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CLASSIFICAZIONE

in base alla provenienza

Staminali embrionali ES: nell’embrione allo stadio di blastocisti, prima dell’

annidamento nella parete uterina, si trovano cellule staminali totipotenti e altamente

proliferative, cioè capaci di produrre un numero elevato di progenitori che possono

dar vita a tutti i tessuti del corpo umano;

Staminali fetali: sono cellule staminali finalizzate all’accrescimento di alcuni tessuti

nel neonato, con caratteri intermedi tra quelle embrionali e quelle adulte;

Staminali del cordone ombelicale: al momento della nascita, dal sangue fetale del

cordone ombelicale è possibile isolare cellule staminali dotate di grande capacità

proliferativa e, allo stato attuale, considerate precursori degli elementi sanguigni;

Staminali adulte: sono cellule non specializzate che si riproducono giornalmente per

fornire alcune specifiche cellule. Ad esempio 200 miliardi di globuli rossi sono

generati ogni giorno nel corpo da cellule staminali emopoietiche oppure cellule

staminali nello stroma del midollo osseo possono trasformarsi in cellule epatiche,

neurali, muscolari, e renali.

CLASSIFICAZIONE

Totipotenti: una singola cellula staminale può svilupparsi in un intero

organismo e persino in tessuti extra-embrionali (ad es. i blastomeri)

Pluripotenti: le cellule possono specializzarsi in tutti i tipi di cellule che

troviamo in un individuo adulto ma non in cellule che compongono i

tessuti extra-embrionali

Multipotenti: le cellule sono in grado di specializzarsi unicamente in alcuni

tipi di cellule

Unipotenti: le cellule staminali possono generare solamente un tipo di

cellula specializzata RIPARAZIONE

I tessuti che non possono essere rigenerati vengono semplicemente riparati,

ciò avviene attraverso un certo numero di processi:

Induzione di un processo infiammatorio in risposta ad una lesione iniziale,

 con rimozione del tessuto danneggiato o morto

Proliferazione e migrazione delle cellule parenchimali e connettivali

 Formazione di nuovi vasi sanguigni e tessuto di granulazione

 Sintesi delle proteine della ECM e deposito di collagene

 Rimodellamento tissutale e contrazione della lesione

 Acquisizione della resistenza della ferita

 RIPARAZIONE

Il processo di riparazione è influenzato da molteplici fattori:

L’ambiente tissutale e l’estensione del danno

 L’intensità e la durata dello stimolo

 Le condizioni che inibiscono l’intervento, come la presenza di corpi

 estranei oppure l’inadeguato apporto di sangue

Varie malattie che inibiscono la riparazione e il trattamento con steroidi

 RIPARAZIONE

L’obiettivo della riparazione è quello di ripristinare il tessuto

riportandolo alla condizione iniziale, di solito tale processo inizia

precocemente durante l’infiammazione

Se il danno persiste l’infiammazione

Alcuni tessuti possono essere diventa cronica e avvengono

completamente ricostruiti dopo il contemporaneamente lesioni

trauma (ad es. osso dopo tissutali e riparazioni, in questo

frattura, superficie epiteliale caso la deposizione di connettivo è

dopo lesione cutanea), in questo detta FIBROSI

caso si parla di GUARIGIONE

Se i tessuti non possono essere

rigenerati, la riparazione è

accompagnata da deposito di tessuto

connettivo con formazione di CICATRICE

ANGIOGENESI

I vasi ematici si formano durante lo sviluppo embrionale per

vasculogenesi, durante la quale viene costituita una rete vascolare

primitiva a partire dai precursori delle cellule endoteliali detti angioblasti.

Questo processo è regolato da diverse biomolecole della matrice

extracellulare.

Il processo di formazione di vasi sanguigni nell’adulto è noto come

angiogenesi.

Quindi l’angiogenesi è la migrazione e la proliferazione coordinata di cellule

endoteliali dal letto vascolare esistente, seguita da una maturazione e

stabilizzazione che coinvolge le cellule murali (cellule muscolari lisce nei

vasi di grande calibro e periciti nei vasi di medio calibro).

Angiogenesi per mobilizzazione delle EPC

(precursori delle cellule endoteliali )

EMANGIOBLASTO

Cellule Staminali Angioblasti

Emopoietiche

Cellule endoteliali Periciti e cellule

muscolari lisce

Arterie – Vene - Vasi linfatici

Angiogenesi per mobilizzazione delle EPC

(precursori delle cellule endoteliali )

EPC Neovascolarizzazione

Sostituzione cellule di organi ischemici,

endoteliali perse ferite cutanee e tumori

Angiogenesi da vasi preesistenti

1. che determina vasodilatazione

↑NO che aumenta la permeabilità dei vasi presistenti

↑VEGF

2. Degradazione proteolitica della membrana basale del vaso ad opera di

una metalloproteinasi

3. Distruzione dei contatti tra le cellule endoteliali da parte dell’attivatore

del plasminogeno

4. Migrazione cellule endoteliali verso lo stimolo angiogenetico

5. Proliferazione e maturazione delle cellule endoteliali

6. Reclutamento di cellule periendoteliali per fornire sostegno alle strutture

endoteliali e formare i vasi maturi

Fattori di crescita e recettori

Dai precursori delle

VEGF VEGFR2 (recettore tirosina-chinasico)

cellule endoteliali

Stimola la mobilizzazione Proliferazione Differenziamento

dei precursori delle cellulare cellulare

cellule endoteliali del

midollo osseo Proliferazione

cellule endoteliali

Da vasi preesistenti

VEGF VEGFR2 Mobilità cellule

endoteliali

Fattori di crescita e recettori

Recluta le cellule

Ang1 Tie2 periendoteliali

Mantiene quiescienti

le cellule endoteliali

Ang2 Tie2

Le cellule endoteliali sono più

sensibili alla stimolazione da

parte dei fattori di crescita

PDGF recluta le cellule muscolari lisce

TGF-γ incrementa la produzione delle

ECM per stabilizzare i vasi neoformati

Proteine della ECM

Integrine: formazione Proteine matricellulari

e mantenimento dei (SPARC, tenascina C e

vasi sanguigni trombospondina):

destabilizzazione delle

interazioni tra cellule e

matrice

Proteasi (attivatori del plasminogeno e

metalloproteasi della matrice): rimodellamento dei

tessuti durante l’invasione endoteliale

CICATRIZZAZIONE

Meccanismo di riparazione tissutale

accompagnato dalla deposizione di tessuto

connettivo e formazione di una cicatrice

I processi che partecipano alla formazione della cicatrice sono:

Migrazione e proliferazione fibroblastica nella sede della lesione

 Deposito della ECM (matrice extracellulare)

 Rimodellamento tissutale

Proliferazione e Migrazione Fibroblastica

VEGF Angiogenesi

(fattore di crescita

dell’endotelio vascolare)

vascolare

↑permeabilità

Produzione di essudato e Proliferazione

deposizione di proteine dei fibroblasti e

plasmatiche (fibrinogeno e degli endoteli

fibronectina plasmatica) a

livello della ECM

Fattori della Proliferazione e Migrazione

TGF-β prodotto dalle cellule del tessuto di granulazione:

• Proliferazione e migrazione fibroblastica

• Incremento sintesi di collagene e di fibronectina

• Riduzione della degradazione della ECM ad opera delle metalloproteasi

Deposizione di ECM e formazione di cicatrici

Man mano che il processo riparativo procede

numero di cellule proliferanti e di fibroblasti

↓ I fibroblasti depositano

di ECM

↑quantità

PDGF, FGF, sti

mo

lat

TGF-β, IL-1 a di

↑sintesi degradazione

collagene di collagene

Dopo l’accumulo netto della quantità di collagene, la struttura del tessuto di

granulazione viene convertita in una cicatrice formata da fibroblasti

affusolati, collageno denso, frammenti di tessuto elastico e altre componenti

della ECM. Inoltre con la maturazione della cicatrice continua la regressione

vascolare che trasforma il tessuto di granulazione riccamente vascolarizzato

in una pallida cicatrice non vascolarizzata.

Le cicatrici si differenziano istologicamente dalla pelle...

La cicatrice manca di annessi cutanei così come di desmosomi alla

giunzione dermo-epidermica

Il normale pattern, a cestino intrecciato, delle fibre collagene del derma è

sostituito da fibre collagene sistemate in filiere parallele alla superficie

cutanea Caratteristiche cliniche Caratteristiche istologiche

C. Eritematose Colore: Rosa/Rosso Vasi sanguigni dilatati

Texture: Lucente, poca “cute” ed aumentati di numero;

Morfologia: piatta fibrosi variabile

Melanina aumentata alla

C. Pigmentate Colore: Bluastro/Marrone giunzione D/E;

Texture: Lucente, poca “cute”

Morfologia: piatta fibrosi variabile

Colore: Bianco/Rosa o Rosso

C. ipertrofiche Fibre di collagene spesse;

Texture: Lucente, rara “cute” scarsa matrice mucoide

Morfologia: rilevate, adese ai bordi

della ferita

Colore: Rosso carico/Porpora Collagene ialinizzato e

C. keloidee Texture: Lucente, niente “cute” spesso; matrice mucoide

Morfologia: rilevate, adese oltre aspetto nodulare;

bordi della ferita struttura disorganizzata

C. atrofiche Colore: Bianco/Rosa Epidermide più sottile;

Texture: Lucente, rugoso,scarsa cute fibrosi del derma variabile

Morfologia: infossate o depresse

Rimodellamento tissutale

La formazione di una cicatrice implica una serie di variazioni della ECM.

Infatti alcuni dei fattori di crescita che stimolano la sintesi del collagene

e di altre molecole del tessuto connettivo modulano anche la sintesi e

l’attivazione delle metalloproteasi.

Sintesi della ECM ad opera Degradazione della ECM ad

equilibrio

dei fattori di crescita opera delle metalloproteasi

RIMODELLAMENTO TISSUTALE

Metalloproteasi della matrice (MMP)

Famiglia di enzimi (circa 20) con un

dominio zinco-proteasico di 180 aa.

Sono sintetizzate come propeptidi e

richiedono il clivaggio proteolitico per

attivarsi. Vengono prodotte da vari

tipi di cellule (fibroblasti, macrofagi e

neutrofili).

La loro secrezione è indotta da PDGF,

IL-1, TNF, fagocitosi e sforzo fisico,

mentre è inibita dal TGF-β e dagli

steroidi.

Collagenasi interstiziali (MMP-1, 2, 3):

tagliano il collagene fibrillare di tipo I e II Stromalisine (MMP-3, 10,

Gelatinasi (MMP-2 e 9): degradano 11): agiscono sui proteoglicani

il collagene amorfo e la fibronectina e sulla fibronectina

GUARIGIONE

La Guarigione di una ferita cutanea è suddivisa in tre fasi:

1) Infiammazione (precoce e tardiva)

2) Formazione di tessuto di granulazione e cicatrizzazione

3) Contrazione della lesione, deposizione di ECM e rimodellamento

Queste fasi si sovrappongono e la loro separazione è arbitraria.

Fattori di crescita e citochine coinvolte nella guarigione delle ferite

Chemiotassi dei monociti PDGF, FGF, TGF-β

Migrazione dei fibroblasti PDGF, EGF, FGF, TGF-β, TNF, IL-1

Proliferazione fibroblastica PDGF, EGF, FGF, TNF

Angiogenesi VEGF, Ang, FGF

Sintesi di collagene TGF-β, PDGF

PDGF, EGF, FGF, TNF, TGF-β

Secrezione della collagenasi ↓

Fattori di crescita

PDGF: fattore di crescita derivato dalle piastrine

FGF: fattore di crescita dei fibroblasti

EGF: fattore di crescita dell’epidermide

TGF-β: fattore di crescita trasformante β

VEGF: fattore di crescita dell’endotelio vascolare

TNF: fattore di necrosi tumorale

Guarigione ferite cutanee per prima intenzione

Ferita da incisione chirurgica pulita e non infetta i cui lembi

sono mantenuti giustapposti da una sutura chirurgica

L’incisione provoca:

• Morte di poche cellule connettivali e epiteliali

• Interruzione della continuità della membrana basale epiteliale

• Riempimento degli spazi vuoti con coaguli di sangue contenenti fibrina

e cellule ematiche

• Disidratazione del coagulo con formazione della crosta


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53

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2.07 MB

AUTORE

Moses

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Patologia generale della professoressa La Camera sull'infiammazione cronica con analisi dei seguenti argomenti: caratteristiche dell'infiammazione, cause dell'infiammazione, caratteristiche morfologiche, macrofagi, linfociti, plasmacellule, eosinfoili, mastociti, infiammazione granulomatosa, rigenerazione.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in chimica e tecnologia farmaceutiche
SSD:
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof La Camera Erminia.

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