La poesia epica
Impossibile stabilirne l'origine. Una poesia epica esisteva in età micenea, in realtà però prodotti di epoca successiva (Medioevo - periodo di massima creatività dell'epica greca tra i sec del primo arcaismo IX sec e l'inizio dell'età classica VI sec). Epica trasmessa oralmente per rapsodie (aedi in feste cittadine).
Le fasi della poesia epica
2 Fasi: 1) Primitiva, dove l'opera rimane affidata all'oralità; 2) Successiva, in cui alcuni poemi vennero registrati per iscritto. In ogni caso la poesia epica rimase sempre destinata alla recitazione di un esecutore e quindi all'ascolto, non lettura. Da essa non dipendono altri generi poetici.
Contenuto e opere sopravvissute
Contenuto: MITO elaborato in forme stilistiche tipiche come esametro. Il potere politico tentava di controllare la tradizione epica che aveva influsso sulla mentalità collettiva. Opere sopravvissute: Iliade e Odissea di Omero (più un ciclo di inni per gli dei) + Opere e giorni + Teogonia, entrambe di Esiodo.
Omero e i poemi epici
Letteratura greca: Iliade (opera giovinezza) - Odissea (opera vecchiaia) = inizio e modello ideale poesia greca. Di Omero nulla si sa sulla vita tranne che fosse cieco (qual è la sua patria? Quali sono le opere davvero sue?). Elementi nei poemi che forniscono dati sull'epoca di composizione: discutibili (forse 750 a.C) - riferimenti relativi all'età del bronzo e riferimenti del primo arcaismo.
La questione omerica
Poemi omerici trasmessi in forma orale, poi forma scritta e forma rapsodica. Notevoli edizioni di chi le aveva commissionate (Aristotele per Alessandro Magno). Filologi alessandrini: suddivisioni Iliade/Odissea 24 canti + commenti e annotazioni. Questione omerica: autore per le opere orali (?), quali tecniche per la produzione della poesia (?). Poemi non più tanto utilizzati nella tarda antichità e nel medioevo. Omero continuava ad essere letto ma non criticamente.
Opinioni moderne sulla questione omerica
- Giambattista Vico: poemi omerici opera collettiva - deposito in cui si erano sedimentate conoscenze, leggende e memorie di epoche precedenti messe in forma poetica grazie a interi popoli.
- Fase moderna: Wolf - in età omerica mancava l'uso della scrittura - i poemi tramandati per molto tempo oralmente (Omero mai esistito. Poemi unione di unità minori composte in epoche diverse e da diversi autori).
- Teoria dell'allargamento - Herman - Iliade primitiva che trattava il tema dell'ira di Achille e che nel tempo venne integrata con inserzioni primitive fino all'Iliade dei giorni nostri.
- Lachmann - scompose l'Iliade in una zona di spezzoni indipendenti individuando 16 canti indipendenti tra loro (teoria dei canti).
- Kirkhoff - teoria della compilazione - Odissea in cui si rintracciano non singoli canti indipendenti ma composizioni epiche minori di varia lunghezza poi accorpate da un anonimo rielaboratore.
Critici unitari e analitici
Si oppongono i critici unitari: incoerenze e contraddizioni anche in opere moderne di cui si sa la data + strutture Iliade/Odissea complesse che per forza dovevano derivare da un autore solo (analitici vs unitari).
Iliade
15.500 esametri che gli alessandrini dividono in 24 canti ciascuno segnato da una lettera minuscola dell'alfabeto greco. 51 giorni del decimo anno della guerra di Troia.
Tema e struttura dell'Iliade
Tema: l'ira di Achille offeso da Agamennone - rinuncia a combattere (conseguenze per tutto lo svolgimento dell'azione). Mostra il più alto livello di tradizione poetica orale mista al prodotto più evoluto di poesia greca. Non racconta tutta la guerra di Troia e neppure la sua conclusione ma un episodio intorno al quale cresce la vicenda. Il poema descrive gli eventi che nascono da un momento cruciale della guerra (la contesa tra i due più importanti capi dell'esercito acheo: Agamennone e Achille) e che con ritmo incalzante si sviluppano fino alla morte del principale eroe troiano, Ettore, e ai suoi funerali.
Personaggi e messaggi
Ogni episodio ha divagazioni, racconto nel racconto, storie parallele (piacere del narrare e raccontare). Il primo verso del poema comincia con la parola ira di Achille che davanti all'assemblea riunita sfida il potere del condottiere dell'esercito Agamennone. È uno scontro tra l'arroganza del potere e l'individualismo di un aristocratico orgoglioso e ribelle che lo rifiuta in nome dell'onore - nella società omerica ciascuno si sente responsabile davanti a se stesso e nessuno vuole essere secondo ad un altro.
Conseguenze del conflitto
Conseguenze conflitto: Achille offeso si ritira nella sua tenda, i greci subiscono la controffensiva dei troiani, condotti da Ettore che non è solo difensore della patria ma uomo che sacrifica la vita per la propria città, egli si trova dalla parte degli aggrediti, combatte davanti ai suoi cari che consente di vederlo come figura complessa capace di atteggiamenti psicologici difficili. Il suo modo di vedere la vita è simile a quello di Achille e degli altri guerrieri mosso dall'onore e dalla pubblica stima.
Evoluzione di Achille
Achille è un essere inflessibile e orgoglioso geloso del proprio onore, ma segue un percorso di evoluzione attraverso la sofferenza che affina la sua personalità tanto che alla fine del poema sembra diverso da com'è all'inizio. Con la morte di Patroclo un grande dolore si infligge su di lui, un dolore intimo visto che l'eroe è colpito nella parte più profonda di sé. Una nuova e più selvaggia ira s'impadronisce poi di Achille che decide di vendicarsi dell'uccisore dell'amico anche a costo della vita (statura eroica del personaggio).
Messaggio dell'Iliade
Messaggio più profondo del poema: la violenza della guerra è solo la cornice in cui matura un sofferto ideale di vita. La necessità della vendetta porta al duello all'ultimo sangue con Ettore e alla morte di questo, una morte scelta per non venir meno alle prerogative di uomo e eroe. Lo scioglimento della vicenda si compie quando Priamo giunge presso la tenda del nemico e lo convince a dargli il cadavere del figlio perché non resti senza sepoltura. Le lacrime che i due nemici Priamo e Achille versano per i loro cari morti rappresentano sia una purificazione dall'ira sia l'inevitabilità della sofferenza che colpisce ogni uomo.
Struttura e temi dell'Iliade
L'Iliade è costruita su un'assenza di Achille dal combattimento che contemporaneamente è una presenza. I temi dell'Iliade sono individualismo e prevaricazione del potere, concezione competitiva dell'esistenza, conflitto tra individuo e collettività, emotività che fa agire di impulso, dolore, morte, guerra, dignità. Gli eroi dell'Iliade agiscono come modelli viventi e esprimono una cultura in cui i codici di comportamento non sono fissati da regole morali o giuridiche ma sono affidati alla rappresentazione poetica con esempi da emulare.
Odissea
Più breve dell'Iliade: 12.000 esametri divisi dagli alessandrini in 24 canti, ciascuno segnato da una lettera minuscola dell'alfabeto greco. Gli antichi lo consideravano un poema minore rispetto all'Iliade, prodotto della vecchiaia, minore forza ideativa. Presenta il primo personaggio della letteratura europea e crea un mito che agisce profondamente sull'immaginario collettivo.
Protagonista e struttura dell'Odissea
Ruota attorno al protagonista Odisseo, complesso e contraddittorio la cui natura è sintetizzata in uomo da tante astuzie e colui che ha molto sofferto. Il poema lo mostra in una serie di azioni e di atteggiamenti che non avevano i personaggi dell'Iliade solo legati all'etica della guerra. Odisseo è un avventuriero ma agisce con più prudenza rispetto a Achille o Ettore che volevano valorizzare l'orgoglio guerriero.
Caratteristiche dell'Odissea
L'Odissea però presenta una serie di sfumature e personaggi molto varia: mostri, maghe, donne diverse tra loro, servi, ancelle. È il poema del ritorno in cui il protagonista deve misurarsi con situazioni e avversari di ogni genere (carattere romanzesco). Lo si può considerare il primo libro di avventura della letteratura europea. Vicende che si inseriscono in un quadro di società più recente quasi all'incrocio tra il mondo del mito e quello della storia. Testimonianza storica sociale e economica. Si paragonava l'Odissea a una commedia e l'Iliade a una tragedia.
Struttura e temi narrativi
L'Iliade ha una struttura lineare, l'Odissea ha una struttura articolata in cui temi narrativi vengono intrecciati e diversi luoghi sono toccati. Dopo il prologo di ambientazione divina, l'azione principale viene sospesa per poi riprendere 4 canti più avanti, inoltre le vicende di Odisseo sono narrate dall'eroe stesso in retrospezione che consente di concentrare in un'unica struttura le vicende del suo ritorno in patria. Segue la sezione dedicata alla vendetta, alla riconquista da parte di Odisseo del regno e della sposa.
Marginalità e virtù di Odisseo
Nelle avventure Odisseo è solo anche quando si trova tra i compagni stolti. Marginalità di Odisseo. Se gli eroi dell'Iliade si rispecchiavano l'uno nell'altro davanti a una platea la virtù di Odisseo si gioca in uno spazio separato in quel margine dove finisce l'uomo in quanto colui che deve stare con i suoi simili e inizia un altro mondo. Nonostante abbia contatti con l'altro mondo la sua meta è ritornare in patria, tra uomini come lui perché solo tra loro può trovare una collocazione, potrebbe essere immortale e vivere accanto a una dea ma sceglie di tornare a casa: è in questo senso l'ultimo degli eroi - volontà di essere un uomo tra gli uomini.
Mondo eroico di Omero
I poemi omerici offrono la sintesi del mondo eroico: specchio della società, civiltà, forme e modi di pensiero che si svilupperanno completamente nel tempo della civiltà greca. Leggere Omero significa per i greci ritrovare la propria identità culturale pur non essendo questi libri sacri che rivelano una verità, infatti la Grecia rimase affidata al rituale e al mito. Omero ci mostra una società tribale e guerriera che si regge su norme non scritte ma non per questo meno vincolanti e il tessuto sociale è di struttura patriarcale al cui interno ci sono vincoli di parentela, alla guida di questi clan ci sono i re che governano con il consenso dell'assemblea dei guerrieri (capacità di persuadere l'assemblea è una qualità riconosciuta nei poemi omerici).
Il ruolo dell'eroe omerico
In questa società la più grande acquisizione dei beni si realizza con il bottino di guerra con cui vengono premiati i guerrieri più forti. L'eroe omerico è collocato al centro di un sistema di conflitti reciproci in cui ciascuno lotta per la propria affermazione (conseguimento gloria per cui si sacrifica anche la vita). Le anime dei morti hanno una vita oscura nell'Ade e gli dei omerici non sono coloro che per ultimi decidono la giustizia. Per l'eroe omerico è essenziale che venga detto forte e valoroso perché la sua gloria non sia effimera.
Virtù e comportamento
La virtù è identificata nella parola "il migliore" che deriva da qualità come buono. Un uomo buono è un nobile che si conforma ai modelli dettati dal suo stato e che cerca di imporsi sugli altri, e questi modelli comportamentali hanno alcune caratteristiche come il coraggio, individualismo, lo spirito competitivo, onore. Un individuo deve spingere al massimo le sue personali qualità che devono essere riconosciute e lodate dall'intera collettività. Da questi valori si riconosce la nobiltà di una persona e spesso erano considerati qualità innata che si trasmetteva di padre in figlio. Pur essendo dono degli dei questi valori sono una qualità da conquistare a rischio della vita, basta poco per far crollare la stima di un individuo.
Le forme narrative
Una poesia orale deve compiere il pubblico con precise forme narrative e linguaggio evocativo evitando tutto ciò che inceppa il discorso. I procedimenti più tipici della tecnica orale sono:
- La paratassi (periodi brevi accostati tra loro per lo più da coordinate)
- Il linguaggio tradizionale e la similitudine e non ricorre alla metafora (vuole uno stile semplice)
- La composizione circolare (si tende a ricapitolare tutto ciò che si è detto in precedenza, si crea una sorta di anello narrativo più o meno esteso)
- Da scene tipiche (esiste un modo fisso di descrivere episodi-modello fisso)
La lingua di Omero
La lingua della poesia di Omero consiste in una mescolanza di dialetti, ed è stratificata perché ci sono diverse fasi dell'evoluzione della lingua greca. Lo strato di base è formata dal dialetto ionico, esistono poi varie forme tipiche del dialetto eolico e un ristretto numero di atticismi.
Il verso epico
Il verso dei poemi epici è l'esametro detto anche verso eroico. Incerta è la sua derivazione. Accompagna la poesia greca in tutta la storia ma col tempo divenne più rigido e sottoposto a leggi ferree. L'esametro è un metro formato dall'alternanza di sillabe lunghe e sillabe brevi.
I poemi del ciclo
Il ciclo epico si presentava come una sequenza di poemi che sistemavano la materia mitica dei greci riorganizzandola in un insieme di opere che avevano la pretesa di formare una serie ininterrotta. Iniziava con un poema sull'origine del mondo (Teogonia) e si concludeva con la morte di Odisseo (Telegonia). Dopo Teogonia venivano una serie di opere incentrate sulla guerra di Troia, secondo un ordine in cui Iliade e Odissea erano inglobate all'interno.
Il ciclo troiano e altri cicli
- Canti di Cipro
- Iliade
- Etiopide
- Piccola Iliade (narra della follia di Aiace dopo l'assegnazione delle armi da Achille a Odisseo e le ultime fasi della guerra fino alla costruzione del cavallo di legno)
- Distruzione di Ilio
- Ritorni
- Telegonia
Il ciclo troiano non era l'unico, in realtà le vicende narrate da Omero non sono che la piccola parte dell'immenso patrimonio epico e mitico dei greci. Esistevano poemi dedicati al ciclo tebano, ogni regione aveva una propria poesia epica destinata a trasmettere le glorie di eroi locali (trasmissione e conservazione di miti).
L'Omero minore
Altre opere di Omero (denominazione = Omero minore). Pervenuti integri solo una raccolta di inni agli dei (inni omerici), e un poemetto in esametri chiamato "La battaglia delle rane e dei topi", più alcuni epigrammi e un poemetto "Margite" composto però da pochi frammenti (attribuiti a Omero da Platone e Aristotele in quanto prototipo della commedia). Narra le imprese ridicole di Margite che "sapeva molte cose ma tutte male", composto anche questo in esametri.
Inni omerici
33 composizioni di varia estensione in esametri dedicate agli dei del pantheon greco databili tra il 7 e il 4 sec. Nella maggior parte dei casi si tratta di brevi invocazioni agli dei, con cui i rapsodi introducevano la recitazione dei canti epici (proemi). Gli inni maggiori sono dedicati a Demetra, Apollo, Ermes, Afrodite e Dioniso. Gli inni erano destinati all'esecuzione durante celebrazioni pubbliche, invocazione al dio come elemento fondamentale della cerimonia. Dal punto di vista formale sono della tradizione omerica perché adottano la lingua, gli schemi narrativi e un sistema formulare del tutto simile al resto dei poemi omerici. Diverso però è il valore artistico di queste composizioni che sono state spesso svalutate dalla critica. Gli inni raccontano una storia mitica con grande capacità di cambiare toni e rappresentano un elevato livello della tradizione rapsodica ma non hanno però alcun intento teologico, essi hanno un carattere fondamentalmente narrativo e riproducono un patrimonio collettivo di miti con alcuni modelli tipo della società greca arcaica (Demetra che cerca la figlia). Gli inni esprimono una religiosità collettiva che non si manifesta nel contatto intimo del fedele ma nella dimensione della pubblica festa in cui la musica, il canto della performance rapsodica rappresentano offerte rese al dio.
La battaglia tra le rane e i topi
È un poemetto di 303 versi esametri che mette in parodia la poesia di Omero. Incerta data di composizione, ma di sicuro posteriore ai poemi omerici vista la deformazione comica del poema eroico. Si pensa che sia stata scritta nel periodo ellenista e parla di un autore che scrive un testo ponendo sulle ginocchia le tavolette della scrittura (diverso da composizione arcaica basata sull'oralità). Autore ignoto. Il poemetto godette di fortuna in epoca medievale durante la quale era usato come testo scolastico. Esso ci è conservato da più di 100 manoscritti (quasi come Odissea). Anche in età moderna attirò l'attenzione di lettori illustri come Leopardi che lo tradusse per tre volte. La sua importanza letteraria sta nel fatto che essa è l'esempio più notevole della tradizione parodistica: comicità sottile basata sull'ironia e sulle allusioni sull'originale omerico, ciò presuppone un lettore colto. In questo poemetto confluiscono varie tradizioni e quindi vari generi letterari diversi e il procedimento parodistico non ha nulla di forzato o volgare ma anche nulla di estremamente comico; è il risultato dignitoso di artigianato letterario.
Esiodo
La vita e l'opera
Biografia grazie a quello che lui scrive nelle sue opere. Nel proemio della sua prima opera, la Teogonia, afferma di aver ricevuto dalle Muse il dono dell'ispirazione poetica mentre pascolava le sue greggi su un monte, da allora divenne un rapsodo professionista; dopo la morte del padre era diventato un piccolo proprietario terriero e ebbe una lite per l'eredità col fratello Perse: il comportamento del fratello e l'ingiusta sentenza emessa dai giudici per la spartizione dei beni offrono al poeta lo spunto per il suo secondo lavoro, le opere e giorni. Sulla vita e morte di Esiodo circolavano notizie leggendarie come la gara di canto tra Esiodo e Omero. Tucidide raccontava che Esiodo sarebbe stato ucciso perché responsabile di aver sedotto una giovane fanciulla, e il suo corpo sarebbe stato gettato in mare. Per intero ci sono rimasti 2 poemi: Teogonia (nascita degli dei) e le opere e i giorni, più frammenti di opere perdute, tra cui grande importanza aveva il catalogo delle donne che narra le vicende delle eroine mitiche e della loro discendenza. Quest'opera i grammatici alessandrini l'avevano divisa in 5 libri di cui si hanno 206 frammenti. Del catalogo è possibile leggere alcuni episodi in maniera estesa e si deduce che Esiodo narrava i miti in modo ampio. Il catalogo delle eroine si oppone alle divinità della Teogonia il che fa pensare a un pro...
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Parte istituzionale
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Parte istituzionale, Letteratura inglese
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Critica d'arte - parte istituzionale
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Letteratura portoghese parte istituzionale (Duecento-Settecento)