Patologie da fumo
Dott.ssa Erminia La Camera
L’uso dei prodotti del tabacco, compresi sigarette, sigari, pipe e tabacco da fiuto, è associato ad una elevata mortalità, superiore a qualsiasi esposizione individuale, ambientale o professionale. Il fumo di sigaretta contribuisce a 440000 morti premature ogni anno negli Stati Uniti. Il carcinoma polmonare, le malattie cardiovascolari e respiratorie croniche sono responsabili della maggior parte dei decessi legati al fumo.
Il fumo di sigaretta inalato dai fumatori è composto di una fase corpuscolata e di una fase gassosa; il catrame costituisce la fase corpuscolata totale senza acqua né nicotina. Oltre i cancerogeni chimici, il fumo di sigaretta contiene:
- Metalli cancerogeni (Arsenico, Nichel, Cadmio, Cromo)
- Potenziali sostanze favorenti (Acetaldeide e Fenolo)
- Sostanze irritanti (Biossido di azoto e Formaldeide)
- Inibitori della motilità delle ciglia dell’epitelio delle vie respiratorie (Acido Cianidrico)
- Monossido di Carbonio
Monossido di carbonio
Il monossido di carbonio è un gas incolore ed inodore, prodotto durante la combustione incompleta di combustibili fossili o tabacco. Ha un’affinità 200 volte più elevata per l’emoglobina rispetto all’ossigeno e ostacola il rilascio di ossigeno dall’emoglobina. Pertanto, l’esposizione al monossido di carbonio riduce il rilascio di ossigeno ai tessuti periferici. Il monossido di carbonio, inoltre, si lega ad altre proteine contenenti eme come la mioglobina e la citocromo ossidasi.
Nicotina
La nicotina è un importante costituente del fumo di sigaretta. È un alcaloide che attraversa facilmente la barriera ematoencefalica e stimola i recettori per la nicotina nel cervello. È anche responsabile degli effetti farmacologici acuti associati all’uso di tabacco, molto probabilmente mediati da catecolammine:
- Aumento della frequenza cardiaca
- Aumento della pressione arteriosa
- Aumento del flusso ematico coronarico
- Aumento della contrattilità e della gittata cardiaca
- Aumento della mobilizzazione degli acidi grassi liberi
La nicotina è responsabile della dipendenza dal tabacco. Le sostanze inalate nel fumo di sigaretta possono agire direttamente sulle mucose, essere ingerite con la saliva o essere riversate nel torrente circolatorio dall’esteso letto capillare alveolare. Attraverso varie vie di distribuzione, i costituenti del fumo di sigaretta agiscono a distanza su organi bersaglio provocando diverse malattie sistemiche.
Il maggior numero di morti è dovuto al carcinoma al polmone, alla cardiopatia ischemica e alla broncopneumopatia cronica ostruttiva, malattie provocate da molti cancerogeni presenti nel fumo di sigaretta. La sospensione del fumo riduce, ma non elimina completamente i rischi per neoplasia polmonare e malattia coronarica. Il fumo di sigaretta è un fattore di rischio che ha un effetto moltiplicativo su ipertensione e ipercolesterolemia per lo sviluppo di malattia coronarica e arteriosclerosi. È anche un fattore di rischio moltiplicativo per infarto miocardico acuto e ictus nelle donne che assumono contraccettivi orali.
Il fumo può contribuire all’arresto cardiaco aumentando l’adesività dell’aggregazione piastrinica, scatenando aritmie e provocando uno squilibrio tra la richiesta e l’apporto di ossigeno al miocardio. I fumatori inoltre presentano aumentata morbilità dovuta ad infezioni delle vie respiratorie, comprese l’influenza e la sinusite acuta cronica. Gli inibitori delle ciglia nel fumo di sigaretta compromettono la clearance tracheobronchiale e molti costituenti della fase gassosa del fumo sono irritanti diretti dell’epitelio respiratorio.
Il feto è particolarmente predisposto alle conseguenze derivate dall’abitudine al fumo della madre. Dieci sigarette al giorno possono causare ipossia fetale, le cui conseguenze sono:
- Basso peso alla nascita
- Prematurità
- Aumentata incidenza di aborti spontanei
Il fumo di sigaretta è particolarmente pericoloso sul posto di lavoro. I fumatori hanno tassi più elevati di lesioni accidentali e il fumo di sigaretta può agire come vettore per trasportare altre sostanze pericolose nei polmoni, come il gas radon nei minatori. Come per l’esposizione all’amianto, il fumo di sigaretta è sinergico con i prodotti di decadimento del radon nella formazione di carcinoma polmonare. Il fumo è un fattore aggravante per bronchite e asma associate all’esposizione a silice, polveri di carbone, di grano e di cotone. L’uso di tabacco inoltre aumenta la prevalenza dell’ulcera peptica; il fumo compromette la guarigione delle ulcere e aumenta la probabilità di recidive. Il fumo può anche aumentare il reflusso pilorico e ridurre la secrezione pancreatica di bicarbonato.
Fumo passivo
Oltre ai rischi per la salute dovuti al fumo diretto di tabacco, vi sono i rischi associati all’esposizione indiretta al fumo, il cosiddetto fumo passivo o fumo ambientale. I bambini piccoli che vivono in ambienti con fumatori presentano una aumentata incidenza di malattie respiratorie, infezioni dell’orecchio e un aggravamento dell’asma.
Abuso di alcool
Alcool etilico
L’alcool etilico (etanolo) è la sostanza più usata e abusata nel mondo. L’alcool etilico viene ingerito in bevande alcoliche come birra, vino e distillati. Sebbene nessun recettore specifico per l’etanolo sia stato identificato, il suo consumo cronico provoca dipendenza psicologica e fisica. Le basi biologiche per la dipendenza da alcool etilico sono sconosciute, benché possano essere interessati fattori genetici. L’etanolo è metabolizzato ad acetaldeide dall’alcool deidrogenasi nella mucosa gastrica e nel fegato e dal citocromo P-450 (CYP2E1) e dalla catalasi nel fegato. L’acetaldeide è convertita ad acido acetico dall’aldeide deidrogenasi.
Vi sono polimorfismi genetici nell’aldeide deidrogenasi che interessano il metabolismo dell’etanolo; circa il 50% della popolazione giapponese, cinese e vietnamita presenta una ridotta attività di questo enzima a causa di una mutazione puntiforme. Questi gruppi etnici, inoltre, convertono rapidamente l’etanolo ad acetaldeide, che si accumula e scatena accessi di rossore al volto. Le donne hanno livelli di alcool deidrogenasi gastrica più bassi rispetto agli uomini; quindi dopo l’ingestione della stessa quantità di alcool, possono sviluppare livelli ematici di alcool più alti rispetto agli uomini.
Il metabolismo dell’etanolo è direttamente responsabile della maggior parte dei suoi effetti tossici. Oltre ai suoi effetti acuti come depressivo del sistema nervoso centrale, il consumo cronico di etanolo può determinare una grande varietà di effetti sistemici.
Fegato
L’etanolo può causare degenerazione grassa, epatite acuta alcolica e cirrosi. La degenerazione grassa è una manifestazione acuta e reversibile dell’ingestione di alcool. Nell’alcolismo cronico, l’accumulo di grasso può causare un massivo ingrandimento del fegato (epatomegalia).
I meccanismi biochimici responsabili dell’accumulo di grasso negli epatociti sono:
- Il catabolismo dei grassi da parte dei tessuti periferici è aumentato e vi è un aumento dell’apporto di acidi grassi liberi al fegato.
- Il metabolismo dell’etanolo nel citosol e del suo derivato, l’acetaldeide, nei mitocondri converte la forma ossidata di NAD+ nella forma ridotta NADH; un eccesso di NADH su NAD stimola la biosintesi lipidica.
- L’ossidazione degli acidi grassi nei mitocondri è ridotta.
- L’acetaldeide si lega alla tubulina e compromette la funzione dei microtubuli, con conseguente riduzione nel trasporto delle lipoproteine di origine epatica.
L’epatite alcolica cronica è un’altra forma potenzialmente reversibile di danno epatico.
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