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Pensiero ripetitivo costruttivo e non costruttivo

Edward R. Watkins

University of Exeter

L’autore recensisce alcune ricerche che mostrano che il pensiero ripetitivo (RT) può

avere conseguenze costruttive e non costruttive. Le principali conseguenze non

costruttive del RT sono depressione, ansia e salute fisica deficitaria. Le principali

conseguenze costruttive del RT sono recupero dopo eventi traumatici e sconvolgenti,

preparazione adattiva e pianificazione anticipatoria, riparo da depressione, e

comprensione di comportamenti che promuovono la salute. Alcuni dei principi

potenziali che spiegano queste distinte conseguenze del RT sono identificate in questa

review: la valenza del contenuto del pensiero, il contesto intrapersonale e situazionale

in cui si verifica il RT, ed il livello di interpretazione (processo astratto o concreto)

adottato durante il RT. Tra i modelli esistenti del RT, viene proposto che una versione

elaborata della teoria del controllo fornisce il miglior framework teoretico che tenga

conto delle sue distinte conseguenze.

Keywords: pensiero ripetitivo, ruminazione, preoccupazione, processamento

cognitivo, teoria del controllo

Il pensiero ripetitivo, prolungato e ricorrente su se stessi, sulle proprie preoccupazioni e sulle

proprie esperienze è un processo mentale comunemente adottato da tutti. Esempi di questo

pensiero includono preoccupazione, ruminazione, cognizione perseverativa, processamento

emotivo, processamento cognitivo, simulazione mentale, prove, riflessione e problem solving.

Attraverso i costrutti, c’è una considerevole similarità e sovrapposizione nelle concettualizzazioni

teoretiche e nelle definizioni operazionali. Tuttavia, dato che questi costrutti sono emersi nei domini

di ricerche differenti, non sono equiparati tra di loro e sono stati raramente considerati insieme. Per

di più, tali costrutti hanno diversi risultati, così che il RT può avere sia conseguenze costruttive che

non costruttive. Per esempio, da un lato il RT è stato concettualizzato come necessario per la

gente per confrontarsi con eventi traumatici e sconvolgenti; d’altro canto il RT è stato in grado di

predire una futura depressione ed uno scarso recupero da eventi traumatici e sconvolgenti. Date le

discrepanti conseguenze del le RT, è fondamentale capire i meccanismi sottostanti il RT.

Cosa si intende per RT?

Il “pensiero ripetitivo” è stato definito da Segerstrom et al. (2003, p. 909) come il “processo di

pensare attentamente, ripetitivamente e frequentemente su se stessi e sul proprio mondo”, ed è

stato teorizzato come parte del “nucleo di un numero di diversi modelli di adattamento e mal

adattamento”. Queste diverse classificazioni di RT comprendono un ampio range di

concettualizzazioni, associate con conseguenze sia costruttive che non costruttive.

Ruminazione depressiva

Nolen-Hoeksema definisce la ruminazione depressiva come “pensieri e comportamenti che

focalizzano la propria attenzione sui propri sintomi depressivi e sulle implicazioni di questi sintomi”

e come “il focalizzarsi passivamente e ripetitivamente sui propri sintomi di distress e le circostanze

che circondano questi sintomi”. La Response Styles Theory (RST) di Nolen-Hoeksema ipotizza

che la ruminazione depressiva sia un particolare stile di risposta all’umore depresso, che è

causalmente implicato nell’insorgenza e nel mantenimento della depressione. La ruminazione

depressiva è tipicamente valutata con il Response Styles Questionnaire (RSQ) che chiede ai

partecipanti di registrare quanto ruminano in risposta alla tristezza o all’umore depresso. Un

questionario connesso è il Rumination on Sadness Scale (RSS) che valuta la tendenza ad

impegnarsi in RT quando ci si sente tristi, giù, o depressi.

Ruminazione

La ruminazione è stata definita come una “classe di pensieri coscienti che ruotano intorno ad un

tema strumentale comune e che si ripresentano nell’assenza di immediate richieste ambientali che

richiedono il pensiero”. La ruminazione è il RT su un tema collegato a scopi personali e

preoccupazioni, che può avere conseguenze positive o negative in base al RT che può aiutare o

ostacolare il progresso verso lo scopo da raggiungere che ha innescato la ruminazione. È valutata

con il Global Rumination Scale che misura l’estensione che un individuo attribuisce a problemi e

preoccupazioni.

Preoccupazione

La preoccupazione è stata definita come “una catena di pensieri ed immagini, caricati di affetti

negativi e relativamente incontrollabili” e come “un tentativo di impegnarsi in problem-solving

mentale su di una questione il cui risultato è incerto ma contiene la possibilità di uno o più outcome

negativi”. La preoccupazione tipicamente comprende RT circa una futura potenziale minaccia,

catastrofi immaginate, incertezze, rischi. È concettualizzata come un tentativo di evitare eventi

negativi, di prepararsi per il peggio, e di risolvere problemi, ed è connessa a risultai non costruttivi,

inclusi aumento di affetti negativi, interferenza con il funzionamento cognitivo, ed interruzioni di

processi fisiologici. La preoccupazione si propone anche di coadiuvare una quantità di funzioni

costruttive: una funzione allarme che interrompe un comportamento in atto e direziona l’attenzione

verso un problema che richiede immediata priorità; una funzione di prompt che mantiene una

consapevolezza individuale di potenziali minacce irrisolte; e una funzione di preparazione che

motiva l’individuo a prepararsi per le difficoltà e ad adottare comportamenti adattivi che riducano la

minaccia potenziale. Il Penn State Worry Questionnaire (PSWQ) valuta la predisposizione alla

preoccupazione.

Cognizione Perseverativa

La cognizione perseverativa è stata definita come “l’attivazione ripetuta o cronica della

rappresentazione cognitiva di uno o più stressori psicologici” e si ipotizza che sia una caratteristica

nucleare di preoccupazione, ruminazione, ed altre forme di RT. Si ipotizza che la perseverazione

cognitiva coinvolga rappresentazioni cognitive ripetute di un problema o crisi psicologica, che

agisce per prolungare le immediate risposte psicologiche e fisiologiche ad eventi di vita e stressori

quotidiani così che i sistemi corporei associati con lo stress si attivano cronicamente, portando allo

sviluppo di malattie.

Processamento Cognitivo ed Emozionale

Il processamento cognitivo è stato definito come il processo di pensiero attivo su di uno stressore,

sui pensieri e sui sensazioni che esso evoca, e sulle implicazioni per la propria vita e per il futuro.

Le descrizioni del processamento cognitivo propongono che il RT su eventi sconvolgenti, ad

esempio sotto forma di intrusioni persistenti sugli eventi, sia parte del processo in cui ci siano

tentativi di risolvere la discrepanza tra eventi stressanti e convinzioni ed assunzioni di base. Tali

descrizioni ipotizzano che in risposta ad un’esperienza stressante, la gente pensi ripetitivamente

alla propria esperienza con lo scopo di lavoraci su, darle un senso, ed integrarla nelle loro

convinzioni ed assunzioni sul mondo. Similmente, si ipotizza che il RT sia un processo centrale

nello sviluppo di una crescita postraumatica, definita come “l’esperienza di un cambiamento

positivo significativo che deriva dallo sforzo con una grande crisi esistenziale”. Tedeschi e Calhoun

(2004) propongono che i più grandi eventi traumatici sfidano o distruggono gli aspetti chiave degli

scopi e delle credenze individuali, producendo distress emotivo, che di conseguenza produce RT

con lo scopo di risolvere il distress, portando ad una crescita personale.

Il processamento emotivo è stato definito come una serie di sforzi volitivi per riconoscere e

comprendere il significato delle proprie emozioni ed è operazionalizzato come l’analisi ed il focus

persistente dei sentimenti. Il processamento emotivo è stato associato ad outcome sia costruttivi,

come un miglior adattamento, che non costruttivi, come un aumentato distress.

Pianificazione, Problem Solving e Simulazione Mentale

Il RT può anche assumere la forma di strategie cognitive di fronteggiamento (coping), come coping

anticipatorio, pianificazione, prove, e problem solving. Il problem solving è stato concettualizzato

come una serie di fasi: definizione o stima del problema, generazione di soluzioni alternative,

selezione delle alternative, realizzazione della soluzione scelta, e valutazione della sua efficacia,

ognuna delle quali può coinvolgere il RT. La prova dei piani comprende la previsione degli step o

delle strategie che un soggetto può utilizzare per raggiungere un risultato desiderato e spesso

comprende delle prove mentali ripetitive delle situazioni o azioni future. Similmente, la simulazione

mentale è stata definita come la costruzione mentale immaginativa ed imitativa e la

rappresentazione di alcuni eventi e serie di eventi. La simulazione mentale ripetuta può essere un

importante processo di pianificazione, coping ed auto-regolazione, attraverso la prova di futuri

eventi simili o attraverso la riproduzione di eventi passati. La simulazione mentale può anche

prendere la forma di “ruminazioni dolorose che affliggono molti di coloro che soffrono di

depressione o reazioni al trauma”.

Pensiero Controfattuale

Il pensiero controfattuale è la generazione di rappresentazioni mentali immaginate di versioni

alternative del passato. Il pensiero controfattuale ripetuto è spesso spronato da affetti negativi ed

in risposta ad eventi difficili. I pensieri controfattuali possono avere conseguenze non costruttive,

come la generazione di inferenze circa le cause di difficoltà precedenti, che guidino l’effettivo

comportamento preparatorio e preventivo.

Pessimismo Difensivo

Il pessimismo difensivo è caratterizzato da una impostazione di base di basse aspettative circa i

risultati futuri ed un processo di “pensare introspettivo”, chiamato riflessività/riflessione, in cui gli

individui ci riflettono estensivamente e provano i possibili “scenari peggiori” di cosa potrebbe

andare storto prima di un evento e poi immaginano come questi risultati negativi possano essere

prevenuti. Esso è concettualizzato come l’uso strategico di uno scopo auto-protettivo di

preparazione al possibile fallimento ed uno scopo motivazionale di aumento degli sforzi per

aumentare la possibilità di riuscita.

Riflessione

La riflessione è stata definita come un’autoconsapevolezza cronica che coinvolge la ludica

esplorazione di auto-percezioni nuove, uniche o alternative, motivate dalla curiosità e dall’interesse

piacevole, intrinseco al pensiero filosofico. L’autoconsapevolezza privata è correlata positivamente

ad un’elevata auto-conoscenza, che si presume faciliti l’adattamento psicologico, e ad elevati

distress e psicopatologia. Il Rumination-Reflection Questionnaire distingue tra riflessione e

ruminazione, definita come RT su di sé spronati da minacce, perdite, o ingiustizie verso il sé.

Mind Wandering

Il mind wandering è stato definito come “uno spostamento dell’attenzione da un compito primario

verso un’informazione interna, come ad esempio la memoria”. Esso può essere persistente e

ripetitivo, ed in quanto tale si adatta al RT. Il mind wandering ha conseguenze non costruttive in

termini di ridotta attenzione ad informazioni riguardanti compiti esterni ed interferenza con la

performance su compiti che richiedono processamento sostanziale controllato. Tuttavia, si pensa

faciliti il problem solving attraverso il ripetuto lavoro su preoccupazioni correnti non risolte.

Ruminazione Post-Evento

La ruminazione post-evento (anche chiamata “processamento post-evento” e “pensiero post-

mortem”) è stata definita come “pensieri ripetitivi su esperienze soggettive durante una recente

interazione sociale, che include auto-valutazioni e stime esterne di partner ed altri dettagli coinvolti

nell’evento”. Si ipotizza che contribuisca allo sviluppo e al mantenimento dell’ansia sociale.

Ruminazione Positiva

La ruminazione positiva è stata definita come “la tendenza a rispondere a stati affettivi positivi con

pensieri circa proprie qualità, esperienze affettive positive, e proprie circostanze di vita favorevoli

che potrebbero amplificare l’affetto positivo”. Si ipotizza sia un processo che possa contribuire alla

disregolazione di un affetto positivo in individui vulnerabili a manie ed ipomanie. Il Response to

Positive Affect Questionnaire valuta quanto un individuo rumina in risposta ad un umore positivo.

Self-Thinking Negativo Abituale

Il self-thinking negativo abituale è in pensiero negativo su di sé divenuto un abitudine mentale,

definito come l’avere “una storia di ripetizione, caratterizzata dalla mancanza di consapevolezza ed

intento cosciente, mentalmente efficiente, e a volte difficoltà di controllo”. L’Habit Index of Negative

Thinking valuta l’esperienza auto-registrata della frequenza, consapevolezza, automaticità e

controllo del pensiero negativo.

Osservazione

Da questo breve sommario, è chiaro che il RT è un processo comune ad diversi costrutti importanti

nel regno della psicopatologia e dell’auto-regolazione che si è ipotizzato abbia conseguenze sia

costruttive che non costruttive.

Verrà utilizzato il costrutto del RT, piuttosto che altre etichette come preoccupazione o

ruminazione, in quanto il RT è più inclusivo di altre concettualizzazioni, comprendendo l’intero

range di costrutti finora visti; non si sposa ad un particolare punto di vista teoretico, a differenza

della ruminazione che è tipicamente associata con il RST; provoca meno confusione di altri termini

che già possiedono concettualizzazioni e significati multipli; non è contaminato con le assunzioni

precedenti sul fatto che sia costruttivo o non costruttivo, ad differenza della ruminazione, il cui uso

clinico tipicamente riflette processi patologici; è altamente correlato con misure di preoccupazione

e ruminazione, che a loro volta sono altamente correlate tra di loro, suggerendo la valenza di

esaminare concettualizzazioni di processi di pensiero più generici.

Studi Inclusi nella Review

Gli studi sono stati inclusi in questa review se riportavano conseguenze sia costruttive che non

costruttive associate al RT. Le conseguenze costruttive sono state definite in termini di benefici e

risultati e prodotti positivi, inclusi riduzione di affetto negativo, aumento di affetto positivo,

diminuzioni di ansia e depressione, migliore salute mentale e fisica, migliori performance,

comportamenti e cognizioni di supporto e migliore funzionamento cognitivo; le conseguenze non

costruttive sono state definite in termini di risultati contrari, dannosi e negativi.

Sono stati considerati tre tipi principali di studi: disegni trasversali in cui è stato trovato che una

misura di RT correla con una misura di risultati positivi o negativi; disegni a prospettiva

longitudinale che valutavano la quantità di RT ad un punto di valutazione iniziale (T1) ed

esaminavano se esso potesse predire una variabile dipendente (ad es. depressione) ad una data

posteriore (T2), tipicamente controllando la variabile dipendente al T1; e disegni sperimentali in cui

si manipolava il grado/la natura del RT, e in cui si misuravano le conseguenze potenziali, e, così, si

poteva determinare se RT avesse un effetto causale sulla variabile dipendente misurata. Agli ultimi

due disegni è stato dato peso maggiore nella review in quanto dimostrano che la variabile

dipendente è una conseguenza del RT, indicando un ruolo causale diretto del RT (sperimentale)

oppure una funzione predittiva del RT antecedente alla variabile dipendente (longitudinale).

RT con Conseguenze Non Costruttive

Le principali scoperte emerse dalla recensione della letteratura sono che il RT è implicato in (a)

vulnerabilità alla depressione, (b) vulnerabilità all’ansia, e (c) difficoltà nella salute fisica.

a) RT e Vulnerabilità alla Depressione

Studi trasversali

In studi trasversali in cui si è usato RSQ, la ruminazione depressiva è risultata essere elevata in

pazienti al momento depressi, in pazienti precedentemente depressi e nelle donne rispetto agli

uomini ed associata a sintomi depressivi in adulti, bambini e adolescenti. Inoltre la ruminazione

depressiva rappresenta parzialmente il tasso 2:1 per la depressione nelle donne rispetto agli

uomini: una volta statisticamente corretto, non c’è differenza tra uomini e donne nel tasso di

depressione.

Anche misure di altre forme di RT, oltre alla ruminazione, sono positivamente e significativamente

correlate con la depressione, inclusa una tendenza generale verso il RT, preoccupazione,

ruminazione sulla tristezza, pensiero perseverativo indipendente dal contenuto, o RT misurato con

il Measure of Mental Anticipatory Processes (MMAP). L’MMAP misura la disposizione di tratto a

rispondere con varie forme di RT quando si affronta un “problema importante, difficile e

stressante”, incluse sottoscale di Stagnant Deliberation (deliberazione stagnante), Problem

Analysis (analisi del problema), Plan Rehaersal (piani di prova), e Outcome Fantasy (fantasie sul

risultato). Sia la Stagnant Deliberation che la Outcome Fantasy erano positivamente correlate con

preoccupazione (PSWQ), ruminazione depressiva (RSQ), e sintomi depressivi. Allo stesso modo, il

mind wandering, misurato con un campionamento di pensieri durante lo svolgimento di un compito,

è associato consistentemente con la disforia auto-registrata durante un ampio range di compiti,

inclusi apprendimento di parole, attenzione sostenuta e il completamento di frammenti di parole.

Studi Longitudinali

Effetti principali del RT. Gli studi longitudinali hanno trovato che l’RSQ predice un futuro inizio di

un notevole episodio depressivo durante un ampio periodo di follow-up in individui inizial

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

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