PATOLOGIA GENERALE E TERMINOLOGIA MEDICA
Patologia generale definizione: deriva dal greco “patos” malattia e “lagos” studio.
Etimologicamente è una branca delle scienze della vita che si occupa dello studio dei meccanismi
di base che sono la base substrato delle malattie.
Patologia generale: è la disciplina che coniuga le scienze di base e la pratica clinica. Studia le
modificazioni strutturali e finzioni delle cellule, dei tessuti e degli organi secondari e stimoli anomali
che sono alla base della malattie.
La conoscenza della patologia consente alla medicina clinica di:
a) comprendere i sensi di malattia
b) formulare la diagnosi di malattia
c) progettare una terapia adeguata
I 4 principali settori della patologia:
1) studio delle cause e degli agenti di malattia (eziologia) da cause esterne e genetiche
2) studio dei meccanismi di insorgenza con cui la malattia si sviluppa (patogenesi) (sequenza di
eventi che si verificano nella cellula come risposta allo stimolo iniziale fino all’espressione della
malattia)
3) studio delle alterazioni strutturali indotta nelle cellule, nei tessuti, organi e apparati
(citopatologia, istopatologia, anatomia patologia), sono le modificazioni morfologiche
4) studio dell’impatto clinico delle alterazioni funzionali e morfologiche (patologia clinica): le
conseguenti modificazioni funzionali determinano le caratteristiche cliniche della malattia, il
significato clinico.
Malattia: alterazione o mancanza di funzione di cellula / tessuto / organo.
Alcune definizioni di malattia:
Perturbazione dello stato stazionario globale di un organismo, pericolosa per la sua
• sopravvivenza e che riflette la perturbazione del stato stazionario di uno o più microsistemi di cui
esso è costituito
Qualsiasi condizione del corpo e della mente che diminuisce la probabilità di sopravvivenza
• dell’individuo o della specie
Assenza dello stato di salute
• Secondo l’OMS: anomalia morfologica e funzionale e/o psichica che pone insofferenza
• all’individuo
Concetto di salute: è lo stato di completo benessere fisico, mentale e sociale; e non la semplice
assenza di malattia.
Il godimento dello standard di salute più elevato che si possa conseguire è uno dei diritti
fondamentali di ogni essere umano senza distinzione di razza, religione, opinione politica,
condizione sociale e economica.
OMEOSTASI: insieme di meccanismi messi in atto da ogni essere vivente per mantenere costante
la propria composizione (def. Claude Bernard).
Tutte le cellule dell’organismo sono immerse nel liquido extracellulare (ambiente interno) in cui i
costituenti sono controllati in maniera precisa. L’ambiente interno è l’ambiente liquido con il quale
scambiano le cellule dell’organismo. E’ protetto dall’ambiente esterno delle membrane cellulari ed
ha una composizione ottimale per il metabolismo cellulare. Mantiene una relativa costanza delle
sue caratteristiche chimico-fisico (equilibrio dinamico).
Omeostasi: i diversi meccanismi fisiologici che operano per mantenere le condizioni ottimali del
mezzo interno e per ristabilire in caso di alterazione; sono quindi meccanismi omeostatici.
Il concetto di omeostasi ha un corrispettivo in campo fisico chimico e nel principio di Le Châtelier
per cui ogni sistema tende a reagire ad una modifica impostagli dall’esterno minimizzandone gli
effetti. Se l’ambiente esterno provoca una perturbazione su un sistema in equilibrio, questo
reagisce tendendo ad annullare gli effetti della perturbazione e ristabilire l’equilibrio.
Aspetti differenti di patologia:
Esempio: una anemia con ricambio di globuli rossi o lento o normale, sarà da diminuita produzione
nel midollare, mentre un’anemia con accelerato ricambio dei globuli rossi sarà da aumentata
perdita o distribuzione degli stessi.
Il significato clinico e l’approccio terapeutico sono completamente diversi nei due casi sopra
elencati, anche in presenza della stessa concentrazione di emoglobina.
Livelli di osservazione della patologia:
popolazione epidemiologica
• individui , medicina clinica
• organo, patofisiologia
• tessuti, istopatologia
• cellule, citologia
• singoli organelli (biochimica)
• molecole (biofisica)
• geni (biologia molecolare) studia alterazioni molecolari degli acidi nucleici e dei processi di
• trascrizione e traduzione
Eziologia: studio delle cause della malattia, modalità con cui le cause di malattia interagiscono con
l’ospite.
Classificazione
a) determinanti: senza di esse non c’è malattia
coadiuvanti: facilitano l’insorgenza
occasionali: succedono al momento
Fattori favorenti: condizione dell’ospite capace di renderlo recettivo:
-età
-sesso
-nutrizione
-situazione ormonale
-situazione ambientale
-caratteristiche anatomo-funzionali degli organi
-condizioni razziali
-presistenti condizioni patologiche degli organi
b) congenite: iniziano prima o in concomitanza della nascita
-genetiche
-dalla gravidanza
-dal parto
ereditarie: trasmesse per via germinale dai genitori
acquisite: fisiche (meccaniche, elettriche, da radiazioni, termiche), chimiche (sost. esogene
ed endogene); biologiche e immunologhe.
Patogenesi: cascata di eventi casuali che conducono alla malattia. Le cause interagiscono fra di
loro e con i sistemi omeopatici dell’organismo per generare la malattia.
Decorso malattia:
Recidive: si ripetono a distanza dopo la guarigione
• ricettività dell’organismo per un agente patogeno (ex. immunizzazione incompleta)
grande diffusione dell’agente patogeno (ex. influenza)
Ricadute: riprese dai sintomi senza guarigione
• -complicazioni
-esaurimento delle difese organiche
-fallimento della terapia
Esiti:
1)guarigione: completa, parziale, con postumi
2)cronicizzazione
3)morte
Focalizzando sulla cellula: a un eccesso o un difetto di stimoli esogeni la cellula può rispondere
rispettivamente, con un aumento o una diminuzione della sua attività funzionale.
Adattamenti: iperplsia, ipertrofia, atrofia, metaplasia. Se lo stimolo supera la capacità della cellula
di adattarsi si verifica una condizione di danno cellulare che corrisponde allo stimolo di malattia.
Adattamento cellulare, premesse: la cellula normale è limitata ad un ambiente piuttosto ristretto di
strutture e funzioni:
-dai meccanismi genetici che ne regolano metabolismo, differenziamento e specializzazione
-dai rapporti con la cellula vicina
-dalla disponibilità dei substrati metabolici
La cellula è in grado di soddisfare le normali richieste fisiologiche (omeostasi normale). Le cellule
rispondono a stress fisiologico e a stimoli patologici mediante vari tipi di adattamento cellulare per
mezzo dei quali si raggiunge un nuovo ma alterato stato di equilibrio che preserva la vitalità della
cellula.
Quando lo stimolo termina si ha la restitutio integrum. Questi processi sono reversibili entro certi
limiti.
A fronte di una miriade di agenti lesivi l’elenco delle risposte cellulari è molto più breve perché le
cellule possiedono un numero limitato di possibilità di risposta.
In sintesi:
l’azione di fattori patogeni intrinseci o estrinseci possono portare a :
-adattamento / risposta difensiva-malattia
-mancato adattamento-malattia, morte
Il mancato adattamento è una possibile descrizione dell’invecchiamento.
Adattamento: capacità delle cellule di modulare alcune funzioni in caso di stress.
Fisiologia e patologia possono essere:
-modificazioni di crescita e differenziamento con aumentata richieste funzionali, aumento del
numero delle cellule (iperplasia), aumento delle dimensioni delle cellule, ipertrofia, entrambe,
alterazione del differenziamento modificazione reversibile di tipo cellulare- metaplasia.
Oppure con diminuita richiesta funzionale: riduzione del numero delle cellule: riduzione delle
dimensioni delle cellule, atrofia cellulare.
NATURA STIMOLO RISPOSTA-CELLULARE
aumentata richiesta iperplasia: ipertrofia
riduzione nutrienti atrofia
irritazione cronica metaplasia
danno chimico-stress autolimitato danno cellulare acuto
danno progressivo intenso danno irreversibile-morte cellulare,necrosi, apoptosi
danno cronico lieve alterazioni subcellulari
alterazioni metaboliche accumuli intercellulari calcificazioni
danno prolungato invecchiamento cellulare
IPERPLASIA: aumento del numero di cellule in un tessuto o in un organo. Iperplasia e ipertrofia
spesso si verificano assieme.
Iperplasia patologica: iperplasia compensatoria es: rigenerazione epatica
Il substrato per lo sviluppo di proliferazione cancerosa; generalmente dovuta ad eccessiva
stimolazione ormonale per effetto su cellule bersaglio.
IPERTROFIA: aumento delle dimensioni della cellula. L’aumento non è dovuto a rigonfiamento ma
a maggiore sintesi dei componenti cellulari. Nell’ipertrofia si può avere attivazione di geni silenti
che sono attivi: per esempio durante lo sviluppo embriologico .
Nelle cellula miocardia sotto stress emodinamico lo stimolo più comune è il sovraccarico
emodinamico cronico come nell’ipertensione arteriosa e nei vizi valvulari uno stimolo meccanismo
(stiramento) quale il carico di lavoro. Se si raggiunge il limite dell’ipertrofia come meccanismo di
compenso segue:
-l’insufficienza cardiaca
-eventi degenerativi della cellula con morte cellulare per fenomeni di necrosi o apoptosi.
ATROFIA: riduzione delle dimensioni dovuta a perdita di alcune componenti cellulari (mitocondri,
reticolo endoplasmatico). La cellula può arrivare a morte dopo l’atrofia.
Cause comuni:
perdita di innervazione, atrofia da mancata innervazione
• diminuzione dell’apporto di sangue —> ischemia: nel cervello l’arteriosclerosi porta ad una
• riduzione della perfusione con conseguente atrofia del cervello
inadeguata nutrizione
• perdita stimolazione endocrina
• invecchiamento
• pressione-masse occupanti compromettono le strutture circostanti che possono andare in atrofia.
•
Meccanismi alla base dell’atrofia: si ipotizza tra sintesi e degradazione proteica. Le cellule
atrofiche non sono morte, hanno attività ridotta. L’atrofia viene indotta spesso dagli stessi segnali
che inducono apoptosi.
Esempi di autofagia:
-nel reticolo endoplasmatico si formano vescicole dotate di due membrane
-la vescica avvolge l’organulo e si fonde con un lisosoma
-parte del materiale viene riusato; parte rimane nel vacuolo e da origine ai corpi residui ( ex.
lipofuscine che rappresentano l’accumulo di fosfolipidi nei lisosomi).
AUTOFAGIA: è un processo ubiquitario, regolato nel corso dello sviluppo e in base alla nutrizione
eccessiva. Si associa a malattie neurodegenerative (Parkinson) deficit di autofagia, si associa ai
tumori. L’atrofia bruna è l’accumulo di granuli di lipofuscina.
METAPLASIA: modificazione reversibile per cui un tipo cellulare differenziato viene sostituito con
un altro tipo cellulare anch’esso differenziato. Forma più comune è la metaplasia epiteliale. La
metaplasia può essere un valido meccanismo adattato ma può anche essere una base o indurre la
trasformazione cancerosa.
Meccanismi di metaplasia: è il risultato di una riprogrammazione de cellule staminali presenti nei
tessuti normali o di cellule mesenchimali indifferenziate presenti nel tessuto connettivo. Il processo
è indotto da segnali generati da citochine, fattori di crescita, componenti della matrice
extracellulare. I fattori di trascrizione guidano la cascata di geni fenotipo-specifici verso un tipo
cellulare differenziato.
DANNO CELLULARE:
se la risposta adottiva è insufficiente in relazione allo stimolo e se la cellula è esposta a stress o
agenti tossici, si verificano una serie di eventi che vanno sotto il nome di danno cellulare.
Deriva da un’alterazione strutturale o molecolare all’interno della cellula. Un’alterazione delle
interazioni a livello di cellula-cellula o cellula-matrice contribuisco all’instaurarsi di un danno
d’organo o danno tessutale.
Il danno cellulare è uno stato che si instaura a seguito dell’alterazione della normale omeostasi
della cellula.
La risposta cellulare dipende:
- dal tipo di danno, durata, intensità (breve periodo di ipossia= ischemia; prolungati
periodi=necrosi)
- dalla capacità di adattamento cellulare (polimorfismi genetici possono provocare una diversa
capacità di adattamento)
- da quali sistemi cellulari sono stati danneggiati (se danneggiate una cellula della pelle ha
capacità di ricambio cellulare, viene danneggiato è il nucleo più a rischio di danno)
Quali sono i sistemi cellulari vulnerabili?
Sono stati individuati più sistemi intracellulari particolarmente vulnerabili
respirazione aerobica
• sintesi proteica
• integrità delle membrane cellulari
• integrità dell’apparato genetico (del genoma)
•
a) mantenimento dell’integrità delle membrane (al fine di mantenere l’omeostasi della cellula e
organuli)
b) respirazione aerobica
c) conservazione dell’integrità, apparato genetico della cellula
d) sintesi proteica
e) citoscheletro
2+
f) il Ca intracellulare
RIEPILOGO…
1- cellula normale: svolge il programma genetico, mantiene la normale omeostasi
2- adattamento cellulare: la cellula non è ancora danneggiata, acquisire caratteristiche
morfologiche e fisiologiche a seguito di uno stimolo ormonale che ne preservi la vitalità: lo stadio
adattativo consente alla cellula di modulare la risposta a determinati stimoli
3- danno cellulare: si presenta qualora il limite adattativo della cellula viene oltrepassato
-reversibile: al cessare dello stimolo causa di danno
-irreversibile: la cellula non può tornare alla condizione di normalità segue la morte cellulare
4- morte cellulare: necrosi e apoptosi
MORTE CELLULARE: risultato di diverse cause: ischemia, infezione, tossine, reazioni
immunitarie.
E’ un evento normale nell’embriogenesi. E’ il fine della chemioterapia. Principali vie della morte
cellulare:
-necrosi, sempre patologica
-apoptosi, in seguito ad un’attivazione di un programma suicida controllato ad esempio per
eliminare cellule nell’embriogenesi o per involuzione di tessuti ormono-sensibili. Non sempre
patologica.
NECROSI: complesso di alterazioni strutturali irreversibili comportanti la perdita di qualsiasi
funzione vitale a carico di gruppi cellulari, zone di tessuto, porzioni d’organo.
Danno cellulare reversibile e irreversibile; in un primo momento sono distinguibili
REVERSIBILI IRREVERSIBILI
rigonfiamento cellulare rilascio enzimi lisosomiali
rigonfiamento mitocondriale digestione delle proteine
distacco ribosomi perdita della basofilia
perdita microvilli disintegrazione della membrana
blebs di membrana fuoriuscita degli enzimi
condensazione comatina modificazioni nucleari: piccosi, carieresti, carciolisi
Aspetto morfologico: le cellula necrotiche si presentano in un primo momento rigonfie e
successivamente lisate. Sono note diverse alterazioni cellulari post mortem di tipo litico, tra le quali
quelle che interessano il nucleo sono:
-picnosi, riduzione del volume nucleare
-carioresi, frammentazione del nucleo
-cariolisi: dissoluzione del nucleo
Aspetti istologici del fenomeno necrotico.:
necrosi coagulativa: è il tipo di morte più frequente prodotta da disturbi ischemici. Il tessuto morto
• diventa duro e biancastro.
necrosi colliquativa: prevalgono i fenomeni litici che portano a dissoluzione dell’area colpita. Il
• tessuto morto si disintegra e si liquefa: il fenomeno si verifica, ad esempio, tipicamente nel
cervello. Un’area di necrosi colliquativa in un punto circoscritto.
APOPTOSI: è una forma di morte cellulare che ha lo scopo di eliminare cellule non desiderate
attraverso l’attivazione di una serie di eventi coordinati e interamente programmati portati avanti da
un insieme specifico di prodotti genici.
A differenza della necrosi l’apoptosi è un processo attivo, durante il quale la cellula stessa accende
uno specifico programma che ne determina la morte, una sorta di suicidio. Nel corso dell’apoptosi:
il DNA si frammenta
• il citoscheletro collassa
• la cromatina si condensa
• la cellula si contrae formando una sorta di bolla (blebs) che separandosi dalla cellula formano i
• corpi apoptotici, i quali vengono fagocitati da circolanti professionali o da cellule epiteliali
contigue (fagociti occasionali)
L’apoptosi è responsabile di:
-distruzione programmata di cellule durante l’embriogenesi
-involuzionee ormono-dipendente nell’adulto (es distruzione endometria nel ciclo mestruale)
-morte di cellule nei tumori
-morte dei neutrofili in caso di infiammazione acuta
-morte cellulare indotta da cellule citotossiche (es rigetto trapianti)
-danno cellulare in alcune malattie virali (es epatite virale)
L’apoptosi può essere innescata da una serie di fattori scatenanti, tra i quali:
- assenza di un fattore di crescita o di un ormone
- agenti lesivi specifici
La soppressione dell’apoptosi è uno dei fattori determinanti l’accrescimento della neoplasia e
l’apoptosi rappresenta il punto finale di una cascata di eventi molecolari energia-dipendenti, che
viene innescata da stimoli specifici.
PRINCIPALI STIMOLI LESIVI
TIPO DI CAUSA ESEMPIO
ipossia da alterazioni delle funzioni respiratorie e
circolatorie, o dell’Hb
agenti chimici molti agenti chimici sono tossici es: acidi, basi,
metalli pesanti, solventi
agenti fisici traumi meccanici, danno termico, radiazioni
agenti biologici virus,batteri funghi
immunologica deficienze immunitarie (es AIDS) malattie autoimmuni, allergie
genetica alterazioni cromosom
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