Estratto del documento

Linguistique 1 partie B

Les déterminants et le syntagme

Le syntagme nominal: tête nominale. Le chat, le chat siamois, le chat que j’ai vu manger… È come se tutte le parole fossero gruppi coerenti che hanno una relazione, la linguistica dà la parola sintagma ad un insieme di parole che ha la sua logica. Vi è un elemento che in qualche modo domina sugli altri. Posso allungare o stringere il sintagma, il suddetto elemento sarà sempre la testa del sintagma. Intorno a esso si costruiscono gli altri elementi che sono dipendenti da lui. Quando a dominare è un nome, il sintagma è nominale; quando a reggere è un verbo, abbiamo un sintagma verbale.

Syntagme verbal: tête verbale. Paul mange, Paul mange une pomme… Posso espanderlo quanto voglio, ma non posso ridurre il sintagma quando voglio. Ad esempio "Il gatto" può essere esteso ma non ridotto. Il determinante è l’articolo, esso si accorda al nome, dipende da esso. Il nome "comanda" alcuni elementi che si modificano in sua funzione.

I determinanti devono avere obbligatoriamente un ordine preciso. L’articolo va prima del nome, ad esempio. Ogni lingua ha un vincolo sulle posizioni. Il sintagma è un insieme di parole in cui ce n’è una che fa da testa, dire che il nome è sempre testa di un sintagma è riduttivo. Esempio: Un dur à cuire, le manger e le boire, il n’ya plus d’après, un moi excessif, peser le pour et le contre, elle a un je ne sais quoi d’extraordinaire. Sono sintagmi nominali ma la testa non è un nome. Il sintagma nominale si può espandere sia a sinistra che a destra.

Expansion e sintagmi

Expansion NOM expansion

  • Le chat
  • Le chat mange
  • Le beau chat mange

Il sintagma verbale non è introdotto dall’articolo e si espande solo a destra, non a sinistra (sintagma verbale).

VERBE expansion

  • Paul mange
  • Paul mange une pomme rapidement

Per il sintagma nominale: déterminants, per il verbale: compléments.

Les déterminants

Cosa vuol dire déterminer? C’è differenza tra determinare e definire.

  • Déterminer: préciser, fixer, circonscrire ce qui est incertain/vague (restringere il campo), quasi zoomare. È diverso dire "è entrato uno studente", "è entrato lo studente".
  • Definire: dire l’essenza di una cosa, dire la natura di una cosa.

I determinanti in qualche modo precisano il nome. Sono delle classi chiuse di parole. Senza il determinante la frase non sta più in piedi, anche se si può capire attraverso uno sforzo cooperativo. È quindi un elemento obbligatorio e, per quanto riguarda il francese, sta a sinistra; obbligatoriamente prima del nome. Serve a costruire il sintagma nominale, è l’elemento che introduce il SN e senza il quale non regge.

In alcuni casi il determinante non è obbligatorio: ___ Paul mange du pain (nome proprio). Possiamo definire i determinanti secondo due strategie:

Strategie per definire i déterminants

1) Che posizione occupano nella frase;

  • On aperçoit des arbres (- précision)
  • On aperçoit des arbres rouges qui s’inclinent à droite (+ précision)
  • * On aperçoit arbres rouges (*frase agrammaticale)

Perché non li si chiama articoli? Sono più che articoli, quindi è meglio chiamarli in modo onnicomprensivo.

  • J’achète des pommes
  • J’ai acheté beaucoup trop de pommes
  • J’ai acheté un petit kilo de pommes
  • J’ai acheté plus que tu ne peux imaginer de pommes

Determinanti semplici: des. Determinanti complessi: beaucoup trop de, ecc. I determinanti semplici sono limitati, sono una classe chiusa, enumerabile; i complessi sono una classe aperta.

I determinanti possono essere specifici e complementari.

Specifici → essenzialmente l’articolo, hanno un ordine prefissato e, generalmente, se ne metto uno, non posso metterne un altro.

  • *Les mes amis sont arrivés → non si possono combinare
  • Però → Mes deux amis sont arrivés

2) Classificare i determinanti a partire dal senso

  • Nomi propri: serve conoscere la persona/oggetto a cui ci si riferisce prima. Paul dort
  • Deissi, riferimento interno. Ma mère est là, elle vient d’arriver
  • Nome comune: parla di una categoria in generale, cercando di cogliere delle proprietà. Le cheveau

Conoscendo le proprietà dei nomi, sappiamo se determinate frasi hanno un senso o meno: "Ho messo il bouquet d’alberi nel vaso".

Attualizzazione: funzione del determinante. Occorre restringere il senso per adattarlo alla situazione.

  • Mi piace una rosa
  • Mi piace la rosa
  • Mi piacciono le rose

Importanti sono il contesto, cioè la situazione concreta, e il cotesto, quello che è scritto prima e dopo. Anticamente li si definiva "parole vuote". Si preferisce la definizione parole con un significato di istruzione. Quando uso un nome mi riferisco a un qualcosa di concreto identificabile nella realtà, o a un concetto; un determinante ha più funzione logica.

Le verbe

Definizione di Grevisse (grammatica di riferimento del "bel parlare" francese): il verbo è una parola che esprime, sia l’azione fatta o subita dal soggetto, sia l’esistenza o lo stato del soggetto, sia l’unione dell’attributo al soggetto. Non è del tutto esaustiva, cerca di semplificare.

  • Action: je mange
  • État: l’arbre penche
  • Mot d’union: je suis français

Goose: il verbo (a differenza del nome) è una parola che si coniuga, cioè varia nel modo, nel tempo, in diatesi (attiva e passiva), in persona, e numero. Quella di Grevisse è una definizione semantica, quella di Goosse è più utile a riconoscere un verbo che a capire cosa sia. Guillaume: il verbo implica ed esplica il tempo. Wilmet: il verbo ha la coniugazione e l’estensione mediata. Il nome ha estensione immediata (es. so subito a cosa si riferisce la parola "porta"), il verbo ha sempre bisogno di essere accompagnato a qualcos’altro. Verbo: elemento centrale nella frase ma che per precisarsi ha bisogno di altri elementi.

V: radicale/base + desinenza/persona-tempo-modo. Questi elementi in linguistica vengono chiamati morfemi. Si possono creare infiniti verbi (classe aperta) ma i morfermi grammaticali sono una classe chiusa (il cambiamento si muove molto più lentamente).

In latino vi sono quattro coniugazioni: are ĕre ere ire. In francese ce ne sono tre o quattro? -er, -re, -ir, (-oir). Siamo sicuri che non siano due? Quelli che finiscono in [e] e quelli in [R].

1ère manger terminaison [e]. 2ème partir, prendre, voir terminaison [R].

1, 2, 3, 6 persona riducono al minimo, si pronunciano tutte allo stesso modo. Parle, parles, parles, parlent. 4, 5 si pronunciano diversamente. Parlons, parles. Per il 90% dei verbi francesi è così.

Ha senso parlare di sei persone? A rigore, in francese il riferimento alla persona si ha prima del verbo più che nella desinenza; nel pronome. In italiano sta dopo, difatti posso omettere il soggetto. I nuovi verbi francesi di solito si formano sul modello in –er. Vi sono verbi in cui ancora permane una differenza tra 3 e 6 persona. Pars, pars, part, partons, partez, partent. Rends, rends, rend, rendons, rendez, rendent. Per il 10% dei verbi francesi è così.

Due verbi irregolari: Aller, être. Vais, vas, va, allons, allez, vont. Suis, es, est, sommes, êtes, sont.

Prima classe di determinanti: gli articoli

Il problema è essenzialmente capire quanti articoli ci sono in francese. Il loro significato è più semplice rispetto agli altri determinanti. Permette il passaggio dal senso lessicale al riferimento del gruppo nominale. Non è un elemento obbligatorio in tutte le lingue, il latino ad esempio non ha articoli. Sono molto vicini ai dimostrativi. In francese sono vecchi dimostrativi che si sono poi trasformati in determinanti generici, ovvero articoli. Gli articoli formano una classe chiusa, sono solo questi: le, la, les → definiti; un, une, des, du (partitivo) → indefiniti.

Il problema è: du e un sono articoli o no? Su questo punto, la maggior parte dei linguisti distingue due tipi di un:

  • Proclitico, senza accento, "J’ai mangé un chocolat, pas un bonbon" (determinante, proclitico senza accento)
  • "Il a mangé un chocolat, pas plus" (numerale) "Il n’en a mangé qu’UN" (accentué).

Un dal latino unus. Je préfère acheter une voiture un+entité dénombrable (individuo isolabile, si può contare singolarmente). *Je préfère boire un vin: je préfère boire du vin (vino non è numerabile, entità continua, massiva, densa). Un, pur essendo un articolo, ha delle caratteristiche che lo legano alle entità. Ergo, in maniera istintiva, mettiamo un vicino ad alcuni nomi e non ad altri. Se un è davanti a cose che posso numerare, a che serve du? Esiste una terza classe di articoli in francesi? Du, de la, de l’, des.

  • Il y a DES pommes
  • Il y a UNE pomme
  • Il y a DE la pomme dans le frigidaire (quantità massiva, non numerabile)

La 1 è il plurale di 2 o di 3? Esiste un e il suo plurale è des o una classe di articoli e il loro plurale è des? Secondo la Gary Prieur, un o une ha come plurale des. Quindi spiego il francese dicendo che un e une hanno come plurale des. Un seleziona tipicamente nomi concettualmente numerabili. Per alcuni linguisti, un ha il plurale in comune con du, de la, de l’. Se des al plurale seleziona sempre delle quantità numerabili, perché posso dire "des épinards (spinaci), des rillettes (paté con carne di maiale, non esiste al plurale, quantità non numerabile)"? Gary-Prieur: quando dico je mange des épinards voglio dire je mange des feuilles d’épinards. Ma questa spiegazione non accontenta assolutamente tutti. Molti pensano che DES sia il plurale di DU.

J’ai mis une pomme sur la table. J’ai mis de la pomme sur la table. Nous mangeons un poisson (oggetto commestibile, quantità 1 nel mio piatto). Nous mangeons du poisson (faccio riferimento alla materia, alla massa in generale, distinguo ad esempio da carne). Je voudrais un café (=une tasse de café, MÉTONYMIE). Je voudrais du café (pas du tè, chocolat). Possiamo usare la stessa parola con un uso più contabile o più massivo. Capiamo che la lingua offre la possibilità di rendere una parola contabile o massiva.

Le jour de la rentrée il y avait des voitures sur la route (plusieurs). Le jour de la rentrée il y avait de la voiture sur la route (effetto stilistico, ce n’erano tante, come se fosse possibile spalmare le macchine su una cosa unica, massa indistinta, MASSIFICAZIONE, in italiano non è possibile farla ma in francese sì). La tesi del libro sembrerebbe confermata (UN-DES corrisponde a un riferimento indefinito che si oppone a LE).

Ma DE (e du, de la) cos’è?

  • Partitivo: 1) Paul a du pain (frase positiva).
  • 2) Paul n’a pas de pain (frase negativa) la Gary-Prieur non affronta il problema che il partitivo ha come forma alla frase negativa de.
  • 3) Je mange des pommes (frase positiva).
  • 4) Je mange de belles pomme (frase positiva).

3a) Il se sert des personnes pour ses fins. Se servir de + SN: utiliser → les personnes dont il se sert. 3b) il se sert des portions énormes. Se servir une quantité. Les portions qu’il se sert. 4a) Pierre prête de l’argent. È un articolo, non una proposizione perché prestare è intransitivo. 5) Pierre verse du vin. 5a) Pierre ne verse pas de vin.

Bisogna fare una differenza (che Gary-Prieur non fa) netta tra DE preposizione e DE articolo. L’analisi logica è necessaria ed è spesso istintiva.

a) Pierre verse du vin. Sembrerebbe articolo.

b) Pierre ne verse pas de vin. Sembrerebbe preposizione. Non la risolviamo per ora.

Teoria C di Goosse. DE introduttore, parola invariabile che serve a introdurre una parola, un sintagma, una frase come Est-ce que, O, voici, voilà. Goosse ha creato una classe ad hoc, o una teoria va bene sempre o, se è solo per un caso, non va bene mai. Quindi la sua proposta non è stata accettata.

Teoria E di Wilmet. DE è un articolo. 1 argomentazione De viene dal latino, era una proposizione che ha iniziato a segnalare la quantità oltre che il movimento ed è diventata un articolo. 2 argomentazione D’aucuns croient (=certains, si usa poco ma esiste), funziona proprio come un articolo; D’autres disent; manger de tout, vendre de n’importe quoi. DE peut marquer une extensité variable ou partitive. Non è unicamente partitivo (altro problema che la Gary-Prieru non affronta), ad esempio

  • 1) De braves gens sont faciles à duper (le persone buone si possono fregare facilmente).
  • 2) Du vin blanc disseta mieux du vin rouge (una quantità di vino bianco).

Si può quindi portare all’estremo e diventa un dibattito filosofico. Quando ho UN ho una percezione discreta (che ha dei confini).

De ha la proprietà di cogliere una percezione densa, uniforme, continua, un tutto di cui non si analizzano elementi singoli.

  • UN → percezione discreta.
  • DE → percezione continua.

Per entrambi ci sono delle somiglianze con de.

Verbo

Famiglia più numerosa dei verbi francesi: la IV e la V persona sono le uniche che hanno una desinenza. Possiamo scindere il verbo in due elementi: una radice, che dà la base lessicale (il fatto di amare) e le desinenze, la parte grammaticale (il fatto che sia io, ora). Possono essere analizzate come composizione di elementi ognuno dei quali può avere significato lessicale o grammaticale.

  • 1) Aim-
  • 2) -ons

Parle, parles parle, parlons, parlez, parlent. P1, P2, P3, P6 sono uguali, radicale forte perché porta l’accento. P4 e P5 radicale debole perché non ha più l’accento. Non ha esattamente senso parlare di persone. Esistono delle piccole famiglie con delle particolarità legate a questioni storiche.

SEMER: Sème, sèmes, sème, semons, semez, sèment. Abbiamo un’alternanza vocalica, un piccolo regalo del francese mediavale. P1, P2, P3, P6 sono uguali, radicale forte perché porta l’accento. P4 e P5 radicale debole perché non ha più l’accento.

PRÉFÉRER: Préfère, préfères, préfère, préférons, préférez, préfèrent. Abbiamo un’alternanza vocalica, un piccolo regalo del francese mediavale. P1, P2, P3, P6 sono uguali, radicale forte perché porta l’accento. P4 e P5 radicale debole perché non ha più l’accento. Molti verbi si sono semplificati rispetto al francese medievale che spesso proponeva un’alternanza di basi, per esempio aim- per P1, P2, P3, P6 e am- per P4 e P5. Anche devoir doi- e dev-.

Generalmente i verbi con questo tipo di alternanza possono essere quelli con doppia vocale (appeler, jeter) o alternanza vocale (préferer). Nella riforma del ’90, vengono accettate come eccezioni appeler e jeter. J’aime. Aimé-je? Dal ’90 si può scrivere così.

Uso di UN e LE

UN è compatibile solo coi nomi numerabili. LE non impone restrizioni. DU pone l’esistenza di un oggetto massivo.

LE:

  • J’ai trouvé UN crayon
  • J’ai trouvé LE crayon (più specifico, devo aver già nominato la matita, è un oggetto conosciuto; l’oggetto preciso viene dato per scontato, è una proprietà di LE ma non di UN)

LE presuppone UN (insieme più ampio). Quindi LE implica sempre l’esistenza dell’oggetto nominato, non è un caso che derivi dal latino, ci sono degli elementi che fanno capire di cosa sto parlando.

  • J’ai rencontré le frère de Marie
  • J’ai trouvé le crayon que je cherchais
  • J’ai perdu un crayon et une règle. J’ai trouvé le crayon mais pas la règle ANAFORA

C’è un rapporto di dipendenza tra un e le.

  • 1) En l’an 2000 le roi de France était un Bourbon
  • 2) En l’an 2000 il y avait un roi en France

1 implica 2, se 2 è falsa, 1 è falsa. LE pone l’esistenza di un referente ben identificato, meglio identificato rispetto a UN. Gary-Prieur propone articolo identificativo (LE) e non identificativo (UN).

1 proprietà: l’identificazione. LE identifica un oggetto la cui esistenza è presupposta. UN non identifica.

2 proprietà: la totalità. Spesso le/les identifica la totalità.

  • a) J’ai vu les oeuvres de Flaubert
  • b) J’ai vu des oeuvres de Flaubert

a) Implique la totalité des oeuvres de Flaubert. Le dà più informazioni di un/des. L’indefinito, al contrario, non dà informazioni sulla presenza/assenza di altri oggetti.

  • *J’ai mangé LA pomme qui restait; ensuite j’en ai mangé une autre.

LE: identifier un objet qui existe; envisager la totalité. Un ha un qualcosa di partitivo, non riesce a vedere la totalità. Le chat est un mammifère (totalità).

Anteprima
Vedrai una selezione di 9 pagine su 40
Partie B: Les déterminants et le verbe, Linguistica Francese I Floquet Appunti + riassunti Pag. 1 Partie B: Les déterminants et le verbe, Linguistica Francese I Floquet Appunti + riassunti Pag. 2
Anteprima di 9 pagg. su 40.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Partie B: Les déterminants et le verbe, Linguistica Francese I Floquet Appunti + riassunti Pag. 6
Anteprima di 9 pagg. su 40.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Partie B: Les déterminants et le verbe, Linguistica Francese I Floquet Appunti + riassunti Pag. 11
Anteprima di 9 pagg. su 40.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Partie B: Les déterminants et le verbe, Linguistica Francese I Floquet Appunti + riassunti Pag. 16
Anteprima di 9 pagg. su 40.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Partie B: Les déterminants et le verbe, Linguistica Francese I Floquet Appunti + riassunti Pag. 21
Anteprima di 9 pagg. su 40.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Partie B: Les déterminants et le verbe, Linguistica Francese I Floquet Appunti + riassunti Pag. 26
Anteprima di 9 pagg. su 40.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Partie B: Les déterminants et le verbe, Linguistica Francese I Floquet Appunti + riassunti Pag. 31
Anteprima di 9 pagg. su 40.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Partie B: Les déterminants et le verbe, Linguistica Francese I Floquet Appunti + riassunti Pag. 36
1 su 40
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/04 Lingua e traduzione - lingua francese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cate2909 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica francese I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Floquet Oreste.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community