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DECORSO CLINICO E DIAGNOSI:

Nel 25% dei casi si ha emolisi intravascolare che si presenta in forma parossistica e

notturna. La maggior parte dei casi presenta emolisi cronica senza che si manifesti

una drammatica emoglobinuria. Sono manifestazioni cliniche le frequenti trombosi

venose delle vene epatiche, portali e cerebrali che sono fatali nel 50% dei casi. La

sopravvivenza media è di 10 anni. Talora evolve in altre alterazioni delle cellule

staminali: anemia aplastica, leucemia acuta.

ANEMIE IMMUNOEMOLITICHE

Dovute alla presenza di Ab nel siero capaci di legarsi alla membrana eritrocitaria che

determina un accorciamento della vita media delle emazie in circolo con conseguente

emolisi, immediata o ritardata.

CLASSIFICAZIONE:

DA ALLOANTICORPI:

malattia emolitica del neonato

reazione emolitica trasfusionale

DA AUTOANTICORPI

:

da anticorpi caldi (primaria e secondaria)

da anticorpi freddi (primaria e sacondaria)

da anticorpi bitermici (primaria e secondaria)

DA FARMACI

:

formazione di anticorpi anti-eritrocitari

adesione alla membrana eritrocitaria (legame ad alta affinità e

legame a bassa affinità)

adsorbimento proteico

I GRUPPI SANGUIGNI

Nell’uomo sono stati identificati 26 gruppi sanguigni che comprendono 228

antigeni. Esistono, inoltre, anche altri tipi di antigeni che non sono stati attribuiti

a nessun gruppo. Gli antigeni eritrocitari possono essere:

PROTEINE

GLICOPROTEINE

GLICOLIPIDI

La maggior parte degli antigeni sono sintetizzati dai GR stessi, mentre altri

vengono adsorbiti a livello di membrana dal plasma. Alcuni sono GR specifici, altri

sono espressi da tutte le cellule dell’organismo.

International Society of Blood Transfusion Terminology

Nel 1980 la ha fornito le linee guida per una

comune classificazione e nomenclatura dei gruppi sanguigni. Questi vengono classificati in sistemi,

collezioni e serie. Aggiornamento del 2001: 26 sistemi, 5 collezioni, e 2 serie.

SISTEMA: gruppo di antigeni geneticamente discreti codificati da un locus o da pochi loci strettamente

correlati (sistema ABO, sistema Rh, Sistema Kell, Sistema MS, …..)

COLLEZIONE: raggruppamenti di antigeni strettamente correlati tra loro (geneticamente,

biochimicamente, sierologicamente) ma che non sono geneticamente distinti da tutti gli altri

raggrupamenti

SERIE: serie 700 che comprende gli antigeni a bassa frequenza (< 1% della popolazione), serie 901 che

comprende gli antigeni ad alta frequenza (> 90%)

IL SISTEMA AB0

• identificato nel 1900 da Landsteiner: i GR di alcuni individui posi a contatto con il siero di

altri agglutinavano.

• da allora è rimasto il sistema più importante.

• sulla base della presenza o assenza di questi Ag sui GR si distinguono 4 gruppi: A, B, AB e 0.

Successivamente lo stesso Landsteiner identificò un altro AG del gruppo A dotato di minor

potere antigenico e lo identificò come A . Quindi, i gruppi sono 6.

2.

• I gruppi più frequenti sono il gruppo 0 ed il gruppo A: 39% e 43% della popolazione

rispettivamente. Il gruppo B costituisce il 12%, l’AB è il meno frequente, 3%.

• nel siero degli individui di gruppo A sono presenti agglutinine antiB, nel siero degli individui

di gruppo B sono presenti agglutinine antiA, nel siero degli individui AB non sono presenti

agglutinine, nel siero dei pazienti di gruppo 0 sono presenti entrambe le agglutinine.

• gli Ag sono presenti nei GR fin dalla nascita mentre le corrispondenti agglutinine sono

assenti al momento della nascita; la loro produzione inizia al momento della nascita ed al 6°

mese raggiungono livelli pari a quelli dell’adulto.

• le agglutinine antiA ed antiB sono Ab naturali in quanto compaiono naturalmente sotto

l’influenza di fattori ereditari e non sono la conseguenza di una reazione immunitaria.

• le isoagglutinine del sistema ABO sono in genere una miscela con prevalenza di IgM e in

minore quantità di IgG, attività termica a 37°C ed entrambe in grado di attivare il

complemento.

• ci sono tre alleli genici del sistema AB0 (A, B e 0) che sono ereditati mendelianamente. A e

B sono codominanti mentre l’allele 0 è recessivo:

A genotipo AA o A0

8Fenotipo B genotipo BB o B0

8Fenotipo AB genotipo AB

8Fenotipo 0 genotipo 00

8Fenotipo

• i geni A, B e 0 codificano per enzimi coinvolti nella sintesi di specifiche catene glicidiche

sulle componenti di membrana IL SISTEMA Rh

• identificato nel 1940 da Landsteiner e Weiner: iniezione di GR di Macacus rhesus in conigli

ottenedo la produzione di un Ab inizialmente indentificato con Ab Rh, oggi anti-D.

• il siero di coniglio posto successivamente a contatto con sangue umano era in grado di

agglutinare i GR nell’85% dei casi

• in base a questa osservazione Landsteiner e Weiner stabilirono che l’85% degli individui

possedeva Ag uguale a quello del Macacus Rh+, il restante 15% Rh-.

⇒ ⇒

• 3 tipi di nomenclatura sono stati utilizzati per identificare gli Ag e gli alleli del sistema Rh.

RHD RHCE

• gli antigeni del sistema sono 45 e sono codificati da 2 geni: e . I due geni

codificano 2 polipeptidi simili (417 aa), sulla membrana prendono contatto con una

glicoproteina RhAG.

• Gli Ag principali sono D, C, E, c ed e, gli individui Rh+ esprimono l’Ag D.

• l’antigene D è fortemente immunogenico: causa la formazione di Ab anti D nel 70% degli

individui Rh- esposti a sangue Rh+.

MALATTIA IMMUNOEMOLITICA DEL NEONATO (ERITROBLASTOSI FETALE)

EZIOLOGIA: si definisce malattia emolitica del neonato la sindrome da iperdistruzione

eritrocitaria fetale conseguente all’incompatibilità antigenica materno-fetale.

PATOGENESI

• si verifica nei casi in cui il feto ha fenotipo Rh+ e la madre fenotipo Rh-

• la MEN si sviluppa solitamente attraverso una catena di fenomeni patogenetici

incentrati sulla sintesi da parte della madre Rh- di Ab contro l’antigene D del

sistema Rh presente sulle emazie del feto

• la produzione di Ab avviene soprattutto nelle fasi terminali della gravidanza e

durante il parto quantità sufficienti di emazie fetali passano la barriera

placentare risposta anticorpale primaria, lenta IgM

• la presenza di di una incompatibilità AB0 esercita effetto protettivo

• alla seconda gravidanza anche piccole quantità di emazie Rh+ evocano una

risposta immunitaria secondaria IgG, capaci di passare la barriera placentare.

DECORSO CLINICO E DIAGNOSI:

A seconda della gravità del processo emolitico si può avere morte fetale tra la 25-35

settimana. Se non interviene morte si possono avere quadri clinici differenti:

• idrope fetale universale e pre-idrope: neonati prematuri, pallidi, versamenti pleurico ed

addomianle, ipervolemia, deficit ventilatorio, scompeso cardio-circolatorio morte entro

poche ore dalla nascita. Pre-idrope, meno grave, sopravvivenza nel 50% dei casi.

⇒ kernicterus

• ittero grave del neonato a 12-24 ore dalla nascita se non trattati

DIAGNOSI: test di Coombs diretto nel neonato, indiretto nella madre.

ANEMIE IMMUNOEMOLITICHE DA AUTOANTICORPI

EZIOLOGIA: è ignota nel 50% dei casi definiti idiopatici (primaria), nella maggior parte

dei casi si associa ad una malattia sistemica che coinvolge direttamente od

indirettamente il sistema immunitario (secondaria). Quest’ultima frequentemente

associata a malattie linfoproliferative (linfomi, leucemie), connettiviti (LES, artrite

reumatoide, sclerodermia), meno requentemente a malattie infettive (polmonite,

mononucleosi, parotite, epatiti) e malattie autoimmuni (morbo di Crohn).

PATOGENESI

Non sono completamente noti i meccanismi attraverso i quali cloni linfocitari

sfuggono ai normali controlli timici che reprimono linfociti riconoscenti Ag self.

Sulla base delle caratteristiche chimico-fisiche e sierologiche degli autoanticorpi

si distinguono 3 tipi di anemie emolitiche autoimmuni:

1. AUTOANTICORPI CALDI: forma più comune. Questi Ab hanno un optimum

termico a 37°C appartengono prevalentemente alla classe IgG. Le IgG sono Ab

incompleti non in grado di agglutinare (incompleti), nel 70-80% dei casi

reagiscono contro Ag del sistema Rh (e). I GR rivestiti di IgG interagiscono con

⇒ ⇒ ⇒

macrofagi che tentano di fagocitarli sferociti sequestro splenico emolisi

extravasale.

2. ANTICORPI FREDDI: sono Ab di tipo IgM presenti nel siero a titolo elevato. Hanno

potere agglutinante elevato con range termico piuttosto ampio 0°-32°C con

optimum a 0°-4°C. Tali Ab si manifestano in modo acuto durante la fase di

convalescenza di alcune malattie infettive (polmonite, mononucleosi). L’emolisi

è solitamente autolimitantesi. La sintomatologia clincia consegue

all’agglutinazione degli eritrociti nelle estremità del corpo dove è più facile

l’ipotermia.

3. ANTICORPI BITERMICI: Ab di tipo IgG capaci di legare le emazie a temperature

comprese tra 0° e 20°C e di attivare il complemento ma a 37°C (emoglobinuria

parossistica da freddo). Consegue ad alcuni tipi di malattie infettive (polmonite,

morbillo, parotite, sindromi influenzali).

ANEMIE IMMUNOEMOLITICHE DA FARMACI

EZIOLOGIA: approssimativamente il 10% delle anemie emolitiche su base immunologica

può essere messa in relazione alla precedente assunzione di un farmaco.

PATOGENESI

Principali meccanismi:

1. Induzione della formazione di un Ab diretto contro le strutture della membrana

eritrocitaria: in genere, IgG contro Ag Rh. Alfa-metil dopa, levodopa, acido

mefenamico

2. Adesione del farmaco alla membrana eritrocitaria con legame ad alta affinità:

penicillina, cefalosporine, tetracicline. Legame diretto del farmaco alla

membrana eritrocitaria dose-dipendente lisi extravascolare

3. Adesione del farmaco alla membrana eritrocitaria con legame a bassa affinità:

chinidina. Formazione di un complesso ternario: farmaco + Ag di membrana + Ab

4. Asorbimento di proteine su base non immunologica: dosi elevate e croniche di

cefalosporine. Queste danneggiano la membrana e facilitano l’adsorbimento di

pt plasmatiche.


PAGINE

29

PESO

1.13 MB

AUTORE

Sara F

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - 6 anni)
SSD:
Docente: Teti Diana
Università: Messina - Unime
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Messina - Unime o del prof Teti Diana.

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