Patologia da metalli: il piombo
Introduzione
L'uomo ha iniziato ad estrarre e lavorare metalli 4-5 mila anni fa, ma è solo con l'avvento nel XVIII-XIX secolo dell'energia fossile che l'industria mineraria e metallurgica si sviluppa in modo esponenziale fino al 1970-1980. Negli ultimi anni vi è stato una contrazione nella produzione e nell'utilizzo di alcuni metalli o leghe con piombo (Pb), mercurio (Hg), acciaio mentre fusione e lavorazione di alluminio, cuproleghe, metalli d'impiego raro (molibdeno, tungsteno, vanadio, cobalto, antimonio) sono ancora in crescita.
Impatto ambientale e sanitario
Le attività estrattive, metallurgiche e di lavorazione dei metalli hanno causato una dispersione nell'ambiente di molte sostanze inquinanti finendo per rappresentare anche un rischio per la popolazione generale con rilevanti problemi di salute pubblica. Esempi eclatanti d'inquinamento da metalli sono quelli avvenuti in Giappone negli anni '50 nella baia di Minamata per quanto riguarda l'inquinamento da mercurio, Manfredonia per quello da arsenico, vaste aree del Giappone e Belgio per quello da cadmio.
Negli ultimi anni grazie alle innovazioni tecnologiche e agli interventi di prevenzione sanitaria il rischio di elevati assorbimenti lavorativi di metalli si è drasticamente ridotto. Esistono però ancora situazioni a rischio, specialmente nelle piccole aziende, in cui si riscontrano rischi di elevato assorbimento di metalli quali piombo (Pb), cromo (Cr), nichel (Ni) o di metalli fino ad oggi poco noti quali berillio (Be), antimonio (Sb), vanadio (V) e molibdeno (Mo) (metalli rari).
Effetti dei principali metalli sul corpo umano
| Metallo | Rene | Sistema nervoso | Fegato | Apparato gastrointestinale | Apparato respiratorio | Osso | Sistema emopoietico | Sistema endocrino | Apparato cardiovascolare | Sistema immunitario | Cute |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Alluminio | + | + | + | + | + | + | + | ||||
| Arsenico | + | + | + | ||||||||
| Berillio | + | + | |||||||||
| Bismuto | + | + | + | + | |||||||
| Cadmio | + | + | + | + |
Distribuzione ed escrezione
La distribuzione dei metalli nei vari compartimenti avviene in forma libera (stato ionico) o legata a proteine plasmatiche più o meno specifiche. In forma libera o coniugata i metalli raggiungono in modo relativamente specifico un determinato sito per il quale hanno la maggiore affinità e dove quindi si osserva la più elevata concentrazione (organo critico). In tali sedi il metallo può svolgere la sua azione tossica oppure permanere sotto forma di deposito poiché la tossicità stessa è neutralizzata (es. Pb-osso).
Questo discorso vale fino a determinate concentrazioni oltre le quali si verifica un superamento della capacità legante del sito tissutale con liberazione di una quota del metallo nel circolo plasmatico. I metalli in grado di causare più di frequente malattie e quadri patologici professionali sia cronici che acuti sono i seguenti:
- Berillio
- Cadmio
- Manganese
- Nichel
- Cromo
- Mercurio
- Arsenico
- Cobalto
- Piombo
Berillio
Esposizione professionale: estrazione e raffinazione, produzione di leghe con rame, alluminio, manganese, ecc.; produzione tubi per diffrazione raggi X, produzione lampade fluorescenti, reattori nucleari, industria ottica. Intossicazione acuta: inalazione massiva (50-90 mg/mc) edema polmonare acuto e broncopolmonite chimica. Intossicazione cronica: granulomatosi polmonare con impegno linfonodale ed epatosplenico; lesioni cutanee, granulomi e ulcerazioni tipo corpo estraneo, dermatiti allergiche.
Cadmio
Esposizione professionale: estrazione e raffinazione del metallo, produzione di leghe, industria accumulatori, produzione coloranti, produzione insetticidi, ecc. Intossicazione acuta: per inalazione massiva broncopolmonite chimica grave. Possibili complicazioni gastroenteriche ed epatorenali. Intossicazioni croniche: rinite cronica, anosmia; enfisema polmonare; nefropatia tubulare, con microproteinuria, glicosuria normoglicemica, decadimento delle condizioni generali, perdita di peso, anemia, disturbi intestinali, anemia, osteomalacia, artralgia, fratture spontanee, ecc.
Cromo
Esposizione professionale: estrazione e raffinazione, produzione di acciai speciali ed altre leghe, galvanoplastica, produzione di coloranti e pigmenti per vernici antiruggine e conservazione del legno, concia delle pelli, ecc. Manifestazioni cliniche: apparato respiratorio alterazioni tipiche della mucosa nasale con ulcerazioni e perforazioni del setto, laringite cronica, bronchite cronica, possibile asma bronchiale, tumori del polmone e della laringe, delle cavità nasali e paranasali (cromo VI). Apparato digerente: aumento d'incidenza delle affezioni gastroduodenali ulcerative e non, colite cronica. Reni: i bicromati per via parenterale sono dei potenti nefrotossici, responsabili di IRA, possibili lesioni renali minori con microproteinuria tubulare. Lesioni cutanee: ulcere a “piccioncino” negli addetti alla galvanoplastica, eczema da contatto (cemento) dovuto al cromo VI.
Manganese
Esposizione professionale: industria estrattiva e raffinazione, produzione leghe di ferro, coloranti, industria chimica e farmaceutica, batterie a secco, saldatura elettrica, ecc. Intossicazione acuta: polmonite chimica da inalazione massiva. Intossicazione cronica: lesioni del SNC (nucleo pallido e striato), sindromi extrapiramidali, malessere, astenia, cefalea, scialorrea, sudorazione, modificazioni del carattere, alterazioni della libido, eiaculatio precox, tremore statico, rigidità muscolare, alterazioni mimiche, parola strascicata, perdita dei movimenti automatici, alterazioni dell'andatura, disturbi della sfera psichica.
Nichel
Esposizione professionale: estrazione e raffinazione, produzione di leghe e acciai speciali, galvanoplastica, produzione di batterie al nichel-cadmio, catalizzatori, ecc. Intossicazione acuta: il composto più tossico è il nichel carbonile che alla concentrazione di 200 mg/mc può essere letale per l'uomo in 30 minuti. Alla sintomatologia prodromica caratterizzata da malessere, vertigini, nausea, vomito, oppressione retrosternale segue con un tempo di latenza di 6-12 ore una grave compromissione della funzione respiratoria. Intossicazione cronica: asma, dermatite da contatto. Il nichel carbonile è responsabile di tumori del polmone ed è elencato tra i cancerogeni certi (IARC).
Mercurio
Esposizione professionale: estrazione, raffinazione, impianti clorosoda, industria cappelli di feltro, antiparassitari e antifungini, disinfettanti, amalgame, lampade a vapori di mercurio, strumenti scientifici, ecc. Intossicazione acuta: quasi sempre dolosa e conseguente a sublimato corrosivo o a derivati alchili del mercurio, gastroenterite acuta disidratazione, ipotensione, shock, insufficienza renale acuta. Intossicazione cronica: (idrargismo professionale). Dominata da manifestazioni neurologiche, eretismo psichico, modificazioni del carattere e della personalità, turbe vegetative (scialorrea, iperidrosi, turbe vasomotorie, tachicardia), interessamento cerebellare, tremore fine, poi più grossolano, turbe dell'equilibrio, alterazioni della parola, segni extrapiramidali. Inoltre, il mercurio inorganico e il mercurio organico come il metil mercurio sono teratogeni per l'embrione.
Cobalto
Non tutte le esposizioni professionali al cobalto sono pericolose. A carico delle vie respiratorie può dare disordini polmonari, polmoniti, asma, broncopolmoniti croniche ostruttive, pneumoconiosi, alveoliti fibrosanti. Disordini extrapolmonari: dermatiti, cardiomiopatie (Sali di cadmio nella schiuma della birra).
Arsenico
Esposizione professionale: estrazione e raffinazione dei composti, produzione d’insetticidi, fungicidi e conservanti del legno, industria chimica e farmaceutica, industria del vetro, produzione di leghe metalliche. Intossicazione acuta: quasi sempre accidentale o dolosa caratterizzata da gastroenterite acuta (nausea, vomito, dolori addominale, diarrea), emolisi (arsina), disidratazione, shock, insufficienza renale acuta con oliguria ed uremia. Intossicazione cronica: disturbi gastrointestinali con complicazioni epatorenali, anemia, decadimento delle condizioni generali, dermatite polimorfa, polineurite. È un agente cancerogeno certo (IARC) responsabile di neoplasie in diverse localizzazioni (cute, polmone, ecc).
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