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Infiammazione (Flogosi)

Infiammazione: Risposta dei tessuti connettivi vascolarizzati ad un danno tessutale. Risposta a carattere prevalentemente difensivo, generica e aspecifica. È presente negli organismi viventi dotati di un sistema circolatorio organizzato e a carattere locale.

Essudato

Essudato: un liquido infiammatorio extravascolare con elevata concentrazione proteica, 5-6%, contenente detriti cellulari e con peso specifico superiore a 1,020. Può essere:

  • Sieroso: Ricco di mucopolisaccaridi, scarse cellule ematiche.
  • Fibrinoso: Ricco di coaguli di fibrina. Presente in gravi forme infiammatorie con fuoriuscita del fibrinogeno.
  • Catarrale: Notevole viscosità per presenza di nucleoproteine provenienti da lisi cellulare.
  • Purulento: Liquido molto viscoso, grande quantità di neutrofili, integri o lisati. Parte sierosa ricca di proteine plasmatiche, nucleoproteine.
  • Emorragico: Alterazione profonda dell'endotelio.

Infiammazione cronica

Infiammazione cronica: Persistenza dello stimolo flogogeno che causa un prolungamento dell'infiammazione acuta. Sequenza di episodi flogistici subentranti (più infezioni acute). Processo cronico a lento sviluppo (ab initio).

Ruolo dei macrofagi

Macrofagi sono attivati da citochine, dalle cellule T attivate o da stimoli non immunologici. Le principali cellule coinvolte nell'infiammazione cronica sono i macrofagi resistenti e macrofagi attivati, che si trasformano morfologicamente e funzionalmente in cellule epiteloidi e cellule giganti multinucleate.

Granuloma tubercolare

Formazione: fuoriuscita dai vasi capillari dei neutrofili che fagocitano i bacilli. Dopo 24 ore compaiono i monociti macrofagi. In minima parte i micobatteri possono replicare all'interno dei macrofagi. Cellule fagocitiche si trasformano in cellule epiteloidi, che si fondono formando cellule multinucleate giganti di Langhans. Dopo due settimane si ha l'inalazione dei bacilli con formazione di strato fibroblasti che delimita il granuloma. Esso è quasi privo di vasi sanguigni, portando alla necrosi delle cellule fagocitarie. La necrosi centrale del tubercolo si estende e lo coinvolge interamente: necrosi caseosa dovuta alla lisi da parte di enzimi contenuti nei granulociti neutrofili, porta alla diffusione dell'infezione nell'organismo.

Tubercolosi

La tubercolosi (TB) è una malattia infettiva causata da M. Tuberculosis.

Primaria

Inizia quando i micobatteri raggiungono gli alveoli polmonari, dove attaccano e si replicano all'interno dei macrofagi alveolari. Si forma il "complesso primario", un piccolo focolaio di infezione tubercolare nei polmoni associato a rigonfiamento dei linfonodi dell'ilo polmonare.

Secondaria

Dovuta o ad una TB primaria non controllata o ad una reinfezione esterna. Porta alla formazione di granulomi secondari nell'apice del polmone, fegato, rene, ecc. Si hanno cavità che si rompono versando il contenuto nel parenchima polmonare: il sangue diffonderà l'infezione nell'organismo (tubercolosi miliare secondaria) e il polmone espellerà il micobatterio nell'ambiente.

Granuloma lebbra

Colpisce la pelle e i nervi periferici causata da Mycobacterium leprae (BH). Dopo essere penetrati nel derma, i BH si moltiplicano all'interno delle cellule del sistema monocito-macrofagico: se i macrofagi riescono a distruggere i BH, l'infezione abortisce; se non riescono a contenere l'infezione, la malattia si evolve. I BH attaccano gli istiociti del derma e le cellule di Schwann dei nervi periferici. Se essa è sufficiente ad arginare l'infezione, la malattia viene delimitata in una o poche lesioni nelle quali i BH sono rarissimi (forma tubercoloide); all'estremo opposto, se non c'è nessuna risposta, i BH si disseminano a tutto l'organismo (forma lepromatosa).

Sarcoidosi

Sarcoidosi è una malattia di Besnier Boeck Schaumann, granulomatosa cronica e multisistemica, che interessa polmoni, linfonodi ilari e parenchima.

Processi riparativi

Rigenerazione: ripristina il tessuto leso e si verifica nei tessuti ad alto potenziale replicativo.

Riparazione: ricostruisce parzialmente il tessuto leso. Alla riparazione contribuiscono: cellule labili/stabili sane circostanti la lesione e la componente connettivale del parenchima (fibroblasti).

Mediatori chimici dell’infiammazione

Molecole che, in corso di infiammazione acuta, regolano eventi di rilievo. Specifici recettori: la maggior parte dei mediatori esprime la propria attività biologica legandosi sulle cellule bersaglio. Altri mediatori possono stimolare il rilascio di chimici da parte delle cellule bersaglio; possono avere come bersaglio uno o molte cellule diverse con emivita breve. Quasi tutti i mediatori sono potenzialmente dannosi.

Mediatori di natura proteica

Sintetizzati dal fegato e rilasciati nel plasma. Esistono in circolo sotto forma di precursori inattivi che vengono attivati in corso di reazione infiammatoria.

Amine vasoattive

Istamina: Potente azione vasodilatatrice. Mediatore principale delle prime fasi dell’infiammazione acuta. Agisce sulle cellule endoteliali del microcircolo. Il suo rilascio può essere determinato da una serie di stimoli: lesioni traumatiche, azioni di fattori del complemento, interazione di porzioni Fc di IgE, interleuchine IL-1 e IL-8.

I recettori dell'istamina

Classe di recettori accoppiati a proteine G che hanno l'istamina come ligando endogeno. Sono conosciuti quattro tipi diversi di recettori dell'istamina, che si trovano in regioni diverse con effetti diversi. Le proteine G eterotrimeriche consistono di tre subunità α, β, γ. L'associazione del trimero con il recettore determina la dissociazione del trimero dalla proteina G in α e βγ.

  • H1: Cervello, muscolo liscio bronchi e vasi, tratto gastrointestinale, cellule endoteliali, linfociti, neutrofili, eosinofili. Sono accoppiati a proteine G ed agiscono con un aumento del calcio intracellulare tramite attivazione della fosfolipasi C. La loro attivazione da parte dell’istamina provoca l’aumento del calcio che attiva la nitrossido-sintasi con la formazione del nitrossido (NO), che funziona da mediatore con formazione di cGMP e conseguente vasodilatazione. I loro effetti sono: contrazione della muscolatura liscia bronchiale, vasodilatazione, aumento della permeabilità capillare, mantenimento dello stato di veglia, stimolazione del vomito.
  • H2 e H3: Accoppiati a proteine G con conseguente attivazione dell’adenilato-ciclasi, formazione di cAMP, attivazione di protein-chinasi A ed aumento del calcio intracitoplasmatico.
    • H2: Si trovano in parete gastrica, sistema immunitario, cardiovascolare, SNC. Effetto: aumento della secrezione acida dello stomaco di pepsina e fattore intrinseco, vasodilatazione.
    • H3: Autorecettori presinaptici nel SNC. Effetti: controllo di biosintesi e rilascio di istamina e neurotrasmettitori. Correlati alla riduzione dell’influsso di Ca attraverso i canali di tipo N.
  • H4: Tutte le cellule emopoietiche. Immunomodulazione: modula in senso di attivazione la risposta immunitaria.
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Scienze mediche MED/04 Patologia generale

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