esperienze di vita e non
riguarda solo le prime età della vita ma tutte (anche nelle sue forme di
prevenzione o di recupero, lavorando quindi sul futuro). Lavorare quindi sul
piano della continuità (non chiedermi solo chi è stato, che bambino è stato,
ma anche che giovane sarà quel ragazzo – si pensi al lavoro in comunità,
dove il congedo non si prepara gli ultimi giorni di comunità), guardando
sempre al futuro (al di là delle classificazione e delle diagnosi).
ISTRUZIONE = mezzo per il fine dell’educazione (la cultura come un mezzo
per rendere possibile l’educazione, cioè come capacità di prendersi cura di
sé, degli altri e del mondo).
La didattica si occupa di istruzione: trasferisce il patrimonio simbolico
(insegnamento) per rendere possibile la capacità del soggetto di produrre
sapere in autonomia (generazione da parte dell’allievo del sapere).
Educazione come coscientizzazione (acquisizione di coscienza) cosa vuole
dire? Con coscienza non intendo la coscienza in senso intimo (come ti senti),
ma in senso storico-culturale, QUINDI EDUCAZIONE COME ACQUISIZIONE
DI COSCIENZA, CIOE’ DI GENERE E DI PROFILO PSICO-FISICO, DI
CLASSE SOCIALE, DI GRUPPO ETNICO-LINGUISTICO-RELIGIOSO (DI
APPARTENERE AD UNA MINORANZA).
L’autonomia ha almeno due fattori che la segnano:
Dinamico, non resta sempre uguale (regredisce, cresce o si blocca –
• quella fisica, psichica, affettiva)
Funzionale, concerne diverse aree di funzionamento (riguarda diversi
• ambiti di funzionamento, non esiste l’autonomia in senso assoluto!) –
l’insegnante deve lavorare sulle aree di corretto funzionamento per
aiutare quelle che non funzionano (il soggetto non vedente utilizzo
sensi vicarianti, non curo ma utilizzo le aree di corretto funzionamento
per vicariare la vista); inoltre noi abbiamo a che fare anche con la rete
che è dietro al soggetto (la famiglia in primis)
PEDAGOGIA COME TEORIA E PRASSI DELLA MODIFICABILITA’
UMANA
Educazione:
- per tutta la vita (tutte le età della vita) – riconoscere lo specifico formativo
dell’età della vita (un bambino non può comportarsi come un adulto e
viceversa)
- educazione e formazione come esito di un’impresa formativa congiunta a
cui partecipano diverse agenzie e diversi attori (sistema formale: scuola e
non formale: famiglia, sport, musei, cinema, bar e informale: mass e perso
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