Patrick Modiano
Nasce nel 1945, primo autore che analizziamo che è nato dopo le due guerre; nel suo caso non si potrà parlare di
memoria attiva delle guerre, anche se come vedremo il periodo dell’occupazione nazista è centrale in gran parte delle
sue opere. “Dora Bruder” è stato pubblicato nel 1497, quando Modiano ha già pubblicato numerosi testi, fittizi più
che altro, ma che contengono degli elementi autobiografici. Nella vita di Modiano ci sono due elementi importanti che
hanno marcato la sua vita alla fine degli anni ’50 e all’inizio degli anni ’60, dunque quando aveva tra i 15 e i 18 anni:
la morte di suo fratello e una rivelazione che gli fa suo padre. Suo padre era rimasto orfano all’età di quattro anni e che
non aveva conosciuto suo padre, di origini italiane ed ebree, infatti il nonno era un avventuriero toscano nato a
Salonicco in una famiglia ebraica rinnegata dalla comunità ebrea poiché non più. La madre invece era un’attrice belga
di origine fiamminga che era spesso in tour, quindi occupata nella sua vita mondana. Il padre dall’altro lato era sempre
occupato dagli affari abbastanza loschi, trafficante di ogni tipo di cosa. Patrick Modiano e suo fratello Rudy, due anni
più giovane, sono spesso dai nonni, poi dalla nutrice del fratello Rudy, poi da degli amici che abitano in Provenza. Il
fratello Rudy muore nel ’57 a causa di una malattia, quando aveva 10 anni. L’assenza dei genitori, sotto tutti i fronti,
aveva contribuito a creare un grandissimo legame tra i due fratelli e il mondo crolla addosso a Modiano quando il
fratello muore. Rudy era il suo compagno di vita, la sola certezza di una famiglia e di un’amicizia (romanzo Remise
de peine dove Modiano spiega il suo legame con Rudy e la sua infanzia con questo fratellino in campagna).
Immaginiamo la crisi che la morte di Rudy ha dovuto rappresentare per Modiano. Da questo momento in poi gli viene
a mancare un palo fondamentale della sua crescita e della sua identità e perché questa ricerca di questa infanzia da
questo momento ha cominciato ad ossessionarlo, questo si collega anche molto a Dora Bruder. Infatti, Dora Bruder ha
avuto un’infanzia bruscamente spezzata, come quella del fratello.
Lire, mai 1990
« Le choc de sa mort a été déterminant. Ma recherche perpétuelle de quelque chose de perdu, la quête
d’un passé brouillé qu’on ne peut élucider (Perec), l’enfance brusquement cassée, tout cela participe
d’une même névrose qui est devenue mon état d’esprit. »
(Sartre)
Il secondo choc deriva dalle rivelazioni che gli fa suo padre; secondo i testi una nel ’59 e un’altra nel ’63, quindi due
confessioni che sono un po’ confuse nei libri dell’autore, in parti autobiografiche e in parti romanzate. A due riprese,
suo padre gli confessa di essere d’origine ebraica, cosa che Modiano ignorava fino a quel momento, e che durante
l’occupazione è stato arrestato nel corso di un’incursione, poiché appunto era ebreo e non si era dichiarato alla polizia
in quanto tale, dunque, una volta in cui era in un ristorante con un’amica, la polizia ha scoperto che era sprovvisto di
documenti ed era stato portato in centrale. Grazie all’aiuto di un uomo, il padre ottiene la possibilità di fuggire; nei
vari libri si danno varie versioni di questa fuga. Questa confidenza è una mezza confessione, perché Modiano dice di
aver sempre avuto l’impressione che suo padre avrebbe voluto dirgli dell’altro ma che non ha potuto o non ha voluto;
c’è dunque questa angoscia legata anche a questa confessione. Certamente c’è il dubbio di come questa fuga sia stata
possibile; come abbiamo detto il padre ha sempre avuto degli affari loschi e Modiano ha il dubbio che suo padre abbia
collaborato con i nazisti, forse per segnalare degli altri ebrei e che avesse avuto la pelle salva proprio per questo
motivo. Questa cosa, che lui non scoprirà mai, lo angoscia e lo porta anche a scrivere quei primi romanzi come La
Place de l'Étoile, pubblicato nel 1968, un libro dal titolo volutamente ambiguo, poiché evoca, secondo le
interpretazioni, la stella di David, ma anche una piazza di Parigi, infatti all’inizio di questo testo c’è una sorta di
introduzione in cui si presentano questi due personaggi, in piena occupazione nazista, ove uno chiede all’altro dove si
trovi appunto la piazza, mentre il secondo indica sul proprio petto la stella di David. In questi romanzi, Modiano narra
sempre la storia alla prima persona, di personaggi ambigui, che sono degli ebrei antisemiti, che hanno un rapporto
strano con gli antisemiti, che vogliono diventare dei funzionari della Gestapo. Spesso Modiano si domanda quale
sofferenza abbia potuto patire il padre nel vivere in questa comunità nella quale non si sente parte. Questo dubbio su
ciò che ha concesso al padre di rimanere in vita e quindi di nascere a Modiano, lo turba tantissimo e da lì anche
l’ossessione per la fuga, che lui stesso farà più volte dai collegi dove veniva rinchiuso e la fuga di Dora Bruder che dà
luogo all’avviso di ricerca con cui si apre il romanzo. Dagli anni ’60 quindi smette di avere rapporti con il padre, dopo
la morte del fratello, tranne nel momento in cui ha voluto rendergli visita all’ospedale ma non l’ha trovato e da allora
non l’ha più visto. Inoltre, alla fine degli anni ’50, i suoi genitori si separano, Patrick vivrà per un periodo con la
madre, mentre i rapporti con il padre si incrinano.
Dora Bruder
Il titolo è il nome di un’altra persona, una donna. Non si tratta però di un romanzo autobiografico, come noi potremmo
immaginare. C’è un protagonista, chi si chiama appunto Dora Bruder, all’interno di un rècit de soi; vediamo
chiaramente come per arrivare a parlare di sé è necessario parlare per qualcun altro, per un’altra strada. Perec arriva a
parlare di sé stesso e del suo trauma passando per la storia di Gaspard e dell’isola di W. Adesso, per parlare di sé
stesso, Patrick Modiano intitola il suo libro Dora Bruder e si consacra alla ricerca di una donna. In questa ricerca di
Dora Bruder, dunque nella ricerca di questa ragazzina ebrea che sarà arrestata dalla polizia e che sarà deportata, questa
adolescenza stroncata e questa condannazione di un’appartenenza ha un’allusione a due presenze forti nella vita di
Modiano: suo fratello e suo padre. Suo fratello che è morto a dieci anni, questa infanzia tagliata che gli ha lasciato la
sensazione di una ricerca continua di qualcosa che non c’è più. Non appena apprende poi il destino di Dora, Modiano
si domanda quale avrebbe potuto essere il destino del padre, dunque c’è tutto il gioco di specchi e riflessi tra la sua
vita e quella di Dora e tra la vita di Dora e quella del padre di Modiano.
Dall’approfondimento del testo critico di Joel Dubosclard
Nel 1988 Patrick Modiano si imbatte nel numero del 31 dicembre di "Paris-Soir", sull’ avviso di ricerca di Dora
Bruder. Tra il 1988 e il 1990 scrive “Voyage de noces”, per compensare la mancanza di informazioni riguardo Dora
Bruder. Quando uscirà "Dora Bruder", dirà "Ho scritto questo romanzo, "Voyage de noces", per cercare di riempire il
vuoto che ho sentito quando ho pensato a Dora Bruder, di cui non sapevo nulla"." Voyage de noces " e "Dora Bruder"
hanno quindi un'origine comune: l'articolo di "Paris-Soir". Questo articolo si trova come in "Dora Bruder" e
trasformato a malapena in "Voyage de noces": "Stiamo cercando una ragazza, Ingrid Teyrsen ...". Ma in questa
versione della storia l’autore elimina la deportazione e la morte di Dora, rendendo la storia in qualche modo più
romantica. Il racconto fittizio della “Voyage de noces” rende la scomparsa un evento scatenante nella storia del
giovane Ingrid, che una sera decide di non tornare a casa, poi nella storia di Jean, emblematico narratore dei racconti
di Modiano, che si allontana dalla sua vita quotidiana per rintracciare parti della vita di Ingrid due decenni dopo. Il
personaggio di Ingrid, che in effetti è una strategia per riportare Dora al mondo, si evolve in uno specchio di
quest'ultimo: sono narrati la sua fuga e la sua morte, mentre sono proprio questi elementi che rimangono inaccessibili
e impenetrabili, quindi sempre in discussione, a Dora Bruder. È davvero attraverso la finzione, implicando una parte
necessaria dell'immaginazione, che Modiano prima cerca di colmare il vuoto che provoca la sua lettura del poster
ricercato, ma la scrittura di “Voyage de noces” a Modiano non consente abbastanza a "avvicinarsi a lei [Dora Bruder],
nello spazio e nel tempo".
Si tratta di un’opera di difficile interpretazione. In questa opera abbiamo più personaggi principali: Dora, Patrick
Modiano e anche il padre. La tripla identità è assunta, poiché Modiano nominerà due dei suoi libri, ai quali fa
allusione (La Place de l’Etoile a pag.70 e Voyage de noces a pag.54, si presenta come lo scrittore; non si nasconde
dietro un altro personaggio, come in un romanzo autobiografico. Abbiamo una parte di autobiografia, non completa
ovviamente, perché abbiamo degli elementi d’infanzia, dell’adolescenza, della sua vita adulta, ma non abbiamo un filo
rosso che sia evidente per tutta l’opera e che seguiamo dall’inizio alla fine. Non è nemmeno una biografia di Dora
Bruder, perché abbiamo degli elementi della sua vita ma non sono costituiti nel loro insieme, ma piuttosto c’è la storia
della ricerca stessa di questa persona. Modiano infatti ci presenta il suo taccuino di ricerca, per così dire, che conduce
alla redazione di una biografia di Dora Bruder (luogo e dati di nascita, genitori, formazione…) Non è un testo
autobiografico ma nemmeno un romanzo autobiografico, perché non possiamo dire che l’autore si sia nascosto dietro
a un personaggio fittizio come suo alter-ego e non abbiamo elementi interamente inventati e finzionali. È vero che ci
sono delle supposizioni, delle idee a proposito di un personaggio, Dora, che non è un personaggio inventato, ma reale.
Non si tratta di finzione pura, queste figurazioni sono fatte perché le indagini sono incomplete e perché la ricerca non
porta a dei risultati completi. La lezione di Perec è quella di dimostrare che si può integrare un testo con degli elementi
fittizi. Perec, infatti, è stato fondatore di tante pratiche testuali e in particolare, la grande novità, è provare che il patto
di verità non fosse in totale contraddizione con un complemento apportato dalla finzione. Modiano esprime queste
figurazioni in maniera totalmente sincera, poiché all’interno dell’opera stessa si pone delle domande, si interroga;
dunque queste supposizioni si fondano a partire della sua propria sensibilità, della sua psicologia. È la ricerca di Dora
che gli dà l’occasione di parlare di sé stesso. È un libro che mescola più generi, più fili che si intrecciano:
autobiografia, biografia e il libro d’indagine (ripreso in maniera più netta da Doan Bui); tutti questi generi portano
luce l’uno sull’altro. - Sarà lo stesso Modiano, in un’intervista per la rivista Elle dell’8 febbraio 1989 a dire che la sua
opera si sta approcciando a qualcosa che non poteva essere definito un romanzo (testo critico di Joel Dubosclard) - .
Nell’estremo contemporaneo convivono molto il libro d’indagine e altri generi letterari; spesso testo autobiografici,
biografici e altro che si rapportano al libro d’indagine.
A proposito dell’autobiografia scrive:
Lire, septembre 1985
« C’est dangereux l’autobiographie, c’est un genre bâtard, une solution de facilité quand on manque de
courage […]. L’autobiographie, c’est toujours une baisse de tension […], un trucage. »
Les Nouvelles littéraires, 5 novembre 1972
L’autobiographie n’est pas, à ses yeux, de la littérature.
« Si on ne se livre pas à ce travail de filtrage et de stylisation, on risque de donner une impression de
débraillé, de document vécu, de déballage qui est le contraire de la littérature. »
Se è vero che Patrick Modiano ha sempre operato dei rimandi autobiografici nei suoi testi, è anche vero che si è
rifiutato di lasciarsi andare a una ricerca propriamente autobiografica. Questa dichiarazione è molto particolare, per
esempio per Rousseau e Gide, l’autobiografia rappresentava un modo per dimostrare il proprio coraggio, una presa di
coscienza. Modiano ha l’impressione che con l’autobiografia non ci sia un lavoro letterario, una vera riflessione su sé
stessi attraverso il linguaggio. per Modiano, bisogna passare per un filtraggio, per un lavoro letterario per parlare
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