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Capitolo 1

La psicologia dello sviluppo

La psicologia dello sviluppo identifica e descrive i cambiamenti che si verificano nei processi cognitivi dell’individuo nel corso della vita, al fine di comprendere come e perché avvengono. Le prime osservazioni scientifiche sullo sviluppo sono state quelle di Charles Darwin, che ha condotto studi sulle capacità sensoriali e le emozioni nei neonati e bambini. Dopo la sua opera gli scienziati hanno iniziato a considerare l’infanzia come una fase di vita, distinta da quella adulta. Prima i bambini erano visti come adulti in miniatura, molti lavoravano nei campi o nelle fabbriche. Solo nel XIX secolo sono state introdotte le prime leggi contro lo sfruttamento minorile.

Natura e cultura

Lo sviluppo umano è influenzato da caratteri ereditari e ambientali (acquisiti attraverso esperienze vissute in un certo ambiente). Il dibattito riguarda quanto peso abbiano questi fattori nello sviluppo. Oggi i teorici dello sviluppo hanno osservato che i due fattori interagiscono tra di loro per produrre le variazioni dello sviluppo umano.

Continuità e discontinuità

Un altro dibattito riguarda l’andamento del cambiamento durante la crescita. Alcuni psicologi vedono lo sviluppo come un processo continuo, in cui i cambiamenti sono graduali e omogenei, senza salti improvvisi tra un cambiamento e l’altro. Altri considerano lo sviluppo come discontinuo, come fossero delle fasi separate e i cambiamenti avvengono in maniera improvvisa. Oggi la maggior parte degli psicologi considerano lo sviluppo come un processo continuo, interrotto da periodi discontinui.

Periodi critici e sensibili

Un periodo critico è un momento nello sviluppo in cui l’individuo deve essere esposto a certe esperienze per acquisire abilità indispensabili per uno sviluppo tipico. Un periodo sensibile è un periodo dello sviluppo in cui determinate esperienze sono importanti per uno sviluppo tipico, ma se non si verificano lo sviluppo tipico può ancora avvenire.

Dominio generale e dominio specifico

Lo sviluppo dominio generale è l’idea che i processi di sviluppo possano avere un impatto sulla formazione di molte competenze. (es. un bambino che impara un nuovo stile di nuoto può utilizzare la stessa postura in altri campi, come per sollevare i pesi) Lo sviluppo dominio specifico è l’idea che lo sviluppo delle abilità avviene in maniera indipendente e ha un impatto limitato sulle altre competenze. (es. imparare un nuovo esercizio di matematica è un’abilità fine a se stessa, ha scarsa influenza in altri ambiti)

Il cambiamento che caratterizza lo sviluppo umano può essere descritto con 3 diversi livelli: individuale, contestuale, temporale. La prospettiva interazionista pone rilievo sul duplice ruolo dei fattori individuali e contestuali. Per esempio i bambini con tratti aggressivi della personalità cercano contesti in cui poter sfogare queste caratteristiche, se non li trovano avranno meno probabilità di assumere atteggiamenti ostili. La prospettiva ecologica mette in rilievo l’interazione tra i diversi sistemi ambientali.

  • Micro-sistema: l’ambiente in cui il bambino vive
  • Meso-sistema: include le relazioni tra i componenti del microsistema (es. tra genitori e insegnanti)
  • Eso-sistema: ambienti che influiscono sullo sviluppo del bambino ma con cui non ha un impatto diretto (es. lavoro dei genitori)
  • Macro-sistema: ideologie di una particolare cultura
  • Crono-sistema: cambiamenti di questi 4 sistemi, dovuti al singolo (es. pubertà) o al mondo esterno (es. divorzio dei genitori)

La prospettiva temporale (o del ciclo di vita) ritiene che lo sviluppo è un processo che continua nel corso dell’intero ciclo di vita. Bisogna considerare i fattori storici che possono influenzare lo sviluppo. La coorte di età è un gruppo di persone nate nello stesso periodo storico che vivono delle esperienze in comune e quindi possono sviluppare gli stessi problemi specifici.

Capitolo 2

Teorie e approcci nello sviluppo

Gli psicologi dello sviluppo descrivono i cambiamenti che si verificano nello sviluppo e trovano una spiegazione ad essi. Devono trovare risposte plausibili, valide sia in laboratorio che nel mondo reale. Formulano ipotesi a partire da teorie, poi vengono verificate attraverso esperimenti per determinarne la correttezza. Se la teoria regge si testano altre ipotesi, altrimenti la si corregge o la si abbandona.

John Locke, filosofo dell’empirismo, sostiene che i bambini vengono al mondo in una condizione di tabula rasa, come un libro non scritto, quindi non riescono a comprendere nulla del mondo che li circonda. Al contrario i filosofi razionalisti, come Cartesio, sostengono che la mente da un ordine all’ambiente esterno per renderlo comprensibile. William James assume una posizione empiristica, sostiene che i bambini appena nati percepiscono solo una blooming buzzing confusion, cioè una confusione di suoni e luci. Questa teoria trova eco nel comportamentismo.

Il comportamentismo è una scuola di pensiero che studia l’apprendimento di determinati comportamenti degli esseri umani e degli animali. Le variazioni di comportamento sono determinate dall’esperienza e avvengono in modo graduale. Le due forme principali di apprendimento sono il condizionamento classico e operante.

Il condizionamento classico di Pavlov è un tipo di apprendimento in cui i soggetti sono sottoposti a due stimoli finché non reagiscono a quello sconosciuto allo stesso modo di quello familiare. Il condizionamento operante di Skinner è un tipo di apprendimento che dipende dalle conseguenze del comportamento dell’individuo. Un rinforzo negativo (ombrello per non bagnarsi) o un rinforzo positivo (giocattolo come premio) rafforzano quel comportamento. Una punizione negativa (togliere il giocattolo) o una punizione positiva (toccare il forno e bruciarsi) indeboliscono quel comportamento.

In opposizione al comportamentismo si sviluppa il maturazionismo, secondo cui lo sviluppo non avviene in modo casuale, ma le abilità infantili sono predeterminate dall’eredità genetica. Secondo la teoria psicodinamica di Freud le caratteristiche adulte sono il risultato delle esperienze vissute nel periodo infantile. La formazione della personalità coinvolge tre parti: Es, Io e Super Io. Prima il neonato prende il controllo dell’Es, le pulsioni istintive, poi passa al controllo dell’Io, l’area razionale. Il Super Io emerge quando interiorizza i valori della società e sviluppa una coscienza. Lo sviluppo della personalità, cioè le interazioni tra Es, Io e Super Io, comprende 5 fasi:

  • Fase orale, si dedica ad attività che gli danno piacere, come mangiare o succhiare
  • Fase anale, prova piacere con l’espulsione delle feci
  • Fase fallica, prova curiosità verso la sessualità
  • Fase di latenza, in cui le pulsioni sessuali vengono represse
  • Fase genitale, in cui si manifesta il desiderio sessuale

Uno dei contributi più importanti di Freud alla psicologia dello sviluppo è l’enfasi che pone sulle prime esperienze, nei primi 6 anni di vita. Tra i seguaci di Freud troviamo Erikson che elabora la teoria psicosociale, secondo cui lo sviluppo è diviso in 8 fasi, e il passaggio da una all’altra dipende dal superamento di determinati compiti evolutivi, altrimenti dovrà continuare a combattere le stesse “battaglie” anche in seguito.

La teoria etologica sostiene che il comportamento umano va interpretato nel contesto particolare in cui si verifica e in base al suo valore adattivo. Un esempio di comportamento adattivo è l’imprinting, descritto da Lorenz come una forma di attaccamento repentina che si verifica in alcune specie di uccelli, serve a creare una vicinanza tra neonato e genitore. Tra gli etologi troviamo Bowlby, che propone la teoria della deprivazione materna, secondo cui i legami di attaccamento tra neonato e genitore nei primi anni di vita sono fondamentali per uno sviluppo emotivo adeguato.

La teoria dell’apprendimento sociale sostiene che i bambini imparano anche tramite osservazione e imitazione. Bandura aveva dimostrato che i bambini esposti al comportamento aggressivo di un’altra persona avevano più probabilità di imitarlo (esperimento con la bambola Bobo). Per far riuscire l’apprendimento di un comportamento tramite l’osservazione, il bambino deve osservare il comportamento del modello e conservarlo in memoria, deve avere la capacità fisica di riprodurlo ed essere motivato a farlo.

Piaget presenta una teoria costruttivista, secondo cui il pensiero infantile cambia qualitativamente con l’età ed è diverso da quello di un adulto. I bambini costruiscono attivamente il proprio sviluppo, come dei piccoli scienziati che cercano di capire come funziona il mondo. In opposizione al costruttivismo di Piaget, Vygotskij propone la teoria socioculturale, secondo cui lo sviluppo infantile dipende dalle interazioni che i bambini hanno con persone più esperte e le istituzioni. Attraverso esse apprende gradualmente a operare in piena autonomia intellettuale. Un esempio è il peer tutoring, in cui il bambino più competente aiuta il bambino meno competente ad apprendere una determinata abilità. Con la teoria socioculturale si è capita l’importanza delle differenze culturali e della loro influenza sullo sviluppo: la cultura influenza il modo in cui gli adulti dirigono lo sviluppo dei bambini, e quindi il modo in cui l’individuo da adulto pensa e agisce.

La psicologia evoluzionista condivide le stesse ipotesi degli etologi, sostiene che le componenti dello sviluppo umano si trovano nelle aree celebrali. I cambiamenti di quest'ultime determinano il funzionamento cognitivo. La teoria dell’elaborazione delle informazioni cerca di comprendere come i processi cognitivi si evolvono nello sviluppo, quindi si chiedono quali sono i processi cognitivi che hanno i bambini per ogni età. Il flusso delle informazioni all’interno del sistema cognitivo parte da un input, uno stimolo esterno, e termina con un output, una risposta, che può essere un’azione o una decisione. Lo sviluppo cognitivo è un processo di auto-modificazione di cui il bambino è protagonista attivo, infatti utilizza le strategie apprese in precedenza per affrontare problemi nuovi.

Le teorie neo-piagetiane cercano di integrare le idee di Piaget con la teoria dell’elaborazione delle informazioni. Secondo Case, lo sviluppo a stadi di Piaget si basa su due aspetti della teoria dell’elaborazione delle informazioni, cioè la capacità mnemonica e il controllo esecutivo. Case divide lo sviluppo in fasi, come Piaget, ognuna di esse ha una struttura di controllo esecutivo, cioè degli strumenti per affrontare specifiche situazioni. Fra le teorie dell’elaborazione delle informazioni c’è il connessionismo, un modello computerizzato che simula il funzionamento e l’organizzazione dei neuroni. L’apprendimento avviene alterando la forza dei collegamenti tra i nodi.

I cambiamenti nel cervello si manifestano con la prospettiva maturazionista o interattiva/interazionista. Secondo la teoria maturazionista lo sviluppo cognitivo avviene grazie alla maturazione di alcune parti del cervello, che avviene indipendentemente dagli input esterni. Secondo la teoria interattiva/interazionista non ci sono aree del cervello che svolgono compiti specifici, ma il cervello si specializza gradualmente in diverse attività.

Capitolo 3

Metodi di ricerca in psicologia dello sviluppo

La psicologia è una disciplina empirica, quindi il comportamento dell’individuo deve essere osservato e registrato. I dati raccolti possono essere qualitativi, riguardano la comprensione di un problema, o quantitativi, legati a numeri. I metodi utilizzati dipendono dall’oggetto di studio: se si tratta di un tema poco studiato sono più adatti metodi esplorativi, al contrario se è un tema già esplorato sono più adatti metodi sperimentali. I più utilizzati sono i metodi scientifici, che prevedono la formulazione e la verifica di ipotesi sulla base di una teoria, che poi viene definita utile o meno. Ci sono 3 modi per raccogliere dati sui bambini: chiedere ai bambini, alle persone loro vicine o li si osserva direttamente.

Con il self-report le informazioni sono fornite direttamente dai soggetti, tramite un’intervista o una forma scritta. Bisogna ricordare che i bambini hanno tempi di attenzione più ridotti e fanno difficoltà a capire le domande. Un altro metodo è quello di chiedere alle persone vicine a loro, familiari o insegnanti. Il vantaggio è che i resoconti sono basati su più osservazioni avvenute nel tempo e in situazioni diverse. Però la memoria umana non sempre è affidabile, quindi si può chiedere di riportare solo eventi recenti o di appuntarli in un diario.

L’osservazione è un metodo che prevede che i ricercatori vadano nell’ambiente naturale dell’individuo o che esso venga portato in un laboratorio. Si utilizza l’osservazione naturalistica, non intrusiva, ad esempio si osserva il bambino giocare. I risultati devono essere oggettivi, cioè validi e verificabili da chiunque. L’osservazione è:

  • Selettiva, perché ha uno scopo;
  • Pianificata, perché né il chi, quando e dove non sono casuali;
  • Documentabile e controllabile, perché fornisce un materiale e può essere verificato.

È considerata un metodo preliminare a qualsiasi indagine perché consente di descrivere come si comporta un individuo all’interno di un determinato ambiente, sia prima sia dopo eventi che possono modificarlo. L’osservazione libera è in forma non intenzionale, senza strategie. L’osservazione sistematica segue uno schema ben preciso.

È importante operazionalizzare, cioè elencare le azioni per spiegare un comportamento (es. comportamenti di aggressione, di collaborazione) per permettere a tutti di vedere le stesse cose. Ci sono diversi parametri di misura del comportamento:

  • La frequenza, quante volte si verifica un comportamento;
  • La durata, l’intervallo di tempo tra uno e l’altro;
  • L’intensità, la forza con cui si presenta;
  • La latenza, il tempo tra un determinato evento e il comportamento.

Nei metodi di ricerca qualitativa è importante prima selezionare un campione, cioè un gruppo di individui rappresentativi di una popolazione maggiore. (Deve essere rappresentativo della popolazione che ci interessa). L’etnografia, che consiste nell’inserirsi in un gruppo per comprenderne le caratteristiche, relazioni e valori. Il disegno correlazionale è un disegno di ricerca che permette di stabilire se certe esperienze sono legate tra di loro e valutare la forza di questi legami.

L’esperimento di laboratorio è un metodo che permette di controllare i fattori che influiscono sui comportamenti e quindi di capirne cause ed effetti. Vengono formati due gruppi di partecipanti con un’assegnazione casuale: il gruppo sperimentale, esposto al fattore causale, e il gruppo di controllo, che non viene esposto. C’è una variabile indipendente, cioè un fattore che i ricercatori manipolano appositamente, e una variabile dipendente, cioè un fattore che si aspettano cambiare a causa della variabile indipendente. È importante minimizzare il bias dell’osservatore, cioè la tendenza degli osservatori ad essere influenzati dalle ipotesi della ricerca. Spesso è difficile assicurare la validità ecologica dello studio, cioè il grado di accuratezza con cui descrive eventi del mondo naturale, quindi si sceglie di condurre esperimenti sul campo, in cui si manipola un elemento dell’ambiente naturale. Se i ricercatori non possono introdurre cambiamenti nel mondo naturale possono condurre un esperimento naturalistico, in cui si misurano gli effetti dei cambiamenti che avvengono naturalmente nel mondo reale. I partecipanti non vengono selezionati casualmente ma perché esposti alle condizioni che si vogliono studiare.

Lo studio di caso è lo studio approfondito di un singolo individuo o un singolo gruppo di individui, si utilizza per studiare un fenomeno che non si incontra spesso. Il limite è che non si sa se i risultati possono essere validi anche per altre persone.

Per studiare il cambiamento nel tempo durante lo sviluppo, gli psicologi utilizzano approcci di tipo:

  • Trasversale, in cui si mettono a confronto individui di diverse età in un momento preciso
  • Longitudinale, in cui si studiano gli stessi individui in diversi momenti per vedere i cambiamenti nel tempo (svantaggi: servono diversi anni e dispersione dei partecipanti, cioè si trasferiscono o si ammalano)
  • Sequenziale, che unisce l’approccio trasversale e longitudinale, cioè si confrontano persone della stessa età in diversi momenti nel tempo

Nello svolgere una ricerca bisogna valutare le questioni etiche, tra cui il consenso informato, cioè l’accordo di partecipazione alla ricerca dopo aver compreso gli scopi e le procedure utilizzate, e il debriefing, cioè la comunicazione dei risultati della ricerca una volta conclusa.

Capitolo 4

Fattori ereditari e ambientali

Gli psicologi credono che le cause dello sviluppo umano sono attribuite all’interazione dei fattori ereditari e ambientali (e non esclusivamente a uno o l’altro). Per analizzare il contributo dei due fattori si studiano i membri della famiglia. Nei casi di adozione si studiano le caratteristiche dei bambini con quelle dei genitori adottivi e biologici. Con i primi le somiglianze derivano dall’ambiente sociale, con i secondi dal patrimonio genetico.

I gemelli possono essere monozigoti, sviluppati dalla fecondazione di una singola cellula uovo, o dizigoti, due cellule uovo distinte. Prima si dava per scontato che i gemelli crescano nello stesso tipo di ambiente, in realtà i gemelli identici (monozigoti) hanno più ambienti e esperienze condivise. I fratelli o i gemelli dizigoti vivono più ambienti e...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/04 Psicologia dello sviluppo e psicologia dell'educazione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliacorazza di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dello sviluppo e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Macerata o del prof Guardabassi Veronica.
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