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- LA SISTEMATICA: LA SCIENZA DELLA DIVERSITA' BIOLOGICA
CAPITOLO 12
Linneo fu il primo a denominare le piante.
Tassonomia: identificazione, denominazione, classificazione
Sistematica: studio della diversità biologica e della sua storia evolutiva.
Esistono 10.000.000 di specie eucariotiche.
Esemplare tipo: campione secco custodito in museo o erbario utilizzato come
base per la comparazione.
Le specie possono essere suddivise in sottospecie o
varietà che sono simili tra loro ma che differiscono per
Linneo una o più caratteristiche. Agli inizi era:
SPECIE ---> GENERE ---> FAMIGLIE ---> ORDINI ---> CLASSI
De Candolle propone inoltre la DIVISIONE (gruppi di Classi). Inoltre nel XV
congresso Internazione di Botanica del 1993 si introdusse il PHYLUM al posto De Candolle
della divisione:
SPECIE ---> GENERE ---> FAMIGLIE ---> ORDINI ---> CLASSI ---> PHYLUM ---> REGNO
Il Taxon (Taxa al plurale) rappresenta il gruppo tassonomico a qualsiasi livello e la famiglia, genere o
classe rappresentano le categorie.
Es. sono taxa Pinus
Dobbiamo guardare le desinenze per capire se è una famiglia o un ordine:
• FAMIGLIA: -aceae (es. Asteraceae)
• ORDINI: -ales (es. Poales)
Ecco degli esempi di classificazioni tassonomiche:
Mais:
Regno Plantae
Phylum Anthophyta
Classe Monocotyledoneae
Ordine Poales
Famiglia Poaceae
Genere Zea Mais
Specie Zea mays
Prezzemolo:
Regno Plantae
Phylum Anthophyta
Classe Dicotiledoneae
Ordine Apiales
Famiglia Apiaceae
Genere Petroselinum Prezzemolo
Specie Petroselinum hortense
Rosmarino:
Regno Plantae
Phylum Anthophyta
Classe Dicotiledoneae
Ordine Lamiales
Famiglia Lamiaceae
Genere Rosmarinus
Specie Rosmarinus officinalis Rosmarino
-STORIA DELLA CLASSIFICAZIONE DELLE PIANTE
Le piante vengono raggruppate sulla base dell'aspetto esterno in:
• Alberi
• Arbusti
• Erbe
Classificazione Artificiale: identifica gli organismi sulla base di uno o
più caratteri.
Teofrasto fu il padre della botanica e scrisse la STORIA DELLE
PIANTE e CAUSE DELLE PIANTE.
Linneo classificò le piante in 24 classi sulla base delle caratteristiche
sessuali: numero degli stami
Es. Linneae borealis L. (L sta per Linneo) Teofrasto
Classificazione Naturale viene proposta da Darwin che propose un
sistema naturale di classificazioni per cui somiglianze e differenze
vengono viste come il prodotto di una storia evolutiva (filogenesi). Darwin
La classificazione naturale ha come obiettivo l'individuazione del clade (raggruppamento
monofiletico).
Esistono altri tipi di raggruppamenti: • Parafiletico
• Polifiletico
Il metodo di classificazione più utilizzato da oggi è la
cladistica: cioè analisi filogenetica che cerca di capire le
relazioni filogenetiche. Esso:
• analizza se lo stato di un carattere è condiviso o
derivato
• individua le sinapomorfie: caratteri presenti
nell'antenato comune e in tutti i gruppi discendenti
Per disegnare un albero filogenetico o cladogramma:
• radicare l'albero (individuando un outgroup);
• individuare il carattere ancestrale
• individuare il carattere derivato;
• la posizione relativa che indica il tempo di divergenza.
SISTEMATICA MOLECOLARE
Esso si basa sulla sequenza dei nucleotidi del DNA. Può rilevare le differenze in geni omologhi (cioè
quelle che derivano dallo stesso gene ancestrale). Queste differenze sono dovute ad un accumulo di
mutazioni neutre (quando nn incidono sulla vita dell'organismo) e casuali secondo un tasso costante
nel tempo. Tali differenze non sono il risultato della selezione e infatti esse sono accumulate
da quando le linee evolutive si sono separate.
Queste sequenze vengono depositate in banche dati Internazionali.
Es: GeneBank (progetto del NCBI a cui tutti fanno riferimento).
Un risultato di queste analisi può essere che piante morfologicamente lontane sono geneticamente
vicine:
Oppure piante morfologicamente lontane ma geneticamente vicine:
I GENOMI delle piante sono 3:
• genoma nucleare
• genoma mitocondriale (circolare) 200-2500 kbp
• genoma plastidiale (circolare) 135-160 kbp
Per gli animali il gene usato è cox1 (mitocondriale,
che codifica per la citocromo ossidasi)
Per le piante vengono usati i geni plastidiali rbcL (rubisco) e MatK:
Le categorie tassonomiche degli organismi per Linneo:
• Piante
• Animali
• Minerali
Oggi ci sono 3 domini (categoria superiore al regno):
• Bacteria --> procarioti
• Archaea --> procarioti
• Eukarya --> eucarioti
Esistono 7 supergruppi degli eucarioti:
• Piante e forme algali affini
• Opisthokonta
• Eucarioti primordiali non li teniamo conto perché
provengono dall'antenato comune
• Alveolata
• Stramenopila
• Rhizaria
• Excavata
• Amoebozoa
I protisti si trovano in tutti i supergruppi e la maggior parte di essi contengono esclusivamente
protisti:
• eterotrofi
• autotrofi
• altri nn trattati
ESPERIMENTO IN CLASSE N.B. I pigmenti della pianta la proteggono dallo stress
ossidativo e eccessiva illuminazione. I Botanici misurano
la concentrazione di ossigeno emessa dalla pianta così
da selezionare quelle che lo producono maggiormente e
utilizzarle quando servono. Se una foglia viene coperta
e poi la si scopre essa fa la respirazione.
A (f + r) (fotosintesi + respirazione) = Tasso di fotosintesi
A (r) = Respirazione (buio)
A (f) = A (f + r) - A (r) = 6.67 - (-2.37) = 9.04
LA CELLULA VEGETALE E IL CICLO CELLULARE
CAPITOLO 3
Scoperte cellulari:
• Nel 1670 Hooke introdusse il termine cellula.
• Nel 1838 Schleiden introdusse il concetto che tutti i
tessuti vegetali sono costituiti da cellule.
• Nel 1840 Schwann disse che tutti i tessuti animali
sono formati da cellule e che tutti gli organismi
hanno un organizzazione cellulare.
• Nel 1858 Virchow disse che le cellule possono
originarsi solo da cellule preesistenti. Microscopio di Hooke
Nella cellula eucariotica fotosintetica abbiamo degli
organelli come i Cloroplasti deputati alla funzione
fotosintetica. Attraverso esso la cellula diviene un
organismo autotrofo ossia organizza da sola la fonte
primaria di energia ossia si costruisce il glucosio
attraverso l'energia luminosa attraverso la CO2
presente nell'aria e acqua. Essi possono essere numerosi
ma la maggior parte risiede nelle foglie e anche nei
fusti a volte. Nei cactus le foglie sono sotto forma di
spine aventi funzione di protezione e il tronco è formato da molti cloroplasti. Sono formati da una
doppia membrana, segno della sua origine cioè che provengono da procarioti inglobati nella cellula.
Abbiamo un vacuolo circondato da una singola membrana (tonoplasto) ed è caratteristica della cellula
vegetale. E' quello che si nota di più (occupa fino al 90% del lume cellulare) e il citoplasma è
schiacciato in periferia. Esso ha la funzione di aumentare la pressione di turgore della cellula e la
mantiene gonfia. (FUNZIONE SPIEGATA A PAG.4)
E' presente la parete cellulare ed è fondamentale perché difende il protoplasto (solo nella vegetale).
Dopo la parete incontriamo la membrana cellulare avente la funzione di selezionare ciò che esce e
ciò che entra.
Abbiamo i mitocondri, nucleo e i granuli di amido. Essi sono nei cloroplasti e sono uno dei sistemi per
mettere in riserva il glucosio. Essi sono temporanei e devono essere usati subito poiché quando la
cellula è alla luce si formano in un breve tempo mentre avviene la fotosintesi. Ma quando la cellula
è al buio i granuli sono spariti. Vuol dire che essi servono nella vita della cellula nell'immediato. In
altri tessuti invece i granuli di amido vengono accumulati (esempio nei semi come il riso).
Abbiamo i mitocondri importante per la respirazione della cellula. Sono molto diversi dai cloroplasti
poiché i mitocondri sono molto più piccoli dei cloroplasti. Questo perché essi devono assorbire più
luce possibile.
Nella foto notiamo che la cellula ha una lunghezza di 25-30 um circa.
Nella foto (microscopio elettronico a trasmissione - 0.25
um) abbiamo una parete cellulare condivisa da due
cellule. Apparentemente sembra una struttura amorfa.
Il numero dei cromosomi variano a seconda della specie.
Ricordiamo che nei vegetali la poliploidia è comune (negli animali è
letale). Poliploidia
Le briglie citoplasmatiche sono importanti nella divisione
cellulare.
I campi di punteggiature primarie con plasmodesmi sono
una zona dove c'è comunicazione con l'esterno o altra
cellula. Attraverso questi fori il citoplasma passa a
un'altra cellula grazie ai plasmodesmi. Briglie citoplasmatiche & Campi di
punteggiature primarie con
plasmodesmi
PLASTIDI
I cloroplasti reagiscono agli stimoli fisici (come la luce).
Le macchie nere sono i cloroplasti. Quando la cellula è
sottoposta a una debole intensità di luce essi sono lunga
tutta la superficie della cellula. Quando è troppo
intensa essi si dispongono lateralmente alla cellula. Essi
infatti si muovono rispetto alle condizioni in cui si
trovano.
Quando essi sono attivi presentano una clorofilla che ricopre gli altri pigmenti come i carotenoidi
(arancio, rosso giallo) e le antocianine che servono a migliorare la cattura della luce. Quando la
pianta va in necrosi (muore) o le condizioni ambientali non permettono di fare la fotosintesi le foglie
diventano rosse o gialle. Esso significa che la clorofilla si è degradata facendo emergere gli altri
pigmenti che prima erano coperti.
Es. Il leccio si sviluppa in ambienti miti (quercia) e
l'alloro. Il primo non perde le foglie invece la rovere
(altra quercia) si.
Le conifere per esempio si sviluppano in ambienti come
il nostro o più freddi. La loro foglia si è attorcigliata
formando aghi arricchendosi di resine rendendo difficile
il congelamento.
All'interno del cloroplasto abbiamo una zona stromatica
e dei tilacoidi i quali possono essere:
• Grana che si organizzano in pile;
• Stromatici che attraversano lo stroma, più lungo che
passa da una grana all'altra
Il DNA nel cloroplasto serva a codificare delle sostanze
per il cloroplasto.
Nella foto quella grande massa fluorescente è il nucleo
della cellula. Gli altri punti fluorescenti rappresentano il
DNA dei cloroplasti.
Il DNA mitocondriale non si vede poiché i mitocondri sono più piccoli che
i cloroplasti.
Esistono altri tipi di plastidi come il Cromoplasto ossia un plastidio
colorato senza clorofilla interna (non fa fotosintesi) ma presenta i
carotenoidi (li sintetizza anche). Quindi anche questo ha una vita
autonoma, si produce le sostanze che gli servono. Essi determinano il
colore dal giallo al rosso di fiori, foglie e frutti. Essi possono derivare
dal differenziamento dei cloroplasti. Cromoplasti
Abbiamo i Leucoplasti i quali sono privi di pigmenti. Alcuni di questi si
specializzano accumulando amido diventando Amiloplasti. Altri ancora accumulano oli e proteine.
Nella foto è indicato il CICLO DI SVILUPPO
PLASTIDIALE. Dal proplastidio possono originare
l'amiloplasto oppure il cloroplasto che può
trasformarsi in cromoplasto (o anche originare dal
proplastidio). Ma anche il cromoplasto può
trasformarsi in cloroplasto.
Il cloroplasto ha 2 membrane. Quella più interna si
invagina formando delle vescicole le quali vanno
verso l'interno del cloroplasto formando queste
strutture che mano a mano si impilano che possono collegare una grana con l'altra formando i
tilacoidi stromatici.
FUNZIONE DEL VACUOLO
Il vacuolo ricordiamo serve a mantenere la cellula turgida e la parete cellulare allo stesso tempo fa
da contenitore. La pressione di turgore deriva dal vacuolo stesso il quale contiene acqua e una
concentrazione molto alta di soluti che gli permettono di avere sotto controllo la pressione osmotica.
Alcune volte hanno metaboliti secondari (esempio il Tannino utile per difendersi ma è tossico infatti
è rinchiuso nel vacuolo) utili per l'osmosi.
Nel vacuolo possono concentrarsi i pigmenti come le antocianine (esempio nelle cellule specializzate
come i fiori la cellula deve accumulare tantissimi pigmenti per colorarsi e attrarre gli insetti). Esse
sono responsabili del colore blu, rosso o azzurro.
Anche loro hanno un citoscheletro formato da un sistema
di microtubuli, actina
I microtubuli svolgono un ruolo fondamentale per
l'allineamento delle microfibrille di cellulosa che formano
la parete.
I filamenti di actina sono coinvolti nella costruzione della
parete e nel movimento del citoplasma (guardare video). Filamenti di Actina
Microtubuli
N.B. Anche le cellule vegetali hanno i flagelli. Alcune cellule
come quelle delle alghe le hanno sempre altre le perdono
nel corso della vita. Nella vegetale il movimento è
sinusoidale, in quelle animali è rotatorio.
PARETE CELLULARE Flagelli
Un'altra caratteristica è la parete cellulare. Le sue funzioni
sono:
• Limitare l'espansione del protoplasto
• Difende la cellula: sostanze antibatteriche oltre che una
difesa meccanica.
• Ne determina la forma
• Contribuisce alla consistenza dei tessuti
• I diversi tipi di cellule vengono identificati anche sulla
base della struttura della parete.
Tra una parete e l'altra di cellule adiacenti abbiamo la Parete Rigida
lamella mediana ricca di pectina la quale fa da colla tra le
2 cellule. Può creare dei problemi per esempio
nell'industria dei succhi di frutta formando i froppulati
che impediscono un succo omogeneo a meno che usiamo
degli enzimi pectinolitici che degradano la pectina. Essi
sono presenti nel frutto stesso quando esso matura
rendendo più soffice il frutto maturo. Altri si trovano
nei microorganismi che degradano la frutta grazie
anche a questi enzimi che staccano le cellule le une
dalle altre. Cellulosa
La cellulosa (composto più abbondante sulla terra) è
formata da una catena di glucosio. Ci sono legami idrogeno tra una catena e l'altra di cellulosa
stabilizzando il legame. E' immersa in una matrice formata da pectina (molecole idrofile che
permettono l'assorbimento di acqua e quindi è più distensibile) e emicellulosa (formata da vari tipi di
zuccheri, fa da collante). Essi non sono sempre presenti nella secondaria.
La parete può essere primaria e secondaria (facoltativa, sta più all'interno, nelle cellule che devo
essere più resistenti). La cellulosa è fatta da macrofibrille
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