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SENSO CONCETTUALE E ISTRUZIONALE

Un nome comune che possiede un senso "concettuale" è un nome la cui conoscenza del senso orienta verso una certa

categoria di oggetti del mondo: ad es non possiamo utilizzare indifferentemente arbre e fleur perché corrispondono a

classi referenziali diverse e la specificazione delle proprietà costituisce il senso lessicale.

Il senso del nome rimane tuttavia virtuale: per poter utilizzare un nome in un discorso bisogna attualizzarne il senso e

restringere l'insieme di tutti i riferimenti virtuali possibili del nome all'unico riferimento che coincide alla situazione del

discorso.

Tale è il ruolo del determinante: determinare il senso del nome quindi adattarlo alla situazione del discorso. Bally,

uno dei primi a identificare questo ruolo, ha definito l'attualizzazione come l'operazione che permette di passare dalla

lingua (sistema di segni provvisto di sensi) al discorso (evento in cui un locutore utilizza la lingua per produrre un

enunciato).

Per caratterizzare il ruolo del determinante nella costruzione del riferimento attuale del gruppo nominale si parla di

"senso istruzionale": dona al destinatario dell'enunciato istruzioni sulla maniera di costruire, partendo dal senso lessicale

del nome, il riferimento del gruppo nominale.

I determinanti contribuiscono in maniera cruciale all'interpretazione semantica di un gruppo nominale assicurando

l'attualizzazione del senso del nome nel discorso.

SINTAGMA: gruppo omogeneo di parole con una propria logica al cui interno vi è un elemento principale dominante

(da cui gli altri dipendono). Tale elemento è chiamato testa e gli altri ne sono dipendenti (rapporto di dipendenza).

1- se a dominare è un nome: SINTAGMA NOMINALE/DETERMINANTE (le chat...)

2- se a dominare è un verbo: SINTAGMA VERBALE (mange... une pomme), formato da una testa e dai complementi

L'espansione è un PARAMETRO perché varia tra le lingue: in francese il sintagma nominale si può espandere sia a

destra che a sinistra mentre quello verbale solo a destra.

Il termine "determinante" si instaura nel metalinguaggio grammaticale a partire da metà del secolo scorso, quando appare

ad esempio in Wagner Pinchon nel 1962.

DETERMINANTI: classe di parole chiuse (sono numerabili) indispensabili (a differenza di aggettivi e i relativi: la

frase "on aperçoit arbres" è impossibile senza il determinante davanti al nome), obbligatorie, che hanno la funzione di

precisare il nome e che si pongono alla sua sinistra. In alcuni casi possono non essere obbligatori, come ad esempio

davanti al nome proprio in Nord Italia e nell'Est della Francia, ma lo sono nella norma standard di Parigi.

A differenza degli altri elementi della frase, sono spesso necessari e sufficienti per determinare un nome

nell'ambito della frase.

• Per definirli si può vedere la loro distribuzione, ossia la posizione che occupano, o il loro significato.

• Possono essere semplici, che sono quelli numerabili come articoli e aggettivi determinanti o complessi, che

sono quelli che formano una classe aperta e hanno un numero illimitato di combinazioni (ad esempio beaucoup

de, un kilo de..).

• Sono SPECIFICI (proclitici, infatti la frase "amis mes son là-bas" è impossibile e non combinabili fra loro,

infatti la frase "les mes amis sont arrivés" è impossibile) e COMPLEMENTARI (NO LIBERTA'

SINTATTICA, NON POSSONO COMBINARSI TRA LORO).

I determinanti si caratterizzano oltre che per la loro distribuzione nel gruppo nominale per il loro contributo

fondamentale al riferimento del gruppo nominale: in un enunciato il gruppo nominale viene la maggior parte delle volte

utilizzato per mettere il discorso in relazione con le entità su cui verte il discorso.

Vi sono 3 tipi di gruppi nominali:

-se il gruppo nominale è un pronome, il riferimento si fa per deissi (je, tu) o per anafora (il che rinvia a un gruppo

nominale che ha introdotto precedentemente il riferimento nel discorso): ma mère est là, elle vient d'arriver

-se il gruppo nominale è un nome proprio la relazione referenziale si stabilisce in funzione delle conoscenze preliminari

degli interlocutori: Paul dort (bisogna conoscere Paul preliminarmente)

-in un gruppo nominale dove il nome principale è un nome comune, il riferimento si stabilisce combinando il senso del

nome e quello del determinante e i due sensi non sono della stessa natura: la frase "j'ai mis le bouquet d'arbre dans le

vase" conoscendo le proprietà della parola "arbre" non ha senso.

Il nome comune fa riferimento a categorie generali e necessita di essere determinato (le parole hanno una potenzialità

virtuale fuori dal discorso) e attraverso l'attualizzazione vengono determinati e ne viene ristretto il senso adattandolo alla

situazione.

L'attualizzazione è quindi la funzione dei determinanti.

I determinanti inoltre danno istruzioni (SENSO ISTRUZIONALE): quantità, classe ecc: restringere il senso per

adattarlo alla situazione. Tale definizione potrebbe valere anche per altri elementi: "il a une veste rouge", "il critique ceux

qui partent en voyage".

-ARTICOLI

Con gli articoli il meccanismo della determinazione è più netto rispetto a tutti i determinati ed hanno il significato più

semplice: l'articolo permette il passaggio dal senso lessicale (virtuale) alla referenza precisa del gruppo nominale.

Esistono lingue senza articolo, come il latino. I dimostrativi del latino ille, illa e illus sono divenuti gli articoli

determinativi del francese (le, la, les).

Gli articoli formano una classe chiusa:

determinativi: la, le, les: referenza definita

indeterminativi: un, une, des, du : referenza indefinita

-PROBLEMA DEI DUE "UN"

"Un" può rivestire il ruolo:

1) di determinante (ed è proclitico e senza accento): deriva da "unus" latino e ne mantiene alcune caratteristiche: "il a

mangé un chocolat, pas un bonbon"

2) di aggettivo numerale (in posizione accentata in quanto può focalizzare sul numero): "il a mangé un chocolat, pas

plus", mentre è impossibile dire "il a mangé LE chocolat, pas plus".

L'articolo "un" impone, contrariamente a "le", una restrizione sul tipo di nome con il quale si combina: il nome deve

denotare un'entità numerabile, altrimenti si utilizza "du".

"Un" si pone infatti davanti entità numerabili: "je préfère acheter une voiture" ("voiture" classe di cose numerabili),

mentre se avessimo "Je préfère boir un vin", l'enunciato non risulta chiaro a causa del nome che non indica una quantità

numerabile ("vin"): "voiture" infatti rinvia per il suo senso concettuale ad una classe di individui distinti gli uni dagli

altri, mentre "vin" ad una realtà continua e massiva (non comporta alcun principio interno di delimitazione).

"Un" e "du" sono quindi in "distribuzione complementare" in rapporto a queste due classi di nomi. La scelta tra i due si

impone per un vincolo di selezione del nome: i nomi contabili selezionano un mentre quelli massivi du.

Un si utilizza per nomi concettualmente numerabili.

-FUNZIONE ARTICOLO DU

1-Il y a des pommes dans le frigidaire

2- il y a une pomme dans le frigidaire

3- il y a de la pomme dans le frigidaire

Frase 1 plurale della frase 2 o 3?

Des è il plurale di Un, quindi la frase 1 è plurale della frase 2, mentre la frase 3 fa riferimento ad una quantità non

numerabile. Sia nella frase 1 che 3 si designa una quantità che non si può numerare ma la forma "des", contrariamente a

"de la" non implica l'impossibilità di una numerazione (ad es: il y a des pommes dans le frigidaire: trois reinettes et duex

canadas)

"Du" si definisce dal punto di vista morfologico dalla combinazione della proposizione "de" e dell'articolo definito "le",

struttura che appare in modo definito per il femminile "de la".

Vi sono molte discussioni riguardo lo statuto del partitivo, della sua esistenza e della sua forma specifica: du infatti si

riallaccia al definito dal punto di vista della forma, ma dal punto di vista del senso e del funzionamento sintattico è in

rapporto all'indefinito che descrive.

Ciò che ne costituisce la specificità è l'assenza della forma plurale corrispondente.

PROBLEMA

Se des (come un) seleziona quantità numerabili perché posso dire ad esempio "des épinards"?

1- Secondo Gary-Prieur si tratta di un uso metaforico poiché si sottintende "des feuilles d'épinards", dove feuilles è

numerabile.

2- Secondo Daniel Leeman DES ha più affinità con DU che con UN (idea condivisa da molti linguisti).

Nous mangeons un poisson (oggetto)/ du poisson (materia): come può una parola essere usata in modi diversi?

Può trattarsi di metonimia, ad esempio dicendo "je voudrais un café" si sottintende "une tasse".

La lingua offre la possibilità di trasformare una parola contabile in un nome massivo e viceversa.

Vi sono nomi, come ad esempio poisson e pomme, che possono avere due sfaccettature (oggetto commestibile e

materia), quindi a seconda del contesto possono designare oggetti contabili o sostanze massive (J'ai mis une pomme sur

la table/ j'ai mis de la pomme dans ce gateaux).

Altri nomi, come ad esempio cafè, sono nomi di sostanza, quindi non numerabili, che necessitano dell'articolo du.

L'alternanza osservata nel primo caso si spiega a livello lessicale (è la conseguenza del senso dei nomi:

oggetto/sostanza), mentre nel secondo caso è a livello pragmatico poiché il senso del gruppo nominale è il risultato di

una metonimia (une tasse de café..).

La lingua offre la possibilità di trasformare un contabile in un nome massimo e viceversa.

1- Il y avait des voitures sur la route (tante)

2- Il y avait de la voiture sur la route (talmente tante che gli oggetti perdono il loro carattere distintivo: operazione di

massificazione)

Secondo Gary-Prieur "un" e "des" corrispondono ad una referenza indefinita che si oppone a LE.

Willmé: PROBLEMA DI /DE/: "il grande incompreso"

Cos'è?

1- Potrebbe trattarsi di un PARTITIVO, ma vi sono esempi problematici come: J'ai du pain/ Je n'ai pas de pain, je mange

des pommes/ je mange de belles pommes.

Il problema riguarda le numerose funzioni di /DE/:

-"il se sert des personnes pour ses fins": preposizione (se servir de, intransitivo)

-"il se sert des portions énormes": servir de: transitivo, "de" ha funzione di determinante

Sono assimilabili questi due "des"?

- Pierre prete de l'argent

E' intransitivo? Preter non è un verbo intransitivo dunque non è possibile.

- "Pierre verse du vin"

- "Pierre ne verse pas de vine"

Willmet: se fossero due preposizioni, allora perché si alternano? (de/du)

Perché il verbo si comporta in 2 maniere diverse (intransitivo/transitivo)?

Secondo Willmet bisogna fare distinzione tra DE preposizione e DE articolo:

"il se sert des personnes pour ses fins": preposizione (se servir de, intransitivo)

"il se sert des portions énormes": servir de: transitivo, "de" ha funzione di articolo

Rimane il problema del cambiamento quando la frase è negativa.

1- Martinet adotta una posizione estremista sostenendo che sia un aggettivo.

2- Gosse lo definisce una "parola invariabile che serve a introdurre una parola, un sintagma o una frase" creando una

classe di parole, gli "introduttori", di cui fanno parte anche est-ce que, voici, voila ecc. Essendo la classe un insieme

troppo eterogeneo, non è accettabile.

3- Un'altra teoria sostiene che sia una preposizione la cui funzione è quella di un articolo.

4- Secondo Wilmet è un articolo per due motivazioni:

a- etimologia: /de/ viene da latino DE ed in latino era una preposizione che poi iniziò a significare una quantità,

divenendo quindi articolo in francese: nel latino tardivo si trovano "edere panem"(panem è accusativo, complemento

oggetto) e "edere de pane", che indica estrazione materiale, e nell'antico francese si trova "mangier pain" e "mangier du

pain".

b- funzione di articolo: generalmente davanti quantità variabili ma non è unicamente partitivo poiché può essere anche

massivo: es. d'aucuns= de aucuns, d'autres= de+autres, "manger de tout".

Per Wilmet quindi DE può indicare un'estensività variabile o partitiva.

IN COSA DIFFERISCONO DE e UN:

I due possono indicare tanto la totalità quanto la partitività. E' perciò improprio definire "DE" solo partitivo. "des braves

gens sont faciles à duper"; "du vin blanc désaltère mieux que du vin rouge".

DE e DES funzionano come UN: "chaque vin blanc désaltèere mieux que...": moltiplicazione ad libitum di una dose "q"

di vino.

Ma allora sono la stessa cosa? no.

UN: denumera indicando UN oggetto moltiplicato ad libitum e indica una percezione discreta, composta da

elementi separati e numerativi, UN VIN, UN DOLLAR, UN KILO

DE: indica la quantificazione sotto l'aspetto della quantità determinata ed una percezione densa considerata come

un tutto di cui non si analizzano gli elementi, seleziona il massivo, DU VIN, UN PEU DE VIN (ma non "un peu de

dollar", "un peu de kilo").

-UN/LE

"Un" è compatibile sono con i nomi numerabili.

"Le" non impone alcuna restrizione ma fa riferimento ad un insieme più ristretto rispetto ad UN perché più particolare.

"Le" presuppone "un" e ne costituisce quasi un sottoinsieme conferendo informazioni ulteriori all'oggetto

designato.

"Le" viene utilizzato anche nell'anafora: j'ai perdu un crayon er une règle, j'ai trouvè le crayon mais pas la règle.

Una delle differenze fondamentali tra il definito e l'indefinito è che il primo comporta l'indicazione della referenza del

gruppo nominale prima dell'introduzione del gruppo nominale stesso nel discorso.

1- J'ai trouvè un crayon

2- J'ai trouvè le crayon

Il gruppo nominale "un crayon" introduce nel discorso un oggetto di cui non è richiesta alcuna conoscenza, ma bisogna

solo conoscere il senso di "crayon" per poter attribuire una referenza a "un crayon".

Al contrario, nella seconda frase, "le crayon" presuppone che gli interlocutori abbiano una conoscenza preliminare, non

può essere ad esempio all'inizio di un discorso (nei romanzi ciò è possibile e si chiama "inizio in medias res").

Un gruppo nominale definito dalla forma "le" presuppone un gruppo nominale indefinito e tale conoscenza può essere

stabilita in due modi:

1- la referenza a cui rinvia il gruppo nominale definito è introdotta nel quadro del gruppo nominale stesso grazie ad un

complemento del nome (es. J'ai trouvè le crayon que je chercais). E' quindi il complemento del nome che, introducendo

una nuova referenza come presupposta, rende possibile la referenza definita del gruppo nominale nel suo insieme.

2- in assenza di un complemento nel gruppo nominale, la referenza di un gruppo nominale definito si costruisce

attraverso un'anafora (es. "j'ai perdu un crayon et une règle. J'ai trouvè le crayon mais pas le règle")

Se il presupposto di esistenza imposto dall'articolo definito non è soddisfatto, l'enunciato in cui si trova il gruppo

nominale non ha valore di verità a causa dell'impossibilità di costruire una referenza per il gruppo nominale, come ad

esempio in:

1- En l'an 2000, le roi de France était un Bourbon

2- En l'an 2000, il y avait un roi

Mentre il 1 enunciato non è né vero né falso, ciò che è riportato nella seconda frase è in contraddizione con la realtà

perciò non può essere attribuita alcuna referenza nel contesto di questo enunciato a "le roi de France".

Vi è un rapporto di dipendenza: la prima frase può essere vera o falsa a seconda della verità o falsità della seconda. Gli

articoli indefiniti permettono di accedere all'esistenza nel discorso di oggetti che non per forza esistono nella

realtà.

Inoltre l'articolo determinativo può servire ad introdurre nel discorso dei presupposti che non sono esplicitamente

espressi, ad esempio di "est-ce la réussite du président est due à ses conseillers?" si implica l'ammissione della

proposizione "le président a réussi".

L'istruzione donata da "le" impone perciò non sono l'esistenza di una referenza ma anche la sua IDENTIFICAZIONE.

LE pone l'esistenza di una referenza ben identificabile: Gary-Prieur nomina ARTICOLO IDENTIFICATIVO "le" e

ARTICOLO NON IDENTIFICATIVO "un".

SECONDA PROPRIETA': LA TOTALITA'

1- J'ai vu les oeuvres de Flaubert: si intende la totalità delle opere

2- J'ai vu des oeuvres de Flaubert: PARTIZIONE

LE è più vincolante di un/des e non è mai partitivo, quindi nuovamente impone condizioni più rigide rispetto

all'indefinito.

1- J'ai mangé la pomme: implica che non vi sia una sola mela

2- J'ai mangé une pomme: non dona alcuna indicazione sulla presenta o l'assenza di altri oggetti.

L'indefinito non dà alcuna indicazione sulla presenza o assenza di altri oggetti.

Ciò è evidente soprattutto quando l'articolo definito &egrav

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/04 Lingua e traduzione - lingua francese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgia2808 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Linguistica francese I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Floquet Oreste.
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