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La nascita dell'imperium Galliarum

Cosa provocò la nascita dell'imperium Galliarum? Durante la crisi del III secolo, anche la Gallia subì incursioni da parte di Franchi e Alemanni, nel 242, nel 258 e nel 276. La ribellione di Gallia, Britannia e alcune province di Hispania creò una situazione di insicurezza e debolezza da parte dello stato centrale. Il generale Postumo approfittando della situazione si autoproclamò imperatore, dando vita all'Imperium Galliarum.

Dopo tre secoli di pace e prosperità sotto il governo imperiale romano, la crisi economica e sociale del III secolo interessò anche la Gallia, scossa da sporadiche incursioni di barbari (Franchi e Alamanni). Numerose città, per far fronte a tutto ciò, furono circondate da mura difensive. Approfittando della debolezza dell'autorità centrale, il generale Postumo si proclamò imperatore. Dalla ribellione, che coinvolse, oltre alla Gallia, le province di Hispania e Britannia, nacque l'Imperium Galliarum.

Forza militare di Postumo

Su quale forza militare poteva contare Postumo? Postumo poteva contare almeno su 10 legioni, e questo non era sufficiente a dare sicurezza al nuovo imperium. Infatti, Postumo regnava solo dove soggiornava, lasciando il potere delle altre aree ad altri comandanti militari.

Fonti su Proculo e Bonoso

Quali sono le fonti che narrano di Proculo e Bonoso? L'Historia Augusta, Aurelio Vittore ed Eutropio narrano di Proculo e Bonoso, ribelli che assoldarono e addestrarono un esercito formato dai cittadini di Lione, che si erano ribellati a Probo, dai loro contadini e chiunque fosse disposto a ribellarsi e a combattere contro l'esercito Imperiale.

Governo di Postumo

Come governò Postumo? Una volta preso il potere, Postumo governò con saggezza, tanto che mai tentò di minacciare l'Italia. Era pienamente consapevole del suo compito di risollevare la Gallia da decenni di disastri. Inoltre, dovette affrontare i pirati che minacciavano le coste settentrionali della Gallia.

Percezione del ceto medio

Come visse l'usurpazione di Postumo il ceto medio? L'usurpazione venne vista come una fortuna, mentre non fu affatto considerata, da chi non aveva voce in capitolo nella vita della res publica. Un sostanziale miglioramento delle condizioni sotto Postumo, fu interpretato in modo significativo dai gallo romani. Postumo regnò pochi anni, ma la sua azione rimase nell'elementi dei suoi sudditi. Con lui essi avevano trovato qualcuno in grado di risollevare le sorti di province depresse economicamente e moralmente.

Origine di Proculo e Bonoso

Quale l'origine di Proculo e Bonoso? Fonti non del tutto attendibili trovano origine nell'Historia Augusta: Proculo nato nelle Alpi Marittime, Albinguani, nonostante i suoi avi fossero briganti e da loro proveniva parte delle sue ricchezze, lui era un nobile, e quando ebbe l'incarico di imperatore poteva contare su un esercito personale di duemila schiavi e, pur avendo propensione al brigantaggio, compì coraggiose gesta come militare. Bonoso invece di madre Gallica viveva in Hispania, uomo di discreta cultura e di esperienze militari non inferiori a quelle di Proculo. Infatti, scoppiata la rivolta di Proculo e Bonoso, fu necessario l'intervento di Probo per porre fine alla stessa.

Vittorie di Aureliano

Quali furono le grandi vittorie di Aureliano? Sconfisse gli Alemanni che erano giunti a Fano, ricompose l'unità dell'impero e contribuì al superamento della grave crisi del III secolo. Frenò una serie di invasioni da parte dei barbari, in particolare quella degli Alemanni che si erano spinti fino a Fano; respinse i Goti oltre il Danubio pur dovendo abbandonare la Dacia. Ricompose l'unità dell'Impero, che rischiava di frantumarsi in tre parti tra loro ostili, sottomettendo Zenobia Regina di Palmira che aveva disconosciuto la sovranità romana. Riaffermata l'autorità imperiale anche in Egitto, passò in Gallia e sgominò le legioni di Esuvio Tetrico ai Campi Catalauni. Malgrado la brevità del suo regno, riuscì a portare a termine dei compiti decisivi affinché l'Impero romano superasse la grave crisi del terzo secolo.

Costruzione della cinta muraria

Chi fu, sul finire del secolo III d.C., a volere costruire una nuova cinta muraria intorno all'Urbe e perché? Fu l'Imperatore Aureliano che fece costruire le mura intorno alle città tra cui Roma, per proteggerle dall'assedio dei barbari. L'imperatore Aureliano ritenne opportuna la costruzione di una cinta muraria intorno alle città italiche fra cui Roma (mura aureliane). Infatti, anche a seguito dei disordini del secolo III, iniziavano a penetrare persino nella penisola italiana orde di barbari pronte a devastare le ricche città italiche. Roma non si sarebbe certo potuta permettere di venire sottoposta ad un assedio perché da tempo immemore non aveva mura. L'impresa comportò cinque anni di lavoro ininterrotto e ingenti spese, ma ciò che ne scaturì fu un capolavoro di ingegneria militare: lunga quasi 19 km in opera laterizia.

Periodo di Aureliano

Descrivere a grandi linee il periodo di Aureliano. Una volta Imperatore, Aureliano sconfisse barbari, ribelli ed usurpatori, ristabilendo l'ordine e diede all'Impero un modello asiatico, fece costruire le mura di cinta a Roma che portano il suo nome. Aureliano poté attuare la sua opera di riunificazione dell'Impero, ma dovette ancora affrontare alcune irruzioni di barbari tra cui Marcomanni e Alemanni, che si erano spinti fin nell'Italia Centrale. Questi furono fermati al Metauro e sterminati presso Pavia; valutando poi il pericolo che allora parve incombere sulla stessa Roma, Aureliano iniziò la costruzione di una nuova cinta di mura, le Mura Aureliane, in gran parte ancora esistenti. Vero impegno d'onore fu per lui quello di ricostruire l'unità dell'Impero, allora diviso in tre parti: nel centro l'Italia, l'Africa e la Balcania con Roma capitale. Aureliano tentò anche di porre rimedio alla crisi monetaria, reprimendo duramente i conseguenti disordini verificatisi a Roma. Nel corso del 275 d.C. rimase però vittima di una banale congiura, ordinata da un semplice funzionario accusato di corruzione. Dopo la sua morte, cosa straordinaria per tempi in cui era sempre l'esercito a decidere l'elezione imperiale, fu il senato a prendere l'iniziativa il quale elesse il senatore Claudio Tacito, il cui regno si concluse tuttavia già nell'anno successivo.

Difficoltà dello storico nell'inquadrare il fenomeno bacaudico

Quali le difficoltà dello storico dell'inquadrare il fenomeno bacaudico? Le guerre bagaudiche furono un insieme di campagne militari e rivolte che videro contrapposti l'Impero romano e bande di ribelli che esercitavano continue azioni di guerriglia e di brigantaggio allo scopo di ottenere l'indipendenza dalla declinante autorità del governo centrale, reso estremamente impopolare dalla pesante tassazione. Le guerre e le rivolte bagaudiche si svolsero nel periodo della decadenza dell'Impero Romano e sono scarsamente documentate dai cronisti, vista la poca gloria che derivava dallo sconfiggere questi rivoltosi. La principale fonte è l'Historia Augusta, che è però, piuttosto inaffidabile e partigiana. Sulle prime guerre, grazie al fatto che furono teatro di importanti avvenimenti in Gallia nei quali i bagaudi vennero coinvolti, siamo più informati rispetto alle altre fonti. Dall'Historia Augusta sappiamo, ad esempio, che le prime campagne militari si svolsero nei passi alpini e nella Gallia del Sud, e che videro coinvolti l'imperatore Probo e gli usurpatori Bonoso e Proculo. Per le campagne di Massimiano e di Costanzo Cloro abbiamo inoltre un panegirico anonimo per il primo e l'opera di Eusebio di Cesarea per il secondo.

Testimonianza di Salviano di Marsiglia

Cosa racconta Salviano di Marsiglia a proposito dei bacaudae? Salviano afferma che gli schiavi partecipavano alle bacaude, ma non furono loro a ribellarsi. La ribellione invece, viene attribuita ai nobiles e ai loro sottoposti, esasperati dalla tassazione iniqua. Alcuni autori antichi trattarono l'argomento delle rivolte bacaudiche. Tra di loro, va sicuramente ricordato il presbitero di Marsiglia, Salviano. In maniera particolare tale autore è molto importante non solo per le informazioni ma anche per la sua personale idea sull'avvenimento storico. Nel caso dei bacaudae si può senz'altro parlare di partecipazione di servi, ma non si può ammettere che furono loro a ribellarsi, né loro a guidare la sedizione. La bacauda, quindi, non può essere equiparata alle ribellioni di epoca tardo repubblicana. Illuminante è il discorso inerente i nobiles di cui parla Salviano. Egli parla esplicitamente di nobiles esasperati da una tassazione iniqua, aggiungendo ad essi i loro sottoposti, disperati per il medesimo motivo. Tutto ciò va ulteriormente a confermare l'ipotesi secondo la quale i rivoltosi bacaudae erano certamente appoggiati dai nobiles rurali perché, in caso contrario, non si sarebbero potuti muovere agilmente e senza apparenti danni, in territorio a loro ostile o loro indifferente.

Chi fu Carausio?

Carausio fu protagonista di una ribellione paragonabile a quelle bacaudiche. Fu nominato da Massimiano e fu preposto parandae classi ac propulsandis Germanis maria infestantibus e si trovò a combattere i bacaudae. Attraversò la Gallia per inseguire i rivoltosi e contrastare Burgundi Alamanni, Franchi, Caiboni ed Eruli che volevano invadere il territorio romano. Carausio accumunato alle bacaude, governò per sette anni, venne assassinato nel 293 dal suo tesoriere, Alletto, che prese il suo posto. Di umili origini si era distinto durante la campagna militare condotta dall'imperatore Massimiano contro i Bagaudi nel 286. Divenne poi comandante della classis britannica, che pattugliava la Manica, col compito di ripulirla dai pirati franchi e sassoni, che devastavano la costa dell'Armorica e quella della Gallia Belgica. Ma Massimiano, sospettando che Carausio fosse sceso a patti con loro, ordinò la sua eliminazione.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-STO/01 Storia medievale

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