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Economia e finanza internazionale

Determinazione del tasso di cambio secondo l'approccio di portafoglio

Per tasso di cambio si intende il prezzo di una valuta in termini di un'altra valuta, questo permette di confrontare i prezzi dei beni e dei servizi prodotti in paesi differenti. Le variazioni del tasso di cambio vengono definite:

  • Deprezzamento: Aumento del prezzo della moneta nazionale per l'acquisto della moneta estera.
  • Apprezzamento: Riduzione del prezzo in moneta nazionale per l'acquisto di moneta estera.

Si utilizza l'approccio di portafoglio quando dobbiamo spiegare l'evoluzione del tasso di cambio nel breve periodo. Secondo questo approccio gli individui scelgono di detenere depositi che garantiscono rendimenti maggiori. Infatti, un operatore che ha la possibilità di investire una somma di denaro su un titolo nazionale o estero, guarda i rendimenti di queste due attività per decidere su quale investire.

Quando si parla di attività nazionale, il rendimento è dato dal tasso di interesse e per poter fare il confronto tra due paesi diversi è necessario confrontare in un'unica valuta, ad esempio, dollari o euro.

Affinché ci sia equilibrio nel mercato valutario è necessario che i depositi denominati in tutte le valute offrano lo stesso rendimento atteso. Questa condizione prende il nome di parità dei tassi di interesse. A sua volta, i tassi di cambio si aggiustano sempre per mantenere la condizione di parità dei tassi di interesse.

(La variazione del tasso di cambio dipende dall’arbitraggio degli operatori finanziari che guardano i rendimenti attesi dei titoli, li confrontano e se son differenti vanno sul mercato finanziario e in base al segno della disuguaglianza acquistano o vendono valuta estera, così facendo influenzano il prezzo in valuta estera. Il prezzo in valuta estera sale se il rendimento estero dà un rendimento maggiore rispetto a quello nazionale. Così facendo però il prezzo della valuta estera sale e man mano che lo fa diventa meno conveniente, si riduce il costo opportunità di passare al titolo estero. Tale prezzo aumenterà fin quando tutte le differenze di rendimento saranno presenti, fin quando non si tornerà all’equilibrio.)

Determinazione del tasso di cambio di equilibrio

Ipotizzando che r$, r€ e e$/€ siano dati, illustriamo come si determina il tasso di cambio dollaro/euro di equilibrio sotto queste assunzioni. La curva verticale del grafico indica il livello dato di r$, ovvero il rendimento in dollari di un deposito in dollari. La curva inclinata negativamente mostra come il rendimento atteso dei depositi in euro, misurato in dollari, dipenda dal tasso di cambio corrente $/€.

(Nel caso in cui i tassi di interesse e le aspettative sul tasso di cambio futuro non si modifichino, le variazioni del tasso di cambio corrente influenzano il rendimento atteso di un deposito in valuta estera. Infatti, a parità di altre condizioni, il deprezzamento della valuta di un paese oggi riduce il tasso di rendimento interno atteso sui depositi in valuta estera. Un apprezzamento della valuta nazionale oggi, a parità di altre condizioni, fa aumentare il rendimento atteso in valuta nazionale dei depositi in valuta estera.)

Il tasso di cambio di equilibrio $/€ è quello dato dall’intersezione delle due curve nel punto 1. Significa che a questo livello del tasso di cambio, i rendimenti garantiti dai depositi denominati in dollari e in euro sono identici e quindi vale la seguente condizione di parità.

Fattori che influenzano il tasso di cambio

Il tasso di cambio tra due valute dunque dipende da due importanti fattori: il tasso di interesse sui depositi denominati in tali valute e l’aspettativa sul tasso di cambio futuro. Per capire bene però come si determina il tasso di cambio bisogna analizzare quali sono i fattori che vanno a condizionare il tasso di interesse e le aspettative sul tasso di cambio futuro. Importanti variabili macroeconomiche sono il tasso di inflazione e il livello del reddito nazionale. È necessario dunque chiarire come la domanda e l’offerta di moneta incidano sul tasso di cambio del proprio paese, in quanto il tasso di interesse è determinato nel mercato monetario.

Effetti di una crescita permanente dell'offerta di moneta

Ipotizziamo una crescita permanente dell'offerta di moneta negli Stati Uniti andando a vedere gli effetti di breve e lungo periodo di questa politica monetaria espansiva.

La parte A del grafico assume che il livello dei prezzi statunitensi sia inizialmente fisso al livello P1us. Un aumento dell’offerta nominale di moneta da M1us a M2us aumenta quindi l’offerta reale di breve periodo da M1us/P1us a M2us/P1us riducendo il tasso di interesse da r1$ a r2$. L’incremento dell’offerta di moneta influenza le aspettative sul tasso di cambio futuro perché questa è permanente. Gli agenti, dunque, si attendono che nel lungo periodo tutti i prezzi espressi in $ aumentino incluso il tasso di cambio che è il prezzo in $ dell’€.

Un aumento del livello futuro atteso del e$/€, ovvero un deprezzamento del $, aumenta il rendimento in $ dei depositi in € e quindi sposta verso destra la curva inclinata negativamente nella parte superiore del grafico A. Questo deprezzamento del $ causa uno spostamento da e1$/€ a e2$/€ (1’-2’ pt). Da notare come il deprezzamento è maggiore di quello che sarebbe stato se l’aspettativa sul tasso di cambio futuro atteso fosse rimasto costante. (pt 3’ - 2’).

Andamento di lungo periodo

La figura B mostra l’andamento del tasso di cambio e del tasso di interesse al crescere dei prezzi durante l’aggiustamento di lungo periodo. Il livello dei prezzi inizia a salire da P1us a P2us. Poiché la crescita di lungo periodo del livello dei prezzi deve essere proporzionale all’incremento dell’offerta di moneta, l’offerta reale di moneta finale (M2us/P2us) sarà uguale all’offerta reale di moneta iniziale M1us/P1us.

Poiché la produzione è fissa e l’offerta reale di moneta è tornata al suo livello di partenza, il tasso di interesse di equilibrio nel lungo periodo deve di nuovo essere uguale a r1$ (pt4). Il tasso di interesse quindi cresce al crescere dei prezzi (da pt 2 a 4).

La crescita del tasso di interesse ha effetti sul tasso di cambio: durante il processo di aggiustamento, il $ si apprezza nei confronti dell’€. Se le aspettative sul tasso di cambio non si modificano ulteriormente nel processo di aggiustamento, il mercato dei cambi converge verso la sua posizione di lungo periodo. Nel lungo periodo il punto 4’ rappresenta il tasso di cambio di equilibrio e3$/€ è maggiore di quello iniziale (1’). Il tasso di cambio dollaro/euro è cresciuto proporzionalmente all’incremento dell’offerta di moneta come il livello dei prezzi.

Overshooting del tasso di cambio

Nel suo iniziale deprezzamento dopo l’aumento dell’offerta di moneta, il tasso di cambio sale da e1$/€ a e2$/€: questo deprezzamento è maggiore di quello di lungo periodo da e1$/€ a e3$/€. In questo caso si dice che il tasso di cambio iper-reagisce quando le sue reazioni istantanee a uno shock sono maggiori di quelle di lungo periodo.

Questo fenomeno viene chiamato overshooting del tasso di cambio che è la conseguenza diretta della rigidità dei prezzi nel breve periodo. Affinché il mercato dei cambi sia in equilibrio durante il processo di aggiustamento, il differenziale di interesse a favore dei depositi in € deve essere controbilanciato da un apprezzamento atteso del $ rispetto all’€ e dunque da un’aspettativa di riduzione di e$/€.

Solo se nel breve periodo si assiste ad un overshooting del tasso di cambio che supera e3$/€, gli operatori di mercato potranno aspettarsi il successivo apprezzamento del dollaro nei confronti dell’euro.

Determinazione dell'equilibrio sul mercato dei cambi secondo l'approccio monetario

Per capire meglio le forze che determinano l’equilibrio sul mercato dei cambi secondo l’approccio monetario dobbiamo spiegare due teorie: la legge del prezzo unico e la parità dei poteri d’acquisto. La prima è necessaria per comprendere la seconda, anche se differente.

La legge del prezzo unico afferma che in mercati competitivi senza barriere commerciali, beni identici venduti in paesi differenti devono avere lo stesso prezzo, espresso in un'unica valuta. Formalmente: la teoria della PPP prevede che il tasso di cambio tra le valute di due paesi sia uguale al rapporto tra i livelli dei prezzi nei due paesi (e$/€=Pus/Pue). Quindi ad una riduzione del potere di acquisto della valuta nazionale (misurato da aumento dei prezzi interni) sia associato un deprezzamento proporzionale della valuta sul mercato dei cambi.

La differenza tra i due è che la legge del prezzo unico si riferisce a singoli beni non ad un paniere di beni. Quindi se la legge del prezzo unico è verificata per ogni bene, naturalmente è verificata anche la PPP se il paniere di riferimento utilizzato per il calcolo del livello dei prezzi è lo stesso.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sara.df92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale, moneta e finanza e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Cavallaro Eleonora.
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