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Patologia generale

Patologia generale è una branca multidisciplinare che studia le cause (eziologia) e i meccanismi delle malattie (patogenesi).

Stato di salute e omeostasi

Stato di salute: uno stato di benessere fisico, psichico e sociale (OMS). Omeostasi: l’organismo è in grado di mantenere costante la sua composizione ogni volta che subisce insulti dall’ambiente esterno (cause esogene) o interno (cause endogene).

Adattamento e malattia

Adattamento: Le cellule che lo costituiscono sono in grado di modulare alcune loro funzioni raggiungendo una condizione di equilibrio diversa da quella originaria. Malattia: Condizione dinamica evolutiva che si manifesta con alterazioni anatomiche e/o funzionali di uno o più organi che alterano l’omeostasi originaria ed inducono una reazione dell’intero organismo.

Evoluzioni della malattia

  • Guarigione: Eliminazione della causa di malattia con restitutio ad integrum.
  • Cronicizzazione: Si verifica quando la causa non è eliminata completamente e si instaura un equilibrio tra noxa patogena e capacità reattiva dell’individuo.
  • Morte: Quando la reazione dell’organismo è insufficiente a controbattere gli effetti dannosi della noxa patogena.

Sintomi e segni

Sintomi: La malattia provoca la comparsa di fenomeni soggettivi (avvertiti dal paziente). Segni: E obiettivi (individuabili dalla visita medica o dalle indagini diagnostiche/strumentali).

Classificazione della malattia

  • Anatomico
  • Funzionale
  • Patologico
  • Eziologico
  • Patogenetico
  • Epidemiologico

Cause della malattia

Esogene: Esterne all'organismo ma presenti nell'ambiente esterno; possono essere di diversa natura:

  • Fisica (radiazioni, corrente elettrica, alte o basse temperature)
  • Chimica (es. l'arsenico, l'ossido di carbonio, cianuri, acidi e basi forti, le tossine batteriche, etc.)
  • Biologica (virus, batteri, miceti, protozoi, prioni)

Endogene: Alterazioni trasmesse ereditariamente, insite nel genoma, che manifestano la patologia all'atto della nascita (es. la Corea di Huntington). Gli effetti di queste cause possono essere per la malattia:

  • Determinanti = quando da sole sono in grado di provocare la malattia.
  • Coadiuvanti = quando facilitano l’azione di altre cause essendo da sole incapaci di produrre la malattia.

Reattività dell’organismo agli agenti patogeni

L’organismo può essere rispetto all’agente patogeno:

  • Ricettivo = Ne subisce le conseguenze.
  • Refrattario = Non ne subisce le conseguenze perché geneticamente incapace di contrarre una determinata malattia (es. l’uomo non può ammalarsi di cimurro che è una malattia che colpisce il cane).
  • Resistente = Pur essendo potenzialmente suscettibile non si ammala poiché possiede poteri di difesa aspecifici dell’immunità naturale che bloccano gli agenti patogeni fin dal primo momento.
  • Reattivo = Se i meccanismi di difesa dell’immunità specifica sono molto efficienti.

Trauma

Il danno che riceve un distretto dell’organismo da parte di un corpo con energia cinetica. Distinguiamo:

  • Traumi superficiali: interessano solo il rivestimento cutaneo.
  • Traumi profondi: Interessano uno o più organi interni.

Oltre al trauma cutaneo si può avere anche uno shock generale: app. cardiocircolatorio > Caduta pressione sanguigna; nervoso > Perdita di coscienza.

Traumi superficiali

  • Abrasione o escoriazione: Distruzione dei strati epidermici superficiali senza sanguinamento.
  • Contusione o ecchimosi: Rottura dei vasi senza soluzione di continuo (senza sanguinamento).
  • Ferita: Soluzione di continuo dei tessuti (con sanguinamento).

Tipi di traumi profondi

  • Rottura: Spappolamento di un organo interno.
  • Volvolo: Torsione dell’ilo di un organo.
  • Pneumotorace: Lesione polmonare, con penetrazione di aria nella cavità pleurica.
  • Pneumo ed emopericardio: Raccolta di aria o di sangue nel pericardio.
  • Pneumo ed emoperitoneo: Raccolta di aria o sangue nella cavità peritoneale.
  • Commozione cerebrale o viscerale: Coinvolgimento dell’encefalo o di organi addominali senza rottura.

Ferite

Manifestazione patologica clinica su base flogistica di un’interruzione traumatica della superficie cutanea o mucosi.

Tipi di ferite

  • Superficiale: quando la lesione non supera il derma.
  • Profonda: quando la lesione oltrepassa il derma.
  • Penetrante in gravità: quando la lesione coinvolge una cavità celomatica (peritoneo, pleura o pericardio).
  • Lacera: anche strappamento dei tessuti.
  • Lacero-contusa: In corrispondenza dei margini della ferita sono presenti anche ecchimosi.
  • Da punta: la profondità prevale sulla lunghezza.
  • Da taglio: la lunghezza prevale sulla profondità.
  • Da punta e taglio: entrambi i parametri.
  • Da arma da fuoco: Dovute a proiettile unico o multiplo.

Guarigione delle ferite

La cicatrizzazione ha varie fasi:

  1. Rottura dei vasi con la ferita e conseguente emorragia.
  2. Formazione del coagulo.
  3. Infiammazione da parte del coagulo e si verifica una flogosi acuta.
  4. Arrivo delle cellule fagocitarie che inglobano il coagulo.
  5. Proliferazione delle cellule connettivali = formazione del tessuto di granulazione.
  6. Guarigione, nel caso di ferite cutanee.

Due modalità di guarigione:

  • Guarigione per prima intenzione: i margini della ferita sono vicini (es. suture).
  • Guarigione per seconda intenzione: La perdita di sostanza è maggiore ed i margini sono distanti l’uno dall’altro.

Le differenze tra le due modalità sono prevalentemente di tipo quantitativo e di tempo di guarigione per il maggior quantitativo di tessuto di granulazione che si deve formare.

Complicanze

  • Infezioni: le ferite possono costituire la porta di ingresso di molti germi ed in particolare (cocchi piogeni quali stafilococchi e streptococchi) molti gram negativi ed i clostridi; sotto forma di spore (quelle del tetano e della gangrena gassosa).
  • Deiscenza: Specie di quelle addominali. Possono essere causate da sforzi durante il processo di guarigione, infezioni e raccolte sottostanti: Più frequenti nei soggetti debilitati. Con una trazione può tirare e riaprirsi.
  • Formazione del cheloide: per eccesso di formazione di tessuto connettivo. Da luogo a cicatrici esuberanti.

Immunoglobuline

Difese già formate dal siero di un'altra persona.

I processi di guarigione dei tessuti profondi

Miocardio, infarto acuto: La cellula muscolare non si replica ma si cicatrizza quindi lascia soltanto il tessuto fibroso e dopo l’infarto comporta un mal funzionamento dell’organo.

Classificazione delle cellule

  • Stabili: es. cellule epatiche del fegato che replicano solo se necessario.
  • Labili: es. cellule del sangue in continua replicazione.
  • Perenni: es. cellule neuroniche non si replicano.

Fratture

Distinguiamo:

  • Fratture complete o incomplete (tipiche dei bambini a legno verde).
  • Fratture composte o scomposte.
  • Fratture comminute (prive di frammenti).
  • Fratture trasversali, oblique, spiroide.
  • Fratture esposte o chiuse.
  • Fratture patologiche (erosione dell’osso da parte di un tumore).

Guarigione delle fratture

Le stesse fasi della guarigione delle ferite con variazione che sono legate alla struttura e composizione del tessuto osseo:

  1. Si forma un ematoma tra i monconi ossei.
  2. Segue una reazione infiammatoria con le cellule fagocitarie che inglobano e digeriscono i detriti e le cellule del coagulo.
  3. Formazione del tessuto di granulazione che congiunge i due monconi formando il callo osseo.
  4. Si forma dapprima il tessuto osteoide (tess. fibroso e cartilagine). Poi si ha la deposizione di sali di calcio per azione di una fosfatasi alcalina prodotta da parte degli osteoblasti.
  5. Altre cellule, gli osteoclasti, rimuovono dal callo la cartilagine e il tessuto osteoide che vengono sostituiti da nuovo tessuto osseo.

Complicanze

  • Infezioni
  • Pseudoartrosi: difettosa formazione dell’osso con persistenza di tessuto fibroso che pur collegando i due monconi manca di rigidità.

Patologie ambientali

Gli effetti termici sul corpo determinano effetti acuti come il colpo di calore e colpo di sole. Effetti sistemici cronici determinano acclimatamento e modificazioni funzionali. Effetti locali determinano ustioni: lesioni provocate da trasferimento di energia termica (o sostanza chimica) da una sorgente di calore.

  • I° Vasodilatazione: eritema
  • II° Infiammazione: bolle/flittene
  • III° Necrosi: escare
  • IV° Combustione: carbonizzazione

La gravità dipende: dall’intensità dello stimolo, dall’estensione (regola del 9), dalla natura dello stimolo e dalla durata.

Conseguenze

  • Infezione: causata dalla perdita di una parte di cute (la nostra prima difesa), perdita dei liquidi: che può portare ad uno shock ipovolemico dando morte immediata per shock settico. Prevenire con infusione di liquidi ed antibiotici.

Lesioni da bassa temperatura

Effetti locali: Congelamento. Effetti sistemici: assideramento (lunga permanenza a bassa temperatura) brivido: espressione di temperatura che sale. Distinguiamo 3 tipi di congelamento:

  • I°: La zona colpita prima impallidisce (vasocostrizione riflessa) poi si arrossa per sopravvenuta vasoparalisi con conseguente stasi sanguigna (iperemia passiva) e formazione di edema. Infine si colora in rosso-bluastro (cianosi) per difetto di ossigenazione dei tessuti.
  • II°: Aumenta l’edema con formazione di bolle dette flittene.
  • III°: Necrosi tessutale.

Patologia da variazioni della pressione atmosferica

La pressione standard esercitata dal peso dell’atmosfera sulla superficie terrestre al livello del mare è di 760 mmHg (con oscillazioni variabili da 745 a 785 mmHg).

Iperbaropatie

Interessa l’uomo che svolge attività nelle profondità di mare o laghi (sub, malattia dei cassoni ecc.). Abbiamo:

  • Aumento pressione atmosferica (tanto maggiore quanto più si scende in profondità)
  • Aumento pressione dei gas nell’aria inspirata (ossigeno, azoto) con conseguente aumento delle pressioni parziali di questi gas a livello polmonare
  • Aumento della loro solubilità (legge di Henry) nel sangue.

In caso di brusca riduzione della pressione per il rapido ritorno alla superficie l’azoto ritorna allo stato gassoso nel sangue determinando l’embolia gassosa. Tali emboli possono determinare ostruzioni vascolari ad es. encefaliche o di altri distretti.

Prevenzione: immersione lenta. Terapia: camera iperbarica.

Ipobaropatie

Si verifica quando l’uomo raggiunge elevate altitudini (alpinismo, ascensione in aerostati, aerei non pressurizzati) dove la pressione atmosferica è ridotta.

  • Riduzione pressione atmosferica
  • Riduzione pressioni parziali dei gas nell’aria inspirata (ossigeno e azoto)
  • Riduzione pressione di ossigeno nel sangue con ridotta saturazione dell’emoglobina
  • Ridotta ossigenazione dei tessuti ipossia ipossica

L’organismo risponde con tachicardia e iperpnea.

Adattamenti cellulari

Le cellule possono rispondere ad eccessive sollecitazioni fisiologiche o a stimoli patologici andando incontro a una varietà di adattamenti cellulari di tipo morfologico e fisiologico. In questa situazione la cellula acquisisce un nuovo equilibrio. Si possono avere modificazioni cellulari riguardanti:

  • La proliferazione
  • Le dimensioni
  • Il differenziamento

Da uno stimolo troppo forte la cellula può andare incontro a morte, o se va incontro ad un adattamento:

Un organo va incontro a cambiamenti:

  • Variazioni positive o negative delle sue dimensioni:
  • Iperplasia: aumento del numero delle cellule.
  • Ipertrofia: aumento delle dimensioni delle cellule.
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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nurse.d92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia generale e fisiopatologia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Ruggeri Sandro.
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