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SINDROME GENERALE DI ADATTAMENTO: La teoria della SINDROME GENERALE DI

ADATTAMENTO fu proposta da Hans Selye nel 1956 con la pubblicazione del libro “The

stress of life” . Secondo Selye lo sviluppo di questa sindrome avviene mediante 3 fasi:

Fase di Allarme, Fase di Resistenza e fase di Esaurimento. Nella fase d’allarme

l’organismo risponde agli stressor (agente stressante) mettendo in atto organismi di

difesa; nella fase di resistenza l’organismo cerca di bloccare gli effetti dello stress con

risposte specifiche; e infine, l’ultima fase, ovvero la fase di esaurimento, si controlla se

gli stressor continuano ad agire nonostante l’organismo sia entrato in una fase di

esaurimento. Per Adattamento si intende una modificazione che avviene a livello:

anatomico, fisiologico, biochimico, biomeccanico e funzionale. A differenza

dell’aggiustamento, l’adattamento ha una modificazione più lenta,cronica e

resistente. L’adattamento ha diverse caratteristiche come: la componente

genetica e i tempi di adattamento. Nella componente genetica la capacità di

adattarsi ad uno stimolo è soggettiva ed assume una caratteristica ereditaria.

Infatti colui che godrà di un patrimonio genetico “migliore” si adattterà in modo

più efficace ed efficiente. A sua volta i tempi di adattamento hanno due

caratteristiche: l’eterocronismo degli adattamenti, ovvero, la manifestazione

differenziata di ripristino dello stato di normalità dei diversi apparati

dell’organismo coinvolti nello sforzo fisico, infatti il nostro corpo è “etero –

cronico” perché non tutti i sistemi sollecitati possiedono tempi di ripristino

uguali ; e il recupero, che è parte integrante dell’allenamento non solo per lo

smaltimento della fatica, ma anche per permettere ai processi di adattamento

di verificarsi in modo efficace ed efficiente , così da elevare il grado delle

capacità prestazionali. L’Omeostasi è un termine creato da

COS’E’ IL CONCETTO DI OMEOSTASI:

Walter Cannon nel 1932 , che era un professore capo del Dipartimento di Fisiologia

tendenza al mantenimento di condizioni

alla Harvard Medical School. Indica la

stabili, o costanti, delle funzioni organiche. E’ un insieme coordinato di

REGOLAZIONI (nervose ed endocrine) con il compito di ripristinare un equilibrio

perso a causa di stimolazioni esterne. muscolare, neuroendocrino e

cardiovascolare). Tramite una serie di risposte ed attivazioni “a cascata” portano a

degli adattamenti

LA DEFINIZIONE DI ADATTAMENTO (LEZIONE 2) : anatomico,

Per Adattamento si intende una modificazione che avviene a livello:

fisiologico, biochimico, biomeccanico e funzionale. A differenza

dell’aggiustamento, l’adattamento ha una modificazione più lenta,cronica e

resistente. L’adattamento ha diverse caratteristiche come: la componente

genetica e i tempi di adattamento. Nella componente genetica la capacità di

adattarsi ad uno stimolo è soggettiva ed assume una caratteristica ereditaria.

Infatti colui che godrà di un patrimonio genetico “migliore” si adattterà in modo

più efficace ed efficiente. A sua volta i tempi di adattamento hanno due

caratteristiche: l’eterocronismo degli adattamenti, ovvero, la manifestazione

differenziata di ripristino dello stato di normalità dei diversi apparati

dell’organismo coinvolti nello sforzo fisico, infatti il nostro corpo è “etero –

cronico” perché non tutti i sistemi sollecitati possiedono tempi di ripristino

uguali ; e il recupero, che è parte integrante dell’allenamento non solo per lo

smaltimento della fatica, ma anche per permettere ai processi di adattamento

di verificarsi in modo efficace ed efficiente , così da elevare il grado delle

capacità prestazionali.

COSA S INTENDE PER ALLENAMENTO PROGRAMMATO E REALIZZATO?

Per allenamento programmato s’ intende una pianificazione dell’allenamento che ha

come obiettivo la massima forma sportiva, nonchè estrinsecazione da parte dell'atleta

di tutte le sue potenzialità fisiche e psichiche. La programmazione è un momento

particolareggiato di stesura del programma di allenamento sulla base di quanto

pianificato in precedenza. La pianificazione può essere a lungo o a breve termine e

può essere generale e speciale Il piano di allenamento può essere suddiviso in: 

piano pluriennale di allenamento

 Piano annuale

 Piano del macro (meso) ciclo

 Piano settimanale

 Piano della unità di allenamento

IL CANDIDATO PARLI DEL IL PRINCIPIO DEL CARICO DIRETTO A

PROVOCARE EFFETTI D’ADATTAMENTO: (LEZIONE 4) :

Esistono diversi principi che governano l’allenamento: 1) Il principio del carico

diretto a provocare effetti d’adattamento 2) Il principio della ciclicità per

garantire l’adattamento 3) Il principio della specializzazione diretta a rendere

specifico l’allenamento 4) Il principio della proporzionalità, secondo le teorie di

Weineck 2009. Questo principio racchiude a sua volta: a) Il principio dello

stimolo allenante b) Il principio dell’individualizzazione del carico c) Il principio

dell’incremento del carico d) Il principio della successione corretta del carico e)

Il principio della variabilità del carico f) Il principio dell’alternanza del carico g) Il

principio della relazione ottimale tra carico e recupero.

I PRINCIPI CHE GOVERNANO L’ALLENAMENTO (LEZIONE 4) :

I principi che governano l’allenamento sono : il principio del carico diretto a

provocare effetti d’adattamento; Il principio della ciclicità per garantire

l’adattamento; Il principio della specializzazione diretta a rendere specifico

l’allenamento; Il principio della proporzionalità.

L’ Obiettivo dell’allenamento sportivo è il miglioramento: - delle capacità fisiche

organico-muscolari: forza ,resistenza ,rapidità , flessibilità; -delle capacità

psichiche (conoscenza di sé , autocontrollo , forza di volontà, successi ,

sconfitte); -delle capacità e abilità coordinative (abilità tecniche); -delle abilità

cognitive(tecnico-tattiche)

I PRINCIPI CHE GOVERNANO L’ALLENAMENTO (weineck 2009) (LEZIONE

4) :

I principi che governano l’allenamento sono : il principio del carico diretto a

provocare effetti d’adattamento; Il principio della ciclicità per garantire

l’adattamento; Il principio della specializzazione diretta a rendere specifico

l’allenamento; Il principio della proporzionalità. L’ Obiettivo dell’allenamento

sportivo è il miglioramento: - delle capacità fisiche organico-muscolari: forza

,resistenza ,rapidità , flessibilità; -delle capacità psichiche (conoscenza di sé ,

autocontrollo , forza di volontà, successi , sconfitte); -delle capacità e abilità

coordinative (abilità tecniche); -delle abilità cognitive(tecnico-tattiche)

IL CANDIDATO ELENCHI E SPIEGHI 2 PRINCIPI DELL’ALLENAMENTO

( LEZIONE 4) : Dei 6 principi due che sono abbastanza interessanti sono: il

principio 2 e ………….

Il principio 2 racchiude gli aspetti da considerare per programmare la

somministrazione degli stimoli allenanti: Il principio dello carico continuo; Il

principio del carico periodizzato ; Il principio del recupero periodizzato. Per il

principio del carico continuo si intende la successione regolare

dell’allenamento, che porterà ad un progressivo aumento delle capacità di

prestazione sportiva di un atleta, fino a raggiungere il suo limite individuale che

è geneticamente stabilito ; nel principio del carico periodizzato si deve ottenere

la forma ottimale nel momento giusto, dosare i carichi senza trascurare la

continuità dell’allenamento, evitare di sovra-allenare l’atleta; e infine il

principio del recupero periodizzato è abbastanza importante perché è proprio in

questo momento che molti atleti inseriscono un periodo di rigenerazione in cui

vengono ristabilite le riserve psicofisiche dell’atleta.

Un altro principio interessante è il principio 3. Questo principio considera: Il

principio dell’adeguatezza rispetto all’età e il principio del carico finalizzato. Il

principio dell’adeguatezza rispetto all’età afferma che per riuscire a sfruttare

al momento giusto il potenziale di prestazione esistente, i carichi di

allenamento devono essere programmati tenendo conto dell’età

biologica( ovvero l’età attribuibile ad un atleta in relazione allo sviluppo, al

livello di maturazione delle strutture e delle funzioni del suo organismo e non

cronologica) e non cronologica; mentre il principio del carico finalizzato afferma

che ogni sport ha un profilo caratteristico di esigenze coordinative e organico –

muscolari. Se si vuole preparare una futura prestazione, in tutte le tappe della

sua costruzione, ogni obiettivo, ogni metodo, ogni mezzo e contenuto deve

essere orientato su quanto viene richiesto dalla struttura specifica della

prestazione in uno sport o in una data disciplina

DEFINIZIONE DI ALLENAMENTO SPORTIVO E OBIETTIVO (LEZIONE 4)

L'allenamento sportivo è un processo pedagogico educativo complesso che si

concretizza nell'organizzazione dell'esercizio fisico ripetuto in quantità e con

intensità tali da produrre carichi progressivamente crescenti, che stimolino i

processi fisiologici di supercompensazione dell'organismo e, favoriscano

l'aumento delle capacità fisiche, psichiche, tecniche e tattiche dell'atleta, al

fine di esaltarne e consolidarne il rendimento in gara.

Gli obiettivi dell’allenamento sportivo sono il miglioramento delle : delle

capacità fisiche organico-muscolari: forza ,resistenza ,rapidità , flessibilità; -

delle capacità psichiche (conoscenza di sé , autocontrollo , forza di volontà,

successi , sconfitte); -delle capacità e abilità coordinative (abilità tecniche);

-delle abilità cognitive(tecnico-tattiche

LA PERIODIZZAZIONE E IL CICLO DI ALLENAMENTO ( lezione 4)

La periodizzazione ha come obiettivo la massima forma sportiva, nonchè

estrinsecazione da parte dell'atleta di tutte le sue potenzialità fisiche e psichiche. La

PERIODIZZAZIONE si divide in due momenti: pianificazione e programmazione.

La pianificazione è momento generale di formulazione della strategia delle grandi

variazioni di struttura dell’allenamento riferite ad un ampio arco di tempo e ad

obiettivi intermedi con la definizione di obiettivi, le priorità, le scadenze più importanti,

i tempi occorrenti per le varie fasi di preparazione, i metodi e i mezzi più idonei.

-programmazione: momento particolareggiato di stesura del programma di

allenamento sulla base di quanto pianificato in precedenza. La pianificazione può

essere a lungo o a breve termine e può essere generale e speciale Il piano di

allenamento può essere suddiviso in: piano pluriennale di allenamento Piano

 

annuale Piano del macro (meso) ciclo Piano settimanale Piano della

  

unità di allenamento.I primi studi sulla periodizzazione furono avviati da Matveyev

(1965) che basandosi sulla sindrome generale di adattamento suddivide l’anno

sportivo in fasi e cicli (la prima periodizzazione) La periodizzazione per atleti che

praticano sport per la stagione intera, dopo la fase di picco c’è quella di mantenimento

con alternanza di fasi di volume e intensità. Il ciclo di allenamento in generale può

essere diviso in: Periodo preparatorio (diviso in generale e specifica) Periodo di gara

 

(diviso in pre-competitivo e competitivo) Periodo di transizione.

La programmazione è un momento particolareggiato di stesura del programma di

allenamento sulla base di quanto pianificato in precedenza. La pianificazione può

essere a lungo o a breve termine e può essere generale e speciale Il piano di

allenamento può essere suddiviso in: piano pluriennale di allenamento Piano

 

annuale Piano del macro (meso) ciclo Piano settimanale Piano della unità di

  

allenamento.

IL CANDIDATO PARLI DEL IL PRINCIPIO DEL CARICO DIRETTO A PROVOCARE

EFFETTI D’ADATTAMENTO(LEZIONE 4 ) : Esistono diversi principi che governano

l’allenamento: 1) Il principio del carico diretto a provocare effetti d’adattamento 2) Il

principio della ciclicità per garantire l’adattamento 3) Il principio della specializzazione

diretta a rendere specifico l’allenamento 4) Il principio della proporzionalità, secondo le

teorie di Weineck 2009. Questo principio racchiude a sua volta: a) Il principio dello

stimolo allenante b) Il principio dell’individualizzazione del carico c) Il principio

dell’incremento del carico d) Il principio della successione corretta del carico e) Il

principio della variabilità del carico f) Il principio dell’alternanza del carico g) Il

principio della relazione ottimale tra carico e recupero.

IL CANDIDATO PARLI DEI PRINCIPI 2 E 3 DELL’ALLENAMENTO (LEZIONE 5)

Il principio 2 racchiude gli aspetti da considerare per programmare la

somministrazione degli stimoli allenanti: Il principio dello carico continuo; Il

principio del carico periodizzato ; Il principio del recupero periodizzato. Per il

principio del carico continuo si intende la successione regolare

dell’allenamento, che porterà ad un progressivo aumento delle capacità di

prestazione sportiva di un atleta, fino a raggiungere il suo limite individuale che

è geneticamente stabilito ; nel principio del carico periodizzato si deve ottenere

la forma ottimale nel momento giusto, dosare i carichi senza trascurare la

continuità dell’allenamento, evitare di sovra-allenare l’atleta; e infine il

principio del recupero periodizzato è abbastanza importante perché è proprio in

questo momento che molti atleti inseriscono un periodo di rigenerazione in cui

vengono ristabilite le riserve psicofisiche dell’atleta.

ll principio 3 considera: Il principio dell’adeguatezza rispetto all’età e il

principio del carico finalizzato. Il principio dell’adeguatezza rispetto all’età

afferma che per riuscire a sfruttare al momento giusto il potenziale di

prestazione esistente, i carichi di allenamento devono essere programmati

tenendo conto dell’età biologica( ovvero l’età attribuibile ad un atleta in

relazione allo sviluppo, al livello di maturazione delle strutture e delle funzioni

del suo organismo e non cronologica) e non cronologica; mentre il principio del

carico finalizzato afferma che ogni sport ha un profilo caratteristico di esigenze

coordinative e organico – muscolari. Se si vuole preparare una futura

prestazione, in tutte le tappe della sua costruzione, ogni obiettivo, ogni

metodo, ogni mezzo e contenuto deve essere orientato su quanto viene

richiesto dalla struttura specifica della prestazione in uno sport o in una data

disciplina

IL CANDIDATO ILLUSTRI IL PROCESSO DI ALLENAMENTO SUDDIVISO IN

5 STADI INTERDIPENDENTI?? (lezione 5)

Il processo di allenamento è solitamente suddiviso in cinque stadi strettamente

interdipendenti: Stadio della formazione generale, le caratteristiche di questo stadio sono :

racchiude l’intera età prescolare, è finalizzato ad incrementare la capacità generale di

apprendimento, e gli stimoli rispettano il principio del carico progressivo; Stadio

dell’allenamento di base, caratteristiche di questo stadio: sviluppo delle capacità di

coordinazione , apprendimento di semplici abilità e combinazioni di abilità di vario tipo ,

perfezionamento delle capacità di equilibrio, ritmo, reazione, differenziazione, orientamento

spazio tempo;Stadio dell’allenamento di costruzione, Si pone i seguenti obiettivi: maggior

orientamento verso le esigenze dello sport prescelto, crescente specializzazione dei contenuti

e dei metodi , creazione di presupposti per il passaggio all’alto livello, aumento del volume e

dell’intensità del carico; Stadio dell’allenamento transitorio, rappresenta il passaggio

dall’allenamento giovanile a quello di alto livello (durata 2-4 anni). Durante questa fase

vengono scelte le vie più corrette per impostare l’allenamento di alto livello. ;Stadio

dell’allenamento di alto livello, I punti fondamentali di questa fase: significativo aumento

delle capacità di carico dell’intero organismo, servirsi della periodizzazione multipla che

preveda macrocicli , aumento delle gare, accumulare prime esperienze di allenamento con

metodi mai utilizzati in precedenza, ricorrere spesso a test di valutazione

PARLI DEL PRINCIPIO DEL CARICO E DEL RECUPERO PERIODIZZATO

(lezione 5)

Sotto la categoria del principio del carico troviamo una serie di principi che disciplinano la

corretta somministrazione degli stimoli biologici, o stimoli allenanti, che si concretizzano

nella seduta di allenamento. Si chiamano principi perché sono“pilastri” senza i quali tutto il

resto non può stare in piedi. La metodologia dell’allenamento ha scolpito sulle “10 tavole” le

leggi strategiche affinché la preparazione abbia successo, su una di queste tavole sono incisi i

principi del carico che andiamo a ricordare: Il principio dello stimolo allenante; Il principio

dell’individualizzazione del carico; Il principio dell’incremento del carico; Il principio della

successione corretta del carico ;Il principio della variabilità del carico ; Il principio

dell’alternanza del carico; Il principio della relazione ottimale tra carico e recupero.

Il principio del recupero periodizzato è abbastanza importante perché è proprio in questo

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cardi22772 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Teoria e metodologia dell'allenamento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Palermo o del prof Benis Roberto.
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