Riassunto "I Plastidi", docente Papini, libro consigliato "Botanica generale e Diversità
vegetale" di Pasqua, Abbate e Forni
PARTE VI – I PLASTIDI
plastidi
I sono organelli caratteristici della cellula vegetale che svolgono
molte funzioni metaboliche della cellula come fotosintesi, biosintesi degli
acidi grassi degli amminoacidi e dell’amido. Differiscono per colore, forma
e funzione.
L’involucro è costituito di due membrane unitarie, esterna ed interna.
Analogamente alle cellule procariotiche, i plastidi hanno ribosomi della
stessa tipologia, uno o più nucleotidi (regioni di localizzazione del DNA
procariotico), e sono in grado di duplicarsi autonomamente per scissione
binaria.
I Plastidi sono in grado di trasformarsi in tutte le loro tipologie, ed hanno
proplastidio.
origine comune dal
PROPLASTIDI
Precursori dei Plastidi, si trovano negli embrioni e nelle cellule
meristematiche (cellule totipotenti vegetali) degli apici radicali e
caulinari. Hanno dimensioni relativamente ridotte (0.5-1 micronm).
Hanno sistema di membrane interne poco sviluppato. Il differenziamento
di questi organelli dipende da fattori ambientali e da meccanismi interni
di regolazione.
CLOROPLASTI
Organuli in cui ha luogo fotosintesi, presenti in tutti gli rganismi autotrofi
eucariotici (alghe e piante).
Dalle alghe, con un solo grande plastidio per ogni cellula, si passa a tanti
piccoli plastidi nelle cellule evolute.
Il principale vantaggio è la possibilità di spostarsi indipendentemente a
favore della radiazione luminosa. Possono anche modificarsi per
aumentare la superficie disponibile a scambi con il citoplasma. La
membrana è infatti ricoperta di porine, che formano canali per il
riconoscimento e l’importo di specifiche proteine prodotte nel citoplasma.
grana,
Alcune regioni più scure, sarebbero formate da pile di sacchi
tilacoidi,
membranali chiamati maggiori in numero nelle piante con poca
tilacoidi intergranali,
radiazione solare. I decorrono lungo il cloroplasto
connettendo i diversi grana. La singola camera interconnessa tra i
lume, margine
tilacoidi è definita mentre è l’estremità tilacoidale a
contatto con lo stroma, una sostanza amorfa ricca in ribosomi. Questa
coniugazione infatti, permette la sintesi di più zuccheri rispetto a quelli
amido
consumati, che vengono accumulati in granuli di amido,
primario, che nella notte viene idrolizzato per continuare le attività
amiloplasti,
metaboliche della pianta. In parte viene trasportato negli
amido secondario.
dove viene accumulato come
Molto importanti sono le interazioni tra DN
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