Psicologia generale e dell'attività fisica (Domande aperte)
Definizione di psicologia
La psicologia è la scienza che studia i fenomeni propri del meccanismo mentale e affettivo, sia dal punto di vista speculativo, sia dal punto di vista sperimentale. È lo studio scientifico del comportamento e dei processi mentali.
Gli albori della psicologia in Europa
La psicologia scientifica è ufficialmente nata in Europa nella seconda metà dell'Ottocento grazie al contributo della neurofisiologia. Essa ha le sue radici nel pensiero classico dell'Occidente quando filosofi, uomini di scienza e di cultura si sono spesso occupati di tematiche riguardanti la mente umana. Tra i filosofi dell'Antica Grecia spiccano Platone e il suo allievo Aristotele. Platone teorizzò la netta separazione tra psyche e soma (anima e corpo) dando inizio a una concezione dualistica; Aristotele invece unione tra anima e corpo. Altre figure che diedero un contributo significativo allo sviluppo della scienza moderna furono Copernico, Keplero, Galileo Galilei e Newton.
Confronto tra Titchener e Wundt rispetto al metodo introspettivo
L'introspezione per Wundt richiedeva uno stimolo in grado di produrre l'evento mentale o oggetto di osservazione e l'elaborazione o stesura di un resoconto subito dopo l'osservazione dell'evento facendo ricorso quindi a un'esperienza diretta; secondo Titchener per comprendere la mente occorreva prima scoprirne la struttura scomponendola nei suoi elementi primari e poi capire come si combinavano tali elementi tra di loro.
L'introspezione secondo Titchener
Secondo Titchener, l'esperienza cosciente è formata da percezioni, idee, emozioni o sentimenti, ai quali sono uniti tre componenti fondamentali: sensazioni, immagini e stati affettivi. Alle due caratteristiche essenziali studiate da Wundt (qualità ed intensità), Titchener aggiunse durata e chiarezza. Il metodo utilizzato da Titchener era quello dell'introspezione, ma l'addestramento che egli richiedeva ai suoi soggetti era rigoroso. Egli usò l'espressione "errore dello stimolo" per indicare l'attribuzione di significati e valori soggettivi ai dati oggettivi dell'esperienza, che andrebbero analizzati sulla base delle loro componenti mentali. Lo strutturalismo si fondava quindi sul presupposto che tutte le esperienze mentali degli umani potessero essere comprese attraverso la combinazione delle componenti di base.
Le principali correnti di pensiero nella storia della psicologia
- Strutturalismo: È una corrente di pensiero psicologico inaugurata da Wundt, in Germania, e proseguita, negli Stati Uniti d'America, dal suo allievo Titchener. È il primo modello di psicologia sperimentale in quanto adotta le metodiche e le procedure della chimica e della fisica, quali il laboratorio e il metodo galileiano, al fine di dare un'impronta scientifica alla psicologia. I principi dello Strutturalismo sono l'elementarismo (successivamente criticato) e l'introspezione come metodo. Tra gli esponenti abbiamo Wundt, Titchener e Kulpe.
- Funzionalismo: È una corrente di pensiero psicologica inaugurata negli Stati Uniti da William James e John Demeny che interpreta i fenomeni psichici non come elementi disgiunti fra loro ma come funzioni mediante le quali l'organismo si adatta all'ambiente sociale e fisico. Tra gli esponenti abbiamo James Demeny e Dewey.
- Gestalt: È una corrente di pensiero psicologica incentrata sui tempi della percezione e dell'esperienza nata in Germania. Gli esponenti sono Max Wertheimer e Kohler.
- Comportamentismo: È una corrente di pensiero psicologico sviluppata dallo psicologo Watson basato sullo studio del comportamento ovvero l'unica unità di analisi scientificamente stabile della psicologia, avvalendosi del metodo stimolo e risposta in quanto direttamente osservabile dallo studioso. L'esponente principale è Watson.
- Neocomportamentismo: È una corrente di pensiero che si riallaccia al comportamentismo poiché è basata sullo studio del comportamento. L'esponente di questa corrente è Skinner il quale studia il comportamento mediante tre elementi: rinforzo, punizione e modellamento.
- Cognitivismo: È una corrente di pensiero psicologica applicata allo studio dei processi cognitivi ponendo attenzione al pensiero e ai processi di conoscenza, mettendo in luce la capacità umana di poter pensare in modi nuovi senza farsi condizionare dall'esperienza passata. Gli esponenti sono Piaget e Chomsky.
- Costruttivismo: È la prospettiva psicologica oggi più diffusa; si basa sulla concezione che ogni uomo sia il costruttore della propria coscienza attraverso la propria esperienza personale.
Il comportamentismo
È una corrente di pensiero sviluppata dallo psicologo Watson basato sullo studio del comportamento ovvero l'unica unità di analisi scientificamente stabile della psicologia, avvalendosi del metodo stimolo e risposta in quanto direttamente osservabile dallo studio. Gli esponenti sono Watson e Pavlov.
Scuola della Gestalt
È una corrente di pensiero psicologica incentrata sui tempi della percezione e dell'esperienza nata in Germania. Gli esponenti sono Max Wertheimer e Kohler. La Gestalt rifiuta l'elementarismo, ossia ogni analisi che parta dal basso che si limita a sommare o a combinare le proprietà elementari per spiegare un evento, essa pone la sua attenzione su processi "dall'alto" centrando l'attenzione sui concetti di struttura e organizzazione.
Cognitivismo
È una corrente di pensiero psicologica applicata allo studio dei processi cognitivi ponendo l'attenzione al pensiero e ai processi di conoscenza, mettendo in luce la capacità umana di poter pensare in modi nuovi senza farsi condizionare dall'esperienza passata. Gli esponenti sono Piaget e Chomsky.
Il costruttivismo e il processo di cambiamento concettuale
Il costruttivismo è la prospettiva psicologica oggi più diffusa; si basa sulla concezione che ogni uomo sia il costruttore della propria coscienza attraverso la propria esperienza personale. Il processo di cambiamento concettuale si basa su tre tappe:
- Identificare il modello spontaneo/ingenuo quindi riflettere sulla propria attività mentale;
- Predisporre situazioni critiche per evidenziare le debolezze quindi favorire la consapevolezza;
- Sostenere l'adeguamento/cambiamento del modello quindi confrontarsi.
I metodi di ricerca in psicologia: sperimentale, quasi sperimentale e osservativo
In psicologia riconosciamo tre metodi di ricerca:
- Metodo sperimentale: Il suo obiettivo consiste nella formulazione di leggi scientifiche sulle relazioni causali tra variabili. Si definisce variabile qualsiasi caratteristica che può assumere diversi valori quantitativi e qualitativi. Quando usa il metodo sperimentale, il ricercatore manipola una o più variabili indipendenti e ne studia gli effetti su una o più variabili dipendenti.
- Metodo quasi sperimentale: Quando non sono soddisfatti i requisiti che definiscono il vero e proprio esperimento. Le inferenze basate sui dati di un quasi-esperimento non sono affidabili, poiché non tengono sotto controllo tutte le variabili confondenti.
- Metodo osservativo: Il metodo che indaga le relazioni tra le persone. Questo metodo permette la massima aderenza al dato, l'interazione individuo-ambiente, studia situazioni non riproducibili in laboratorio. L'osservazione può essere naturalistica quando l'osservatore osserva ciò che accade in natura, senza cercare di cambiarlo o influenzarlo; oppure clinica quando l'osservatore interagisce con la persona osservata.
Metodo osservativo
È il metodo che indaga le relazioni tra le persone. Questo metodo permette la massima aderenza al dato, l'interazione individuo-ambiente, studia situazioni non riproducibili in laboratorio. L'osservazione può essere naturalistica quando l'osservatore osserva ciò che accade in natura, senza cercare di cambiarlo o influenzarlo; oppure clinica quando l'osservatore interagisce con la persona osservata. Questo allo scopo di diagnostico e psicoterapeutico. Lo psicologo cerca di ottenere informazioni su ciò che può essere disturbante per il paziente con opportune domande.
I dati in psicologia
Abbiamo tre tipi di dati in psicologia:
- Dati comportamentali: Ottenuti attraverso l'osservazione dei comportamenti delle persone;
- Dati verbali: Ottenuti mediante strumenti come questionari, interviste o colloqui;
- Dati psicometrici: Registrazione di comportamenti per ricavare previsioni su comportamenti futuri.
La validità della ricerca
La validità si riferisce alla capacità effettiva di uno strumento di misurare la variabile che esso dichiara di esaminare. In riferimento ai metodi di ricerca, distinguiamo due tipi di validità una "interna" ed una "esterna".
- Validità interna: Quando il ricercatore cerca di stabilire se la relazione individuata è causale;
- Validità esterna: Quando i risultati possono essere generalizzati ad una più ampia gamma di situazioni rispetto a quella specifica indagata nella ricerca;
- Validità di costrutto: L'accuratezza con cui i risultati di una ricerca sono conformi alla teoria che ne è alla base;
- Validità statistica: Riferita alla probabilità che il risultato non sia stato ottenuto per puro caso.
I questionari: caratteristiche, tipologie di domande e scale di misurazione
Il questionario deve possedere i seguenti requisiti: attrattività; chiarezza, precisione e ordine. Il linguaggio utilizzato non deve essere eccessivamente tecnico e soprattutto deve utilizzare termini semplici e comprensibili. I questionari possono avere diverse modalità di somministrazione:
- Questionari etero-somministrati: L'intervistatore legge le domande e segna le risposte;
- Questionari auto-somministrati: Il soggetto stesso legge e risponde autonomamente alle domande.
Le domande nei questionari possono essere aperte (il soggetto è libero di rispondere seguendo il filo logico dei propri pensieri e convinzioni); chiuse (scegliere una tra le risposte già predisposte dal ricercatore); dicotomiche (si-no o vero-falso); scelta multipla (rosa di opzioni più o meno argomentate entro le quali scegliere una o più risposte); scala graduata (il soggetto deve esprimere un grado di accordo o disaccordo).
Le scale di misurazione dei questionari possono essere di tre tipi:
- Scale verbali: Ad esempio, completamente d'accordo, molto d'accordo, abbastanza d'accordo, completamente in disaccordo;
- Scale numeriche: Il soggetto quantifica il proprio accordo indicando un numero tra due estremi in cui il numero 1 rappresenta in genere il valore minimo;
- Scale visive: Si chiede ai soggetti di apporre una tacca su una linea a continuum che va da sinistra (minimo) verso destra (massimo).
Confronto tra approccio emico e etico alla cultura
- Approccio emico: Considera la cultura dall'interno, cercando di porsi dal punto di vista dei suoi membri e di comprendere in che modo essi danno senso alla realtà, concentrandosi sugli elementi di unicità della cultura stessa;
- Approccio etico: Adotta un approccio dall'esterno e un metodo di analisi basato su griglie di osservazione che consentono di comparare diverse culture e operare delle generalizzazioni, privilegiando metodi quantitativi e ricerca di criteri universali.
La differenza tra "tecnica" e "tecnologia" e il concetto di "tecnologia caratterizzante" (Bolter)
- Tecnica: Una serie di procedimenti per la costruzione di qualcosa;
- Tecnologia: È la scienza che si occupa di come vengono applicati i procedimenti.
Secondo Bolter la tecnologia fornisce mezzi adeguati per trasformare l'ambiente e migliorare la nicchia ecologica. Secondo la sua teoria caratterizzante "La tecnologia offre cose nuove sulle quali pensare... ma anche cose nuove con le quali pensare".
Differenza tra mente mono-/multiculturale
La mente monoculturale è un dispositivo essenziale per acquisire la cultura di appartenenza e per definire la propria identità, ma è anche un limite poiché induce a valutare altre culture come inadeguate o persino come una minaccia. La mente multiculturale è capace di acquisire e gestire una molteplicità di modelli culturali fra loro differenti in termini di credenze, valori, emozioni e pratiche.
La cultura in psicologia: definizione, significati, caratteristiche, artefatti e identità culturale
La cultura è l'ambiente invisibile nel quale siamo immersi, la prospettiva dalla quale guardiamo il mondo. La cultura è un'elaborazione progressiva che unisce ambiente ed esigenze interne di sopravvivenza. Gli artefatti sono gli oggetti che utilizza l'uomo per coordinarsi con l'ambiente fisico e sociale.
Gli artefatti possono essere:
- Primari: Strumenti usati direttamente come penna, parola ecc.;
- Secondari: Rappresentazione degli artefatti primari e dei modi di azione associati come norme d'uso e regole;
- Terziari: Artefatti immaginari con funzione ludica o estetica come narrazioni.
Si definisce l'identità culturale come appartenenza e condivisione di credenze, modelli mentali, valori, pratiche, ecc. Questo tema è stato affrontato secondo tre diverse prospettive: prospettiva soggettiva, prospettiva oggettiva e prospettiva relazionale.
Descrivere e commentare la testimonianza di Alessandra Tagliabue
Alessandra è una sportiva di 52 anni che pratica pattinaggio sul ghiaccio. Sin da piccolissima ha dedicato la sua vita allo sport grazie e al sostegno dei suoi genitori praticando così parecchi sport tra cui nuoto, atletica, tennis, sci, vela e infine pattinaggio sul ghiaccio. Alessandra per tutte queste discipline ha sempre partecipato a gare o competizioni nonostante la sua scarsa autostima. Le gare Alessandra le considera come un completamento di qualsiasi sport, uno scopo per cui lavorare, migliorare la tecnica, uno stimolo in più per faticare così tanto. Ciò che offre lo sport non è solo confrontarsi con altri, condividere emozioni, i problemi e le difficoltà ma le gare sportive ci danno anche la possibilità di viaggiare, conoscere nuovi posti e stringere nuove amicizie. Lo sport è una lingua universale che tutti capiscono.
Descrivere e argomentare la relazione tra attività fisica e umore
L'umore è diverso da un'emozione o dall'effetto che una persona può provare, è uno stato affettivo che non risulta essere provocato da nessun evento specifico. L'umore può essere definito uno stato affettivo che si prova ogni giorno e può durare ore, giorni, settimane o mesi. Uno studio condotto da Buchman afferma che l'attività fisica migliora l'umore poiché favorisce una riduzione della rabbia. La riduzione della rabbia ha effetti benefici sia per coloro che soffrono di problemi cardiaci, sull'aspetto fisico, sulla mente e sull'umore. Ogni tipologia di attività fisica ha sempre effetti benefici sull'umore e sul benessere psicologico.
Gli effetti della pratica sportiva nei bambini
- Stili di vita salutari;
- Prevenzione di numerose patologie e dell'obesità infantile;
- Correlazione tra la quantità di esercizio svolta dai bambini e la qualità della relazione con i genitori (qualità, intimità e contatto);
- Maggiori livelli di prestazione in compiti cognitivi e di supporto sociale;
- Minori livelli di depressione e di uso di droga;
- Benessere sociale generale (relazioni con i pari e funzionamento psicologico);
- Miglioramento dello status sociale per i maschi;
- Miglioramento della competenza fisica percepita e reale;
- Maggior autostima corporea e complessiva;
- Contenimento dei livelli di ansia degli adolescenti;
- Ruolo protettivo sul piano psicosociale per i bambini timidi e per quelli aggressivi;
- Maggiore assertività, autocontrollo, vissuti di benessere nei bambini;
- Migliora l'autostima sul piano fisico, dell'apparenza e rispetto ai pari.
Descrivere le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in merito alla pratica sportiva e motoria
L'OMS ha definito delle linee guida e raccomandazioni globali a cui attenersi che determinano l'intensità, la durata, la frequenza e il tipo di attività fisica per prevenire l'insorgenza di malattie. Per attività moderata s'intende un'attività fisica che viene condotta al 50-60% delle proprie potenzialità; per vigorosa s'intende un'attività motoria svolta a un 70-80% delle proprie potenzialità.
- 5-17 anni: Qualsiasi attività si scelga, è essenziale che venga proposta con modalità divertenti e variegate. Si suggeriscono almeno 60 minuti di attività fisica quotidiana di tipo aerobico di intensità moderata e almeno tre volte alla settimana di attività di intensità vigorosa per rinforzare i muscoli e la salute delle ossa.
- 18-64 anni: In generale, l'attività dovrebbe essere svolta per almeno 150 minuti settimanali a intensità moderata o 75 minuti ad alta intensità o una combinazione delle due (incrementabili rispettivamente fino a 300 minuti settimanali di esercizio di moderata intensità o 150 minuti ad alta intensità).
- Oltre i 65 anni: Anche in età anziana i benefici di una regolare attività fisica sono notevoli, perché riduce del 30% il rischio di limitazioni funzionali e di cadute. Si raccomandano almeno 150 minuti settimanali di attività fisica di moderata intensità o almeno 75 minuti di attività fisica di vigorosa intensità o una combinazione delle due.
Definire il concetto di benessere e descriverne la relazione con l'attività fisica e lo sport
Il termine benessere significa letteralmente "stare bene" e si riferisce a diversi aspetti dell'essere umano che non sono riconducibili unicamente a una situazione.
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