Risposte aperte paniere MMET
Pag. 9 N° 09 (Lez. 4)
Descrivere e riportare un grafico nel dominio del tempo di un segnale periodico, di
un segnale transitorio e di un segnale casuale
1) Segnale periodico
Un segnale periodico è un particolare tipo di segnale deterministico che si manifesta
identico dopo ogni intervallo di tempo T= 1/f detto periodo (dove f è la frequenza). Un
esempio di segnale periodico è il segnale sinusoidale esprimibile mediante la seguente
espressione analitica:
x(t)= A*sen(ωt+α)= A*sen(2πft+α).
I principali parametri che la costituiscono sono i seguenti:
- il periodo T [s] nel quale la funzione assume tutti i suoi possibili valori;
- la frequenza f= 1/T [Hz] che indica il numero di periodi al secondo;
- il valore massimo A assunto dalla grandezza (Ampiezza dell’onda sinusoidale);
il valore efficace RMS (Root Mean Square) A = A =A/√2;
- eff RMS
- la pulsazione ω= 2πf [rad/s] che indica la velocità angolare del vettore corrispondente alla
grandezza sinusoidale;
l’angolo di fase α [rad] che indica l’angolo iniziale di fase all’istante t = 0.
- 0
2) Segnale transitorio
Un segnale transitorio è un particolare tipo di segnale deterministico che si manifesta in un
certo intervallo di tempo limitato, passato il quale si esaurisce. Un esempio di segnale
transitorio è il segnale impulsivo Delta di Dirac: 1
3) Segnale casuale
Un segnale casuale o stocastico od aleatorio è un segnale che non può essere definito
analiticamente in modo deterministico ma può soltanto essere previsto per mezzo della
statistica/probabilità, in termini della sua evoluzione, basandosi sulla sua evoluzione
passata.
Un esempio di segnale aleatorio stazionario (ovvero le cui caratteristiche statistiche come
media e varianza non variano nel tempo) è il rumore generato dalla pioggia: 2
Pag. 11 N° 09 (Lez. 5)
Descrivere i principali descrittori statistici dei segnali nel dominio del tempo (valor
medio, RMS, funzione di distribuzione dell'ampiezza)
Valor medio V : Il valor medio di un segnale equivale alla somma dei valori assunti dal
m
segnale su tutto il tempo di acquisizione, ovvero in termini matematici equivale al
seguente limite: T
1 (t)
q dt
(t)
V = q- = lim
m l i
T
T→ oo o
Valore efficace V o valore RMS V (Root Mean Square= Radice Quadratica Media): Il
eff RMS
valore efficace RMS di un segnale è il valore che avrebbe un segnale costante di pari
potenza media. In termini analitici equivale alla radice quadrata del valor medio del
quadrato del segnale, ossia: T
1
2 (q 2
(t)) dt
= q- (t) = lim
V = V = q (t)
eff RMS i RMS l i
T
T→ oo o
Funzione distribuzione dell’ampiezza W(q ) (o Funzione Densità di Probabilità FDP): La
i
Funzione Densità di Probabilità FDP descrive la probabilità che una certa variabile
d’ingresso q (t) assuma un valore all’interno di un intervallo Δq (t), ovvero in termini
i i
matematici: ∑ ∆t i
lim
]
P[q , q + ∆q T
(q )
FDP = W = lim il il i T→ o o
l i = lim
∆q ∆q
∆q →o ∆q →o
i i
i i
Dove rappresenta il tempo totale in cui q (t) si trova nella banda Δq durante
∑ ∆t i i
i
l’intervallo di tempo T.
La probabilità dunque che q (t) cada tra q e q varrà dunque:
i i1 i2
q i2 (q )
p = W dq
l i i
q il 3
Pag. 11 N° 10 (Lez. 5)
Descrivere la funzione di autocorrelazione e disegnarne il grafico
La funzione di autocorrelazione R(τ) di un segnale fornisce una misura di quanto un segnale
si assomigli con se stesso dopo un tempo τ. In altre parole il segnale all'istante t viene
confrontato con un altro valore dello stesso segnale ritardato di una quantità τ (senza tale
ritardo il segnale è logicamente uguale) per verificare quanto si somigli (più precisamente
quanto si correli) all'avanzare del tempo. Possiamo dedurre che se un segnale varia
lentamente nel tempo, il valore degli istanti x(t) e x(t+τ) sarà pressoché simile
(l'autocorrelazione avrà segno positivo), mentre se varia rapidamente, il valore in tali
istanti sarà molto diverso e l'autocorrelazione assume un valore prossimo allo zero. In
termini matematici si può dunque scrivere che:
T
1 (t) (t
R(τ) = lim q ∗ q + τ) dt
i i
T
T→ oo o
Tale funzione è una funzione pari e ci permette quindi di valutare la periodicità e
pseudoperiodicità di un segnale. 4
Pag. 13 N° 10 (Lez. 6)
Rappresentare graficamente un segnale sinusoidale nel dominio del tempo e nel
dominio della frequenza riportandone ampiezza e fase
Dato ad esempio il segnale in tensione sinusoidale:
v(t)= A*sen(ω t)= A*sen(2πf t)= 2*sen(2π20t)
0 0 2
di ampiezza A= 2V, frequenza fondamentale f = 20Hz, pulsazione fondamentale ω = πf t e
0 0 0
periodo T= 1/f = 1/20= 0,05s, esso è rappresentabile nel dominio del tempo come segue:
0
E dunque nel dominio della frequenza, in termini di ampiezza e fase, come di seguito:
da cui si può notare che i grafici costano di un
picco di ampiezza 2V alla frequenza di 20Hz ed un
picco di ampiezza π/2rad alla stessa frequenza,
rispettivamente per il grafico dell’ampiezza e della
fase. 5
Pag. 14 N° 07 (Lez. 7)
Descrivere il fenomeno del campionamento del segnale, il teorema del
campionamento e il problema dell'aliasing che si genera se il teorema non viene
rispettato
Il campionamento è una tecnica utilizzata per convertire un segnale x(t) continuo nel
tempo in un segnale discreto x[n], valutandone l'ampiezza ad intervalli temporali
equispaziati.
Supponiamo ad esempio di voler digitalizzare il seguente segnale sinusoidale:
v(t)= A*sen(ω t)= A*sen(2πf t)= 2*sen(2π20t)
0 0
di ampiezza A= 2V e frequenza fondamentale f = 20Hz.
0
Campionandolo ad una determinata frequenza f di campionamento per un tempo di
C
acquisizione T , si otterrà quindi una sequenza v[n] costituita da N= f *T = T /t
acq C acq acq C
campioni equispaziati temporalmente di un tempo t = 1/f detto di campionamento.
C C
La risoluzione in frequenza di tale processo di campionamento sarà inoltre Δf= 1/T = f /N.
acq C
Ma tale sequenza discreta x[n] sarà utile a ricostruire il segnale tempo-continuo v(t)?
La sequenza x[n] sarà utile solo se la scelta della frequenza di campionamento f soddisfa il
C
teorema del campionamento, ossia:
il teorema del campionamento di Shannon-Nyquist afferma che un segnale
tempo-continuo x(t) può essere ricostruito esattamente dalla sequenza x[n] dei suoi
campioni se la frequenza di campionamento f è maggiore del doppio della frequenza
C
massima f del segnale x(t), ossia:
MAX
> < /2=
f 2*f od analogamente f f f
C MAX MAX C Ny
dove è detta frequenza di Nyquist.
f
Ny
Per cui nel nostro caso, se scegliessimo f > 2*f = 2*20= 40Hz, il teorema appena enunciato
C 0
sarà soddisfatto. viene invece scelta al di sotto del doppio di f , ci si
Se la frequenza di campionamento f
C 0
imbatterebbe nel problema dell’aliasing.
Il problema dell’aliasing in frequenza nel campionamento di un segnale tempo-continuo
x(t) si verifica allorquando non si rispetta appunto il teorema del campionamento ossia
quando si campiona il segnale con una frequenza di campionamento f < 2*f : in questo
C MAX
caso mediante la sequenza generata x[n] non sarà possibile ricostruire il segnale x(t). In
generale per non imbattere in tal problema si cercherà dunque di campionare sempre ad
una frequenza in linea col teorema del campionamento od ancor meglio superiore ad un
10% in più rispetto a 2*f , ed inoltre prima di campionare il segnale x(t) si provvederà a
MAX
filtrarlo mediante un filtro passa-basso che taglierà le componenti spettrali indesiderate
che escono fuori dalla banda di x(t). 6
Pag. 14 N° 08 (Lez. 7)
Descrivere la differenza tra Digital Fourier Transform e Fast Fourier Transform
Nell’implementazione pratica della DFT (Discrete Fourier Transform):
Per ottenere N componenti in frequenza a partire da N campioni sono necessari N 2
operazioni di numeri complessi.
Per facilitare il calcolo, si implementa la trasformata di Fourier su un calcolatore, usando la
FFT (Fast Fourier Transform), il quale algoritmo più utilizzato è quello di Cooley-Tukey, che
utilizza soltanto N*log N operazioni (moltiplicazioni); unica condizione necessaria è che N
2
deve essere una potenza di 2.
Pag. 17 N° 18 (Lez. 8)
Descrivere la procedura per la stima dell'incertezza di tipo A mediante misure
ripetute e dell'incertezza estesa
Stima dell’incertezza di tipo A
1) Si effettua un numero n di misure ottenendo così un campione di misure;
2) Si calcola la media aritmetica tra i valori assunti dagli n elementi:
n
∑ x
i
l
i=
µ = m = n
3) Quindi si procede col calcolare la deviazione standard che rappresenta l’indice
dell’incertezza della misura:
n (x
∑ 2
− µ)
a = i
i=l
n − 1
4) Si può dunque stimare l’incertezza di tipo A calcolando la deviazione standard della
media: a
a(m) = √n
ovvero all’aumentare delle misure n, l’incertezza di tipo A diminuisce in quanto n si
avvicina all’universo (N), mentre al diminuire della deviazione standard diminuisce anche
tale incertezza. 7
Stima dell’incertezza estesa
1) Si effettua un numero n di misure ottenendo così un campione di misure;
2) Si stima la Funzione Densità di Probabilità:
f %
z = f(x) = lim ∆x
∆x→o
3) Si calcola la media aritmetica tra i valori assunti dagli n elementi:
n
∑ x
i
l
i=
µ = m = n
3) Quindi si procede col calcolare la deviazione standard che rappresenta l’indice
dell’incertezza della misura:
n
∑ (x 2
− µ)
a = i
i=l
n − 1
4) Si può dunque stimare l’incertezza estesa come:
I: = k ∗ a = 3a
Con k fattore di copertura che dipende dal grado di confidenza della distribuzione che, se
gaussiana, vale k= 1 per grado di confidenza del 68,3%, k= 2 per 95,5% e k= 3 per 99,7%;
5) Il valore della misura sarà dato quindi nella seguente forma:
X = µ ± 3a
N.B. Nelle applicazioni industriali e commerciali si preferisce usare l’incertezza estesa per
dare un intervallo all’interno del quale ci si aspetta sia compresa la maggior parte della
distribuzione dei valori assunti dal misurando. 8
Pag. 18 N° 03 (Lez. 9)
Descrivere la procedura di taratura statica per la determinazione della curva di
taratura mediante la regressione ai minimi quadrati e definire le caratteristiche
che permette di determinare oltre i parametri che rappresentano la retta di
taratura
La taratura statistica è un processo di taratura che viene eseguito variando solo l’ingresso
che si vuol studiare in maniera quasi statica (e mantenendo costanti gli altri) e misurando
quindi l’uscita dello strumento, il tutto all’interno di un ambiente controllato. I valori che
assume l’ingresso in esame devono essere ben noti oppure controllati con uno strumento
con accuratezza almeno di un ordine di grandezza superiore allo strumento da tarare.
Mediante taratura statica si determina la sensibilità statica dello strumento o coefficiente
di taratura, la linearità, l’accuratezza e la sensibilità ai disturbi.
La procedura di taratura statica consiste per grandi linee nei seguenti punti:
1) Si sollecita lo strumento di misura da tarare con N valori d’ingresso diversi e si misurano
sia tali valori sia la risposta in uscita allo strumento;
2) Si riportano tali coppie di valori in un diagramma cartesiano: sull’asse x vanno gli N
ingressi q , mentre sulle y vanno le N uscite q .
I O
3) Ciò che ci interessa calcolare in primis è dunque la curva di taratura, ovvero quella
funzione che approssima meglio la distribuzione dei valori. Se quindi tale funzione può
essere assunta come una retta, si potrà calcolare la sua espressione matematica mediante
la tecnica della regressione ai minimi quadrati ottenendo così la retta dei minimi quadrati
q = m*q +b.
O_rett I
Questa tecnica si basa sul seguente postulato:
il valore più probabile x di una quantità misurata è tale che la somma dei quadrati delle
deviazioni delle misure da questo valore sia minimo, ovvero si tende a minimizzare la
N 2
somma degli scarti quadratici .
∑ (x )
− x i
i=
l
4) Si calcola dunque il coefficiente m, detto sensibilità, mediante la relazione:
∑ ∑ ∑
N ∗ q q − q ∗ q
i I O I O
m = 2 )
∑ (∑ 2
N ∗ q − q I
I
5) Si calcola pure il coefficiente b mediante la seguente relazione:
2
∑ ∑ (∑ ) ∑
q ∗ q − q ∗ q ∗ q
O I O I
I
b = 2
∑ (∑ ) 2
N ∗ q − q
I I
Si possono quindi calcolare i valori di q dalla relazione q = m*q +b;
6) O O_rett I 9
Una volta calcolati gli q dall’equazione della retta si può determinare lo
7) O_rett
scostamento di tali valori da quelli misurati ovvero la sua varianza:
2
∑(q 2
∑(m )
− q ) ∗ q + q − q
O_rett O I O
2 =
S = N
q N
O
E quindi anche lo stesso si può fare per l’ingresso:
2
S
q O
2
S =
q m 2
l
8) Analogamente è possibile calcolare l’incertezza di misura, ovvero la deviazione standard
sia per l’uscita che per l’ingresso, ossia:
∑(m )
2
∗ q + q − q
S I O
=
q N
O S q O
S
q =
l m ’, possiamo determinare il
Pertanto se in uscita allo strumento otteniamo il valore q O con k
corrispondente valore in ingresso q ’= (q ’-q)/m con un incertezza di ±k ∗ S
I O q
l
fattore di copertura (1, 2 o 3);
9) Si possono calcolare anche le varianze di m (detta deriva di sensibilità) e di b (detta
deriva di zero) mediante le seguenti relazioni:
2
N ∗ S q
2 O
S =
m 2
∑ (∑ ) 2
N ∗ q − q I
I
2 2
∑
S ∗ q
q I
2 O
S =
b 2
∑ (∑ ) 2
N ∗ q − q I
I
Che permettono di identificare l’accuratezza della stima dei valori misurati mediante la
retta ai minimi quadrati, ovvero l’incertezza di linearità. 10
Pag. 19 N° 04 (Lez. 10)
Descrivere le principali caratteristiche statiche; riportare schemi e grafici per
rendere più chiare le definizioni
Le principali caratteristiche statiche di uno strumento di misura sono:
1) Campo di misura: è l’insieme dei valori su cui lo strumento può fare una misura. Per cui
in base al campo di valori di una grandezza che ci interessa misurare andremo a scegliere il
campo di misura dello strumento.
In campo dinamico si usa il dB per definire il campo di misura: dB= 20*log (MAX/min).
10
2) Portata o Fondo Scala: è il più grande valore che lo strumento può misurare, ovvero in
pratica è il limite superiore del campo di misura. Spesso le altre caratteristiche statiche
vengono espressi in termini % della portata (o fondo scala) nella seguente notazione: %fs.
3) Risoluzione: indica la più piccola variazione dell’ingresso che
lo strumento riesce a rilevare e quindi misurare. Se ad esempio
un voltmetro ha una risoluzione di 0,2V vuol dire che potrà
cogliere variazioni di tensione in ingresso maggiori od uguali di
0,2V.
4) Sensibilità: è il rapporto tra la variazione della grandezza
in uscita rispetto alla variazione della grandezza in ingresso,
dq
ossia in buona sostanza equivale alla pendenza O
S = dq l
della curva di taratura in ogni suo punto all’interno del
campo di misura. Se la curva di taratura è un segmento di
q
retta allora lo strumento è lineare e la sensibilità O
S =
lin q l
è costante per ogni valore dell’ingresso.
5) Soglia: è il più piccolo ingresso misurabile.
6) Ripetibilità: è il grado di
concordanza tra una serie di misure
consecutive della stessa grandezza
in condizioni ambientali equivalenti.
Essa viene espressa come
deviazione standard s del campione
di misure effettuate. 11
Si possono inoltre definire l’incertezza di ripetibilità come il doppio (fattore di copertura 2)
della deviazione standard ed il campo di ripetibilità come la differenza tra il valore
±2s,
massimo ed il valore minimo del campione.
7) Stabilità: è l’attitudine a fornire valori di lettura differenti tra loro in letture eseguite
indipendentemente sullo stesso misurando in un intervallo di tempo definito.
8) Isteresi: proprietà di fornire valori di lettura diversi in
corrispondenza di una medesima grandezza quando
questa viene fatta variare per valori crescenti e per
valori decrescenti. Le isteresi sono generalmente dovute
ad irreversibilità interne come attriti meccanici i
dissipazioni di energia elettrica o magnetica. Essa è data
dalla differenza massima tra la curva di carico (fase
crescente) e quella di scarico (fase decrescente) sull’asse dell’uscita, in genere al 50% del
fondo scala.
9) Linearità: è la misura della massima deviazione dei punti di taratura dalla retta
interpolante dei minimi quadrati, ossia: 12
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Paniere verificato di Misure meccaniche e termiche - Risposte aperte
-
Paniere con risposte aperte - Misure meccaniche e termiche (2021/2022)
-
Misure meccaniche e termiche - Paniere compilato
-
Paniere completo e verificato di Misure meccanica e termiche - Risposte aperte