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ASPETTATIVE,METE,OBIETTIVI
Il trattamento individuale dei casi richiede che si tenga conto delle condizioni soggettive del
caso,di quelle ambientali e delle aspettative della famiglia e degli insegnanti.
Schopler divide le mete educative in:
1. ASPETTATIVE A LUNGO TERMINE: sono aspettative influenzate dalla speranza e
dal desiderio di miglioramenti notevoli soprattutto finché il figlio è piccolo. Le
aspettative non devono essere né troppo positive né troppo negative, ma MODERATE
e circostanziate,per evitare disillusioni,continuo senso di fallimento per i genitori e gli
insegnanti e una insofferente resistenza dell’allievo al lavoro apprenditivo.
2. ASPETTATIVE INTERMEDIE: sono riferite a un periodo che può estendersi dai 3 ai
12 mesi e le ritroviamo nel programma educativo individualizzato(PROGRAMMA DI
INSEGNAMENTO e GESTIONE DI COMPORTAMENTI DIFFICILI).
3. OBIETTIVI EDUCATIVI IMMEDIATI: sono oggetto di lavoro di singole e
ravvicinate unità didattiche. Gli obiettivi vengono poi riordinati lungo una sequenza
che va da abilità preliminari a quelle di livello emergente, dunque dal facile al difficile.
COOPERAZIONE CON LA FAMIGLIA
I genitori innanzitutto sono un’importantissima fonte da cui ricavare informazioni sullo
sviluppo e sul comportamento del bambino; inoltre svolgono il ruolo di agenti attivi nello
sviluppo del figlio.
Essi infatti passano col bambino più tempo di qualunque altro adulto,hanno molte
responsabilità e per questo necessitano di una FORMAZIONE SPECIFICA.
I progressi più soddisfacenti inoltre si hanno dall’attiva collaborazione tra genitori e
professionisti.
Vivendo col bambino fin dalla nascita i genitori,meglio di chiunque altro,conoscono i bisogni
del proprio figlio; sono i maggiori ESPERTI del figlio.
Tuttavia, dato i problemi di adattamento e apprendimento che il soggetto autistico esprime, i
genitori finiscono per dipendere dagli SPECIALISTI. Per questo è fondamentale una
INTEGRAZIONE COOPERATIVA tra l’insegnamento scolastico e quello familiare; quindi una
stretta COLLABORAZIONE tra professionisti e genitori.
Il genitore quindi deve fungere da CO-TERAPEUTA.
Nasce così l’esigenza di un’azione di formazione dei membri familiari (PARENT TRAINING).
Dunque alla famiglia si richiede uno sforzo verso una serie di condizioni:
Condivisione delle strategie d’azione preventiva,gestionale ed educativa del soggetto
Cooperazione con gli specialisti e con le altre figure terapeutiche,scolastiche o
assistenziali
Assunzione dell’adattamento nella situazione familiare quale obiettivo primario
Assunzione di tecniche di educazione speciale
Dimostrazione agli insegnanti di modalità educative in famiglia
Regolari consultazioni con la scuola
AMBIENTI SPECIALI E STRUTTURATI
Occorre che genitori e insegnanti pianifichino le modalità delle lezioni e delle azioni educative
con particolare riguardo a SPAZIO,TEMPO e DURATA.
Lo SPAZIO sia a casa che a scuola deve essere libero da impedimenti, ma anche da
elementi distraenti. Inoltre ogni ambiente deve essere riconoscibile e associabile alle
attività da compiere.
Il TEMPO riservato alle specifiche attività deve essere organizzato per brevi sessioni
seguite da ricompense o attività gradevoli.
La DURATA va da un minimo di 10 minuti ad un massimo di un’ora, in relazione alla difficoltà
del compito e alle condizioni dell’allievo.
Quindi dobbiamo adattare l’ambiente al soggetto autistico. Esistono AMBIENTI SCOLASTICI
SPECIALI, ovvero classi di 4 o 5 alunni autistici dette AUTI-CLASSI.
Queste classi sono formate da 4 o 5 angoli; ogni angolo è formato da una postazione in cui
ci sta un bambino. Al centro della classe c’ è un tavolo comune. Nella prima parte della
mattinata i bambini accedono alla loro postazione ad angolo, in modo da ritrovare tutte le
loro cose così come le avevano lasciate; ciò favorisce l’ADATTAMENTO.
Successivamente vengono portati nel tavolo centrale dove si incontrano con gli altri
compagni e quindi può progressivamente uscire dall’aula speciale e inserirsi in attività con
altri alunni, dapprima per tempi brevi o per attività particolari fino a estendersi alla totalità
del lavoro scolastico.
MATERIALI SELEZIONATI E RICONOSCIBILI
I materiali da impiegare nelle varie attività educative a casa e a scuola devono essere:
Semplici,non distraenti,privi di dettagli irrilevanti
Comuni,familiari,noti e riconoscibili
Sicuri,non pericolosi o tossici
Facili da usare
Appropriati all’età e alle competenze del soggetto
Il bambino deve poter vedere chiaramente quali materiali usare prima, dove sistemarli e
dove riporli una volta terminato il compito; quindi vanno previsti i relativi contenitori e la
giusta dose di materiale utile per quel compito. Essenziale è il supporto visivo, quindi oggetti
colorati,simboli…
INDICAZIONI PROCEDURALI
Tra il livello della riuscita e quello del fallimento, l’educatore individua un terzo livello quello
EMERGENTE. Il programma educativo si concentra proprio su queste ABILITA’ EMERGENTI.
Una seduta di apprendimento si presenta così programmata:
Predisposizione dell’ambiente
Presentazione del materiale
Consegna,richiesta,stimolo istruzionale
Facilitazione
Attivazione di rinforzi
Registrazione dei comportamenti(risposte,risultati)
In riferimento a ciò Schopler fornisce le seguenti indicazioni interventive o procedurali:
Valutazione e diagnosi del caso
Stesura di un progetto educativo fortemente individualizzato( PROGETTO PSICO
EDUCATIVO)
Consulenza alla famiglia e alle case-famiglia
Consulenza nel posto di lavoro e nelle altre sedi di vita
Sollecitare i punti forti
Favorire l’apprendimento per imitazione
Partire dalle abilità preliminari e sollecitare le abilità emergenti
Adattamento dell’ambiente per ridurre le crisi adattive attraverso l’impiego di
marcatori(immagini,simboli…) che forniscono un supporto di stimolazioni visive per
agevolare la consapevolezza di dove si è, cosa si deve fare, con chi ecc…
Strutturazione del materiale nello spazio,che sia riconoscibile,ritrovabile,supportato
da immagini o simboli.
Chiarificazione e semplificazione dei compiti proposti
Visualizzazione dello schema delle attività giornaliere mediante l’OROLOGIO
MURALE
Ricorso a tecniche di insegnamento fondate sul RINFORZO: S-ORGANISMO-
AMBIENTE-R .
ES. mi dici 7 x 8 , cioè 7 ripetuto 8 volte?
RINFORZO
Quindi S + r = R (risposta)
Il rinforzo lo posso mettere anche prima dello stimolo: R+s=R
ES. tu che sei brava mi dici quanto fa 7 x 8?
Oppure dopo la risposta: S = R + r
ES. mi dici 7 x 8?. Si! 56. Ok! Bravo!
Il rinforzo può essere positivo o negativo. Per l’autistico i rinforzi sono fondamentali
soprattutto quelli di carattere visivo, ad esempio i premi o le punizioni.
Consapevolezza dei limiti cognitivi
Trattamento educativo globale,sull’intera personalità
Centralità dei bisogni dei casi,rispetto alle tecniche educative
Costante sollecitazione della motivazione
Comunicazione facilitata dalla convergenza di oggetti,immagini, e parole scritte
EDUCAZIONE DELL’IMITAZIONE
Si tratta di una competenza che richiede alcune abilità:
Saper osservare
Saper ascoltare
Saper associare figure,gesti,movimenti o oggetti simili
Ecc…
L’imitazione è una meta costantemente perseguita; all’inizio gli si insegnano due o tre azioni o
suoni, poi gli si chiede di copiare alternando o variando le azioni o suoni.
EDUCAZIONE DELLA PERCEZIONE
Bisogna educare il soggetto autistico alla percezione in quanto presenta un disturbo
funzionale connesso alla capacità di porre attenzione agli stimoli sensoriali e di organizzarli.
EDUCAZIONE MOTORIA
È distinta per le ABILITA’ GROSSO MOTORIE e quelle FINO MOTORIE. Le prime sono in
genere sufficientemente sviluppate,tuttavia trovano scarso ordinamento con le funzioni
cognitive.
Le abilità fino motorie sono riferite alle PRASSIE MANUALI(movimento di
dita,polso,coordinazione delle due mani) e alla GRAFO-MOTRICITA’ ( abilità connesse alla
letto-scrittura). Quindi riguardano attività come afferrare,stringere,spostare,allacciare…
EDUCAZIONE INTELLETTIVA
Comprende una serie di competenze di tipo logico:
Riconoscimento di somiglianze e differenze
Ordinamento di sequenze temporali e spaziali
Riconoscimento delle qualità di oggetti(classificazione)
Capacità di selezionare e associare oggetti per somiglianza
L’ambito comprende abilità quali:
Organizzare l’attenzione visiva,discriminare i materiali,ignorare i dettagli irrilevanti
Imitare ed esplorare nel gioco
Ricerca per tentativi ed errori
Capacità di auto correggersi
Memoria delle attività di routine
Coscienza delle relazioni casuali
Riconoscimento di sequenze in azioni o compiti
Le prestazioni intellettive sono condizionate dalla tendenza del soggetto autistico al DEFICIT
DI GENERALIZZAZIONE, che lo induce a compiere prestazioni ma a non estenderle a
situazioni appena diverse. Quindi l’insegnamento deve essere più relazionato alla situazione
specifica.
Per questo l’azione educativa tende ad alcuni accorgimenti:
Educare abilità ampie
Ritrovare abilità in situazioni diverse
Verbalizzare ogni attività,materiale…
Ripetere prestazioni scolastiche a casa e viceversa
Dare consegne verbali simili ma progressivamente diverse
EDUCAZIONE DEL LINGUAGGIO
Dato che il linguaggio è una deficienza primaria in questi bambini,l’addestramento in tale area
è di fondamentale importanza.
Occorre elaborare una adeguata programmazione di educazione linguistica che assuma mete
e obiettivi adeguati ai livelli di sviluppo del soggetto.
La strategia più adeguata è quella che sollecita l’apprendimento a partire dall’imitazione di
suoni,parole,enunciati…
Molto importante è un lavoro che partendo dalle abilità preliminari avvia la
simbolizzazione,quindi:
Contatto oculare
Il soggetto autistico sfugga al contatto oculare perché nel momento che gli sguardi si
incrociano mi tira dentro. Quindi la mancanza di contatto oculare è una strategia di difesa.
Comprensione di messaggi gestuali
Imitazione di gesti
Imitazione di suoni
Abilità non verbali in genere
Esplorazione visiva dell’ambiente
Esplorazione orale di suoni
Memoria visiva
È necessario che il lavoro educativo sul linguaggio conosca continuità tra scuola e famiglia. Se
a scuola si usano i gesti, i segni… è necessario,per ottenere risultati migliori, che anche a casa
i genitori li sappiano usare.
EDUCAZIONE DEL COMPORTAMENTO
I comportamenti sono trattati come problematici perché comportano alcuni disturbi e disagi
rischiosi per:
Apprendimento scolastico
Adattamento in casa
Sicurezza personale e benessere
Sicurezza e benessere altrui
Modalità educative più specifiche e orientate al trattamento dei comportamenti problematici
sono quelle che attivano tecniche generali di RINFORZO.
Maggiormente utilizzate sono le tecniche di rinforzo positivo,punizione lieve e punizione grave.
Molto importante è la registrazione su grafici dei comportamenti osservati in modo da renderli
visibili al soggetto in trattamento, ma anche agli educatori,ge
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