PATOLOGIE DEL SNP
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Cenni di anatomia e fisiologia del SNP
Nel nervo possiamo riconoscere:
struttura ectodermica→ assoni e cellule di Schwann
• struttura connettivale→ endonervio, perinervio,
• epinervio
Gli assoni originano dai motoneuroni delle corna anteriori del
midollo e del troncoencefalico, dai neuroni dei gangli sensitivi
e dei gangli autonomici.
Le fibre vengono distinte in:
mieliniche: 1/5 di tutte le fibre del SNP, grosso calibro,
• conduzione saltatoria grazie ai nodi di Ranvier, alta
velocità di conduzione (100m/s)
amieliniche: 4/5 di tutte le fibre del SNP, diametro
• piccolo, velocità di conduzione bassa (0,5-2m/s)
Il tessuto connettivale è organizzato in:
Endonervio: è lo strato più interno che avvolge ogni singola fibra nervosa.
• Perinervio: separa in fascicoli distinti le fibre nervose e regola gli scambi metabolici
• Epinervio: è lo strato più esterno che avvolge completamente il nervo e a livello prossimale
• si trova in continuità con la dura madre che riveste le radici spinali.
Nello spesso dei tre strati troviamo i vasa nervorum che provvedono alla vascolarizzazione delle
fibre
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Premesse di fisiopatologia
Il danno nervoso periferico si classifica in 3 gradi di severità secondo Seddon:
1) Neuroaprassia: è la forma più lieve di danno→ c'è un rallentamento o un blocco della
conduzione nervosa in assenza di danno assonale.
Di solito è legata alla compressione o allo stiramento del nervo, i sintomi saranno motori
deficitari e sensitivi parestesici/algici.
Il recupero può avvenire nell'arco di pochi minuti (compressione breve, classico caso del
nervo SPE dopo una seduta scorretta) oppure di settimane/mesi se l'anossia prolungata ha
causato una lesione focale della guaina mielinica
2) Assonotmesi: c'è la perdita di continuità dell'assone con conseguente degenerazione
walleriana distale alla lesione.
I sintomi saranno anestesia e paralisi del territorio d'innervazione, il recupero è legato alla
rigenerazione dell'assone che ha una velocità di 1-2mm/die.
3) Neurotmesi: è il danno più grave, all'interruzione dell'assone si associa l'interruzione delle
guaine connettivali del nervo.
Se il danno è limitato all'endonervio e al perinervio si può avere un parziale recupero,
eventualmente compara di reinnervazione anomala.
Se invece il danno ha coinvolto anche l'epinervio le possibilità di recupero sono solo parziali
e richiedono l'intervento chirurgico.
Sul piano istopatologico si distinguono 3 processi:
degenerazione walleriana: è la degenerazione del tratto distale dell'assone associata a
• degenerazione della guaina mielinica. Le cellule di Schwann riescono proliferare lungo il
tratto distale del nervo e fanno da "corsia" per la successiva rigenerazione lenta dell'assone.
degenerazione distale retrograda: inizia nella parte più distale delle fibre e coinvolge
• prima l'assone e poi la mielina, quindi il danno progredisce in direzione prossimale. E' legata
alla presenza di un difetto nel trasporto assonale ed è il meccanismo tipico delle
polineuropatie tossiche/carenziali.
degenerazione segmentaria periassile: la degenerazione colpisce inizialmente le cellule di
• Schwann, quindi inizialmente l'assone è integro. Il processo di degenerazione mielinica però
rompe la conduzione saltatoria e quindi sul piano clinico è oggettivabile con una riduzione
della velocità di conduzione, tipico delle polineuropatia disimmuni.
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EFFETTI DEL DANNO ASSONALE: degenerazione walleriana/degenerazione assonale retrograda
comparsa di attività spontanea a riposo all'EMG (segno di denervazione del muscolo che non ha più rapporto
• con il nervo)
se presente la riduzione della velocità di conduzione è modesta (è legata all'integrità della mielina)
• riduzione dell'ampiezza delle risposte motorie e sensitive evocate dalla stimolazione sopramassimale del nervo
• (= ridotto numero di cellule sopravvissute)
EFFETTI DEL DANNO MIELINICO:
riduzione della VC (la conduzione è rallentata di circa il 40 % e oltre rispetto ai valori fisiologici)
• dispersione delle risposte motorie e sensitive
• presenza di blocchi di conduzione
•
Sovente però i due tipi di danno si sommano, ed è importante quantificare il loro interessamento perchè ha importanti
ricadute sulla prognosi:
il danno assonale ha un recupero funzionale difficile e lento (se avviene, ricordiamo la velocità di 1-2mm/die)
➔ il danno mielinico invece va incontro ad un processo di remielinizzazione che permettere di raggiungere un
➔ pieno recupero funzionale, inoltre in questi casi il rapporto trofico tra nervo e muscolo è conservato.
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Approccio al paziente con polineuropatia
Anamnesi
esposizione ad agenti tossici/infettivi
• (virus, batteri, alcol, piombo, farmaci, occupazione lavorativa)
copresenza di malattie metaboliche
• (diabete, ditiroidismo, profirie, insufficienza renale,ecc.)
copresenza di malattie neoplastiche
• (microcitoma polmonare, linfomi, mielomi,ecc..)
copresenza di malattie del collagene
• (vasculiti, LES, AR,ec..)
ricostruzione dell'albero genealogico
•
Esame Obiettivo
Bisogna valutare
Deficit della sensibilità profonda
• Perdita del senso di posizione che si traduce in oscillazioni della stazione eretta o nella
marcia valutabili con Romberg.
Deficit della sensibilità superficiale
• Sintomi positivi (esaltazione della funzione del nervo): dolore e parestesie, dimostrabili con
il segno di Tinel, spesso a carattere urente.
Sintomi negativi (deficit della funzione del nervo): anestesia termodolorifica, perdita dei
riflessi propriocettivi
Deficit motorio
• Sintomi positivi: ipereccitabilità muscolare (fascicolazioni, crampi, miochimie)
Sintomi negativi: deficit di forza, i muscoli sono atrofici e flaccidi (paralisi flaccida).
Abbastanza tipica l'insorgenza distale con "piede cadente" per paresi del mm tibiale
innervato dallo SPE.
Disturbi autonomici
• ipotensione ortostatica, anidrosi, anomalie pupillari, secchezza fauci, disturbi dell'alvo, del
ritmo cardiaco,ecc..
Processi distrofici
• In genere sono presenti nei quadri di polineuropatie croniche e sono caratterizzati da
deformità ossee e articolari soprattutto a livello di piedi e mani.
In alcuni casi anche la cute è colpita e sono visibili ulcere perforanti.
Indagini elettrofisiologiche
EMG
• ENG
•
Analisi di Laboratorio
Classificazione
In base alla distribuzione anatomica distinguiamo:
Mononeuropatia: viene colpito un singolo nervo
• Multineuropatia: sono colpiti diversi singoli nervi
• Polineuropatia: sono colpiti diversi nervi, si potrà avere una compromissione in misura
• variabile delle componenti sensitive e motorie ma l'interessamento è in genere bilaterale e
simmetrico
Plessopatia: affezione del plesso brachiale o lombare, quindi interessa diversi nervi prima
• della loro costituzione
Neuronopatia: è interessato il ganglio sensitivo della radice dorsale o il motoneurone delle
• corna anteriori del midollo
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MONONEUROPATIE
Sono tipicamente causate da traumi esterni al nervo in una sede esposta o da una sua
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compressione nel contesto di una doccia ossea o di un canale fibroso (SPE, radiale, tunnel carpale,
paralisi a frigore del VII, etc.). Il danno è correlato alla dislocazione meccanica delle fibre nervose
che determina, essenzialmente, una demielinizzazione focale.
Esempi:
Paralisi a frigore di Bell, il nervo faciale è compresso nel canale temporale da un processo
• infiammatorio.
Soggetto che siede a lungo con le gambe accavallate (magari è anche diabetico): si verifica
• una compressione dello SPE a livello del capitello della fibula con un meccanismo misto sia
di compressione diretta sia vasculogenetico. Quando si alza, il soggetto non riesce a
sollevare la punta del piede (presenta il piede cadente).
Forme non traumatiche più rare (III paio o n. femorale in diabete, VII paio in sarcoidosi).
•
La forma più frequente di mononeuropatia è la Sindrome del tunnel carpale: è causata
dall’intrappolamento del nervo mediano in un canale fibroso al polso.
Colpisce prevalentemente le donne, per un aspetto legato a fattori ormonali, ed è solitamente
idiopatica.
Incomincia come disturbo sensitivo tipicamente notturno (dolore, intorpidimento e formicolio alla
mano o all’avambraccio, fino alla spalla) e successivamente compare l
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Patologie midollari
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Patologie del sistema nervoso centrale non neoplastiche
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Patologie delle radici spinali
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Patologie Esofagee