Livelli di interventi del laboratorio
Anamnesi
L'anamnesi è fondamentale per comprendere la storia clinica del paziente e individuare eventuali fattori di rischio.
Esami diagnostici di base
Gli esami diagnostici di base comprendono test iniziali per la valutazione dello stato di salute generale del paziente.
Esame obiettivo di laboratorio
L'esame obiettivo di laboratorio consiste in un'analisi fisica dettagliata per raccogliere informazioni cliniche cruciali.
Esami d’urgenza
Gli esami d’urgenza sono test eseguiti quando è necessario un rapido intervento clinico.
Esami diagnostici di approfondimento
Quando i risultati iniziali non sono conclusivi, vengono eseguiti esami diagnostici di approfondimento per una valutazione più dettagliata.
Decisione clinica
Esami di monitoraggio
Gli esami di monitoraggio sono utilizzati per controllare l'andamento di una patologia o l'efficacia di un trattamento.
Decorso farmaci tossici
Il decorso dei farmaci tossici viene monitorato per prevenire effetti collaterali gravi.
Esame obiettivo
- Cute: pallore, cianosi, ittero, petecchie, ecchimosi, noduli, teleangectasie, lesioni da grattamento
- Occhi: pallore o ittero delle congiuntive, emorragie retiniche, essudati retinici, ectasia dei vasi retinici
- Cavo orale: stomatiti, ulcerazioni necrotiche, porpora, bolle emorragiche
- Stazioni linfonodali: adenomegalie e loro caratteristiche
- Torace: versamenti pleurici, focolai infettivi, dolore alla pressione dello sterno o delle costole
Anamnesi recente
- Febbre, dimagramento, anoressia, sudorazione notturna
- Ridotta capacità di esercizio, dispnea
- Stomatiti ricorrenti, infezioni ricorrenti
- Emorragie spontanee o provocate
- Sensazione di ingombro addominale, sintomi neurologici (parestesie, fino alle paresi/plegie)
Anamnesi dettagliata
Particolare importanza riveste una storia pregressa o attuale di:
- Assunzione di farmaci
- Allergie
- Trasfusione di sangue
- Tabagismo
- Etilismo
- Viaggi in zone a rischio
Processo diagnostico del paziente con patologie ematologiche
Il processo diagnostico del paziente con patologie ematologiche include una serie di esami e anamnesi per determinare la presenza e la natura di malattie ematologiche.
Conoscenza della presentazione clinica
Una conoscenza approfondita della presentazione clinica delle malattie ematologiche è essenziale per una diagnosi accurata.
Laboratorio di base in ematologia 1
- Velocità di eritrosedimentazione (VES)
- Esame emocromocitometrico completo (per valutare la gravità e il tipo di anemia, citopenia o citofilia)
- Conta dei reticolociti (in presenza di qualsiasi tipo di anemia)
- Esame dello striscio di sangue periferico (presenza di cellule atipiche, per confermare una piastrinopenia)
- Esami di chimico-clinica (enzimi epatici, bilirubinemia, BUN, uricemia, creatininemia, calcemia, LDH, sideremia, ferritinemia)
- Elettroforesi delle siero proteine (per evidenziare un incremento delle a2, o y globuline)
Laboratorio di base in ematologia 2
- Esami di immunoematologia (test di Coombs e test di Ham)
- Screening emocoagulativo (PT, PTT, TT, fibrinogeno)
- Screening trombofilico (resistenza alla proteina C attivata, dosaggio dei fattori II, VII e VIII, dosaggio della proteina C e della proteina S, dosaggio dell’antitrombina III, dosaggio dell’omocisteina, ricerca del Lupus anticoagulante)
Il più importante test di screening è la raccolta della storia familiare e personale accurata. È noto infatti che i reagenti necessari ai test di screening non sono così sensibili a tutti i difetti dell’emostasi. Per questo motivo possiamo trovare delle situazioni nelle quali, pur essendo i test nella norma, esiste una chiara storia emorragica, per lo più in seguito a traumi e/o estrazioni dentarie.
Un’altra situazione nella quale un’adeguata raccolta della storia clinica può impedire erronee valutazioni basate sui test di screening è l’errata esecuzione del prelievo sul quale si effettuano poi i test di laboratorio. Può infatti accadere che durante l’esecuzione, la raccolta e la conservazione del prelievo, l’emostasi venga attivata e questo produrrà degli artefatti nel test di screening, capaci a volte di mascherare un lieve difetto emostatico, o di dare un’impressione di ipercoagulabilità inesistente.
La raccolta della storia clinica va eseguita seguendo lo schema orientativo riportato.
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