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INTRODUZIONE

Sterilizzazione non prevede l’annullamento dell’attività ormonale→ interruzione dotti deferenti e ovidutti

Castrazione = gonadectomia

ASPETTI GENERALI

• Viaggio degli spz e formazione dell’embrione

• Riconoscimento materno della gravidanza (meccanismi per i quali la madre percepisce la presenza

dell’embrione) e sviluppo della placenta

• Endocrinologia della gestazione e il meccanismo endocrino del parto

RIPRODUZIONE EQUINA

Gravidanza normale, puledro e post partum:

• Diagnosi di gravidanza: si fa a 14 gg dall’ovulazione, è la più precoce che studieremo. Questo deriva dalle

caratteristiche dell’apparato riproduttore della cavalla e dallo sviluppo dell’embrione equino: immediatamente

apprezzabile perché la crescita avviene in maniera perfettamente sferica (14gg ɸ = 14mm). Nei ruminanti invece

si forma una linea di dimensioni maggiori. La diagnosi di gravidanza si effettua a 14 gg con 14 mm di ɸ , di forma

sferica. L’embrione dei ruminanti è una linea

• Management della gravidanza→ ecografie di controllo che ci permettono di capire se la gravidanza prosegue in

maniera adeguata. Al raggiungimento dei 5 mesi, dopo un controllo di gravidanza + è fortemente consigliato fare

profilassi vs patologia abortigena per eccellenza nel cavallo che è data da herpesvirus.

• Predizione del puledro neonato, controllo e induzione→ protocolli che possiamo mettere in atto per predire,

controllare e indurre il parto. Il parto della cavalla rispetto a quella di bovina o cagna si svolge normalmente in

maniera repentina; dai primi sintomi fino all’espulsione del feto possono passare anche solo 20-30’. Con questo

tempo ristretto c’è un’urgenza di essere presenti per controllare e intervenire se necessario.

• Puerperio e lattazione: il puerperio è il più breve di tutti, la cavalla fa il calore di parto dopo 8gg dal parto, starà

al veterinario capire se sfruttarlo o meno per inseminare la cavalla. Se tutto va bene, non ci sono problemi di

ritenzioni, buona involuzione uterina ecc questo calore è perfettamente fisiologico e si può sfruttare con una

buona % di gravidanza

Problemi della gravidanza

La distocia può essere risolta con l’intervento precoce, per questo i parti devono essere assistii

La ritenzione nella della placente è rara nella cavalla, ma predispone a metrite pp nel cavallo (≠ bovino

• Gravidanza gemellare: che va avanti può essere causa di problemi di responsabilità civile per il veterinario, la

cavalla può dare alla nascita 2 feti dismaturi, parto distocico o aborto, se altri trattamenti hanno fallito

• Induzione dell’aborto: si può effettuare in corso di gravidanza gemellare, se gli altri trattamenti hanno fallito.

• Perdita dell’embrione: si parla di perdita embrionale a partire dalla diagnosi di gravidanza= 14gg fino a 40 gg,

quando l’organogenesi è completa

• Aborto: dopo i 40 gg, abbiamo di solito una sintomatologia più evidente, se avviene dopo i 50-60-70 gg può

passare più inosservato mentre più tardivamente abbiamo sintomi maggiori. Parleremo anche degli aborti

infettivi come quelli causati da herpesvirus

• Anomalie della gravidanza: patologie che mettono a rischio la gravidanza e possono sfociare nell’aborto. Es

sviluppo di placentiti, torsione del cordone ombelicale di grado importante che può compromettere la nutrizione

del feto

Problemi durante il parto e il periodo post partum:

• Distocia: la distocia equina è la più grave per la brevità del lasso di tempo in cui possiamo intervenire. Il 1°

sistema per risolvere la distocia è la tempestività di intervento, dobbiamo sempre fare in modo che i parti siano

assistiti, se c’è una distocia anche complicata ma l’intervento è precoce la risoluzione è probabile.

Infatti, la cavalla che non riesce a partorire, non si arrende fino a traumi anche importanti

• Fetotomia e sezione cesarea: nei casi estremi quando non si riesce a risolvere la distocia possiamo ricorrere ad

interventi aggressivi per salvare la vita della madre. La fetotomia si effettua se il puledro è morto; si procede con

un taglio del collo alla base si può asportare il collo flesso e avere il parto del feto morto molto facile. Se il

puledro è vivo si procede con il taglio cesareo che si effettua assolutamente in clinica, nel caso in cui sospettiamo

che ci sia la necessità di effettuare il taglio cesareo dobbiamo ricoverare preventivamente le cavalle in clinica.

• Ritenzione placentare: rara ma grave perché predispone alla metrite post partum, Definizioni diverse fra cavallo

e bovino.

• Prolasso uterino

• Traumi che si possono verificare a carico del tratto riproduttivo dopo il parto con lacerazioni che possono

interessare perineo e vulva in vario grado

ASPETTI GENERALI

VIAGGIO DEGLI SPZ E FORMAZIONE EMBRIONE

VIAGGIO SPZ

Gli spz giungono dal sito di IA a livello dell’ampolla dove aspettando ed incontrano l’oocita, (siesplica il viaggio degli

spz), ritrovandosi già a livello dell’ampolla quando avviene l’ovulazione

DEPOSIZIONE: Gli spz sono deposti all’interno del tratto genitale femminile in siti differenti con la MN

• Vagina craniale Gli spz sono deposti sulla vagina, in fonda alla vagina o sulla cervice ed hanno da attraversare

tutta la cervice.

o MN→ nei ruminanti, cane e gatto, coniglio, primati

o IA cervicale nella pecora sono deposti in corrispondenza dell’ostio cervicale vaginale.

• →

Cervice maiale per le particolarità anatomiche ed in parte defluiscono a livello dell’utero

• Utero→

o MN Cavallo e asino gli

o IA nel bovino e del cavallo, →

o l’IA uterina in pecora e cane specie che possono avere un IA uterina e non uterina

ATTRAVERSAMENTO CERVICE: Il lavoro più grosso da fare è a carico degli spz che vengono deposti in vagina o

all’inizio della cervice, questi spz attraversano la cervice grazie alla propria motilità, se

• buona motilità riescono ad attraversare la cervice,

• motilità ridotto o alterata (circolo) sono eliminati con secrezioni vaginali mucose viscose (non attraversano la

cervice).

Per attraversare la cervice gli spz beneficiano di una strada privilegiata che si crea alla base delle pliche della cervice.

Durante l'estro, la cervice produce 2 tipi di muco, ovvero 2 secreti composti rispettivamente da:

• Sialomucina→ bassa viscosità che si deposita sulla parte basale delle pliche cervicali e che facilità

l’attraversamento degli spz grazie al nuoto proprio degli stessi. Questo è prodotto nelle aree basali delle pieghe

cervicali.

• Sulfomucina→ alta viscosità, sfavorevole al nuoto degli spz perché difficile da attraversare. Prodotto nelle aree

apicali dell'epitelio delle pieghe cervicali

Gli spz nuotano nella pt basale delle pliche cervicali, attraversano la cervice e si lanciano all’interno dell’utero.

Nell’IA vaginale/cervicale o se l’accoppiamento prevede la deposizione in vagina vi è una prima grossa selezione

degli spz al livello cervicale , per cui i migliori (buona motilità) riescono a raggiungere l’utero, gli altri sono eliminati,

dal muco ad altra viscosità= il 60-90% degli spz è perso attraverso la cervice (IA). Il fatto che gli spz non mobili o che

moriranno presto non vengono riversati in quantità importante nell’utero è un fatto positivo perché gli spz

all’interno dell’utero rappresentano sempre un CE, maggiormente se sono morti→ la deposizioni degli spz in vagina

inquina meno l’utero predisponendo meno all’endometrite post-IA

ATTRAVERSAMENTO UTERO: Dal corpo dell’utero gli spz raggiungono l’apice delle corna uterine in 20’ , è un

trasporto passivo che avviene grazie alle contrazioni uterine,

Le contrazione uterine sono stimolate dal

➢ →

corredo ormonale dell’animale E2 in circolo→ quindi è importante che l’animale sia calore, infatti durante

l’estro grazie a panorama ormonale le contrazione uterine sono garantite.

➢ Dalla stimolazione della vagina e cervice sia tramite da MN che da IA (diretta o tramite retto) con rilascio di OXI

che induce le contrazioni uterine→ per 30’ dopo l’IA,

➢ plasma seminale ricco di ormoni (E2, PGF, PGE ed OXI) facilità l’induzione di queste contrazioni che portano gli

spz all’apice del corno uterino (nella scrofa non si effettua IA senza plasma seminale(opposto slide?) .

Queste contrazioni (da manipolazioni dell’apparato riproduttore) stimolano contrazioni i che procedono dal corpo

uterino all’apice delle corna uterine per il trasporto degli spz all’apice delle corna uterine in corrispondenza della

papilla. Altre contrazioni, invece contrazioni procedono cr-cd (dall’apice delle corna verso la cervice) sia

➢ durante/dopo l’estro per indurre l’eliminazione del secreto prodotto dall’utero ed eventualmente per eliminare

gli spz in eccesso ed i prodotti dell’infimmazione che seguono l’IA.

➢ durante il parto (termine della gravidanza) per espellere i feti/o e durante/dopo l’estro

OVIDUTTO: Entro 4h dall’IA (gli spz migliori) , una % di spz bassa degli spz dell’IA , sono in grado di superare la

giunzione utero tubarica e si riversano nell’istmo dell’ovidutto dove vengono accolti in una specie di reservoir

(punto di raccolta degli spz) prima dell’attacco finale dell’oocita. Gli spz a livello dell’ovidutto sono al sicuro,

eventuali variazioni del pH o del contenuto uterino non sono più in grado di offendere gli spz perché la papilla utero

tubarica può essere passata solo dagli spz, in situazioni fisiologiche. Se anche dopo l’IA abbiamo una reazione

uterina non comporterà una reazione negativa sugli spz, situazione comoda per i trattamenti sugli animali:

effettuando lavaggi uterini con

- slz salina →

- 0,05% di iodio ipovidone in grado di uccidere gli spz, prodotto utilizzato per diversi scopi

Lo iodo non contrasta con le % di gravidanza

Questo è utile perché i lavaggi uterini sono effettuabili dopo 4h dall’IA tempo agli spz per mettersi al sicuro

INFIMMAZIONE UTERINA: Dopo l’IA si un’infimmazione/ reazione uterina in condizioni normali nel lume uterino:

1) prima del IA i PMN (neutrofili) non ci sono,

2) Nell’arco di 6- 12 h dall’IA si ha un afflusso importante di PMN per

combattere i CE nel lume uterino a partire dalla mucosa. Questi

fagocitano

• Spz morti

• batteri inquinanti convogliati con lA e la MN (+++), infatti

nonostante la pulizia e sterilità un apporto inquinante nell’utero

vi è sempre.

L’ infiltrazione di PMN e l’innesco della fagocitosi consegue

all’riconoscimento come CE degli spz, quando gli spz sani sono al

sicuro al di là della giunzione utero tubarica. Sembrerebbe mediato

da un componente della membrana spermatica o dalle proteine

seminali

SEDI DI SELEZIONE SPZ IN UTERO avviene con la fagocitosi e con la clearance cervicale→ valutando la % di spz

recuperati dalla vagina dopo 6- 8 dall’IA nella bovina, si ha che l’IA

➢ nel corpo utero e corna dell’utero→ non si ha vantaggio per gli spz eliminati e recuperati dopo 6-8h nelle

secrezioni vaginali in vagina.

➢ →

Cervicale il n° di spz eliminati è molto più alto.

RESERVOIRS DEGLI SPZ: Effettuando un IA al corpo, gli spz in 20’ sono all’apice del corno uterino, solo gli spz con

➢ buona motilità,

➢ normali da un pdv morfologico

➢ una composizione non chiara nella membrana spermatica (presenza di specifiche proteine di superficie)

saltano la giunzione utero- tubarica e giungono nell’istmo.

L’istmo presenta delle ciglia dove si osservano aggregati degli spz, infatti gli spz si accumulano in questa sede

aderendo alle ciglia. Abbandonano, poi, le ciglia ad ondate per percorrere la 1° pt dell’ovidutto e raggiungere

l’ampolla dove vi è l’incontro con l’oocita e se va bene si ha la fecondazione: si hanno ondate si spz che nell’arco di

qualche minuto -h abbandonano il reservoir e raggiungono l’ampolla. Nell’ampolla in funzione del tempo di

sopravvivenza degli spz (conservazione e specie), vi saranno sempre spz per effettuare la fecondazione.

CAPACITAZIONE: Nel frattempo, gli spz sono andati incontro al fenomeno di capacitazione:

1. Epididimo→ la membrana plasmatica degli spz ependimali, presenta sulla

porzione apicale punti di attacco con forma a T (proteine e carboidrati) è la

forma a riposo, ancora non capacitato,

2. Eiaculazione→ nel passaggio nelle vie deferente viene in contatto con il

plasma seminale, la forma a T sono ricoperte con un alone di proteine del

plasma seminate che ne garantiscono la protezione durante la fase di

eiaculazione ed il passaggio nelle vie genitali femminili

3. Vie genitali femminili→ capacitazione: la superficie di contatto degli spz si

denudata quindi lo spz diventa in grado di prendere contatto con la ZP

dell’oocita in modo da poter penetrare e dar luogo alla fecondare.

Questo avviene quando gli spz sono esposti al amb femminile, le porzioni del plasma seminale ed alcune

molecole di superficie sono rimosse, esponendo altre porzioni che possono legare la ZP

FERTILIZZAZIONE

DEFINIZIONE=penetrazione degli spz negli oociti e dare il via al nuovo embrione passa per diversi fase

FASI:

1) Motilità iperattiva→ a livello dell’ampolla grazie a sostanze (molecole) prodotte dall’epitelio dell’ovidotto

abbiamo un iperattività degli spz che si dirigono in tutte le direzioni, facilitando il contato tra spz e oocita

(istaurandosi una competizione)

2) Legame spz con ZP→

L’ovocita è composto da nucleo, citoplasma, con membrana plasmatica

dell’oocita e da uno spazio perivitellino avvolto da ZP . La ZP è un agglomerato

resistente anche alla penetrazione del crioprotettore e dei patogeno,

composta da 3 GP strutturali:

• 2 GP sono deputate all’integrità strutturale,

• la 3° presenta recettori per accogliere gli spz.

Lo spz presenta il nucleo circondato dalla membrana nucleare, membrana

acrosomiale interna ed esterna, nell’acrosoma si hanno enzimi litici (acrosina,

proacrosina, ialuronidasi e lysin zona) necessari per la reazione acrosomiale e

penetrazione nella ZP, ricoperta dalla membrana plasmatica . La superfice

esterna della membrana plasmatica è rappresentata da 2 zone di legame

recettoriali

• binding region spicule che si ingranò con la ZP 3→ sono porzioni destinate al contatto tra spz- ZP ,

determinando l’attacco fisico

• regione di Acrosome Reaction Promoting Region (ARPR) lega sempre ZP3 e induce la fusione della

membrana dello spz e con la membrana acrosomiale esterna, facilitando la reazione acrosomiale.

3) Reazione acrosomiale innescata dalla fusione della membrana

plasmatica dello spz e la membrana esterna dell’acrosoma con

liberazione degli enzimi acrosomiali. La reazione porta alla

formazione di vescicole che liberano gli enzimi all’interno

dell’acrosoma. Gli enzimi acrosomiali si attivano ed effettuano

un foro nella ZP permettendo la penetrazione dello spz:

proacrosina con forte affinità per la ZP aiuta il legame, prima di

essere convertito in acrosina, che dissolve una piccola regione

della ZP e lo spz inizia a penetrare

Al termine della reazione la parte apicale è denudata dalla membrana plasmatica, dall’acrosoma e rimane solo

la porzione interna dell’acrosoma, si mette in evidenza una zona equatoriale che sarà quella con proteine di

fusione che si fonderà con la membrana citoplasmatica dell’ovocita.

La competizione ardua che si istaura permette la penetrazione dello spz migliore, facendo si che lo zigote derivi

dallo spz con tutte le potenzialità.

4) Penetrazione all’interno della ZP e nell’oocita→ L’entrata richiede solo pochi minuti, la reazione acrosomiale

consente il rilascio di enzimi effettuato un piccolo foro (acrosina), attraverso cui lo spz inizia a penetrare con la

testa; tramite le rotazione della coda si forza lo spz attraverso il piccolo foro della ZP all'interno dell'ovocita,

nello spazio perivitellino (SP) )= caduta dello spz che avviene tra la ZP e la membrana plasmatica dell’oocita.

In questa fase lo spz attivato ed ha subito la reazione acrosomiale, penetra nello spazio perivitellino (SP

5) Fusione membrana delle membrana dello spz e dell’ovocita→ L’arrivo dello spz nello SP determina diversi

cambiamenti nell’oocita: la membrana plasmatica si alza in microvilli

che verranno in contatto con la zona equatoriale dello spz con fusione

delle membrane dello spz e dell’oocita; inoltre i granuli corticali

migrano alla periferia dell’oocita. La fusione delle 2 membrane avviene

quando la fecondazione è arrivata a buon punto, in questa fase

bisogna precludere la polispermia, questo avviene tramite 2

meccanismi (in condizioni normali):

1. Granuli corticali→ in corrispondenza con la fusione delle 2

membrane si liberano (esocitosi) nello SP gli enzimi dei granuli

corticali, fondendo la loro membrana con quella plasmatica

dell’oocita. I granuli corticali facilitano la sutura del foro dalla quale

è entrato lo spz, una chiusura che preclude l’entrata di altri spz.

Questo avviene durante la fusione delle mebrane

Si parla di reazione corticale

2. Blocco dello spazio vitellino→ in altre specie accompagna la

reazione acrosomiale impedendo che lo SP sia penetrato da altri spz.

Dopo la fusione il nucleo dello spz si trova nel citoplasma (Lo spz è stato inglobato all’interno dell’oocita) , segue la

dissoluzione della membrana nucleare e la decondensazione del nucleo dello spz→

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Scienze mediche MED/05 Patologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher elyb1998 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Patologia della riproduzione e clinica ostetrica e ginecologica veterinaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Camillo Francesco.
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