Domande e risposte economia e finanza internazionale parte 1
Introduzione al concetto di vantaggio comparato
Studentessa: Sara della Folgore
Prof: Eleonora Cavallaro
CFU: 9
LM: Economia, management e diritto d'impresa.
Vantaggio comparato e struttura del commercio internazionale
Nell’ambito del modello ricardiano, si spieghi il concetto di vantaggio comparato e come si configura la struttura del commercio internazionale. Per comprendere il concetto di vantaggio comparato, occorre prima di tutto introdurre quello di "costo-opportunità". Quando un’economia ha la possibilità di produrre più di un bene, inevitabilmente si trova a dover affrontare un trade-off, dovendo scegliere una certa combinazione dei diversi beni da produrre. Possiamo definire il "costo-opportunità" come la rinuncia ad una quantità di un bene per produrre una quantità di un altro bene. Questo concetto punta a focalizzarsi sul fatto che ci sono risorse scarse nell’economia.
La specializzazione dei paesi sarà in quei settori per i quali essi godono di un "vantaggio comparato", ossia per i quali il loro costo-opportunità in termini di altri beni è minore rispetto a quello di altri paesi.
Un'economia ad un solo fattore
Iniziamo l’analisi del modello ricardiano ipotizzando l’esistenza di un’economia in cui esiste un solo fattore di produzione (il lavoro) e dove vengono prodotti soltanto due beni: stoffa e cibo. La tecnologia impiegata in questa economia può essere descritta specificando la produttività del lavoro in ogni settore industriale in termini di "lavoro impiegato per unità di prodotto", ossia il numero di ore di lavoro necessarie per produrre un chilogrammo di cibo oppure un metro di stoffa.
Definendo con la quantità L le risorse totali dell’economia (la quantità di lavoro disponibile), possiamo considerare aLC e aLS le quantità di lavoro impiegate rispettivamente nella produzione di un’unità di cibo e di un’unità di stoffa. La frontiera delle possibilità produttive rappresenta le diverse combinazioni di beni che l’economia può produrre. Poiché l’offerta totale di lavoro è L, i limiti della produzione saranno: aLC*qC + aLS*qS ≤ L.
Per stabilire quale sarà la combinazione effettivamente prodotta, occorre però considerare i prezzi dei beni e, in particolar modo, i prezzi relativi. Nel modello di Ricardo, essendo il lavoro l’unico fattore produttivo disponibile, l’offerta di stoffa e cibo (che normalmente dovrebbe essere una funzione diretta della possibilità di massimizzare i profitti) è determinata dagli spostamenti del lavoro verso il settore nel quale vengono pagati i salari più alti.
Definendo PC e PS rispettivamente come i prezzi del cibo e della stoffa, il salario orario nei due settori sarà dato dal valore del prodotto di un’ora di lavoro: PC/aLC per il cibo, PS/aLS per la stoffa. Solo nel caso in cui questo rapporto sia uguale, entrambi i beni saranno prodotti contemporaneamente. Abbiamo dunque, appena derivato una relazione fondamentale sul rapporto fra i prezzi e produzione: l’economia si specializzerà nella produzione di cibo se il prezzo relativo del cibo è maggiore del suo costo-opportunità, mentre si specializzerà nella produzione di stoffa se il prezzo relativo del cibo è minore del suo costo-opportunità in termini di stoffa.
In assenza di commercio internazionale, la nostra economia dovrà produrre per forza entrambi i beni, ma lo farà solo se il prezzo relativo del cibo è pari al suo costo opportunità. Siccome questo è dato dal rapporto fra gli input di lavoro necessari per produrre un’ulteriore unità di cibo e di stoffa, possiamo riassumere il meccanismo di determinazione dei prezzi in assenza di commercio internazionale con la teoria del valore-lavoro: in assenza di commercio internazionale, i prezzi relativi dei beni sono pari al rapporto fra le quantità di lavoro necessarie a produrli.
Modello ricardiano del commercio internazionale
Si illustri il modello ricardiano del commercio internazionale (si spieghi bene la differenza tra vantaggio comparato e vantaggio assoluto, il grafico dell’equilibrio internazionale ed i vantaggi dell’apertura al commercio, ricorrendo anche ad esempi numerici).
Il vantaggio assoluto non va confuso con il comparato, infatti, è il vantaggio comparato che determina chi dovrebbe produrre e chi produrrà un certo bene. Nello studio dei vantaggi comparati, essendo essenziale non trascurare le relazioni fra mercati distinti (nel nostro caso i mercati del cibo e della stoffa), siccome H esporta cibo per ottenere stoffa ed il contrario fa F, si rende necessario il ricorso ad un’analisi di equilibrio generale. L’analisi simultanea dei due mercati è realizzabile osservando non tanto le quantità assolute dei due beni offerte e domandate in entrambi i paesi, quanto piuttosto le quantità relative.
Nella figura sono rappresentate la curva RS dell’offerta relativa mondiale di cibo e quella RD della rispettiva domanda relativa mondiale. L’equilibrio generale internazionale viene raggiunto nel momento in cui domanda ed offerta relativa combaciano, ossia nel punto in cui le due relative curve si intersecano.
Analisi delle curve RS e RD
Se è abbastanza semplice decifrare il significato della curva RD (decrescente poiché riflette un effetto di sostituzione, secondo cui all’aumentare del prezzo relativo del cibo, i consumatori acquistano meno cibo e più stoffa, facendo diminuire la domanda relativa di cibo), risulta interessante spiegare la forma "a gradino" dell’offerta RS. Essa sta ad indicare che:
- Per un prezzo relativo del cibo inferiore ad aLC/aLS, entrambi i paesi si specializzeranno nella produzione di stoffa e quindi non vi sarà produzione internazionale di cibo;
- Per un prezzo relativo del cibo pari a aLC/aLS, i produttori di H otterranno esattamente lo stesso guadagno dalla produzione di stoffa e di cibo (situazione di indifferenza, espressa dalla sezione piatta della curva di offerta);
- Per un prezzo relativo del cibo superiore a aLC/aLS, il paese H si specializzerà nella produzione di cibo, ma fintanto che il prezzo relativo del cibo è minore rispetto a a*LC/a*LS, il paese F continuerà a produrre soltanto stoffa. Per ogni prezzo compreso tra questi due estremi, l’offerta relativa di cibo sarà uguale a: (L/aLC)/(L*/a*LS);
- Per un prezzo relativo del cibo uguale ad a*LC/a*LS, vi sarà situazione di indifferenza per i produttori del paese F, che potranno produrre stoffa o cibo in maniera egualmente utile (sezione nuovamente piatta della curva di offerta);
- Per un prezzo relativo del cibo maggiore di a*LC/a*LS, sia H che F si specializzeranno nella produzione di cibo e quindi non vi sarà produzione internazionale di stoffa.
I vantaggi del commercio internazionale
Come abbiamo appena visto, paesi le cui produttività relative del lavoro sono differenti da un settore all’altro si specializzeranno nella produzione di beni diversi. Il commercio internazionale fa sì che entrambi i paesi coinvolti negli scambi ottengano da essi dei vantaggi. Possiamo spiegare questa affermazione secondo due punti di vista differenti:
- Commercio visto come un metodo di produzione indiretta: il paese H potrebbe produrre stoffa direttamente, ma il commercio con F consente di "produrre" stoffa, producendo prima cibo e scambiando quest’ultimo con stoffa. Tale produzione indiretta risulta più efficiente rispetto a quella diretta. Questo perché, affinché vi sia equilibrio internazionale ed entrambi i paesi siano specializzati, vale la relazione PC/PS > aLC/aLS, la quale a sua volta implica che il prodotto (1/aLC)(PC/PS), ossia la produzione di cibo scambiata con stoffa ottenibile da H con un’ora di lavoro, sia maggiore rispetto ad 1/aLS, ossia alla produzione di stoffa ottenibile direttamente con la stessa ora di lavoro.
- Commercio visto come modificatore delle possibilità di consumo di ogni paese: in un’economia chiusa, le possibilità di consumo della popolazione coincidono con la frontiera delle possibilità produttive. Aprendosi al commercio con l’estero, queste due rette si modificano permettendo di consumare combinazioni più ampie dei due beni.
Esempio numerico
Volendo fare un esempio numerico, supponiamo che: la prima cosa da fare è determinare il prezzo relativo (PC/PS)int. Questo dovrà trovarsi tra i valori di costo-opportunità del cibo in termini di stoffa relativi a ciascun paese. In H abbiamo aLC = 1 e aLS = 2 quindi il costo opportunità è 1/2. In F abbiamo a*LC = 6 e a*LS = 3 quindi un costo opportunità di 2. Affinché il mercato mondiale sia in equilibrio, il prezzo relativo del cibo dovrà collocarsi fra questi 2 valori.
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