Patologia generale
Introduzione alla patologia generale
La patologia generale è il tronco di quest'albero, perché è una disciplina che prende informazioni da materie di base e va ad essere caposaldo per la patologia sistemica (cliniche), quindi materie più specifiche. Ha il ruolo di fornire a chi si approccia allo studio medico, tutte le informazioni generali che riguardano i principi che sono alla base delle patologie umane; vengono quindi trattate le alterazioni che si discostano da condizioni fisiologiche, ma in maniera generale.
Vari tipi di studi patologici
- Epidemiologia
- Medicina clinica
- Fisiopatologia
- Istopatologia
- Citopatologia
- Biochimica
- Biofisica
- Biologia molecolare
Appunti a cura di Marioncini Gaia
Patologia generale: scienza multidisciplinare
La patologia generale è una scienza multidisciplinare che studia:
- Agenti/cause: che provocano la comparsa di una patologia; si studia l’agente (eziologia= conoscenza delle cause delle manifestazioni patologiche).
- Eziologia
- Patogenesi: meccanismi attivati da agenti eziologici che possono modificare in modo diretto o indiretto lo stato di salute.
Patogenesi + eziologia = eziopatogenesi. L’eziopatogenesi è fondamento della medicina; fornisce la possibilità di conoscere meglio una malattia per renderla sempre più curabile.
Terminologia per la localizzazione di una manifestazione patologica
- Focale: alterazione presente nell’organismo, ben delimitata in un punto preciso, si parla di focolaio distinto di malattia.
- Diffusa: la malattia è estesa e occupa un’area più estesa di quella focale.
- Disseminata: la malattia si manifesta come insieme di più focolai distinti.
- Sistemica: la malattia interessa tutto un sistema.
- Generalizzata: malattia diffusa a tutto l’organismo.
Principali criteri di classificazione delle malattie
- Topografico: in base all’area del corpo prevalentemente interessata, nonostante possa essere estesa.
- Anatomico: in base al tessuto/organo prevalentemente interessato.
- Funzionale: sulla base della funzione maggiormente compromessa.
- Patologico: in base alla natura del processo patologico, esempio malattia degenerativa.
- Eziologico: in base alla causa, ad esempio malattia infettiva, virale, ecc.
- Patogenetico: riguarda le malattie professionali.
- Epidemiologico: su base di dati statistici, dimostrante la maggiore incidenza in determinate categorie o in periodi dell’anno (es. malattie stagionali, di determinate categorie professionali).
Appunti a cura di Marioncini Gaia
Condizioni di scostamento dallo stato fisiologico, non di tipo patologico
- Fenomeno morboso: deviazione più semplice della norma di un carattere morfologico/ biochimico/ funzionale di un organo; ad esempio un’abrasione, se comporta solo il sollevamento degli strati più superficiali della cute senza sanguinamento, non può essere considerata una patologia, è semplicemente una condizione alterata rispetto a quella fisiologica.
- Processo morboso: associazione di più fenomeni morbosi, ad esempio l’infiammazione.
- Stato morboso: manifestazione patologica stazionaria (stabile), capace di rendere l’individuo più vulnerabile, e suscettibile alla comparsa di manifestazioni patologiche, ad esempio la mancanza di un rene.
Malattia dinamica
Condizione che evolve, si manifesta con alterazione anatomica e/o funzionale, che può interessare uno o più distretti corporei. Esistono diversi tipi di evoluzioni:
- Guarigione: ritorno a condizioni fisiologiche precedenti alla malattia;
- Cronicizzazione: la malattia non arriva a guarigione, accompagnando il paziente anche per un periodo molto lungo;
- Morte: la malattia è oggetto di studio della patologia generale; è definita come l’alterazione dello stato di salute. Alla base di essa, compare un’alterazione cellulare.
Concetto di salute
La cellula in patologia è considerata come paziente fondamentale, perché le malattie derivano sempre da alterazioni cellulari.
Salute: Stato di salute fisico, mentale, completo benessere sociale, e non solo assenza di malattia o infermità. Lo stato di salute sarà tanto più conservato, quanto più si avrà:
- Basso contatto con agenti eziologici
- Buona funzionalità del sistema immunitario
Una modificazione di queste condizioni porta a malattia. Appunti a cura di Marioncini Gaia
Tipi di decorso delle malattie
- Acuto: condizione in cui la malattia si sviluppa rapidamente all’acume;
- Cronico: dura molto a lungo.
Alcuni termini medici
- Sintomi: fenomeni soggettivi avvertiti dal paziente, e obiettivi (individuabili dalla visita medica e/o dalle indagini di laboratorio, in seguito ad approfondimento svolgendo esami diagnostici specifici, in base ai sintomi).
- Diagnosi: riconoscimento del tipo di malattia tramite analisi critica dei sintomi.
- Terapia: cura specifica per la malattia diagnosticata.
- Prognosi: capacità di predire la durata e l’esito della malattia sulla base dell’esperienza e delle conoscenze del medico.
Eziologia (cause di malattia)
Esistono due tipi di cause:
- Esogene: presenti nell’ambiente esterno;
- Endogene: associabili ad alterazioni riscontrabili all’interno dell’organismo, ad esempio le cause alla base delle alterazioni genetiche.
L’eziologia può essere:
- Singola: una sola causa di malattia;
- Multifattoriale: esistenza di concause che possono determinare lo sviluppo e il sostentamento della malattia (cause predisponenti, scatenanti).
Cause di malattia esogene ed endogene
Appunti a cura di Marioncini Gaia
Le cause esogene/estrinseche provengono dal mondo esterno. Possono essere di vario tipo, in base alla natura dell’agente eziologico da cui sono provocate, che può essere:
- Fisica
- Chimica
- Biologica
- Alimentari
Le cause endogene/intrinseche sono studiate dalla patologia genetica; si occupa di studiare le malattie genetiche ereditarie, e tutti gli aspetti della malattia riconducibili ad un'alterazione del genoma. Esempi: malformazioni congenite, malattie ereditarie.
Gravità delle alterazioni di salute
Quando consideriamo una malattia, intesa come alterazione dello stato di salute, osserviamo diversi livelli di gravità di queste alterazioni:
- Traumi dei tessuti cutanei, senza perdita di sangue: escoriazioni, contusioni (o ecchimosi);
- Traumi più profondi, con perdita di sangue: ferita superficiale/profonda/lacera/lacero-contusa
Agenti eziologici biologici
I micro parassiti includono batteri, virus, funghi, protozoi. Quando si ha l’intrusione all’interno del corpo di un micro parassita, parliamo di infezione; per prevenire l’insorgenza di un’infezione e/o evitare che questa si propaghi, vengono impiegati disinfettanti.
I macro parassiti, visibili a occhio nudo, includono elminti (es. tenia), artropodi (es. pidocchi). Quando si ha l’intrusione all’interno del corpo di un macro parassita, parliamo di infestazione, contrastata con la disinfestazione.
Patogenicità di un parassita
Parassita = agente che determina insorgenza di una malattia. Diversi sono i parametri da considerare per valutarla; essa dipende da:
- Virulenza del microrganismo: Si considerano la carica microbica, proprietà invasive, tossigenicità, resistenza agli agenti antimicrobici, mimetismo antigenico, induzione di risposte nell’ospite.
- Resistenza offerta dall’ospite: Dipende da conformazione genetica/anatomica/fisiologica, sistema immunitario. In particolare, sono da considerare gli aspetti locali: barriere meccaniche (come la cute), secrezioni di superficie, sottrazione di ioni ferro, immunità aspecifica, anticorpi specifici (contro microrganismi che il corpo ha già “conosciuto”).
Agenti eziologici fisici
È necessario considerare alcuni parametri fisici, come:
- Calore, inteso come variazione della temperatura.
- Basse temperature, che agiscono in particolare sulle estremità corporee.
- Pressione atmosferica
- Nutrizione
Come si trasmette il calore?
- Conduzione: per contatto diretto
- Convezione: tramite aria o liquidi
- Irraggiamento: attraverso il vuoto
Ustioni e gradi di gravità
Un esempio di evento lesivo del calore, a livello cutaneo: ustioni. Diversi gradi di gravità:
- Primo grado: Comporta una piccola variazione dello stato di salute, ovvero un aumento dell’apporto sanguigno in una certa zona, determinato dalla dilatazione dei vasi sanguigni.
- Secondo grado: Comporta necrosi (comprende tutte le modificazioni che si verificano nella cellula, che è già morta), edema sottoepidermico (rigonfiamento con accumulo di liquidi), ed iperemia (aumento apporto ematico dovuto a vasodilatazione).
- Terzo grado: Comporta necrosi dell’epidermide e del derma.
Pressione atmosferica
Causa di:
- Iperbaropatie: aumento importante della pressione atmosferica.
- Ipobaropatie: diminuzione importante della pressione atmosferica.
Al variare della pressione atmosferica, il corpo umano è in grado di attivare meccanismi di adattamento alle condizioni in cui ci si trova; ciò avviene, però, in modo graduale. Se la variazione di pressione atmosferica risulta troppo repentina, si incorre in condizioni patologiche. Un tipico esempio è quello dei sub, che nel momento di risalire in superficie, devono prestare particolare attenzione, risalendo in modo lento e graduale, in modo da riuscire ad eliminare attraverso la respirazione le bolle gassose che si vengono a formare nel sangue, evitando che queste vadano ad ostruire vasi sanguigni. Nel momento in cui la risalita non fosse adeguatamente lenta, possono insorgere malori, curati a mezzo di camere iperbariche (in cui avviene la decompressione che sarebbe dovuta essere effettuata in mare), che consentono l’eliminazione delle bolle gassose precedentemente citate, senza determinare danni all’organismo.
Nutrizione
Iperalimentazione può essere associata ad alcune patologie, in particolare cardiovascolari, ma anche diabete, ecc. Ipoalimentazione può portare a carenza di micronutrienti, causa di alcune patologie, come osteoporosi (carenza di calcio e vitamina D). Il regime alimentare dev’essere equilibrato, e adatto ad ogni fase e condizione fisiologica dell’individuo.
Agenti eziologici chimici
Alcuni esempi includono:
- Acidi/basi forti
- Sostanze tossiche: veleni e tossine (ad es. di funghi con alta epatotossicità)
- Sostanze chimiche: xenobiotici
Nel momento in cui si ha un contatto con una delle sostanze sopracitate, l’organismo può “gestirle” in differenti modi. Introduciamo a questo punto il concetto di biotrasformazioni: reazioni enzimatiche che trasformano sostanze che NON hanno caratteristiche alimentari, in composti più polari, in modo da essere allontanati dall’organismo. A confronto con il composto iniziale, queste reazioni possono portare a detossificazione (diminuzione attività biologica associata alla sostanza), oppure attivazione (aumento dell’attività biologica associata alla sostanza).
Fattori modulatori nell'interazione con sostanze chimiche
- Età
- Fattori socio-ambientali: condizioni associate a regime alimentare, alcolici, fumo, contaminanti ambientali e occupazionali, stati patologici come malattie epatiche (minore capacità di biotrasformazione)/extraepatiche.
- Fattori genetici
Radiazione
Particolare modo in cui l’energia si propaga. Siamo soggetti ogni giorno alle radiazioni naturali. Distinguiamo:
- Radiazioni eccitanti: hanno energia < 10 eV.
- Radiazioni ionizzanti: hanno energia > 10 eV. Ne fanno parte raggi X, γ, α, β, cosmici.
Nella tabella sovrastante si osserva che, in base all’energia e al tipo della radiazione, si hanno effetti molto diversi tra loro, con gravità differente:
- Fase fisica: si verifica nell’ordine dei secondi.
- Fase chimica: produzione di radicali liberi; si verifica nell’ordine di secondi.
- Fase biomolecolare: danni a livello del DNA, ma anche alle proteine. Si verifica da secondi a ore.
- Fase biologica: si osservano fenomeni di morte, dalla singola cellula, fino a quella dell’individuo. Si verifica da ore a decenni.
Per conoscere e studiare l’effetto delle radiazioni sulla materia vivente, dobbiamo considerare l’efficacia biologica relativa (EBR) e il trasferimento di energia lineare (LET).
Tipi di radiazioni in base al LET
- Radiazioni a basso LET: nel momento in cui colpiscono il DNA, hanno un andamento irregolare, e provocano cumuli di energia in punti molto distanti tra loro. Possono, o meno colpire il nucleo. Hanno maggiore capacità penetrativa, attraversano quindi un maggior numero di cellule.
- Radiazioni ad alto LET: possono attraversare un minor numero di cellule, ma hanno come bersaglio il nucleo delle cellule. Attraversano un minor numero di cellule.
L’effetto delle radiazioni dipende dal fatto che queste siano a basso/alto LET. Le radiazioni possono avere un effetto:
- Diretto: la radiazione colpisce direttamente la macromolecola bersaglio della cellula (DNA), o proteine, determinando modificazioni importanti all’interno delle cellule stesse.
- Indiretto: la radiazione colpisce la molecola intermedia fondamentale, che è quella dell’acqua, per dare origine a un radicale, e ad un radicale idrossile. Saranno poi queste ultime due molecole ad interagire con il DNA cellulare e determinare cambiamenti. L’effetto indiretto può anche essere mediato dalla molecola dell’ossigeno, dando origine a radicali liberi (es. acqua ossigenata). Gli intermedi radicalici che abbiamo appena nominato, sono molecole estremamente reattive.
Altri bersagli delle radiazioni
Le radiazioni colpiscono anche:
- Membrane (plasmatica, e quelle che costituiscono organuli, quindi quelle mitocondriali). L’azione dei radicali liberi sulla sua componente lipidica, può portare ad un processo noto come perossidazione lipidica; questa condizione porta danno alle membrane. Nel mitocondrio, avviene la respirazione cellulare, e un loro danneggiamento è alla base di lesioni della cellula, che portano a modificazioni della cellula stessa.
Tipi di danno al DNA
- Danno alla singola base.
- Perdita di una base.
- Strand breaks (rotture dei filamenti):
- Single strand breaks
- Double strand breaks
Esistono diversi meccanismi di riparazione del DNA, che possono intervenire in specifici tipi di danno. Nel momento in cui dovesse mancare una riparazione, il danno sarebbe trasmesso alle cellule figlie, fissato nel DNA, originando una mutazione.
Alterazioni da radiazioni ionizzanti
Le alterazioni dovute a radiazioni ionizzanti, sono fortemente dipendenti dalla quantità di radiazione ricevuta dal nostro organismo. Ne deriva che all’aumentare della dose a cui l’organismo è sottoposto, il danno è sempre più esteso e grave. Possiamo avere anche delle conseguenze tardive, più o meno gravi, come:
- Cataratta
- Leucemie
- Altri tumori
- Invecchiamento precoce
- Sterilità
Alterazioni da radiazioni eccitanti
Ci soffermiamo sulle radiazioni UV. Ne esistono 3 tipi:
- UV-A non vengono schermate.
- UV-B parzialmente schermate dall’ozono.
- UV-C schermate grazie all’azione dell’ozono.
Effetto delle radiazioni UV
Quando entrano in contatto con la materia vivente possono avere effetto:
- Diretto
- Denaturazione proteica: Viene modificata la struttura terziaria delle proteine, che perdono così la loro funzione.
- Perossidazione lipidica: Porta a modifica delle strutture membranose.
- Alterazioni del DNA: Porta a danni come 6-4-fotoprodotti e dimeri di pirimidina. *In seguito all’azione dei raggi UV, può crearsi un legame tra citosine (dimero); questo danno, nel momento in cui entra in divisione cellulare, può essere riparato, oppure trasmesso alle cellule figlie.
- Indiretto: Alcune sostanze (ad es. sostanze nei profumi, alcuni farmaci) hanno effetti fotodinamici, ovvero possono essere attivati dall’azione e dall’incontro delle radiazioni, provocando effetti riscontrabili a livello cutaneo.
Capacità penetranti delle radiazioni UV
Le radiazioni hanno diverse capacità penetranti nei confronti della cute:
- UV-A: attraversano lo strato corneo, i cheratinociti fino ad arrivare allo strato basale e oltre, arrivando quindi al derma.
- UV-B: la loro capacità penetrante si ferma allo strato basale.
- UV-C: hanno la minor capacità penetrante, ma maggiore capacità di interagire con il DNA; ciò vuol dire che queste radiazioni a contatto con il DNA hanno maggiore possibilità di creare danno allo stesso DNA.
Processi di adattamento alle radiazioni UV
- Iperpigmentazione: Regolato dal processo di melaninogenesi.
- Ispessimento cutaneo: Ipercheratosi.
Danni da radiazioni UV
Esposizione acuta può portare a:
- Eritemi (UV-A, UV-B, UV-C)
- Edema (UV-B)
- Flittene (UV-B)
- Congiuntiviti (UV-B, UV-C)
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