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DOMANDE APERTE IN ORDINE ALFABETICO

LEZIONE 1

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COME MAI IL PIL NON È UN OTTIMO INDICATORE DI RICCHEZZA DI UNA NAZIONE. SPIEGARE A

PAROLE

l PIL, che è il Prodotto Interno Lordo ovvero la somma del valore dei beni finali venduti in un certo

paese in un certo arco di tempo, non rappresenta un corretto indicatore di ricchezza di una nazione

perché non vengono messi in conto componenti come : l’economia sommersa, il lavoro nero, il

mercato dell’usato, il lavoro casalingo, l’auto produzione e la la conversione in potere d’acquisto

del paese stesso rispetto agli altri

COME SI CALCOLA IL PIL

l PIL, che è il Prodotto Interno Lordo ovvero la somma del valore dei beni finali venduti in un certo

paese in un certo arco di tempo, è calcolato in base a quello che è prodotto nella nazione,beni e

servizi, indipendentemente dalla residenza di chi lo produce. il PIL infatti si ottiene sommando i

consumi, gli investimenti fissi lordi e le esportazioni nette, ovvero le esportazioni meno le

importazioni, tecnicamente chiamato saldo commerciale. Per riuscire a calcolare il tasso di

crescita del PIL (come ogni tasso è sempre oggi meno ieri fratto ieri) PIL - PIL / PIL

T T -1 T -1

COME SI CALCOLA IL TASSO DI CRESCITA DEL PIL E QUALI SONO LE SUE PROBLEMATICHE

l PIL, che è il Prodotto Interno Lordo ovvero la somma del valore dei beni finali venduti in un certo

paese in un certo arco di tempo, è calcolato in base a quello che è prodotto nella nazione,beni e

servizi, indipendentemente dalla residenza di chi lo produce. il PIL infatti si ottiene sommando i

consumi, gli investimenti fissi lordi e le esportazioni nette, ovvero le esportazioni meno le

importazioni, tecnicamente chiamato saldo commerciale. Il calcolo della crescita del PIL ha diversi

problemi, che riguardano sia l’ inflazione sia la sua importanza per comprendere l’economia di un

paese. Per l’inflazione, il calcolo del PIL viene effettuato considerando le quantità ed i prezzi

correnti, e quindi non si evidenzia a quale variabile è imputata la crescita . Per quanto riguarda

invece l’importanza di questo dato nel comprendere l’andamento di un’economia, il PIL non

rappresenta un corretto indicatore di ricchezza o sviluppo di un paese. Per risolvere questo tipo di

problematiche si va a considerare il PIL nominale e quello reale.

COME SI CALCOLA IL PIL NOMINALE

Posto che il Prodotto Interno Lordo è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese

in un certo arco di tempo, Il rapporto tra il debito pubblico di un Paese ed il suo PIL è un importante

indice della sua solidità finanziaria ed economica.Si ha il PIL NOMINALE e PIL REALE. Il PIL

nominale è quello calcolato guardando alle quantità di oggi per i prezzi di oggi, quindi la

produzione valutata a prezzi correnti. Ora, se il prezzo considerato è quello corrente, si avrà il PIL

nominale, mentre se i prezzi sono quelli (costanti) di un certo anno (scelto come “base”), si avrà

il PIL reale.

COME SI CALCOLA IL PIL REALE

Posto che il Prodotto Interno Lordo è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese

in un certo arco di tempo, Il rapporto tra il debito pubblico di un Paese ed il suo PIL è un importante

indice della sua solidità finanziaria ed economica.Si ha il PIL NOMINALE e PIL REALE. Il PIL reale

è il valore dei beni e servizi calcolata a prezzi costanti e non è influenzato dai cambiamenti di

prezzi,. Il suo valore è determinato dall’anno base considerato.

QUALI SONO LE PROBLEMATICHE NEL CALCOLO DEL PIL NOMINALE?

Posto che il Prodotto Interno Lordo è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese

in un certo arco di tempo, Il problema riguarda la misurazione del “valore” dei beni finali. E’ infatti

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evidente che tale valore non può che essere espresso dal prezzo di ciascun bene. Il rapporto tra il

debito pubblico di un Paese ed il suo PIL è un importante indice della sua solidità finanziaria ed

economica. Il calcolo della crescita del PIL ha diversi problemi, che riguardano sia l’ inflazione sia

la sua importanza per comprendere l’economia di un paese. Per l’inflazione, il calcolo del PIL viene

effettuato considerando le quantità ed i prezzi correnti, e quindi non si evidenzia a quale variabile è

imputata la crescita . Per quanto riguarda invece l’importanza di questo dato nel comprendere

l’andamento di un’economia, il PIL non rappresenta un corretto indicatore di ricchezza o sviluppo di

un paese. Per risolvere questo tipo di problematiche si va a considerare il PIL nominale e quello

reale.

FARE DEGLI ESEMPI DELLA PRIMA E SECONDA DEFINIZIONE DEL PIL E SPIEGARE PERCHÉ

DANNO LO STESSO RISULTATO

La Prima DEFINIZIONE ci dice che il PIL è la somma di tutti i beni e servizi finali di un’economia in

un determinato momento. Per questo si parla di spesa . La Seconda DEFINIZIONE: ci dice che il

PIL è la somma di tutti i beni e servizi finali e non meno i beni intermedi di un’economia in un

determinato momento, cioè la somma dei valori aggiunti. Per questo si parla di produzione. Per

capire meglio la prima e la seconda definizione basti pensare ad un’economia in cui sono presenti

solo 3 settori: acciaieria, ittica ed automobilistica. Per la prima definizione si sommano solo il

fatturato della azienda ittica e di quella automobilistica. Mentre nel caso della seconda definizione

si sommano tutte e tre e poi all’automobilistica si sottrae il valore dell’acciaio. Ottenendo così il

valore aggiunto. Ognuno di essi porterà allo stesso risultato, di conseguenza quando si parla di PIL

si parla di spesa, prodotto o reddito.

FARE DEGLI ESEMPI PER VEDERE LA DIFFERENZA CHE INTERCORRE TRA PIL E PNL

Posto che il Prodotto Interno Lordo è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese

in un certo arco di tempo e il PNL è Il prodotto nazionale lordo è costituito dalla somma di tutti i

beni e servizi finali prodotti in un anno sia all'interno che all'esterno,dagli operatori residenti in un

determinato paese, quest’ultimo a differenza del primo prende in considerazione tutto quello

prodotto dai residenti di una nazione indipendentemente da dove lo producono, quindi PNL = PIL +

prodotto dei residenti della nazione fatto all’estero –prodotto fatto dai non residenti all’interno della

nazione. Un esempio nel PIL rientra la Carapelli che è di proprietà spagnola mentre nel PNL

rientrano il fatturato delle sedi estere della FIAT. Ovviamente tutto quello che vale per il PIL vale

anche per il PNL .Se si volesse calcolare il prodotto interno netto (PIN) basta sottrarre al PIL gli

ammortamenti. Dunque le industrie straniere che producono in Italia rientrano nel Pil italiano, ma

non nel PNL italiano (rientreranno nel PNL dei loro paesi). Le industrie italiane che producono

all'estero (tipo la fiat in brasile) rientrano nel PNL italiano, ma non nel Pil. Faranno invece parte del

Pil di quei paesi.

LA DIFFERENZA TRA PIL E PNL E TRA PIL E PIN

il PIL ,Prodotto Interno Lordo, è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese in un

certo arco di tempo. Il PNL, Il prodotto nazionale lordo, è costituito dalla somma di tutti i beni e

servizi finali prodotti in un anno sia all'interno che all'esterno,dagli operatori residenti in un

determinato paese; quest’ultimo a differenza del primo prende in considerazione tutto quello

prodotto dai residenti di una nazione indipendentemente da dove lo producono, quindi PNL = PIL +

prodotto dei residenti della nazione fatto all’estero –prodotto fatto dai non residenti all’interno della

nazione. Il PIN,il prodotto interno netto, è il risultato della sottrazione dal PIL degli ammortamenti(

ovvero accantonamento per il consumo e reintegro del CAPITALE)

PNL = PIL + VALORE BENI FINALI PRODOTTI (DA ITALIANI ALL’ ESTERO - DA STRANIERI IN ITALIA)

PIN = ( PIL – AMMORTAMENTO )

PERCHÉ IL PIL NON È UN OTTIMO STRUMENTO PER CALCOLARE LA RICCHEZZA DI UN PAESE

Posto che il Prodotto Interno Lordo è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese

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in un certo arco di tempo, Il problema riguarda la misurazione del “valore” dei beni finali. E’ infatti

evidente che tale valore non può che essere espresso dal prezzo di ciascun bene. Il rapporto tra il

debito pubblico di un Paese ed il suo PIL è un importante indice della sua solidità finanziaria ed

economica. Il PIL viene utilizzato come misura del valore della ricchezza e del benessere di un

Paese. Il rapporto tra il debito pubblico di un Paese ed il suo PIL è un importante indice della sua

solidità finanziaria ed economica.

QUALI SONO LE PROBLEMATICHE NEL CALCOLO DEL PIL REALE

Posto che il Prodotto Interno Lordo è la somma del valore dei beni finali venduti in un certo paese

in un certo arco di tempo, Il problema riguarda la misurazione del “valore” dei beni finali. E’ infatti

evidente che tale valore non può che essere espresso dal prezzo di ciascun bene. Il rapporto tra il

debito pubblico di un Paese ed il suo PIL è un importante indice della sua solidità finanziaria ed

economica. Il PIL reale è quello calcolato guardando alle quantità di oggi per i prezzi di un anno

base. Il suo valore è determinato dall’anno base considerato. Il PIL reale deve essere considerato

come una media ponderata della produzione di tutti i beni finali, quindi devono essere definiti i pesi

da utilizzare. Per questo motivo si pensa ai prezzi relativi, cioè al rapporto tra i prezzi. Ad esempio

se un bene ha il doppio del valore di un altro, questo deve contare il doppio nella costruzione del

PIL reale. Rimane il problema che anche i prezzi relativi variano nel tempo, quindi anche in questo

caso deve essere considerato un anno base.

QUALI SONO LE PROBLEMATICHE RIGUARDANTI IL CALCOLO DEL BENESSERE DI UNA SOCIETÀ

Ovviamente il calcolo della crescita del PIL ha diversi problemi, che riguardano da una parte la

presenza di inflazione dall’altra la sua vera importanza per comprendere l’economia di un paese. il

PIL non rappresenta un corretto indicatore di ricchezza o sviluppo di un paese. Infatti non sono

considerati all’interno di questo varie componenti quali: -l’economia sommersa-i l lavoro nero- il

mercato dell’usato- il lavoro casalingo- l’autoproduzione- la conversione in potere d’acquisto del

paese stesso rispetto agli altri. Per capire questo basti pensare ai diversi paesi dell’Arabia Saudita

dove la ricchezza è in mano a pochissime persone ed il resto della popolazione rimane in evidente

stato di mera sopravvivenza. Nonostante questo, il PIL pro capite ha comunque un valore sopra la

sopravvivenza. Quindi i risultati che derivano da questo tipo di valutazione possono non essere utili

per capire l’economia di uno stato. Quindi le valutazioni del PIL possono trarre in inganno per

l’effettivo calcolo della ricchezza di una popolazione.

Lezione 002

Legenda

L = forza lavoro

N = occupati

U = disoccupati

u = tasso di disoccupazione

π = inflazione

COME MAI INTERESSA LA DISOCCUPAZIONE AGLI ECONOMISTI

Gli economisti danno molta importanza al tasso di disoccupazione, per due ragioni fondamentali:

-il tasso di disoccupazione è direttamente collegato con il benessere di una nazione. Infatti la

disoccupazione determina disagi sia di tipo finanziario che psicologico. Questi tipi di disagio in

realtà sono legati anche al tempo che un soggetto rimane disoccupato. La disoccupazione con

tempi più lunghi è più presente in alcune classi sociali e di età: minoranze etniche, giovani sotto i

25 anni e adulti sopra i 50.

- il tasso di disoccupazione è anche un elemento che ci dice che l’economia non sta utilizzando in

maniera efficiente le sue risorse a disposizione. Quindi economie con alti tassi di disoccupazione

hanno patologie in atto. Se invece uno Stato ha un tasso di disoccupazione troppo basso può

voler dire che vi è un sovrautilizzo di risorse e quindi si arriverà ad un punto di arresto per

mancanza di risorse. 3

PERCHÉ’ È’ DIFFICILE CALCOLARE IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE

il tasso di disoccupazione (u )= U/L ovvero DISOCCUPATI(U) / FORZA LAVORO ( L)

Determinare il tasso di disoccupazione è molto difficile, in quanto il disoccupato è colui il quale

non lavora ma è in cerca di occupazione. In passato, per definire il numero dei disoccupati si

consideravano le liste di iscrizione presso i centri per l’impiego, ma non tutti i disoccupati si

iscrivevano nelle liste dunque questo strumento non era affidabile .Negli Stati Uniti e negli altri

paesi, per ovviare a questo problema, vengono fatte delle indagini campionarie(anche queste

aleatorie) a base familiare. Da questo tipo di analisi viene determinato il numero dei disoccupati,

cioè persone che nelle ultime quattro settimane hanno cercato lavoro e non l’hanno trovato. Da qui

si determina anche il numero dei lavoratori scoraggiati. Per capire quanto quest’ultimo fenomeno

sia rilevante per un’economia si calcola grazie al tasso di partecipazione, cioè mettendo in

rapporto la forza lavoro con la popolazione in età lavorativa.

COME SI CALCOLA IL DEFLATORE IMPLICITO DEL PIL

il deflatore implicito del pil o anche detto semplicemente del pil, è uno dei due metodi per

calcolare l’inflazione questo metodo mette in rapporto il pil nominale (è quello calcolato

guardando alle quantità di oggi per i prezzi di oggi, quindi la produzione valutata a prezzi correnti

)con il PIL reale (è quello calcolato guardando alle quantità di oggi per i prezzi di un anno base ) di

una determinato tempo t. Per questa ragione va a misurare l’inflazione dall’anno base all’anno

corrente.

P € Y

T = T

Y

T

π=Pt-Pt / Pt

1 1

PERCHÉ SI PREFERISCE L'UTILIZZO DELL'IPC RISPETTO AL DEFLATORE

Il deflatore del Pil e l’IPC offrono un’informazione diversa di ciò che accade a livello generale dei

prezzi nell’economia. l deflatore del PIL misura il livello dei prezzi di tutti i beni e i servizi prodotti

nell’economia, mentre l’IPC (Indice dei prezzi al consumo) misura quelli di tutti i beni e i servizi

acquistati dai consumatori. I beni importati non fanno parte del PIL e, perciò, non vengono rilevati

dal deflatore del PIL. L’IPC assegna peso fisso ai prezzi di beni differenti, mentre il deflatore del PIL

assegna pesi variabili. In altre parole l’IPC è calcolato sulla base di un paniere fisso di beni, mentre

il deflatore del PIL fa variare la composizione del paniere in funzione della variazione della

composizione del PIL. Il valore dell’inflazione calcolato con il deflatore può discordare rispetto a

quello calcolato con IPC. Per questo motivo gli Istituti che studiano l’inflazione, nonostante i

problemi di rappresentatività dell’IPC e dei risultati sfalsati, lo preferiscono al deflatore.

COSA INDICA IL TASSO DI INFLAZIONE

L’nflazione è l’aumento generalizzato dei prezzi. Il tasso d’inflazione rappresenta la velocità di

variazione dei prezzi. Se è positivo vi è un aumento e quindi c’è inflazione, mentre se è negativo vi è

una riduzione e quindi c’è deflazione.

COME SI CALCOLA IPC

L’IPC (Indice dei prezzi al consumo) assegna peso fisso ai prezzi di beni differenti, a differenza

del deflatore del PIL che assegna pesi variabili. In altre parole l’IPC è calcolato sulla base di un

paniere fisso di beni, mentre il deflatore del PIL fa variare la composizione del paniere in funzione

della variazione della composizione del PIL.

COME SI CALCOLA L'INFLAZIONE GRAZIE AL DEFLATORE

L’inflazione può essere calcolata in due modi diversi. Il primo modo è il Deflatore implicito del PIL o

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anche detto semplicemente del PIL. Questo metodo mette in rapporto il PIL nominale con quello

reale di una determinato tempo t. Per questa ragione va a misurare l’inflazione dall’anno base

all’anno corrente.

P € Y

T = T

Y

T

COME SI CALCOLA IL TASSO DI DISOCCUPAZIONE

il tasso di disoccupazione (u )= U/L ovvero DISOCCUPATI(U) / FORZA LAVORO ( L)

Il tasso d’inflazione rappresenta la velocità di variazione dei prezzi. Se è positivo vi è un aumento e

quindi c’è inflazione, mentre se è negativo vi è una riduzione e quindi c’è deflazione. Calcolare il

tasso di disoccupazione è molto difficile, in quanto il disoccupato è colui il quale non lavora ma è

in cerca di occupazione. In passato, per definire il numero dei disoccupati si consideravano le liste

di iscrizione presso i centri per l’impiego, ma non tutti i disoccupati si iscrivevano nelle liste

dunque questo strumento non era affidabile .Negli Stati Uniti e negli altri paesi, per ovviare a

questo problema, vengono fatte delle indagini campionarie(anche queste aleatorie) a base

familiare. Da questo tipo di analisi viene determinato il numero dei disoccupati, cioè persone che

nelle ultime quattro settimane hanno cercato lavoro e non l’hanno trovato. Da qui si determina

anche il numero dei lavoratori scoraggiati. Per capire quanto quest’ultimo fenomeno sia rilevante

per un’economia si calcola grazie al tasso di partecipazione, cioè mettendo in rapporto la forza

lavoro con la popolazione in età lavorativa.

DA COSA È COMPOSTA LA FORZA LAVORO

La forza lavoro è l’insieme degli occupati e dei disoccupati, quindi sono esonerati coloro che non

possono lavorare come le persone sotto i 16 anni e sopra i 65. la forza lavoro L = N + U

QUALI SONO LE PROBLEMATICHE DEL DEFLATORE E DEL IPC

Il deflatore del Pil e l’IPC off

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher albixyo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Macroeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Ciani Scarnicci Manuela.
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