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Set Domande
STORIA MEDIOEVALE
LETTERATURA, LINGUA E CULTURA ITALIANA
2019-2020
Docente: Montecchio Luca
Lezione 001
01. Quando venne emanato l'editto di Caracalla?
212 d.C.
Lezione 005
01. Quando iniziò l’allontanamento dalle città per le classi quali zone dell’impero si rifugiarono?
agiate in
nelle province settentrionali
02. In che periodo chi poteva iniziò a rifugiarsi nelle campagne?
nel secolo III
04. Cosa provocò la nascita dell'imperium Galliarum?
Durante la crisi del III secolo anche la Gallia subì incursioni da parte di Franchi e Alemanni, nel 242, nel 258
e nel 276. La ribellione di Gallia, Britannia e alcune province di Hispania creò una situazione insicurezza e
debolezza da parte dello stato centrale, il generale Postumo approfittando della situazione si
autoproclamò imperatore. Dando vita all’ Imperium Galliarum.
Dopo tre secoli di pace e prosperità sotto il governo imperiale romano, la crisi economica e sociale del III
secolo interessò anche la Gallia, scossa da sporadiche incursioni di barbari (Franchi e Alamanni). Numerose
città per far fronte a tutto ciò furono circondate da mura difensive. Approfittando della
debolezza dell'autorità centrale, il generale Postumo si proclamò imperatore. Dalla ribellione, che
Gallia, le province di Hispania e Britannia, nacque l’Imperium Galliarum
coinvolse, oltre alla
05. Su quale forza militare poteva contare Postumo?
Postumo poteva contare almeno su 10 legioni, e questo non era sufficiente a dare sicurezza al nuovo
imperium, infatti Postumo regnava solo dove soggiornava lasciando il potere delle altre aree ad altri
comandanti militari.
Lezione 007
01. Quali sono le fonti che narrano di Proculo e Bonoso
L’Historia Augusta, Aurelio Vittore ed Eutropio, narrano di Proculo e Bonoso, ribelli che assoldarono e
addestrarono un esercito formato dai cittadini di Lione,(che si erano ribellati a Probo), dai loro contadini
contro l’esercito Imperiale-
e chiunque fosse disposto a ribellarsi e a combattere
02. Come governò Postumo?
Una volta preso il potere, Postumo governò con saggezza tanto che mai tentò di minacciare l’Italia. Era
pienamente consapevole del suo compito di risollevare la Gallia da decenni di disastri. Inoltre, dovette
affrontare i pirati che minacciavano le coste settentrionali della Gallia.
03. Come visse l'usurpazione di Postumo il ceto medio?
Scaricato da Francesco Vasapollo (vasapollof@gmail.com)
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l’elezione imperiale, fu il senato a prendere l’iniziativa il quale elesse il senatore Claudio Tacito, il cui regno
già nell’anno successivo.
si concluse tuttavia
Lezione 010
01. Nella seconda fase della bacauda dove si combattè?
In Britannia e Gallia
02. Come il cristiano intendeva la Natura?
L’ambiente però viene visto come totalmente distinto da Dio e, pertanto, dissacrato
03. Cosa sono le bacaudae?
Rivolte contadine organizzate e eseguite dai domini
04. Quante fasi della bacauda si contano?
Due. La prima nel secolo III e la seconda nel V
05. Chi inviò Diocleziano per sconfiggere i bacaudae?
Massimiano
06. I padri della chiesa di quale cultura erano impregnati?
di cultura romana
07. Quali le difficoltà dello storico dell'inquadrare il fenomeno bacaudico?
Le guerre bagaudiche furono un insieme di campagne militari e rivolte che videro contrapposti l'Impero
romano e bande di ribelli che esercitavano continue azioni di guerriglia e di brigantaggio allo scopo di
ottenere l'indipendenza dalla declinante autorità del governo centrale, reso estremamente impopolare
dalla pesante tassazione. Le guerre e le rivolte bagaudiche si svolsero nel periodo della decadenza
dell'Impero Romano e sono scarsamente documentate dai cronisti, visto la poca gloria che derivava dallo
sconfiggere questi rivoltosi. La principale fonte è l'Historia Augusta, che è però, piuttosto inaffidabile e
partigiana. Sulle prime guerre, grazie al fatto che furono teatro di importanti avvenimenti in Gallia nei
quali i bagaudi vennero coinvolti, siamo più informati rispetto alle altre fonti. Dall'Historia Augusta
sappiamo, ad esempio, che le prime campagne militari si svolsero nei passi alpini e nella Gallia del Sud, e
che videro coinvolti l'imperatore Probo e gli usurpatori Bonoso e Proculo. Per le campagne di
Massimiano e di Costanzo Cloro abbiamo inoltre un panegirico anonimo per il primo e l'opera di Eusebio
di Cesarea per il secondo. Scaricato da Francesco Vasapollo (vasapollof@gmail.com)
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Più che il nome dei rivoltosi è noto che tra il 282 e il 285
10. Quali i protagonisti della prima bacauda?
ebbero inizio le prime le prime bacaude delle quali, protagonisti furono: rusticani, nobiles, latrines e
servi.
11. Come si svolsero i fatti della prima bacauda? Nelle campagne della provincia gallica, verso la fine del
III° secolo, si verificarono movimenti di rivolta contro l’iniquità della tassazione.
Lezione 011
01. Chi potrebbe aver avuto interesse ad appoggiare i rivoltosi Erano appoggiati dai nobiles
bacaudae?
rurali, la nobiltà delle campagne Galliche che guidavano “le bande bacaudiche”.
02. Cosa racconta Salviano di Marsiglia a proposito dei bacaudae?
Salviano afferma che gli schiavi partecipavano alle bacaude, ma non furono loro a ribellarsi. La ribellione
invece, viene attribuita ai nobiles e ai loro sottoposti, esasperati dalla tassazione iniqua. Alcuni autori
antichi trattarono l’argomento delle rivolte bacaudiche. Tra di loro, va sicuramente ricordato il presbitero
di Marsiglia, Salviano. In maniera particolare tale autore è molto importante non solo per le informazioni
ma anche per la sua personale idea sull’avvenimento storico. Nel caso dei bacaudae si può senz’altro
parlare di partecipazione di servi, ma non si può ammettere che furono loro a ribellarsi, né loro aguidare
la sedizione. La bacauda, quindi, non può essere equiparata alle ribellioni di epoca
tardorepubblicana. Illuminante è il discorso inerente i nobiles di cui parla Salviano. Egli parla
esplicitamente di nobiles esasperati da una tassazione iniqua, aggiungendo ad essi i loro sottoposti,
ciò va ulteriormente a confermare l’ipotesi secondo la
disperati per il medesimo motivo. Tutto
quale i rivoltosi bacaudae erano certamente appoggiati dai nobiles rurali perché, in caso contrario,
non si sarebbero potuti muovere agilmente e senza apparenti danni, in territorio a loro ostile o loro
indifferente.
Lezione 012
01. Da dove provenivano spesso molti briganti?
dalle file dell'esercito
02. Infine Roma sconfisse i briganti?
mai essendo un fenomeno insito nella società
03. Da cosa veniva certificata la frequenza degli assalti dei latrones?
da epitaffi ed epigrafi che testimoniano quei fatti
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04. Chi sostenne Carausio nel suo allontanarsi da Roma?
la cavalleria britanna
05. Il banditismo come veniva considerato dai Romani?
alla stregua di una calamità naturale
06. Le azioni dei briganti cosa minacciavano?
i commerci
07. In che periodo i briganti poterono agire pressocché indisturbati?
durante le guerre civili
08. In cosa Carausio non ebbe scelta?
nell'imporsi quale imperatore
09. La chiesa tardo antica giustificava i misfatti quando c’era manifesta povertà?
mai
10. Essere chiamato era un insulto per un romano?
latro
si, un insulto grave
11. Chi fu Carausio?
Carusio fu protagonista di una ribellione paragonabile a quelle bacaudiche. Fu nominato da Massimiano e
fu preposto parandae classi ac propulsandis Germanis maria infestantibus e si trovò a combattere i
bacaudae. Attraversò la Gallia per inseguire i rivoltosi e contrastare Burgundi Alamanni, Franchi, Caiboni
ed Eruli che volevano invadere il territorio romano. Carausio accumunato alle bacaude, governò per sette
Di umili origini si era
anni, venne assassinato nel 293 dal suo tesoriere, Alletto, che prese il suo posto.
distinto durante la campagna militare condotta dall'imperatore Massimiano contro i Bagaudi nel 286.
Divenne poi comandante della classis britannica, che pattugliava la Manica, col compito di ripulirla dai
pirati franchi e sassoni, che devastavano la costa dell'Armorica e quella della Gallia Belgica. Ma
Massimiano, sospettando che Carausio fosse sceso a patti con loro, ordinò la sua eliminazione. Avendo
saputo ciò, nel tardo 286 o agli inizi del 287, Carausio si autoproclamò imperatore della Britannia e della
Gallia settentrionale. Oltre ad essere un eccellente stratega, Carausio si rivela anche un ottimo politico. I
Britanni lo accolgono come un liberatore. I Galli lo preferiscono al brutale Massimiano. I Franchi smettono
di molestare le frontiere, arruolandosi in massa nel suo esercito. I Caledoni della lontana
Scozia intrattengono relazioni amichevoli con l’usurpatore. Per difendersi dai romani e quindi per resistere
loro, approfittò di quei Sassoni che aveva arruolato proprio per contrastare, in precedenza, la pirateria
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franca e sassone. Egli, in tal modo, si trovò tra le sue fila esperti marina e combattenti coraggiosi. Questo
stato dicose continuò fino al 293, quando Costanzo Cloro, divenuto Cesare d'Occidente, marciò in Gallia.
Isolò Carausio assediando il porto di Bononia e invadendo la Batavia (delta del Reno), così da assicurarsi le
spalle da possibili attacchi degli alleati franchi di Carausio. Ma decise di non tentare una nuova invasione
della Britannia, finché non avesse costruito una flotta adeguata. Ma in quello stesso anno, il tesoriere di
Carausio, Allecto, assassinò l'usurpatore, prendendone il posto.
12. Di cosa venne accusato Carausio dai suoi detrattori?
Aurelio Vittore e Eutropio su Carausio mettono in evidenza uno spiacevole episodio: Carausio pur avendo
ottenuto numerosi successi contro i pirati venne accusato dai suoi detrattori di essere colluso con gli stessi
pirati ed essersi accordato con loro per trattenere una parte del bottino recuperato. Le voci dei detrattori
trovano conferma nel fatto che nel 286 Carausio venne condannato a morte da Massimiano. Si salvò con
un’azione fulminea proclamandosi imperatore: per gli storici Eutropio e Orosio il comandante Carausio non
avrebbe avuto altra scelta se non quella di proclamarsi imperatore.
13. Chi appoggiò Carausio e perché?
Per difendersi dai romani Carausio si servi di un esercito di Sassoni che egli stesso aveva arruolato
beneficiando quindi tra le sue fila esperti marinai e combattenti coraggiosi. Lo storico Snyder ci illumina a
tal proposito: in un periodo come quello sul finire del III secolo dopo anni di situazioni devastanti per la
regione dell’impero da esso ma mantenendo le istituzioni
pars Occidentale Carausio tentò di separare una
statali. Venne appoggiato dalle truppe britanniche che sostenevano il regime del nuovo imperatore nel
ricordo attraente dell’indipendenza da Roma. Il motivo è che alcune zone dell’impero erano in secondo
piano rispetto alle altre e perciò erano ambiziose nel non sentirsi più considerate periferiche
ma fondamentali. Carausio, generale ambizioso e capace riuscì ad ottenere il pieno sostegno dei Britanno
Romani, i nobiles.
Lezione 013
01. Quanto durò la rivolta di Carausio e perché la durata fu tale?
La rivolta di Carausio in Britannia ossia la secessione da Roma, durò complessivamente dieci anni, divisa
in due fasi. Nella prima fase durata sette anni Carausio si nominò imperatore, nella seconda fase il
tesoriere dei secessionisti Alletto dopo aver ucciso Carausio governò tre anni per poi capitolare al
cospetto deidue corpi di spedizione militare capeggiati da Asclepiodoto e Costanzo Cloro che vinsero sui
ribellia Londinium. La Britannia dunque resistette per ben dieci anni, un periodo lungo, sognando di
potersi separare da Roma con la ribellione bacaudica. Il gruppo della rivolta venne capeggiato da
maggiorenti che in sordina guidarono i soldati contro una madrepatria che dimostrò disinteresse verso
la Britannia. Una rivolta che riuscì a resistere un decennio.
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02. Chi tradì Carausio e per fare cosa? Tornare tra le braccia dell'Urbe?
Carusio fu tradito una prima volta nel, 286 dal suo mentore Massimiano il quale credeva che Carausio si
fosse messo d’accordo con Pirati, Franchi e Sassoni. Massimiano prese la decisione di ucciderlo, i cui motivi
sono storicamente sconosciuti. L'Historia Augusta afferma che fosse per la sua abitudine di prendere per
sé il bottino dei pirati, o forse anche per essere addirittura d'accordo con essi, anche se non è improbabile
che Massimiano abbia voluto sbarazzarsi di un personaggio ingombrante qual era appunto Carausio. In
ogni modo, il comandante sfuggì all'attentato e tornò in Britannia dove si dichiarò Augusto.
Lezione 016
01. Chi e perché contrastò, secondo le fonti a nostra disposizione, la legio tebea?
Nel secolo IV esistevano legioni di tebani d’Egitto arruolate nell’esercito romano, la Maggior parte di essi
professava il cristianesimo, in quel periodo era venuta meno la volontà politica di perseguitare i cristiani
se essi mostravano di essere dei buoni cittadini. Massimiano contrastò e sterminò, ad Octodurum, dove
all’ordine di perseguitare ed uccidere alcune popolazioni
La legio tebea si era accampata, perché si ribellò
del Vallese convertite al cristianesimo.
02. Raccontare in modo sintetico le vicende della legione tebea
Nel secolo IV esistevano legioni di tebani d’egitto arruolate nell’esercito romano, la
maggiorparte di essi professava il cristianesimo, in quel periodo era venuta meno la volontà
politica di perseguitare i cristiani se essi mostravano di essere dei buoni cittadini.Massimiano
contrastò e sterminò, ad Octodurum, dove La legio tebea si era accampata, perché si ribellò
all’ordine di perseguitare ed uccidere alcune popolazioni del Vallese convertite al
cristianesimo.
Lezione 017
01. Quale imperatore fece divenire il cristianesimo religione di stato?
Teodosio
02. Il furto come veniva considerato inizialmente dalla Chiesa?
un peccato mortale Scaricato da Francesco Vasapollo (vasapollof@gmail.com)
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03. Chi fu l’ultimo imperatore dell’impero di Occidente?
Romolo Augustolo
04. Chi fu a stabilire la Tetrarchia?
Diocleziano
05. Con quali imperatori l’Occidente e l’Oriente si divisero definitivamente?
con Diocleziano e Massimiano
06. Agostino di Ippona come si poneva di fronte al furto?
in una posizione di condanna da mitigare in presenza di volontà di redenzione
07. Che città fondò Costantino o meglio rifondò?
Bisanzio
08. Chi fu l’acerrimo rivale di Costantino?
Massenzio
09. Quale imperatore romano ammise anche il dio cristiano nel romano?
Pantheon
Teodosio
10. Quale imperatore impose un ritorno al paganesimo?
Giuliano l'Apostata
11. Come mai Costantino decise di costruire una seconda Roma?
Nel 324 Costantino decise di trasformare la vecchia Bisanzio, nella “nuova così fu infatti
Roma”
di costruzione rispecchiava l’antica, influì pure la posizione strategica, al
Anche la tipologia Boforo, a nord dalCorno d’oro, a sud dal Mar di
confine tra due continenti, bagnata ad est dal
Marmara ed accessibile da un solo lato per via terra, divenne ben presto il più importante polo
commerciale. Per circa un millennio Costantinopoli fu la capitale politica, economica e militare
dell’impero Bizantino, il suo centro spirituale religioso; la civiltà romana penetrò in Costantinopoli in
maniera tale che quando Roma cadde la stessa divenne una seconda Roma.
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Giuliano ebbe un atteggiamento di tolleranza per tutti i culti, mantenendo un apparente devozione
per la confessione cristiana, perché era consapevole del fatto che non era il momento per lui di
crearsi nuovi nemici.
sia allo studio dei classici sia alla fede cristiana. Ma l’amore per la cultura degli
Giuliano fu educato
ebbe il sopravvento sull’educazione religiosa e Giuliano ripudiò il cristianesimo. Colpevole di
antichi
apostasia (dalgreco apostasía, ribellione), cioè per aver pubblicamente rinnegato la fede
cristiana, l’imperatore venne l’Apostata, nome con cui è
chiamato dalle fonti cristiane Giuliano
Giuliano l’Apostata concepì il sogno di restaurare il
passato alla storia. Diventato imperatore, Cominciò con l’abolire tutte le leggi che
paganesimo, riportandolo agli antichi splendori.
limitavano la libertà dei culti pagani. Ristabilì quindi i riti tradizionali, fece costruire e restaurare i
templi, scelse i governatori e i ministri tra individui di fede pagana e di alta cultura, abolì i privilegi
concessi da Costantino alla Chiesa, scrisse libelli anticristiani, protesse la religione giudaica, proibì ai
professori cristiani d’insegnare le lettere classiche, ma non fu intrapresa nessuna sistematica
persecuzione. Giuliano era infatti convinto che gli insegnanti pubblici dovessero distinguersi innanzi
tutto per moralità e poi per capacità professionale. Il cristianesimo era per lui amorale perché non
rispettava i principi su cui si fondava la grandezza di Roma. Nel contempo Giuliano dimostra grande
tolleranza, preoccupandosi spesso di controllare che non venga fatta violenza ai cristiani nelle
province dell’impero. Giuliano chiarisce più volte il suo desiderio di lasciare ai cristiani libertà di
coscienza, fino ad eso
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