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Le pulci

Classificazione

  • Phylum Arthropoda
  • Classe Insecta
  • Ordine Siphonaptera
  • Famiglia Pulicidae

Generi

  • Ctenocephalides: Qui sono riunite tutte le pulci che hanno il ctenidium genale e pronotale, strutture spinose di natura chitinosa, molto spesse. Specie: C. felis felis e C. canis.
  • Pulex irritans: In questo genere mancano i ctenidia. La specie più frequente è C. felis felis, chiamata pulce del gatto, ma è la più frequente nel cane e nel gatto. C. canis canis è più specifica per il cane ed è particolarmente presente nei paesi a clima freddo, meno in Italia.

Caratteristiche fisiche e meccanismo di alimentazione

Le pulci sono insetti appiattiti lateralmente e hanno 3 paia di zampe, di cui il terzo molto sviluppato con muscolatura molto potente che dà la capacità di saltare molto in alto. Hanno un apparato boccale atto a pungere. La maggior parte delle pulci è solenofaga, si nutre aspirando direttamente dal vaso sanguigno.

La caratteristica conformazione del corpo consente alla pulce di muoversi e di scivolare facilmente sul pelo, mentre i pettini e le setole che ricoprono il corpo, orientate in senso antero-posteriore e dorso-ventrale, impediscono alla pulce di essere respinta durante il movimento dell’ospite. Infine, le forti unghie consentono alla pulce di agganciarsi, di farsi spazio tra i peli o passare da un ospite all’altro.

Straordinaria abilità al salto grazie alla potente muscolatura e alla presenza negli archi pleurici della resilina. La pulce può saltare 33 cm in altezza e 50 cm in larghezza.

Riproduzione e ciclo biologico

Le pulci sono a sessi separati con differenze morfologiche, si accoppiano e la femmina produce le uova. Dalle uova si sviluppa:

  • Larva apode
  • Pupa
  • Giovane adulto
  • Adulto maturo sessualmente -> ematofago

Sono parassiti obbligati ematofagi. In mancanza della specie d’elezione possono infestare altri ospiti come l’uomo, mostrando una bassa specificità di ospite.

Ciclo biologico: La femmina appena sale su un ospite inizia ad alimentarsi, si accoppia e dopo 24-48 ore dal primo pasto inizia a produrre le uova. Ogni femmina produce 30-50 uova al giorno, in media 2000 in tutto il periodo di attività. Le uova cadono nell’ambiente esterno insieme alle feci della “mamma”, che sono ricche di proteine importanti per le uova. C. felis felis depone soprattutto la mattina, quindi dove l’animale riposa.

Le uova schiudono in 2-14 giorni se trovano le condizioni ideali. Dopo circa 2-5 giorni di incubazione, grazie al dente dell’uovo, fuoriesce la larva di I stadio. La larva di I stadio presenta fototassi negativa e geotassi positiva, si approfondisce nelle fibre di tappeti, coperte, cuscini. Sono sensibili all’essiccamento, alle temperature basse e alte, aridità, raggi solari. La larva ha un apparato buccale atto a masticare quindi ingerisce le feci della madre.

Le larve di I stadio, dotate di geotassi positiva e fototassi negativa, si approfondiscono nel materiale del nido e mutano in L2 e L3 nel corso dei successivi 8 giorni. Alla fine del terzo stadio la larva svuota il tratto intestinale, si incurva ad U e forma attorno a sé un bozzolo di seta e si trasforma in pupa.

Nella pupa si forma il preadulto, molto protetto da fattori ambientali e climatici e, a seconda delle condizioni ambientali, la pupa può sopravvivere per mesi in assenza di ospiti. Dopo circa 15 giorni le pulci iniziano ad emergere dal pupario. La fuoriuscita dal pupario è stimolata dalle vibrazioni, quindi anche quelle legate ai passi, la CO2, la temperatura corporea. Entro 36 ore dalla fuoriuscita dal bozzolo, gli adulti salgono sull’ospite e cominciano ad alimentarsi. La maggior parte delle femmine si accoppia anche con più maschi.

Patogenesi

Diretta: Sottrazione di sangue, reazione allergica. Indiretta: trasmissione di agenti patogeni come Dipylidium caninum, Dipetalonema reconditum, Rickettsia conorii, Bartonella. Nel punto in cui la pulce punge può esserci rigonfiamento cutaneo, prurito e grattamento. Alcuni animali possono sviluppare la dermatite allergica da pulci (DAP) -> ipersensibilità di I e IV tipo. Nell’uomo, nel punto di alimentazione, si creano pomfi rosacei, puntura pruriginosa, macula scura circondata per giorni dai pomfi.

Diagnosi di pulicosi

Sintomatologia molto variabile, comportamento di grooming dei singoli animali. Presenza di dermatite allergica. Rilevazione delle pulci tramite osservazione oppure si pettina l’animale e si fa cadere su un foglio di carta bianco bagnato di acqua il materiale, se forma punti rossi ci sono le pulci (feci contenenti sangue).

Trattamento

Prodotti diversi con formulazioni diverse, assicurare all’animale una protezione costante. In caso di animale positivo, bisogna trattare tutti gli animali ed effettuare il trattamento a livello ambientale con aspirapolvere a vapore e uso di prodotti ambiente.

Le zecche

Tipi di zecche

  • Molli: Sono quelle che colpiscono gli uccelli. Non hanno lo scudo sulla superficie dorsale e dalla parte anteriore non si vede il rostro. Stanno per anni in ambiente parassitato ad aspettare l’ospite su cui compiere il passo di sangue. Presentano un’elevata prolificità: la femmina depone uova dalla quale si formano forme mature, larve, quindi tanti elementi infettanti. Non ci sono predatori naturali delle zecche, tranne organismi utilizzati per il controllo biologico delle zecche, ma che danno dei problemi, oltre che ad essere dei mezzi di controllo molto costosi.
  • Dure: Le zecche dure sono dette Ixodidae: hanno sulla superficie dorsale uno scudo chitinoso. Nelle femmine lo scudo copre solo una parte della superficie dorsale, questo perché la femmina deve alimentarsi, sono ingorgate: quando hanno mangiato tanto -> è la femmina che deve deporre le uova, quindi garantire la sopravvivenza degli embrioni. Il maschio non può arrivare a dimensioni del genere, perché ha uno scudo che copre completamente la superficie dorsale e quindi non si può estendere tanto. Il maschio si deve nutrire solo per sopravvivere.

Comportamento e alimentazione

La zecca sale sull’ospite per compiere il passo di sangue. Sono di altri agenti parassitari. Sottraggono sangue -> si nutrono di sangue con azione di sottrazione di sangue sull’ospite e compiono un’azione parassitaria sull’ospite indipendentemente dal fatto che possono trasmettere o no agenti patogeni. Una zecca adulta:

  • Sale sull’animale parassitato
  • Si attacca
  • Sceglie la sede in cui alimentarsi
  • Infila il rostro: l’apparato boccale nella cute
  • Inizia ad assumere sangue

Sono artropodi parassiti che presentano un’elevata resistenza nell’ambiente esterno -> mettono in atto dei meccanismi che gli permettono di resistere in qualsiasi stadio di sviluppo (uovo, larva o ninfa) a qualsiasi condizione ambientale, non le troviamo durante il periodo invernale perché riescono a bloccare il loro ciclo biologico e riprenderlo quando le condizioni ambientali migliorano -> adesso le condizioni ambientali sono cambiate quindi le troviamo in qualsiasi periodo dell’anno nelle zone a clima temperato. Sono longevi: possono sopravvivere anni nell’ambiente esterno e possono stare anche a digiuno. Hanno bassa specificità d’ospite, nel senso che: la zecca che infetta il cane può infettare anche il bovino, quella che parassita il bovino può parassitare l’uomo, quella che infesta l’uomo può parassitare il topo e così via.

Esse si nutrono sull’ospite anche durante lo stadio di sviluppo (larva/ninfa) è possibile una trasmissione di agenti infettivi. Ci sono molte specie di zecche, in Italia circa 41, 10 parassitano gli animali domestici, 3 o 4 di sono antropofile: si nutrono solamente sull’uomo, anche se la maggior parte si nutre sia sull’uomo che sugli animali. Hanno diversi stadi di sviluppo: uovo, larva con 3 paia di zampe, ninfa, zecca adulta.

Anatomia delle zecche

Ocelli: gli occhi, sono molto semplici e non tutte le zecche dure li hanno, è uno dei caratteri morfologici che viene usato per la differenziazione di genere. Si trovano in corrispondenza del secondo paio di zampe.

Palchi: strutture che servono a proteggere altre strutture chiamate cheliceri. Terminano con un uncino di cui la zecca si serve per ledere la cute e inserire l'ipostoma (impari) nella cute, quindi per alimentarsi.

Cheliceri: proteggono un organo impari che è l’ipostoma: la parte apicale buccale che viene infissa nella cute e attraverso questo iniziano ad alimentarsi.

L'ipostoma: è formato da dentini che ledono la cute, è protetto dai cheliceri.

Hanno il corpo diviso in:

  • Capitulum o rostro (gnatosoma): può avere diversa forma e in base alla forma si può fare una differenziazione molto semplificata dei generi a cui appartengono le zecche (alcune esagonali, altre rettangolari).
  • Idiosoma: è la restante parte del corpo, suddiviso in:
  • Podosoma: 4 paia di zampe ed il poro genitale, apertura anale, spiracoli respiratori, restante parte dell’addome. Sono coperte -> presentano il tegumento, cioè l’esoscheletro che sin dallo stadio di larva è formato da cuticolina e dall’epitelio monostratificato sottostante. Del tegumento vi è una vera e propria cuticola che è formata da: esocuticola ed endocuticola (più profonda) tra queste e l’ipoderma sottostante vi è uno strato di cellule secretorie.

Al di sopra dell’epicuticola vi è un’ulteriore formazione detta tectostratum (eptostrato) formato dai materiali dell'ipostoma e dello strato secretorio che sono riversati sull’epicuticola da canali porosi che attraversano tutti gli strati del tegumento.

Nella veduta ventrale abbiamo:

  • L’orifizio genitale che si trova in corrispondenza del secondo paia di zampe. Nelle forme immature (in forma di larve e ninfe): non si ha l’orifizio genitale -> permette di differenziare la larva dall’adulto, perché entrambi hanno 4 paia di zampe, mentre la ninfa ne ha 3.
  • L’orifizio anale presente anche nelle forme immature.
  • Spiracoli che servono per la respirazione (molto lenta: ci vuole molto per morire, si stressa e succede che aumentano gli scambi di saliva e sangue). Quindi si consiglia di staccarla, staccando anche l’ipostoma sennò si formano granulomi dato che è visto dall’organismo come corpo estraneo.

Le zampe sono 4 e sono formate da diversi segmenti:

  • Coxa: l’anca attraverso cui si attacca all’organismo
  • Trocantere (femore)
  • Ginocchio
  • Tibia
  • Tarso: vi è un organo detto organo di Hall -> percezione della presenza dell’ospite.

Ghiandole salivari

Le ghiandole salivari svolgono diverse funzioni, come l’osmo-regolazione (cioè assunzione di vapore acqueo) perché producono il cemento che serve a fissare l’ipostoma alla cute dell’ospite. Inoltre, producono sostanze vasodilatatrici per facilitare l’alimentazione, nonché sostanze analgesiche e immunosoppressive.

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Scienze agrarie e veterinarie VET/03 Patologia generale e anatomia patologica veterinaria

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valentina.nuvolina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Elementi di parassitologia e malattie parassitarie e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Teramo o del prof Di Cesare Angela.
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