Estratto del documento

Da pag 90 a 194

ASPETTATIVE,METE,OBIETTIVI

Il trattamento individuale dei casi richiede che si tenga conto delle condizioni soggettive del

caso,di quelle ambientali e delle aspettative della famiglia e degli insegnanti.

Schopler divide le mete educative in:

1. ASPETTATIVE A LUNGO TERMINE: sono aspettative influenzate dalla speranza e

dal desiderio di miglioramenti notevoli soprattutto finché il figlio è piccolo. Le

aspettative non devono essere né troppo positive né troppo negative, ma MODERATE

e circostanziate,per evitare disillusioni,continuo senso di fallimento per i genitori e gli

insegnanti e una insofferente resistenza dell’allievo al lavoro apprenditivo.

2. ASPETTATIVE INTERMEDIE: sono riferite a un periodo che può estendersi dai 3 ai

12 mesi e le ritroviamo nel programma educativo individualizzato(PROGRAMMA DI

INSEGNAMENTO e GESTIONE DI COMPORTAMENTI DIFFICILI).

3. OBIETTIVI EDUCATIVI IMMEDIATI: sono oggetto di lavoro di singole e

ravvicinate unità didattiche. Gli obiettivi vengono poi riordinati lungo una sequenza

che va da abilità preliminari a quelle di livello emergente, dunque dal facile al difficile.

COOPERAZIONE CON LA FAMIGLIA

I genitori innanzitutto sono un’importantissima fonte da cui ricavare informazioni sullo

sviluppo e sul comportamento del bambino; inoltre svolgono il ruolo di agenti attivi nello

sviluppo del figlio.

Essi infatti passano col bambino più tempo di qualunque altro adulto,hanno molte

responsabilità e per questo necessitano di una FORMAZIONE SPECIFICA.

I progressi più soddisfacenti inoltre si hanno dall’attiva collaborazione tra genitori e

professionisti.

Vivendo col bambino fin dalla nascita i genitori,meglio di chiunque altro,conoscono i bisogni

del proprio figlio; sono i maggiori ESPERTI del figlio.

Tuttavia, dato i problemi di adattamento e apprendimento che il soggetto autistico esprime, i

genitori finiscono per dipendere dagli SPECIALISTI. Per questo è fondamentale una

INTEGRAZIONE COOPERATIVA tra l’insegnamento scolastico e quello familiare; quindi una

stretta COLLABORAZIONE tra professionisti e genitori.

Il genitore quindi deve fungere da CO-TERAPEUTA.

Nasce così l’esigenza di un’azione di formazione dei membri familiari (PARENT TRAINING).

Dunque alla famiglia si richiede uno sforzo verso una serie di condizioni:

 Condivisione delle strategie d’azione preventiva,gestionale ed educativa del soggetto

 Cooperazione con gli specialisti e con le altre figure terapeutiche,scolastiche o

assistenziali

 Assunzione dell’adattamento nella situazione familiare quale obiettivo primario

 Assunzione di tecniche di educazione speciale

 Dimostrazione agli insegnanti di modalità educative in famiglia

 Regolari consultazioni con la scuola

AMBIENTI SPECIALI E STRUTTURATI

Occorre che genitori e insegnanti pianifichino le modalità delle lezioni e delle azioni educative

con particolare riguardo a SPAZIO,TEMPO e DURATA.

Lo SPAZIO sia a casa che a scuola deve essere libero da impedimenti, ma anche da

elementi distraenti. Inoltre ogni ambiente deve essere riconoscibile e associabile alle

attività da compiere.

Il TEMPO riservato alle specifiche attività deve essere organizzato per brevi sessioni

seguite da ricompense o attività gradevoli.

La DURATA va da un minimo di 10 minuti ad un massimo di un’ora, in relazione alla difficoltà

del compito e alle condizioni dell’allievo.

Quindi dobbiamo adattare l’ambiente al soggetto autistico. Esistono AMBIENTI SCOLASTICI

SPECIALI, ovvero classi di 4 o 5 alunni autistici dette AUTI-CLASSI.

Queste classi sono formate da 4 o 5 angoli; ogni angolo è formato da una postazione in cui

ci sta un bambino. Al centro della classe c’ è un tavolo comune. Nella prima parte della

mattinata i bambini accedono alla loro postazione ad angolo, in modo da ritrovare tutte le

loro cose così come le avevano lasciate; ciò favorisce l’ADATTAMENTO.

Successivamente vengono portati nel tavolo centrale dove si incontrano con gli altri

compagni e quindi può progressivamente uscire dall’aula speciale e inserirsi in attività con

altri alunni, dapprima per tempi brevi o per attività particolari fino a estendersi alla totalità

del lavoro scolastico.

MATERIALI SELEZIONATI E RICONOSCIBILI

I materiali da impiegare nelle varie attività educative a casa e a scuola devono essere:

 Semplici,non distraenti,privi di dettagli irrilevanti

 Comuni,familiari,noti e riconoscibili

 Sicuri,non pericolosi o tossici

 Facili da usare

 Appropriati all’età e alle competenze del soggetto

Il bambino deve poter vedere chiaramente quali materiali usare prima, dove sistemarli e

dove riporli una volta terminato il compito; quindi vanno previsti i relativi contenitori e la

giusta dose di materiale utile per quel compito. Essenziale è il supporto visivo, quindi oggetti

colorati,simboli…

INDICAZIONI PROCEDURALI

Tra il livello della riuscita e quello del fallimento, l’educatore individua un terzo livello quello

EMERGENTE. Il programma educativo si concentra proprio su queste ABILITA’ EMERGENTI.

Una seduta di apprendimento si presenta così programmata:

 Predisposizione dell’ambiente

 Presentazione del materiale

 Consegna,richiesta,stimolo istruzionale

 Facilitazione

 Attivazione di rinforzi

 Registrazione dei comportamenti(risposte,risultati)

In riferimento a ciò Schopler fornisce le seguenti indicazioni interventive o procedurali:

 Valutazione e diagnosi del caso

 Stesura di un progetto educativo fortemente individualizzato( PROGETTO PSICO

EDUCATIVO)

 Consulenza alla famiglia e alle case-famiglia

 Consulenza nel posto di lavoro e nelle altre sedi di vita

 Sollecitare i punti forti

 Favorire l’apprendimento per imitazione

 Partire dalle abilità preliminari e sollecitare le abilità emergenti

 Adattamento dell’ambiente per ridurre le crisi adattive attraverso l’impiego di

marcatori(immagini,simboli…) che forniscono un supporto di stimolazioni visive per

agevolare la consapevolezza di dove si è, cosa si deve fare, con chi ecc…

 Strutturazione del materiale nello spazio,che sia riconoscibile,ritrovabile,supportato

da immagini o simboli.

 Chiarificazione e semplificazione dei compiti proposti

 Visualizzazione dello schema delle attività giornaliere mediante l’OROLOGIO

MURALE

 Ricorso a tecniche di insegnamento fondate sul RINFORZO: S-ORGANISMO-

AMBIENTE-R .

ES. mi dici 7 x 8 , cioè 7 ripetuto 8 volte?

RINFORZO

Quindi S + r = R (risposta)

Il rinforzo lo posso mettere anche prima dello stimolo: R+s=R

ES. tu che sei brava mi dici quanto fa 7 x 8?

Oppure dopo la risposta: S = R + r

ES. mi dici 7 x 8?. Si! 56. Ok! Bravo!

Il rinforzo può essere positivo o negativo. Per l’autistico i rinforzi sono fondamentali

soprattutto quelli di carattere visivo, ad esempio i premi o le punizioni.

 Consapevolezza dei limiti cognitivi

 Trattamento educativo globale,sull’intera personalità

 Centralità dei bisogni dei casi,rispetto alle tecniche educative

 Costante sollecitazione della motivazione

 Comunicazione facilitata dalla convergenza di oggetti,immagini, e parole scritte

EDUCAZIONE DELL’IMITAZIONE

Si tratta di una competenza che richiede alcune abilità:

 Saper osservare

 Saper ascoltare

 Saper associare figure,gesti,movimenti o oggetti simili

 Ecc…

L’imitazione è una meta costantemente perseguita; all’inizio gli si insegnano due o tre azioni o

suoni, poi gli si chiede di copiare alternando o variando le azioni o suoni.

EDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE

Bisogna educare il soggetto autistico alla percezione in quanto presenta un disturbo

funzionale connesso alla capacità di porre attenzione agli stimoli sensoriali e di organizzarli.

EDUCAZIONE MOTORIA

È distinta per le ABILITA’ GROSSO MOTORIE e quelle FINO MOTORIE. Le prime sono in

genere sufficientemente sviluppate,tuttavia trovano scarso ordinamento con le funzioni

cognitive.

Le abilità fino motorie sono riferite alle PRASSIE MANUALI(movimento di

dita,polso,coordinazione delle due mani) e alla GRAFO-MOTRICITA’ ( abilità connesse alla

letto-scrittura). Quindi riguardano attività come afferrare,stringere,spostare,allacciare…

EDUCAZIONE INTELLETTIVA

Comprende una serie di competenze di tipo logico:

 Riconoscimento di somiglianze e differenze

 Ordinamento di sequenze temporali e spaziali

 Riconoscimento delle qualità di oggetti(classificazione)

 Capacità di selezionare e associare oggetti per somiglianza

L’ambito comprende abilità quali:

 Organizzare l’attenzione visiva,discriminare i materiali,ignorare i dettagli irrilevanti

 Imitare ed esplorare nel gioco

 Ricerca per tentativi ed errori

 Capacità di auto correggersi

 Memoria delle attività di routine

 Coscienza delle relazioni casuali

 Riconoscimento di sequenze in azioni o compiti

Le prestazioni intellettive sono condizionate dalla tendenza del soggetto autistico al DEFICIT

DI GENERALIZZAZIONE, che lo induce a compiere prestazioni ma a non estenderle a

situazioni appena diverse. Quindi l’insegnamento deve essere più relazionato alla situazione

specifica.

Per questo l’azione educativa tende ad alcuni accorgimenti:

 Educare abilità ampie

 Ritrovare abilità in situazioni diverse

 Verbalizzare ogni attività,materiale…

 Ripetere prestazioni scolastiche a casa e viceversa

 Dare consegne verbali simili ma progressivamente diverse

EDUCAZIONE DEL LINGUAGGIO

Dato che il linguaggio è una deficienza primaria in questi bambini,l’addestramento in tale area

è di fondamentale importanza.

Occorre elaborare una adeguata programmazione di educazione linguistica che assuma mete

e obiettivi adeguati ai livelli di sviluppo del soggetto.

La strategia più adeguata è quella che sollecita l’apprendimento a partire dall’imitazione di

suoni,parole,enunciati…

Molto importante è un lavoro che partendo dalle abilità preliminari avvia la

simbolizzazione,quindi:

 Contatto oculare

Il soggetto autistico sfugga al contatto oculare perché nel momento che gli sguardi si

incrociano mi tira dentro. Quindi la mancanza di contatto oculare è una strategia di difesa.

 Comprensione di messaggi gestuali

 Imitazione di gesti

 Imitazione di suoni

 Abilità non verbali in genere

 Esplorazione visiva dell’ambiente

 Esplorazione orale di suoni

 Memoria visiva

È necessario che il lavoro educativo sul linguaggio conosca continuità tra scuola e famiglia. Se

a scuola si usano i gesti, i segni… è necessario,per ottenere risultati migliori, che anche a casa

i genitori li sappiano usare.

EDUCAZIONE DEL COMPORTAMENTO

I comportamenti sono trattati come problematici perché comportano alcuni disturbi e disagi

rischiosi per:

 Apprendimento scolastico

 Adattamento in casa

 Sicurezza personale e benessere

 Sicurezza e benessere altrui

Modalità educative più specifiche e orientate al trattamento dei comportamenti problematici

sono quelle che attivano tecniche generali di RINFORZO.

Maggiormente utilizzate sono le tecniche di rinforzo positivo,punizione lieve e punizione grave.

Molto importante è la registrazione su grafici dei comportamenti osservati in modo da renderli

visibili al soggetto in trattamento, ma anche agli educatori,ge

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 20
Riassunto esame Pedagogia sperimentale, prof. Crispiani, libro consigliato Lavorare con l'autismo: Dalla diagnosi ai trattamenti, Crispiani Pag. 1 Riassunto esame Pedagogia sperimentale, prof. Crispiani, libro consigliato Lavorare con l'autismo: Dalla diagnosi ai trattamenti, Crispiani Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 20.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia sperimentale, prof. Crispiani, libro consigliato Lavorare con l'autismo: Dalla diagnosi ai trattamenti, Crispiani Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 20.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia sperimentale, prof. Crispiani, libro consigliato Lavorare con l'autismo: Dalla diagnosi ai trattamenti, Crispiani Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 20.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Pedagogia sperimentale, prof. Crispiani, libro consigliato Lavorare con l'autismo: Dalla diagnosi ai trattamenti, Crispiani Pag. 16
1 su 20
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/04 Pedagogia sperimentale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tonia_la di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia sperimentale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Crispiani Piero.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community