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PATOLOGIA GENERALE

Rovida

PATOLOGIA GENERALE

Elisabetta Rovida (B016909)

libro: “Robbins: fondamenti di patologia e di fisiopatologia”

Introduzione

patologia generale è una scienza multidisciplinare perchè è paragonata a un tronco di un albero che affonda

le radici sulle discipline basilari che studia tutte le caratteristiche di una malattia, dalle cause, l’eziologia,

patogenesi, alterazioni

per passare ai meccanismi patogenetici, la come si evolve la malattia, poi le

molecolari e morfologiche alterazioni funzionali e le manifestazioni cliniche

e infine le che si

manifestano a livello cellulare e tessutale portando a anomalie funzionali responsabili delle manifestazioni

segni) clinico esito).

cliniche (sintomi, soggettivi, e e la sua progressione (decorso e importante che tutte

le alterazioni suddette nascono da alterazioni cellulari, con cambiamenti che portano a manifestazioni

superiori, su tessuti, organi e sull’intero organismo. Si studia il perchè (eziologia) e come (patogenesi) si

altera una condizione di normalità di un individuo.

stato di salute

Lo è, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), “uno stato di completo

benessere fisico, mentale e sociale, e non soltanto la assenza di malattia”.

malattia

La invece, sempre secondo l’OMS, viene definita come “anormalità morfologica, funzionale e/o

psichica che pone in sofferenza l’individuo”. È un insieme di fenomeni che emergono in un organismo

quando questo è sottoposto a una causa morbigena contro la quale reagisce. Certo ci sono le cause di una

malattia, estrinseche e intrinseche, però è molto importante la reazione che mette in atto l’organismo

stesso. in una infiammazione è molto chiaro, si tratta di fenomeni reattivi che si sviluppano in un tessuto

vascolarizzato contro un agente che genera danno. Sono meccanismi automatici di iper-reazioni

dell’organismo contro agenti che anche di per sé non necessariamente sono dannosi e patogeni (vedi

allergie come al polline). I fenomeni che si generano nella malattia sono:

fenomeni passivi: prodotti dal danno causato da agenti eziologici indipendenti dai processi reattivi

• dell’organismo (esempio il calore);

Fenomeni reattivi: sostenuti da meccanismi di difesa dell’organismo;

• Fenomeni riparativi che riportano nel tempo il tessuto o l’organo a una situazione di spegnimento di

• questi fenomeni reattivi per ripristinare la migliore integrità possibile del tessuto, come con cicatrici o

restitutio ad integrum.

completo ripristino della situazione prima del danno, detto

della malattia ad

L’esito può essere la morte, totale o locale (come nella bruciatura), guarigione (restitutio

integrum), rigenerazione, riassorbimento o eliminazione, cronicizzazione, danno permanente, vizio, stato

patologico (mancanza di un organo esempio).

causa di malattia

La possono essere:

- deficit o eccessi nutrizionali (edema, arterosclerosi, tumori ...)

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- Ipossia, dunque scarsità di ossigeno, uno dei danni fondamentali della patologia generale, si verifica nelle

malattie cardiovascolari

- Ischemia, totale assenza di sangue

- Alterazioni equilibrio ormonale

- Agenti fisici (trauma meccanico, variazioni di temperatura, shock elettrico, radiazioni ...)

- Alterazioni genetiche, malattie intrinseche prevedibili anche in fasi gestionali e si dividono in congenite e

ereditarie;

- Agenti chimiche (acidi e basi, sostanze organiche endogene e esogene);

- reazioni immunologiche (malattie autoimmunitarie, malattie che quindi nascono dal sistema immunitario

che nasce per proteggere l’organismo ma può anche essere causa di patologie);

- Agenti infettivi (protozoi, batteri, miceti ...)

fattori estrinseci fattori intrinseci

Nella malattia si individuano quindi e della malattia. Nella patologia

generale si raggruppano le malattie con una serie di processi elementari che riguardano la patologia

cellulare, infiammazione, immunopatologia, alterazioni circolatorie e tumori. Ci sono una serie di criteri per

topografico

cui si possono raggruppare le malattie. Per esempio un criterio come malattie piu o meno

localizzate in base al coinvolgimento di uno o piu regioni dell’organismo, per esempio un cancro, prima

localizzata poi degenera in sistemica, ma lo stesso anche nell’infiammazione. Oppure un criterio

anatomico, funzionale,

sulla base dell’apparato o tessuto prevalentemente coinvolto. Un criterio sulla base

patologico,

della funzione maggiormente compromessa. Un altro criterio è quello sulla base del

eziologico epidemiologico

meccanismo patogenetico. Un criterio si basa sulla causa della malattia, infine

si riferisce alle malattie stagionali, professionali, ricorrenti ecc... L’epidemiologia è la disciplina che

raggruppa le malattie anche per persone, per esempio tra uomo e donna, sottolineando le diversità di

sintomi per trovare le vie migliori di terapia.

normalità

Il concetto di è un concetto che deriva dall’analisi di dove si posizionano alcuni parametri

dell’individuo nel maggior numero di persone. Non è un contenuto di giudizio, ma rappresenta la normale

condizione, statisticamente nel 95% delle persone, basato su trovare diversi parametri e range che sono

fisiologici curva Gaussiana

considerati e che vanno a costituire la normalità. Si distribuiscono su una a

campana in cui si rappresenta sulle ordinate il numero di eventi che corrispondono a quel valore. Il picco

significa che quel valore è manifestato dal maggior numero di eventi, in questo caso individui e si può

decidere quali valori della curva si considerano utili per valutare il parametro biologico. Per questo quindi

l’omeostasi è quell’insieme di meccanismi messi in atto da ogni essere vivente per mantenere costante, sia

sotto l’aspetto costitutivo che sotto quello funzionale, i propri costituenti. Piccole variazioni di questa

condizione occorrono con molta frequenza con la conseguenza che le reazioni omeostatiche sono

condizione originaria

continuamente messe in atto per ripristinare la che si è modificata (es. meccanismi

fisiologici che presiedono al mantenimento dell’equilibrio idrico-salino, di quello acido-base, temperatura

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corporea, in realtà tutte le funzioni vitali). L’omeostasi si

basa su concetti molto importanti. Nella foto accanto ce

un diagramma utile per studiare la temperatura corporea.

Al fine di poterla mantenere costante a un valore piu o

meno fisso ci sono sensori periferici centrali, che portano

le informazioni a un centro detto comparatore che ha un

set point, una specie di temperatura limite di riferimento,

che detta ordini agli agenti effettori per aumentare la

termogenesi o mantenere la termo-dispersione per aumentare e diminuire la temperatura all’occorrenza. Gli

effettori che mantengono il controllo sono a feedback negativo, per cui una volta raggiunta la giusta

temperatura si deve anche interrompere quell’azione. Ci sono anche meccanismi effettori a feedback

positivo quando invece si deve aumentare e amplificare la risposta messa in atto.

Nello schema accanto a sinistra ci sono anelli di rotazione

che mantengono un certo parametro o piu parametri in un

range, rappresentato dallo spazio incluso dalle due linee

nere orizzontali sopra e sotto agli anelli e fintanto che

questi valori sono tra questi limiti si parla di stato di salute.

Uno scostamento da questi valori (freccia che va in alto),

perchè c’è una variazione ambientale ad esempio o una variazione di richiesta funzionale, che porta a

raggiungere per esempio un altro stato stazionario, gli anelli a destra, che non comportano uno stato di

malattia, ma sono degli adattamenti cellulari. Ci sono invece delle uscite da questi range (freccia che va in

basso) che, se non vengono ripristinate per una serie di cause, porteranno a malattia.

Guardiamo alcuni termini riguardo al decorso della malattia:

evoluzione: inizio, decorso e fine;

• acuta:

Malattia che arriva rapidamente all’acme, inoltre dura meno della malattia cronica (infiammazione)

• cronica:

Malattia dura più a lungo della malattia acuta, giorni, mesi o anni (leucemie croniche)

• Sintomi: soggettivi;

• Segni: oggettivi che si riscontrano dal medico con la visita e l’osservazione;

• Anamnesi: storia familiare e personale del paziente;

• Diagnosi: raccolta di dati di laboratorio;

• Prognosi: giudizio sul decorso ed esito della malattia;

• Terapia: causale (identificato dalla causa si cerca di rimuoverla) o sintomatica (si curano i sintomi)

L’adattamento è la capacità che hanno le cellule di modulare alcune loro funzioni in occasione ad eventi

stressanti di vario tipo in modo da raggiungere una condizione di equilibrio diversa da quella originaria. Si

tratta quindi di risposte funzionali e strutturali reversibili.

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Cammino verso il paziente elementare

paziente elementare cellula,

Il effettivamente è la la prima entità che soffre a variazioni di stimoli esterni.

Robert Hooke nel 1665 fu il primo a coniare il nome cellula con un primordio di microscopio guardando dei

pezzi di sughero fatto di cellule vegetali morte. Osservò queste celle vuote chiamandole cellule. Dopodiché

teoria cellulare di Schleiden e Schwann

la dove questi due scienziati studiarono che tutti i tessuti sono

fatti da unità singole microscopiche. La terza tappa fu quella con Virchow, considerato il padre della

patologia moderna.

Quando la cellula, l’individuo in generale è immersa in stimoli diversi, reagisce e può essere in qualche

modo danneggiata da questi insulti esterni attivando meccanismi riparativi nella cellula che nella maggior

parte dei casi avrà effetti riparativi, altri invece negativi. Si può a volte raggiungere invece un nuovo

equilibrio senza dare danno per la cellula. Si puo avere un nuovo stato stazionario e una nuova omeostasi.

La cellula normale può avere stress o stimolo dannoso, con

l’adattamento può cambiare, ma lo stesso adattamento può

essere inefficiente, o poco adatto, con danno cellulare. Anche

con stress cellulare la cellula può essere danneggiata, ad

esempio a livello del DNA e la cellula è capace di ripararlo, per

reversibile

cui il danno puó essere in più o meno tempo e

tornare alla normalità. Se il danno è grave, persistente o

ricorrente, la cellula non riesce a riparare i danni, per cui diventa

irreversibile e la cellula subisce quei cambiamenti che portano

alla morte cellulare, necrosi o apoptosi.

Quando guardiamo la gravità di un danno, la risposta al danno in generale è proporzionale in qualche modo

alla severità del danno. Significa che se c’è un danno lieve la cellula risponde (esempio ingrossando),

raggiungendo un nuovo stato stazionario e tornando allo stato di normalità quando invece il fattore

perturbante viene rimosso. Se invece il danno è di un entità di certo tipo, lo stimolo dannoso puo essere

tale che il danno della cellula possa diventare irreversibile, portando alla morte cellulare. Tra severità del

danno e morte cellulare non ce sempre un andamento lineare, dipende da tanti fattori.

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ADATTAMENTI CELLULARI (6/03-13/03)

La cellula puó essere sottoposta a modifiche dell’ambiente che la circonda, ci puó essere un agente

patogeno più o meno forte. Questo adattamento che riguarda le singole cellule, ma manifestandosi a livello

del tessuto e organo, puó avvenire in diverse attività, modificazione del citotipo e delle caratteristiche

cellulari. Si può avere o un incremento, positivo o negativo, del

ipertrofia,

volume delle cellule che lo compongono, o incremento

neoplasia.

del numero delle cellule, La riduzione dell’attività

atrofia

cellulare passa anche per la riduzione del volume cellulare,

metaplasia

o riduzione delle dimensioni di organo o anche la

come cambiamento del citotipo. Questo accanto è uno schema

che riassume tutto visivamente, l’organo o tessuto possono

aumentare in dimensione per numero cellulare (neoplasia) o per volume cellulare (ipertrofia). Nell’ipotrofia o

ipoplasia invece si comporta una diminuzione del tessuto dell’organo per diminuzione del numero di cellule

e/o volume delle cellule. Indicativamente, per capire perche alcuni tessuti rispondono con uno o l’altro

adattamento, va ricordato che ci sono alcuni tessuti fatti con cellule a piu (tessuti labili) o meno (tessuti

stabili) propensione a proliferazione cellulare e altri che invece non vedono proliferazione (tessuti perenni). In

quasi tutti i tessuti ci sono dei compartimenti di cellule staminali che possono portare a parziale

rigenerazione di quel tessuto. L’altro elemento è che quando parliamo di adattamento ci riferiamo alla

componente del parenchima del tessuto, ma il tessuto è anche fatto da altri tessuti cellulari, necessita

ovviamente di apporto ematico e quindi si parla anche di matrice extracellulare e tutto cio che circonda le

cellule.

⇨ IPERPLASIA, è l’aumento del volume di un organo/tessuto dovuto all’incremento numerico delle

cellule-parenchimali che lo compongono, ma anche di altre componenti. Avviene in tessuti in cui le

cellule possono proliferare, siano essi stabili o labili. Puo essere:

Fisiologica, quindi puó essere a seguito di:

• - stimolazione ormonale, come la proliferazione all’epitelio ghiandolare della mammella alla

pubertà e durante la gravidanza, o l’utero (endotelio e miometrio) in gravidanza insieme a

ipertrofia del miometrio (sopratutto però coinvolto in fenomeni di ipertrofia).

- aumento della richiesta funzionale-compensatoria, è sempre un tipo di iperplasia

fisiologica, e quindi aumento del volume del tessuto/organo a causa di maggior numero

cellulare, e in questo caso si trova ad esempio una iperplasia dei tubuli del rene dopo

resezione dell’altro rene, la nefrectomia, oppure anche lo stesso fenomeno di rigenerazione

epatica a seguito di epatectomia parziale.

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Patologica, eccessiva stimolazione ormonale/fattori di crescita.

si trova sopratutto a seguito di

• Si possono quindi distinguere:

- Iperplasia benigna dell’endometrio, che avviene per eccesso assoluto o relativo del

rapporto estrogeni/progenitrici (a favore degli estrogeni), con proliferazione dell’endometrio

ed è una lesione pre-cancerosa, per cui aumenta la probabilità di sviluppare il cancro

all’endometrio.

- Iperplasia prostatica benigna;

- Iperplasia cutanea e delle mucose, come le verruche;

- Iperplasia del tessuto connettivale, nella riparazione delle ferite (cheloidi);

- Iperplasia surrenale, di Cushing,

con aumentata produzione di cortisolo (sindrome che

colpisce prevalentemente le donne).

L’iperplasia quindi non è un tumore, ma l’iperplasia patologica costituisce terreno fertile in cui la

proliferazione tumorale puó essere maggiormente probabile. Guardando qualche tessuto nello

citochine,

specifico, per esempio nel fegato, si ha iperplasia degli epatociti e qua ci possono essere

fattori di crescita, che hanno recettori sulle cellule

bersaglio e inducono risposte segnalatore che

trasducono a livello nucleare delle risposte, in questo

caso quindi di proliferazione. Alcune citochine

preparano l’epatocita a essere ricettivo a stimoli di

TNF-alfa IL-6 priming

crescita, e hanno attività di TGF-

seguiti da stimoli mitogenici veri e propri, dati dal

alfa, Hedgehg,

dal segnalatore l’HGF (Hepatic Growth Factor) l’EGF (Epidermial Growth Factor) e atri

segnali che stimolano la proliferazione degli epatociti. Questi una volta che hanno attivato la loro

proliferazione vanno avanti con altre cascate segnalatorie per produrre altri fattori che stimolano

cellule di kupfer, cellule endoteliali cellule stellate

cellule che si trovano nelle vicinanze del fegato, o

Trasforming Growth Factor

epatiche, che a loro volta producono fattori, principlamente il con cui si

reprime l’iperproliferazione degli epatociti e quindi fondamentalmente si rallenta la crescita,

fondamentale per esempio quando si osserva l’iperplasia fisiologica in seguito a epatectomia

parziale. È un classico tipo di feedback negativo. Un altro tessuto che possiamo guardare è

l’ipertrofia di un utero gravidico, nella foto sottostante, molto piu grande di un utero normale. Nella

figura B vediamo una vicinanza stretta tra i nuclei, cio significa che ce un’alta cellularità, mentre nella

figura C si vede come i nuclei distanziati invece portino a

riscontrare un aumento del volume cellulare. Quindi ipertrofia

a livello del miometrio associato anche a iperplasia e

iperplasia anche dell’endometrio. 7

⇨ IPERTROFIA, consiste nell’aumento del volume di un organo/tessuto dovuto all’aumento delle

dimensioni delle cellule-parenchimali che lo compongono per aumento del contenuto proteico e di

organelli. Avviene spesso in tessuti in cui le cellule hanno perso la capacità di dividersi. Anche in

questo caso possiamo avere un a suddivisione in:

Fisiologica, quindi puó essere a seguito di:

• - stimolazione ormonale, utero in gravidanza, ipertrofia insieme a iperplasia del miometrio e

dell’endometrio, esempio è la mammella durante l’allattamento;

- aumento della richiesta funzionale-compensatoria, raramente troviamo l’ipertrofia isolata

(vedi endometrio e miometrio dove avviene sempre insieme anche all’iperplasia), ma quella

ipertrofia pura

che viene detta si verifica per esempio nel muscolo scheletrico di un atleta,

che prevede inoltre anche, come ulteriore forma di adattamento, la produzione maggiore di

proteine contrattili, oppure anche l’ipertrofia cardiaca, sempre nell’atleta, oppure anche

durante la gravidanza (sempre ipertrofia pura).

Patologica, in questo caso è di due tipologie:

• - compensatoria, per esempio un sovracc

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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ale_fani di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Dello Sbarba Persio.
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