Storia economica - Modulo alla rivoluzione industriale inglese (1760-1850)
La rivoluzione industriale inglese chiude l'epoca preindustriale e avviene in Inghilterra. Inizia in questo momento la separazione tra paesi industrializzati e no. È un momento in cui, dopo secoli, il sistema economico conosce un momento di sviluppo e non solo più di crescita.
Crescita e sviluppo
Crescita: è un dato quantitativo (crescita della produzione, ad esempio) e avviene in genere alle condizioni date senza cambiare il tipo di produzione.
Sviluppo: innanzitutto è un processo di crescita (della ricchezza, della produzione) ma comporta anche un cambiamento strutturale, cambia il modo di produrre e di organizzare la vita sociale.
Mutamenti sociali, istituzionali e politici
Vi sono vari mutamenti: sociali (contadini diventano borghesi e lavoratori), istituzionali (nascono associazioni operaie = sindacati e associazioni di imprenditori), politici (serve diversa rappresentanza politica per nuove classi).
Dibattito sul concetto di rivoluzione
Rivoluzione significa un cambiamento repentino, ma in questo caso il cambiamento è molto lento (quasi un secolo). Tuttavia, il termine è adatto perché si tratta di uno stravolgimento profondo (es: considerare l'aumento delle città e dei loro abitanti). È anche un processo inatteso (non si pensava ai tempi e forse, se si chiedeva a uno storico quale fosse il paese più industrializzato, avrebbe detto Francia) e irripetibile. Gli inglesi cambiano senza che nessuno sia più avanti di loro nello sviluppo e, anche se gli altri stati tenteranno di copiare gli inglesi, il processo sarà irripetibile perché non ci sono più le condizioni di partenza. Ci sono invece condizioni più complicate (come la presenza di stati competitori che l'Inghilterra non aveva), quindi i processi sono radicati nel luogo.
In questo periodo, vecchio e nuovo convivono perché il nuovo pian piano si afferma ma con il vecchio che ancora rimane. Piano anche perché gli stessi inglesi si accorgono tardi di cosa sta avvenendo, abituati alla vita di prima: infatti, la vera industria moderna si afferma solo dopo il 1830.
Cronologia
La prima svolta si ha nel decennio Ottanta del Settecento, in cui triplica il tasso di crescita annua del prodotto nazionale pro capite. Vi è anche uno schema rigido in cui si divide la rivoluzione in 3 fasi:
- 1760-1800: rivoluzione tessile e del cotone
- 1800-1830: si sviluppa la siderurgia (lavorazione acciaio), si ha una nuova demografia e un nuovo ritmo di crescita
- 1830-1850: ferrovia (esempio massimo di cambiamento con locomotiva), maggiori consumi
Prima della rivoluzione: l'antico regime economico
L'antico regime economico è un sistema che caratterizzava la vita tra fine del Medioevo e la Rivoluzione Francese in Europa occidentale. È in occidente perché c'è un solco tra ovest ed est (creato dal fiume Elba in Germania) che è un punto di discriminazione tra le due aree (es: nel Medioevo a Ovest non ci sono più i servi della gleba mentre a est sì e la rivoluzione industriale, che propaganda una società capitalistica legata alla libertà economica, non sarebbe mai potuta esistere dove non vi era nemmeno la libertà della persona).
È un assetto economico con elementi di staticità che sono prevalenti e vengono rotti con la rivoluzione ed elementi di dinamismo. Elementi di staticità: vincoli di materia scientifica e materia tecnica (poche conoscenze), vincoli sociali (tanti contadini) ed economici (poche grandi città, in Italia la più grande è Napoli), vincoli politici (no logica economica che guida la politica ma, ad esempio, c'è logica militare).
È un sistema che può dirsi bloccato ma ha anche molte potenzialità:
- I mercati hanno un certo grado di sviluppo e sono strutturati a 3 livelli (locali, regionali, internazionali)
- Istituzioni politiche: vi è un governo alla base (monarchia costituzionale) che sana libertà dell’individuo e permette libertà economica; e istituzioni economiche: come associazioni di borsa, società per azioni
- Vi sono strumenti evoluti di cambio come la moneta e la cambiale che è una promessa di pagamento e ha vantaggi come: possibilità di comprare anche se non si hanno soldi al momento; si può girare a qualcuno e diventa mezzo di pagamento; si può scontare in banca e la banca a sua volta può riscontare a banca maggiore se si ha bisogno di liquidità.
Per muovere l’economia però servono anche degli imprenditori con capitali e si deve usare il rischio d’impresa, ma in quel tempo vi è la prevalenza dei rentiers che hanno la mentalità di puri percettori di rendita e vogliono far fruttare i beni senza lavorare e piuttosto affittano i beni per guadagnare. Anche chi ha capitale mobile (denaro + merce) si limita a prestare con interesse (in particolare nel caso del debito pubblico) e quindi vi è scarsa propensione all’investimento. Tuttavia troviamo imprenditori che sono agricoli, artigiani di città, i mercanti (hanno il rischio di non riuscire a rivendere), i mercanti imprenditori (= non si limitano a comprare e rivendere ma parte dei prodotti che commerciano li fanno produrre loro ad artigiani e contadini).
Peculiarità dei mercati
- Autoconsumo molto rilevante: ci sono tanti contadini e una parte di ciò che serve a loro se la autoproducono e non la comprano, riducendo così la dimensione dei mercati
- Dimensione dei mercati: città non molto popolate (grandi città sono di 200-300 mila abitanti)
- Comunicazioni difficili: in particolare via terra, perché si riuscivano a spostare solo beni poco voluminosi e con alto costo per il trasporto; più trasporti via mare con navigli (Milano), mare (Napoli e Londra) ecc., ma comunque difficili perché non facile andare controcorrente.
- Il reddito disponibile e la sua distribuzione: la domanda dipende dai bisogni dei consumatori e dal loro numero (a quei tempi popolazione poco numerosa, lenta a crescere e ogni tanto drastiche diminuzioni come 20-30% della popolazione all’anno che decede), ma importante è anche il reddito disponibile da spendere e la sua poco equa distribuzione (chi è tanto povero, chi è esageratamente ricco) e il consumo viene in parte fatto dai ricchissimi (consumo d'élite)
La rivoluzione agricola
Il mutamento sociale
Prima vi era un vincolo sociale: regole sociali di utilizzo della terra perché esisteva il villaggio in cui lo scopo era la sopravvivenza del villaggio e vi erano terre private + common lands per il sostentamento di tutti che però venivano sfruttate in modo selvaggio e rendevano poco. Vi era anche un vincolo d’uso: il proprietario non aveva pieno uso delle proprie terre ma i campi erano aperti e accessibili a tutti, ad esempio per il pascolo (campi aperti) e quindi la comunità riservava a tutti un utilizzo delle terre. Questo creava un problema: non avendo la piena proprietà il proprietario non si curava in modo idoneo della propria terra che quindi non fruttava giustamente.
Nel frattempo, i proprietari tramite degli scambi (negoziazioni private) di terre cercano di accorpare le terre per costituire un terreno grande e lo recintavano attraverso atti del Parlamento (Enclosures Acts), dando avvio al fenomeno delle recinzioni (enclosures) e li riservavano al loro uso esclusivo. Oltretutto, vendono le terre comuni. Questi elementi danno avvio a un individualismo agrario (e al capitalismo) e danno origine a un sistema economicamente più efficiente ma socialmente più problematico con la rottura della comunità di villaggio.
Conseguenze sociali delle recinzioni
Ora chi ha proprietà godeva di una ricchezza, chi non le aveva o diventava un salariato del proprietario o era costretto a lasciare il villaggio; si crea quindi il vincolo proprietario-dipendente con l’inizio del sistema capitalistico. Questo nuovo sistema è economicamente più efficiente ma la partizione dei beni è molto meno equa e quindi è un sistema socialmente più complesso e problematico perché, anche se ora il bracciante sta forse meglio di prima (ha un salario e reddito migliore magari), tuttavia non è più indipendente, può essere sfruttato, rischia di perdere tutto se perde il lavoro ecc.
Conseguenze per Marx
Con la rottura dei vincoli comunitari si ha un'espulsione delle persone verso le città e questa massa di persone diventa una massa di proletari che danno lavoro e siccome sono tanti i capitalisti se ne approfittano per dare salari bassi (se uno non accetta ce ne sono tanti altri da assumere) e quindi lo sfruttamento del proletariato per Marx nasce dalle recinzioni. Recenti studi su questa teoria hanno creato idee differenti: c’è chi dice che queste recinzioni non hanno prodotto questa grande espulsione, chi invece è d’accordo sul passaggio tra sistema comunitario a sistema capitalistico con la creazione di lavoro per i soli maschi adulti.
In conclusione, l’assetto economico è mutato: più efficiente per capacità di produzione, più complesso socialmente.
Il mutamento tecnico
Vi è una profonda riorganizzazione agricola, un diverso modo di coltivare, una grande trasformazione tecnica. Viene superata innanzitutto la tecnica del maggese: si coltivavano tanti cereali che impoveriscono molto il terreno e per evitare un esagerato impoverimento si dividevano le terre in 3 di cui una veniva lasciata incolta per farla riposare mentre le altre due erano coltivate (ciò avveniva a rotazione) e intanto quella lasciata incolta veniva anche adibita al pascolo. Tuttavia, la resa dei campi era troppo bassa e anche l’allevamento era limitato perché si parla di pascolo non di prato in cui l’erba la semino io e quindi è disponibile in grande quantità e quindi posso far pascolare più bestiame. Il maggese viene eliminato e sostituito con il sistema Northwood: si divide il campo in 4 di cui due sono dedite ai cereali mentre gli altri due al foraggio (erba medica, trifoglio) che non solo arricchisce il terreno (sono erbe arricchenti) aumentando il rendimento dei cereali ma dà più cibo al bestiame e quindi più animali e quindi più fertilizzante per il terreno; vi è anche l’integrazione tra coltivazioni e bestiame.
Vengono introdotti anche nuovi strumenti di lavoro, per esempio grazie all’industria del ferro che produce il metallo a costo minore e quindi vi sono attrezzi a costo minore e si aumenta il rendimento. Nel '700 non vi sono ancora macchine perché ci sono tante persone che lavorano quindi la produttività e la meccanizzazione inizieranno più avanti.
L'esito del mutamento agricolo
- Aumenta la superficie coltivata
- Vi sono più risorse agricole
- Vi è una maggiore specializzazione (non più il maggese)
- Le zone rurali diventano più ricche (importante anche per l’industria che potrà vendere anche in campagna)
- Si libera pian piano manodopera che può dedicarsi all’industria (all’inizio dell’800 il 36% della popolazione inglese lavora in campagna, in Francia ancora il 59%)
La rivoluzione demografica
Antico regime economico
La popolazione è in lenta crescita ma ha anche un andamento molto altalenante ed è caratterizzata dalla reversibilità dell’andamento (= aumenta e dopo pochi anni si riduce del 20-30%). Nello studio della demografia si guarda sempre l’incremento naturale e le migrazioni che però non sono qua considerate (le grandi migrazioni finiscono con le invasioni barbariche). Si nasce molto (40 nascite per mille abitanti contro gli 8x1000 odierni) perché la natalità è legata ai tempi alle nozze e ci si sposava presto ma si muore anche molto (30x1000 mentre oggi 9x1000) e poi c’è molta mortalità infantile (1 bimbo su 3 non arriva al primo anno di età) anche tra le famiglie ricche. Nei periodi senza pestilenza la popolazione aumenta ma la curva dell’attività agricola invece non aumenta e quindi le due curve a un certo punto divergono e arriva la carestia e la mortalità catastrofica (pestilenze, carestie, guerre). Crolla quindi la popolazione (anche 20-30 su 100) e ciò crea un condizionamento di natura economica e sociale.
La rivoluzione dei trasporti
All’inizio del ‘700 la situazione dei trasporti è molto difficile anche perché la specializzazione non è favorita. Su terra i costi di trasporto sono elevatissimi in particolari per merci pesanti e anche con merci poco costose il prezzo sale a causa del trasporto. Via mare i trasporti sono abbastanza efficienti ma non in tutti i luoghi ma solo in quelli in cui vi sono vie/canali/mari percorribili come la Gran Bretagna. Tuttavia, però, le navi sono poco resistenti (legno) e vi sono diversi problemi per correnti e venti.
Tra 700 e 800 le cose migliorano. In Inghilterra, sulla spinta del mercato, vengono migliorate le strade (vengono usati ad esempio ciottoli e sabbia, viene fatta la massicciata ecc.) con le quali è più facile muoversi e sono percorribili anche durante la cattiva stagione. Un altro cambiamento è il fatto che prima la manutenzione veniva assegnata a comunità locali (parrocchie) che svolgevano gratis il lavoro ma nel 700 nascono compagnie che chiedono di avere in concessione la manutenzione della strada per renderla efficiente e fanno pagare un pedaggio al passaggio. Quindi la strada per i privati diventa un business perché più efficienza implica più transiti e quindi più guadagno per il pedaggio. Inizia anche il controllo sui canali; nascono società in forma di società per azioni per costruire canali dividendo in questo modo il rischio.
Il vero cambiamento si ha nel 1830 con l’arrivo della ferrovia grazie a cui si possono trasportare merci e persone con prezzi e tempi competitivi. È importante la velocità del mezzo perché in questo modo inizia ad essere possibile il trasporto di merce deperibile (come il cibo) che non può rimanere in viaggio per troppo. Si allarga la gamma dei prodotti trasportabili.
Proviene dallo sviluppo della macchina a vapore e dalla miniera perché le prime rotaie vengono pensate per trasportare materiale in miniera.
Binomio ferrovia-sviluppo
Porta ad un ulteriore sviluppo dell’industria perché la costruzione della ferrovia richiede un enorme lavoro per il settore industriale (ferro, pietra artificiale come il cemento, ponti) e per molti settori economici anche perché la ferrovia non solo va costruita ma anche pensata, progettata (sviluppo delle competenze in campo ingegneristico). Inoltre, sollecita i mercati finanziari perché c’è bisogno di capitali (borsa americana nasce in questa situazione).
Tuttavia, non sempre il binomio funziona perché bisogna considerare quando arriva la ferrovia rispetto allo sviluppo: se dopo (in Inghilterra l’industria è già florida), contemporaneamente (come in Belgio, Germania, America che è la condizione migliore) oppure prima (Russia, Europa mediterranea per questioni politiche o di trascinamento). Nell’ultimo caso il binomio non ha funzionato perché:
- Si importa il materiale che non c’è per mancanza di industria
- Facilitati scambi ma molta più concorrenza (es: Germania collegata alla Polonia ma solo la Germania esporta in Polonia, non viceversa, perché Polonia meno competitiva)
- Le logiche di costruzione non sono economiche ma politiche (movimento truppe) e per es. in Russia si forma una linea ferroviaria ma lontana dai centri di scambio.
Questo accentua ulteriormente il ruolo dell’Inghilterra come grande mercato anche per gli altri anche grazie all’uso del nuovo battello a vapore (prima vela) e soprattutto della propulsione mediante elica immersa (non più il problema del mare mosso) e si abbattono i costi di navigazione nell’oceano.
Il reddito disponibile, il risparmio e gli investimenti
L'ideale sarebbe: alto reddito e risparmio messo a disposizione di chi investe. Nell’antico regime vi era risparmio ma quelli che potevano farlo erano pochi, ma ci sono i ricchi che sono molto ricchi e quindi possono risparmiare molto e ciò potrebbe dar origine a investimenti. Tuttavia, questi sono bassi perché bassa la domanda di investimenti. Vari poi sono i motivi del non investimento:
- Si tesoreggia siccome prevale la monetazione metallica (oro, argento) con materiali che non perdono valore
- Gli investimenti vengono fatti come debito pubblico perché vi erano pochi rischi
- Investire significa migliorare quello che si ha mentre nell’antico regime non si migliorava ma si accumulava bene immobile.
In Inghilterra del '700 il reddito prodotto è molto maggiore e la classe media si dilata (tecnici, venditori, contabili ecc.) e ci sono molti meno poveri, e il reddito è distribuito in modo molto più equo e il risparmio diventa anche popolare. Più reddito = più risparmio = più consumo e quindi la domanda si allarga ai ceti operai. Sul mercato c’è più denaro da investire e poi c’è più richiesta di capitale.
Il denaro e la domanda del capitale si incontrano? In Inghilterra solo fino a un certo punto perché nascono attività finanziarie (banche, assicurazioni) che sono efficienti a mettere a disposizione il capitale a condizioni vantaggiose (ad es. sconto della cambiale vantaggioso) nel caso in cui ci sia richiesta di capitale a breve termine; difficile invece era ottenere prestito in caso di richiesta di capitale a lungo termine (es. per ampliare stabilimenti). Oltretutto, vi sono anche pochi creditori e quindi si cerca capitale in altri modi:
- Grazie ad altissimi profitti dovuti a poca concorrenza
- Autofinanziamento
- Trasformazione di imprese in società attraverso reti di attività dirette (stesso lavoro)
- (Tipico di USA) impresa cambia veste giuridica e si trasforma in società per azioni, viene quotata in borsa. Da una società individuale a responsabilità illimitata a una a responsabilità limitata.
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Appunti introduttivi alla storia economica - Parte 1