Letteratura portoghese parte istituzionale (Duecento-Settecento)
I primi testi letterari portoghesi
I primi testi letterari portoghesi risalgono alla fine del Duecento. Tra l'XI, il XII e il XIII secolo assistiamo in contemporanea ad alcuni fenomeni: la nascita del regno del Portogallo (1139), compaiono i primi documenti scritti in portoghese (testamento di Afonso II nel 1214) e in contemporanea i primi testi letterari. La lingua era molto diversa da quella di oggi.
Europa dopo la caduta dell'impero Romano d'Occidente
L'Europa dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476) aveva avuto una rifioritura con Carlo Magno, seguita da una crisi nel IX e X secolo a causa delle incursioni distruttive di alcuni popoli (ungheresi, vichinghi, saraceni) → fenomeno dell'incastellamento. Dopo l'anno 1000 c'è una fioritura → incremento demografico, miglioramento agricoltura e commerci marittimi sul nuovo Mediterraneo. Crescono i centri urbani e nasce la classe della borghesia. C'è un rinnovamento anche all'interno della Chiesa (Cluny e i Cistercensi) → nascono biblioteche e scriptorium. Ci sono anche le prime manifestazioni culturali laiche.
Prime attestazioni delle lingue romanze
In questo periodo ci sono anche le prime attestazioni delle lingue romanze → il latino sopravvive in Italia, Francia, Penisola Iberica e odierna Romania, mentre si è perso in Nord Africa e nell'Impero Bizantino. La lingua parlata non corrispondeva più alla lingua scritta ma i documenti erano in latino → le attestazioni delle lingue romanze scritte sono successive al loro utilizzo.
- → Giuramento di Strasburgo (842 d.C.) con francese antico e tedesco antico. Francese
- → Placito Capuano (960 d.C.). Italiano
- → Glosse Emilianensi (X secolo). Castigliano
- → Testamento di Afonso II (1214 d.C.). Portoghese
Generi iniziali della letteratura
Nella fase iniziale della letteratura troviamo tre generi:
- Epico: Chanson de geste
- Romanzo
- Lirica trovadorica
Epica
L'epica e il romanzo partono dal nord della Francia, mentre la lirica trovadorica si sviluppa a sud ed è in lingua provenzale. La più famosa Chanson de geste è la Chanson de Roland, ambientata all'epoca di Carlo Magno → campagna militare per cacciare i Mori da Saragozza, controllata dall'Emirato di Cordoba. La retroguardia dell'esercito francese viene attaccata dai baschi e viene distrutta → tra quelli che muoiono c'è Roland. Questo episodio risale al VIII secolo, ma la sua composizione risale circa a tre secoli dopo.
La Chanson de geste non è esclusiva francese → la troviamo nella Penisola Iberica con il Cantar de mio Cid. Cid è un personaggio storico, Rodrigo Diaz, chiamato anche El Campeador (maestro del campo di battaglia). Cid è una parola di origine araba che vuol dire signore. Cid viene esiliato e si reca nel territorio dei Mori per compiere una serie di imprese, come conquistare la città di Valencia. Muore nel 1099 e l'opera è del 1140 circa, quindi c'è una grande prossimità cronologica.
Romanzo
Ha dei tratti in comune con l'epica → sono entrambi testi narrativi, anche se hanno una forma diversa. L'epica ricercava però un'identità, parlava agli individui come membri di un'identità nazionale. Il romanzo è più rivolto al singolo individuo, è più personale ed è più piacevole, divertente ed educativo. Anche il romanzo si sviluppa nel nord della Francia. Autore importante è Chretien de Troyes, che si occupa della materia di Bretagna (Re Artù e i cavalieri della Tavola Rotonda, ecc.) → più leggenda che fatti storici.
Lirica trovadorica
La lirica trovadorica nasce nel sud della Francia e usa l'occitano/provenzale, ma si diffonde anche in altri contesti culturali della Penisola Iberica, dove si usa la lingua gallego-portoghese, in particolare nell'occidente portoghese (1200-1350 circa). Si sviluppa circa un secolo dopo la lirica provenzale. Questo fenomeno non riguarda solo il Portogallo, ma tutta la parte nord-occidentale della Penisola Iberica.
Due fenomeni → viene introdotto l'isosillabismo (stesso numero di sillabe) e anche l'uso della rima. Sono due pilastri su cui si fonda la poesia successiva. Questi testi non erano fatti per la lettura, ma per essere cantati → il distacco tra parola e musica avviene con la Scuola Siciliana. Inizialmente il gallego-portoghese è un'unica lingua, ma con la separazione dal punto di vista politico del Portogallo le due lingue si separano e il portoghese diventa lingua ufficiale del Portogallo mentre il gallego si afferma in un ambito regionale e familiare.
La lirica provenzale
La lirica provenzale si sviluppa verso il 1100 nel sud della Francia. Alcuni trovadori importanti sono Guglielmo IX d'Aquitania (il più antico trovadore di cui abbiamo traccia), poi Jaufré Rudel, Marcabruno e Arnaud Danile. A loro si deve la celebrazione di una particolare forma d'amore, ovvero l'amor cortese (in lirica trovadorica = amore perfetto). La donna è superiore al poeta e il loro amore non si può concretizzare. Il vassallo si mette al servizio del signore e offre fedeltà, proprio come fa il poeta con la donna amata. Il nome della donna amata non veniva mai pronunciato, veniva celato dietro un senhal, uno pseudonimo, un codice noto solo al poeta e alla donna che ama. La donna veniva chiamata midons (letteralmente 'mio signore' perché c'era la simbologia vassallo-padrone). Di solito i trovadori cantavano il loro amore verso la castellana, donna sposata e di ceto superiore.
Il desiderio amoroso è destinato a non essere realizzato → la lirica dei trovadori provenzali è caratterizzata da un paradosso amoroso → anche se i trovadori sanno che l'amore è irrealizzabile, questo amore non è platonico, ma è sensuale e sofferto → desiderio ambiguo di possedere e non possedere la donna desiderata. I trovadori rifiutano quindi l'amore che si realizza, come il matrimonio → loro realizzano gli ideali di questo amor cortese, non sono come gli altri uomini perché loro amano davvero. Chi ama è destinato ad una sensazione sofferta ma è privilegiato perché conosce le regole di comportamento dell'amor cortese → cortesia, misura (controllare i propri impulsi) e sen (senno, consapevolezza).
Influenza del latino sulla lirica trovadorica
Fino a quel momento i testi erano scritti in latino. Del latino si servivano soprattutto gli uomini di Chiesa. Alcune parole della lirica trovadorica derivano dal latino ecclesiastico:
- TROPUS (latino) → composizione liturgica → TROBAR (provenzale) → TROVAR (portoghese) → vuol dire fare poesia.
- VERSUS (latino) → composizione liturgica → VERS (provenzale) → vuol dire canzone, componimento. Oggi vuol dire verso, unità della poesia.
- TROBADOUR (provenzale) → TROVADOR (portoghese).
Diffusione del modello provenzale
Questo modello provenzale si diffonde in Europa, anche in ambito linguistico non romanzo (es. lingua tedesca). Giuseppe Tavani, massimo esperto sulla lirica gallego-portoghese, propone un modello di diffusione della lirica cortese:
- Massima prossimità: Regioni in cui il contesto sociale è lo stesso della Provenza → es. Catalogna e Italia Padana. Utilizzano la lingua provenzale.
- Posizione intermedia: Contesto sociale affine al sud della Francia, ma i poeti utilizzano un nuovo registro linguistico, non il provenzale → i Trovieri del nord della Francia non scrivono in langue d'oc ma in langue d'oil (antico francese).
- Maggiore allontanamento: Il modello provenzale si innesta in un contesto sociale diverso, e con un cambio di registro → es. gallego-portoghese e Scuola Siciliana sotto il regno di Federico II di Svevia, dove utilizzano il siciliano letterario. Il contesto sociale era differente perché nel sud della Francia c'erano tante piccole corti e tanti piccoli nobili, mentre nella Penisola Iberica e in Sicilia c'era un potere più centralizzato. La Scuola Siciliana è inoltre importante perché separa poesia e musica → la poesia è pensata per essere letta, e inventa nuove forme, come il sonetto.
Poesia della Penisola Iberica
Perché la poesia della Penisola Iberica adotta il gallego-portoghese? In quel momento nella Penisola Iberica si parlavano diverse lingue, come il catalano, l'aragonese (non più parlato), il castigliano (antico spagnolo), il basco (lingua pre-romana), il leonese e il gallego-portoghese → andando da est a ovest nella parte settentrionale della Penisola Iberica; al centro-sud c'erano gli arabi, che parlavano il mozarabo. Questa parola vuol dire due cose:
- Popolazione ispano-romana che viveva sotto gli arabi ma che conservava la religione cristiana.
- In ambito linguistico è la lingua parlata dalle popolazioni ispano-romane che vivevano sotto gli arabi.
Quindi perché si sceglie il gallego-portoghese per la produzione letteraria? Innanzitutto, non tutti i trovadori sono nati in Galizia o in Portogallo, vengono chiamati così perché utilizzavano il gallego-portoghese. Si sceglie questa lingua perché era la lingua parlata a Santiago de Compostela (San Giacomo de Campus Stellae). I pellegrini arrivavano principalmente dal nord e sud della Francia, e portavano modelli anche di tipo architettonico. Era una sorta di enclave francese in ambito iberico. San Giacomo viene spesso raffigurato come un pellegrino (con zucca, bastone del pellegrino e conchiglie chiamate vieiras → simboli del pellegrino). La parola vieira deriva dal latino "relativo a Venere", perché Afrodite/Venere era nata dalla spuma di mare su una conchiglia.
La scuola di trovadori a Santiago
Tavani ritiene che ci fosse anche una scuola di trovadori a Santiago di cui si sono perse le tracce. I primi testi trovadorici in gallego-portoghese sono datati intorno al 1200, poco dopo la nascita del regno del Portogallo. Con la morte di Ferdinando il Grande (re di Castiglia e Leon), il regno viene diviso tra i tre figli → un pezzo va a Sancho II. Questa è l'epoca del Cid, servitore di Sancho II. Alfonso VI riesce a conquistare i territori dei fratelli, e poi affida a due nobili venuti dalla Borgogna (Enrico e Raimondo) la Galizia e la Contea Portucalense. Afonso Henriques, figlio di Enrico, riesce a espandere il territorio verso sud fino a creare il Regno di Portogallo. Con i suoi successori si ampliano e si consolidano i confini a scapito dei mori → con D. Afonso III i confini sono simili a quelli attuali.
Alcune istituzioni importanti all'epoca erano il monastero di Alcobaça (che conteneva una scuola e uno scriptorium) e il monastero di Santa Cruz a Coimbra (con scuola, scriptorium e biblioteca). I testi prodotti in queste istituzioni erano in latino e avevano una diffusione limitata. La cultura era trasmessa soprattutto per via orale → erano importanti i predicatori con i loro sermoni, ma anche i giullari e i cantori, che cantavano le chanson de geste. A questo punto la Galizia fa parte di Castiglia e Leon mentre il Portogallo è indipendente.
Diffusione nelle corti
La lirica trovadorica si diffonde principalmente nelle corti → il primo centro di diffusione di cui abbiamo tracce è la corte di Alfonso X il Saggio a Toledo, in Castiglia e Leon. Successivamente altro centro importante è la corte di D. Dinis in Portogallo (1270-1325). Entrambi i re erano anche trovadori. I trovadori erano quindi di diversa estrazione sociale → re, nobili, giullari. Tutta questa produzione si conserva in tre libri, di cui solo uno scritto contemporaneamente alla produzione. Si chiamano cancioneiros, che contengono le cantigas (poesie). Il più antico è il Cancioneiro de Ajuda (fine 1200); il più ricco, con più testi è il Cancioneiro da Biblioteca Nacional (conservato a Lisbona), e il Cancioneiro da Biblioteca Vaticana → questi ultimi due sono stati scritti da italiani nel 500. Probabilmente avevano preso come modello un cancioneiro fatto mettere insieme da D. Pedro conte de Barcelos, figlio di D. Dinis → libro oggi andato perduto. Il Cancioneiro da Biblioteca Nacional ha circa 2000 testi, di lirica amorosa e satirica. Il tema religioso è contenuto invece nelle raccolte Cantigas de Santa Maria da Alfonso X il Saggio → parlano di miracoli attribuiti alla Madonna. A differenza delle altre cantigas, oltre alle poesie si sono conservate anche le annotazioni/composizioni musicali. Si sono trovati sporadicamente alcuni rotoli contenenti annotazioni musicali anche dei testi profani.
Arte de Trovar
Nel Cancioneiro da Biblioteca Nacional troviamo anche il testo Arte de Trovar, che suddivide le opere in tre generi:
- Cantigas de amor
- Cantigas de amigo
- Cantigas de escárnio e maldizer
Cantigas de amor
Ci si rivolge ad una donna considerata superiore all'amato, l'amato presta servizio → tratto in comune con la lirica provenzale. Questo amore è ideale, astratto, una sorta di tensione spirituale e amore non corrisposto, infelice. Tema della coita d'amor = pena d'amore, sofferenza amorosa. L'esito è la follia o la morte, tanto che poi nella satira questo aspetto viene preso in giro, vengono presi in giro i poeti che dicono di morire per amore ma poi non muoiono.
Ci sono elementi descrittivi molto meno concreti rispetto ai provenzali, anche per quanto riguarda il paesaggio (nei provenzali l'amore è portato dalla nascita della primavera). Nelle cantigas gallego-portoghesi la descrizione non è altrettanto concreta e vivida, non si fanno riferimenti alla primavera. Dal punto di vista formale le cantigas si sviluppano in strofe intervallate da un ritornello.
Molto spesso cobras di quattro versi e refrão di due versi. A volte c'erano anche versi conclusivi chiamati fiinda (dal latino fine, conclusione). Caratteristica propria delle cantigas de amor è la difficoltà a trovare una coerenza nella poesia → ogni strofa funziona come un'entità a sé stante, non c'è un discorso logico che si sviluppa. In diversi manoscritti alcune cantigas sono in diversi ordini. Altro elemento caratteristico è il parallelismo → si ripetono strutture sintattiche da un verso all'altro o si ripetono intere strofe. Es. Dobre → raddoppiamento → ripetere la stessa parola in versi diversi ma nella stessa posizione (es. fine strofa).
Questo genere è quello che si avvicina di più a quello provenzale → D. Dinis lo ribadisce. Dice che la donna è degna di lode e piena di qualità morali (bontà, senno, pregio e bellezza). In un'altra cantiga prende invece le distanze da questo modello, dicendo che i provenzali che cantano d'amore solo in primavera non sono veramente innamorati della loro donna. Prende quindi le distanze da chi associa la tematica amorosa alla stagione primaverile.
Oltre a D. Dinis, autore importante di cantigas de amor è Fernão Velho → in tutte le sue cantigas c'è il tema della coita d'amor, che ha come esito la follia o la morte. Il poeta vuole allontanarsi dalla sua signora ma sa che impazzirà.
Cantigas de amigo
Sono speculari alle cantigas de amor. Il poeta finge di essere una donna e cantare il suo amore nei confronti dell'uomo amato (chiamato amado o amigo). Questo genere è meno direttamente legato ai modelli provenzali, ma la canzone di donna già esisteva al nord della Francia → a Santiago de Compostela arrivavano anche i francesi del nord a influenzare la letteratura. Questa canzoni si rifanno inoltre ad un genere autoctono della Penisola Iberica, un genere autoctono che viene ripreso.
Altro elemento caratterizzante è un contesto fisico, geografico, c'è una maggiore concretezza → la donna è spesso in un ambiente naturale, marittimo (tipico della Galizia) e spesso si rivolge anche ad altre figure → non è più un monologo, si rivolge ad un terzo interlocutore (amiche, sorelle, madre) o c'è un appello ad un elemento naturale (onde del mare, fiori…). Questi elementi paesaggistici vengono personificati. Rapporto di affinità magica tra la donna e la natura.
Martim Codax ha scritto una serie di cantigas sull'elemento marino, rifacendosi alla città di Vigo, in Galizia. Spesso nel refrão c'è un dubbio, un'esitazione → la donna si interroga su quello che sta facendo l'amico e sull'esito del loro amore. Era un genere di retroguardia → a quel tempo gli uomini andavano a combattere nella reconquista, e i poeti supponevano che le donne provassero sentimenti simili. A volte avevano dubbi anche sulla fedeltà.
A differenza delle cantigas de amor (amore irrealizzabile perché i due appartengono a classi sociali diverse) qui la distanza è fisica e può essere annullata dal ritorno dell'amico → potrebbe esserci un lieto fine, ma ci si concentra sulla sofferenza. Nelle cantigas de amor la donna è sposata, è la castellana, è matura, mentre in quelle de amigo la donna è virgo, deve ancora sposarsi, è promessa all'amico.
Ondas do mar de Vigo
Martim Codax – Ondas do mar de Vigo
Per caso sono giunte fino a noi le sue poesie in documenti diversi, e in uno c'era anche l'annotazione musicale. Struttura concentrata e sintetica → strofe con due versi e ritornello con un unico verso.
A1 Ondas do mar de Vigo A2 Se vistes meu amigo? R E ai Deus, se verrá cedo! B1 Ondas do mar levado B2 Se vistes meu amad
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